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	<title>Comments on: La televisone è morta e la pubblicità pure</title>
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		<title>By: The Marketer si aggiorna &#124; The Marketer</title>
		<link>http://www.themarketer.info/05-09-2008/la-televisone-e-morta-e-la-pubblicita-pure/comment-page-1/#comment-10015</link>
		<dc:creator>The Marketer si aggiorna &#124; The Marketer</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 10:49:20 +0000</pubDate>
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		<description>[...] qualche post precedente ho portato avanti l&#8217;idea che la televisione è morta. Per rafforzare questo concetto e soprattutto per discutere meglio insieme a voi su e intorno alle [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] qualche post precedente ho portato avanti l&#8217;idea che la televisione è morta. Per rafforzare questo concetto e soprattutto per discutere meglio insieme a voi su e intorno alle [...]</p>
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		<title>By: Clara</title>
		<link>http://www.themarketer.info/05-09-2008/la-televisone-e-morta-e-la-pubblicita-pure/comment-page-1/#comment-10012</link>
		<dc:creator>Clara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 22:50:36 +0000</pubDate>
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		<description>quanti commenti e quanti spunti interessanti!!! A parer mio, la televisione è morta dal momento che non ha saputo adeguarsi al cambiamento. 
La tipologia di comunicazione unidirezionale non è più sostenibile e chi persiste su questa strada perde. Il consumatore, come ormai si dice da tempo, vuole più attenzione, vuole interagire, farsi condottiero o veicolatore dei messaggi, vuole qualcosa che sia fatto su misura per lui. In poche parole è lui che deve scegliere  e non subire passivamente i palinsesti. Credo che sia questo il nodo cruciale.
Potrebbe resuscitare? Beh diciamo che potrebbe (e parlo di canali non free gli unici che cercano di rimanere aggrappati a qualcosa) ma è difficile. 
Prendiamo come esempio i giochi olimpici, io lo definirei il dramma dei drammi. Possibile che la Rai non abbia messo a disposizione del fruitore comune un mosaico interattivo attraverso il quale decidere quale evento seguire? Possibile che veniva continuamente fatto un ping pong in base a quello che piaceva di più al regista? Bastava collegarsi a Internet ed invece le cose cambiavano. Purtroppo manca la volontà di cambiare, forse anche la mentalità di capire che quando si è arrivati al punto di non ritorno o si comincia a riscrivere una nuova era o chi si ferma è perduto. Internet è un mezzo che permette di assecondare il cambiamento nel migliore dei modi.  Si potrebbe vivere senza di esso? No! Ma non per una questione di dipendenza, semplicemente perchè è il mezzo che ci permette di comunicare ancora, e non si può non comunicare assioma fondamentale direi!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quanti commenti e quanti spunti interessanti!!! A parer mio, la televisione è morta dal momento che non ha saputo adeguarsi al cambiamento.<br />
La tipologia di comunicazione unidirezionale non è più sostenibile e chi persiste su questa strada perde. Il consumatore, come ormai si dice da tempo, vuole più attenzione, vuole interagire, farsi condottiero o veicolatore dei messaggi, vuole qualcosa che sia fatto su misura per lui. In poche parole è lui che deve scegliere  e non subire passivamente i palinsesti. Credo che sia questo il nodo cruciale.<br />
Potrebbe resuscitare? Beh diciamo che potrebbe (e parlo di canali non free gli unici che cercano di rimanere aggrappati a qualcosa) ma è difficile.<br />
Prendiamo come esempio i giochi olimpici, io lo definirei il dramma dei drammi. Possibile che la Rai non abbia messo a disposizione del fruitore comune un mosaico interattivo attraverso il quale decidere quale evento seguire? Possibile che veniva continuamente fatto un ping pong in base a quello che piaceva di più al regista? Bastava collegarsi a Internet ed invece le cose cambiavano. Purtroppo manca la volontà di cambiare, forse anche la mentalità di capire che quando si è arrivati al punto di non ritorno o si comincia a riscrivere una nuova era o chi si ferma è perduto. Internet è un mezzo che permette di assecondare il cambiamento nel migliore dei modi.  Si potrebbe vivere senza di esso? No! Ma non per una questione di dipendenza, semplicemente perchè è il mezzo che ci permette di comunicare ancora, e non si può non comunicare assioma fondamentale direi!!!</p>
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		<title>By: The Digg Reel &#8212; Microtubo</title>
		<link>http://www.themarketer.info/05-09-2008/la-televisone-e-morta-e-la-pubblicita-pure/comment-page-1/#comment-10011</link>
		<dc:creator>The Digg Reel &#8212; Microtubo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 21:13:01 +0000</pubDate>
