Teoria degli Stakeholder
5 September 2007, di Roldano De Persio“Per gran parte degli ultimi 30 anni, i manager delel aziende hanno affrontato il problema della responsabilità dell’impresa nei confronti della propria società. Inizialmente, alcuni affermavano che l’unica responsabilità dell’azienda fosse di fornire il massimo ritorno finanziario per gli azionisti. Presto divenne tuttavia universalmente chiaro che l’obiettivo di guadagno finanziario doveva realizzarsi rispettando le leggi locali” …”L’istituzione di questi nuovi enti governativi rendeva evidente che la politica pubblica nazionale riconosceva ufficialmente l’ambiente, i dipendenti e i consumatori come legittimi stakeholder dell’impresa. Da quel momento, i manager hanno hanno dovuto lottare per conciliare il loro impegno verso la proprietà dell’impresa con i loro obblighi nei confronti di un sempre più ampio gruppo di stakeholder con aspettative sia legali che etiche”. Questi due brani, scritti da Archie B. Carroll, professore emerito e direttore del Non Profit Program al Terry Collage of Business dell’Università della Georgia (USA), sono stati enucleati da un saggio di Carroll (pag 148, Cap. 6) riportato su uno dei testi più interessanti che mi è capitato di leggere in questi giorni.
Teoria degli Stakeholder, FrancoAngeli Edizioni – ISBN 978-88-464-8504-5 – è il titolo di un libro impegnativo e impegnato. Una raccolta di saggi curata da Robert Edward Freeman, fondatore della teoria degli stakholder, Gianfranco Rusconi e Michele Dorigatti, che ha come scopo preciso quello di realizzare una sintesi. Una sintesi necessaria per rendere più chiaro e definito un concetto che i disastri economici e ambientali e i problemi occupazionali di questi ultimi anni rendono sempre più attuale.
Cosa sono gli stakeholder? Lo scopo del libro è proprio quello di definire meglio i confini della teoria degli stakeholder, che molto spesso è stata oggetto di mistificazioni proprio a causa della mancanza di una precisa definizione. Questa è la ragione per cui troviamo in quasi tutti i 16 capitoli un continuo definire e ridefinire i concetti ed i termini che sono alla base della teoria. Non è pero un semplice e sterile esercizio di semantica o filosofia, perché le idee che sono alla base di una teoria economica, in questo caso anche filosofica, possono essere accettate tanto più quanto queste sono ben chiare nella mente di chi le difende.
Nell’ introduzione Gianfranco Rusconi, che è professore ordinario di ragioneria ed Etica d’Impresa e Bilancio Sociale presso la facoltà di Economia dell’Univeristà degli Studi di Bergamo, riporta una definizione che è a mio avviso un buon punto di partenza:” sono “stakeholder” tutti coloro che sono, volenti o nolenti, titolari di una “posta” (dall’inglese “stake”, che significa appunto scommessa o posta in gioco) collegata alla’attività dell’impresa e che pertanto sono condizionati, direttamente o indirettamente, dalla sua attività ed a loro volta la condizionano”.
Non ci sono post correlati.