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La società dei testimoni

“Ma ho filmato, ascoltato, copiato incollato, discusso e divulgato”

La rivoluzione della comunicazione, dei suoi mezzi e dei suoi potenziali, ha per tutti un’evidenza lampante. Si parla spesso di società dell’immagine, ma io preferisco citare Fossati e definirla società dei testimoni. Non sono più soltanto i brand, i bombardamenti multimediali delle imprese a bussare alla nostra porta. Non siamo più solamente soggetti alle influenze di terzi ed alle loro mire pubblicitarie, oggi siamo in prima persona autori e fautori dell’universo delle informazioni. Non parliamo di noi attraverso uno status sociale, ma attraverso uno status del nostro profilo (di Facebook, Twitter, MySpace, FriendFeed e chi più ne ha più ne metta)… Testimoni dunque di noi stessi, testimoni delle vite degli altri e di chissà cos’altro; a volte per curiosità, altre per noia. Compiaciuti di una tag, di un apprezzamento. Preoccupati di essere fotografati dove non dovevamo essere, preoccupati di essere colti in flagrante, preoccupati di scoprire che uno dei nostri flirt più accesi è “In una relazione”.

Filmiamo, ascoltiamo, copiamo incolliamo, discutiamo e divulghiamo”, questo è il nostro motto, la nostra forza e la nostra debolezza.

I Social Network stanno sviluppando un’estensione della nostra vita dà in pasto a tutti  la nostra privacy, quella sfera che è stato oramai possibile digitalizzare e uploadare. Una realtà che causa dipendenza e complicità. Dipendenza dalla curiosità, dalla voglia di parlare di sé e dei propri gusti, dipendenza dall’essere testimoni. E al contempo complici di quello che pubblichiamo, complici dello spionaggio multimediale di cui siamo vittime e, allo stesso tempo, artefici.

E non meno importante è la ricchezza di questi potenti strumenti informali, che ci rendono più eclettici e ,forse, laconici.  Perché chiaramente le interazioni si diramano in base agli interessi, ma ora ci è data la possibilità di vedere un link nella nostra home page e di trovarlo interessante, di cliccarci sopra, fino al punto di appassionarci e di dimenticare quello che stavamo facendo.

E allora viene quasi voglia di citare Oscar WildeC’è solo una cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di sé”. Ma a che prezzo? Forse, se lo sarebbe chiesto anche lui.

A voi il testimone.

Questo post è stato scrittoda Stefania Fussi.

July 2, 2009   11 Comments

FIAT Social Brand Wiki Car

FIAT è una casa automobilistica che è sempre stata all’avanguardia nella comunicazione su Internet. Oggi ho visto un intervista a Maurizio Spagnulo, FIAT Communication & Digital Marketing Director. Durante l’intervista pubblicata su YouTube ho sentito due frasi, che mi hanno colpito.

Le frasi, anzi le keyword dette da Maurizio Spagnulo sono: Social Brand e Wiki Car. Ora secondo voi che cosa possiamo intendere con Social Brand? Quanto si può spingere un’azienda nell’aprire la comunicazione con i propri clienti? Se l’azione e l’interazione dei clienti con il Brand diviene così profonda quali sono i limiti oltre i quali il Brand diventa una creatura dei suoi stessi fruitori? User Generated Brand? A chi appartiene questo Brand?

June 26, 2009   1 Comment

SEO Politico

L’influenza di Internet sulle elezioni e più in generale  quanto Internet è in grado di influenzare il comportamento degli esseri umani e le loro azioni nel mondo reale è senza dubbio un argomento interessante e molto dibattuto. I governi e le aziende di tutto il mondo temono il crescente ruolo del Web nei giudizi e nei comportamenti della gente. La rete viene continuamente monitorata e analizzata – Social Web Analyis e Social Media Monitoring – e nei casi più estremi, come in Cina o in Iran, direttamente censurata visto che il  microblogging si  è dimostrato un’ arma potentissima per sollevare le masse in Moldavia e in Iran oltre che per poter seguire su Twitter eventi drammatici come l’attacco terroristico a Mumbai.

Flusso da Internet verso il mondo reale, quindi. Un’ Internet dinamica e spontantanea come nel caso di Twitter. Internet che modifica e condiziona il mondo esterno.

Ma il flusso contrario esiste?  Quanto si può modificare e piegare la rete sulla base propri interessi? Matrix può essere modificata per far emergere ciò che vogliamo e nascondere ciò che ci potrebbe danneggiare?

Ogni giorno i SEO di tutto il mondo cercano di carpire a Google le informazioni utili, che servono per arrivare primi sui motori di ricerca per determinate parole chiave. Un albergo di Rimini è sicuramente interessato ad influire sulle scelte di chi vuole andare in vacanza quest’estate. Il solo modo per fare questo è costringere Google ad interessarsi dell’albergo in questione. Essere presenti nella prima SERP è fondamentale, pena l’oblio e la rovina economica.

In realtà la gente non cerca su Google solo l’albergo per le vacanze. Sulla prima SERP possono, infatti, apparire anche informazioni che ci riguardano e che magari rivelano aspetti della nostra vita non molto edificanti. Tutti possono essere messi alla berlina oppure apparire in splendida forma. I casi famosi vanno da Kate Moss che si è fatta ripulire l’immagine da qualche agenzia di Londra fino anche esponenti politici come Gheddafi o banchieri molto noti come Geronzi.

L’ Online Reputation Management è una scienza o meglio un’arte grigia che sfrutta la forza, ma anche debolezze dei motori di ricerca per far emergere ciò che vogliamo noi. Si può lavorare per difendere la reputazione di qualcuno, ma anche parteggiare per il lato oscuro della forza e fare di tutto per rovinargli l’esistenza: commenti negativi organizzati e sistematici su TripAdvisor, Google Bombing su un esponente politico avverso e via distruggendo.