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		<description>[...] un super commentato post dell&#8217;altro mio blog The Marketer, ho affermato in maniera provocatoria che la televisione è morta. Continuo qui e rilancio la [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] un super commentato post dell&#8217;altro mio blog The Marketer, ho affermato in maniera provocatoria che la televisione è morta. Continuo qui e rilancio la [...]</p>
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		<title>By: luisa valeriani</title>
		<link>http://www.themarketer.info/05-09-2008/la-televisone-e-morta-e-la-pubblicita-pure/comment-page-1/#comment-10006</link>
		<dc:creator>luisa valeriani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 15:28:51 +0000</pubDate>
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		<description>non credo che la tv sia moribonda, perché non è mai successo che un nuovo medium abbia azzerato i precedenti. certo, il regime di broadcast sta cambiando, perchè (anche e soprattutto per ragioni economiche) deve adeguarsi alle pressanti esigenze attivate dallo scambio peer to peer, molti a molti. Il che significa profonde, anche profondissime trasformazioni, che tuttavia sono già in atto, mentre ne parliamo. Sempre più l&#039;utente sarà insofferente per le scelte di palinsesto, per i criteri di messa in onda che favoriscono la quantità dell&#039;audience piuttosto che la qualità, che relegano gli ascolti di nicchia in orari impossibili, ecc. ecc. E sempre più quell&#039;utente ricorrerà al web, ai social network, per farsi da sè la sua programmazione, scaricando file abusivamente, ecc ecc. Tutto questo, con la lentezza di riflessi che caratterizza ogni istituzione, è già avvistato anche all&#039;interno dei gestori tv, pubblici e privati. Perché il gran pubblico (ammesso che ancora esista...) se ne accorga, ci vorrà del tempo. Ma intanto già mi sembra che qualcosa è cambiato. La tv nostrana diventa sempre meno letteraria e sempre più spettacolare, meno bacchettona e più aperta a forme nuove di consumo culturale. Aumenta la produzione di fiction che cerca quanto meno il confronto con le produzioni di maggior share nel mondo, programmi come il GF, o le isole ecc. mettono in campo &quot;l&#039;utente qualunque&quot;, da Maria de Filippi  chiunque ha i suoi quindici minuti di celebrità... Cioè, siamo ancora nel broadcast, ma sempre meno autoriale, sempre meno prescrittivo, sempre più performativo... la tv non è mai stata un consumo &quot;passivo&quot; (almeno, da quando esiste il telecomando...), così come la pubblicità non è mai stata un persuasore occulto... ma, certo, lo sarà sempre meno, e chi di tv vuole vivere (economicamente parlando) non potrà che riposizionarsi a partire dallo stato delle cose.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non credo che la tv sia moribonda, perché non è mai successo che un nuovo medium abbia azzerato i precedenti. certo, il regime di broadcast sta cambiando, perchè (anche e soprattutto per ragioni economiche) deve adeguarsi alle pressanti esigenze attivate dallo scambio peer to peer, molti a molti. Il che significa profonde, anche profondissime trasformazioni, che tuttavia sono già in atto, mentre ne parliamo. Sempre più l&#8217;utente sarà insofferente per le scelte di palinsesto, per i criteri di messa in onda che favoriscono la quantità dell&#8217;audience piuttosto che la qualità, che relegano gli ascolti di nicchia in orari impossibili, ecc. ecc. E sempre più quell&#8217;utente ricorrerà al web, ai social network, per farsi da sè la sua programmazione, scaricando file abusivamente, ecc ecc. Tutto questo, con la lentezza di riflessi che caratterizza ogni istituzione, è già avvistato anche all&#8217;interno dei gestori tv, pubblici e privati. Perché il gran pubblico (ammesso che ancora esista&#8230;) se ne accorga, ci vorrà del tempo. Ma intanto già mi sembra che qualcosa è cambiato. La tv nostrana diventa sempre meno letteraria e sempre più spettacolare, meno bacchettona e più aperta a forme nuove di consumo culturale. Aumenta la produzione di fiction che cerca quanto meno il confronto con le produzioni di maggior share nel mondo, programmi come il GF, o le isole ecc. mettono in campo &#8220;l&#8217;utente qualunque&#8221;, da Maria de Filippi  chiunque ha i suoi quindici minuti di celebrità&#8230; Cioè, siamo ancora nel broadcast, ma sempre meno autoriale, sempre meno prescrittivo, sempre più performativo&#8230; la tv non è mai stata un consumo &#8220;passivo&#8221; (almeno, da quando esiste il telecomando&#8230;), così come la pubblicità non è mai stata un persuasore occulto&#8230; ma, certo, lo sarà sempre meno, e chi di tv vuole vivere (economicamente parlando) non potrà che riposizionarsi a partire dallo stato delle cose.</p>
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