20 marzo 2018 – spento ufficialmente l’ultimo sito web

8 July 2008, di Roldano De Persio

Ci siamo. Esattamente due anni dopo la scomparsa dell’ultimo dei quotidiani cartacei si è verificato quello che da molti anni esperti di comutronica annunciano in tutte le metaconference.

La data di oggi verrà ricordata negli annali di storia come il passaggio ufficiale alla fase 2 della costruzione di metaverso. Tutti i metabrand nati in questi ultimi anni si sono infatti lasciati alle spalle la vecchia internet, oggi conosciuta come metaverso fase 0.  Ricordiamo brevemente per i metanauti più giovani che internet era strutturata in luoghi virtuali a due dimensioni noti come siti web. I metanauti che volessero avere informazioni o acquistare prodotti dovevano conoscere un’ informazione nota come indirizzo web.

Tutti, singoli cittadini e grandi società, cercavano di avere un loro sito web. Internet era strutturata in modo molto primitivo e cosa abbastanza soprendente per le nostra abitudini odierne era l’utente a dover cercare e trovare l’informazione e non viceversa. Oggi fortunatamente metaverso e realtà reale interagiscono sinergicamente ed in maniera sincrona tutta l’informazione viene portata alla nostra attenzione al momento opportuno.

In quel triste passato le aziende cercavano di attirare la nostra attenzione sui loro prodotti immaginando cosa ci potesse piacere o interessare attraverso uno strumento noto come advertising. Primitivo vero?

Al contrario se un metanauta aveva bisogno di ottenere in tempo breve un informazione la doveva cercare utilizzando uno dei servizi principali di Google (qui ci riferiamo all stessa Google che il 12 febbraio 2013 è stata acquisita da Semantyca).

Per chi avesse nostalgia del passato il metaverso ci ha suggerito un vecchio documento bidimensionale risalente alla fase 1 di metaverso, allora conosciuta con il nome di Social Web. In quel periodo stava appena prendendo piede il fenomeno della socializzazione. La cosa divertente è che all’epoca c’erano ancora dubbi che la cosa potesse funzionare.

Update

Metaverso mi ha fornito anche i dati dell’autrice del documento. Marta Kagan il cui blog * ancora perfettamente conservato nei metarchivi.

* I blog sono stati l’inizio di metaverso fase 1.

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7 Responses to “20 marzo 2018 – spento ufficialmente l’ultimo sito web”

  1. margotmood Says:

    Very cool analysis!

  2. Leo Aruta Says:

    Si, ricordo anch’io le facce di quelli cui parlavo di 2.0! Io passavo per matto…
    E questo mi riportava indietro agli anni 80 dello scorso secolo, quando, giovane venditore di prodotti per ufficio (allora si chiamavano così) andavo in giro a vendere fax, (ricordate quelle macchine che teleriproducevano pessime copie degli originali trasmessi attraverso le altrettante vecchie linee analogiche?) ricordo che i clienti mi dicevano: il fax? e cosa ne devo fare??
    Ah, che tempi!
    Leo

  3. gluca Says:

    vi saluto dal 2018, dal mio agriturismo disconnesso da internet :)

  4. Andrea@Mktg Reloaded Says:

    Io vedo un futuro alla Minority Report, in cui i messaggi saranno contestualizzati, personalizzati ma non invasivi ed in cui Internet sarà ubiquo e accessibile da diversi device.
    Internet sarà così contestuale e con linguaggi naturali, immagini 3D, ologrammi, che ci dimenticheremo che è stata una tecnologia creata da informatici con algoritmi, chiavi di ricerca, codici, linguaggi, ecc.

  5. Giorgio Montersino Says:

    Ahaha divertente. Secondo me non passerà così tanto tempo però :) The future is now. No?

  6. metakappa Says:

    > e cosa abbastanza soprendente per le nostra abitudini odierne era l’utente a dover cercare e trovare l’informazione e non viceversa.

    che rozzi!, d’altra parte non dimentichiamo che oggi (nel 2018) la piaga peggiore sono i ROM (=rudely operating men), cioe’ coloro che indulgono in riunioni sociali dal vivo e che si informano ancora autonomamente, con processi di ricerca delle informazioni spontanei e fallaci, ideologicamente fondati sull’importanza della fiducia nella persona invece che nella tecnologia, e che vengono quindi a conoscere quello che il Grande Medium non controlla, e che arrivano perfino a sviluppare, in questo modo, quel comportamento criminale chiamato ‘pensiero laterale’. Poi ci si stupisce che fanno ancora sesso scambiandosi liquidi organici !!!

  7. MarioEs Says:

    Nel 2028, poi, chi si farà innestare dei nanobot nel cervello vivrà direttamente nella realtà di più metaversi tridimensionali assieme alla realtà fisica…

    Vi alletta questa cosa? :)

    Siamo una generazione di transizione … chissà se apprezzeremo …

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