Manovrare per far emergere determinate informazioni invece di altre è un compito complesso che richiede dedizione e sopra ogni cosa la capacità di elaborare una ben precisa e definita strategia. Non è solo una questione di tecniche SEO per intenderci. Occorre essere informati e in alcuni casi bisogna essere rapidi perché il fattore tempo può essere determinante.

Faccio un esempio pratico che mi riguarda da vicino. In tempi non sospetti ho attivato un blog verticale su Facebook. Il nome del blog è Facebook Marketing. Quel blog è stato attivato per varie ragioni e una di queste è che spesso i post possono essere utilizzati come antenne per annusare il traffico e capire come si sta muovendo un determinato mercato o più semplicemente per comprendere il comportamento degli utenti: cosa va di moda ora su Facebook? Cosa cercano gli utenti di Facebook?

Ora se cercate “facebook marketing” su Google il blog  Facebook Marketing risulta primo su Google. Questo perché ho capito che prima o poi qualcuno si sarebbe interessato a Facebook in chiave marketing. Il tempo qui è stato un fattore chiave perchè Google premia i siti più vecchi.

Inoltre c’è anche in ballo una questione di credibilità. Quanti esperti italiani di Facebook Marketing sono primi su google.it e da quanto tempo? Controllate pure.

Ora come compito a casa provate a cercare “reputazione su internet“. Secondo voi chi esce primo su Google?

Questo post è stato scritto da Roldano De Persio esperto di  Online Reputation Management e lo potete contattare qui oppure potete inviargli un e-mail qui info@hjorda.com

June 17, 2009   3 Comments

Internet può influenzare le elezioni politiche?

In queste ore Stefano Epifani e Michele Ficara Manganelli hanno deciso di discutere su fronti opposti la questione, abbastanza spinosa, che va sotto il capitolo”Internet può influenzare le elezioni politiche?“. In parole povere Obama e nel suo piccolo Debora Serracchiani  possono dire che le loro vittorie elettoriali si debbanoa scrivere ad un uso intelligente di internet e dei Social Media? Il Web 2.0 funziona come arma elettorale?

Stefano Epifani afferma che Internet non è in grado di spostare voti come la televisione, mentre Michele Ficara Manganelli, proprio utilizzando l’esempio di Debora Serrachiani, afferma l’esatto contrario e la discussione su Internet ed elezioi continua anche su Friend Feed.

Ho già espresso in parte il mio pensiero riguardo l’effetto di Internet sulla reputazione di un politico durante  le elezioni, credo però che alcune cose siano da approfondire visto la discussione in corso.

In questa sede non voglio  fare comizi elettorali e sarò quindi breve.

La discussione di cui sopra appare secondo me un puro non sense. Una discussione sterile perchè vengono mischiati una tale quantità di concetti che si arriva quasi a paragonare le mele con le pere.

La vera questione è:”Che cosa è  il Web nel 2009?

Mi pare del tutto evidente che Internet sposta voti alle elezioni, nonostante il pensiero di qualcuno dello staff elettorale di Obama. Non c’è proprio nulla da discutere se comprendiamo cosa è attualmente Internet.

Certo se continiamo a vedere Internet come la macchina tecnologica da super smanettoni o blogger della prima ora in stile 1994, allora va bene questa Internet non sposta proprio nulla. Se invece ci guardiamo intorno vediamo che la nuova Internet è ovunque e pure chi non ha nemmeno un modem 56K ne è influenzato.

Non ci vuole un genio per capire che la grande massa delle persone non starà mai 14 ore davanti ad un monitor per dire quanto è fico chattare su Facebook. Tutto ha un limite, pure le passeggiate in spiaggia. Eppure, nonostante l’ovvio, ho visto benzinai che usavano un economicissimo netbook e che chattavano proprio su Facebook – scrivo chattare perché le persone normali chiamano chat tutto – e ho pure visto che gli stessi benzinai si divertivano un mondo. Che cercavano su Facebook? Volete proprio che ve lo dica? Ci arrivate da soli no?

Internet, inoltre, condiziona pesantemente le redazioni giornalistiche e per conseguenza le televisioni, le radio e i giornali. Non trovate pure voi che troppo spesso i mass media riportano notizie riprese e copiate da YouTube o Facebook? Non avviene anche il contrario? Internet per via indiretta parla anche a quelli che un PC non sanno nemmeno come è fatto:” Mio figlio mi ha detto che ha visto certe foto su Internet” oppure: “Mia nipote mi ha detto che c’è una canditata simpatica e carina che ha fatto un bel discorso su Internet, penso proprio che la voterò”.

Quanti link per interposta persona saranno circolati durante queste elezioni europee?

Ribadisco quindi la domanda: “che cosa è per voi Internet nel 2009?”.

Questa enorme macchina fotocopiatrice pervade tutto trasformando e modificando la comunicazione. Se certi esperti sapessero come funzionano i modelli a rete non si meraviglierebbero, ad esempio,  del fatto che il gossip sia ormai diventato uno strumento di comunicazione politica evoluta e che venga utilizzato tranquillamente come arma elettorale. Vi ricordate i benzinai? Ecco quelli sono il target giusto.

Fine comizio elettorale.

UPDATE

La discussione continua anche su Apogeonline con un articolo di Gianluca Diegoli e prosegue su Friend Feed con i commenti all’articolo.

Questo post è stato scritto da Roldano De Persio esperto di  Online Reputation Management e lo potete contattare qui oppure potete inviargli un e-mail qui info@hjorda.com

June 10, 2009   6 Comments

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