Il video virale della danza di Matt Harding
13 July 2008, di Roldano De PersioCosa rende un video un video virale? Un video è potenzialmente virale quando suscita sensazioni emotive e non ci chiede di riflettere. Un video virale lo riconosci subito perchè capisci che c’è qualcosa che ti lega ai tuoi simili in maniera viscerale. Un video virale fa leva sulle emozioni forti e ti spinge a socializzare diffondendolo tra i tuoi amici o colleghi.
La parola chiave, il nocciolo duro che sta alla base di tutti i video virali è condivisione. Io ho un emozione più o meno forte e la voglio condividere con altri.
Matt Harding ha realizzato un video che in pochi mesi è stato visto da milioni di persone e che è così famoso da meritare un articolo sul New York Times.
Matt un bel giorno ha deciso di mollare lavoro, impegni, comodità, insomma tutto per girare il mondo. Matt Harding, ha però fatto qualcosa di più, ha deciso infatti di rendere pubblico su internet un suo piccolo rito celebrativo che ha origini tribali: la danza.
Matt ha però sottovalutato il fatto che la danza anche se sgangherata e non assimilabile ad alcuno stile è contagiosa come gli sbadigli. La danza, come sanno bene le discoteche di tutto il mondo e perfino gli Yanomami, una società di cacciatori-raccoglitori e orticultori che vivono nella foresta tropicale dell’Amazzonia del nord, è un attività fortemente sociale.
Matt ha realizzato un piccolo video pubblicato in origine su Vimeo e poi su YouTube. Secondo alcuni ben informati la musica del video sarebbe stata commissionata dallo stesso Matt. Inoltre Matt avrebbe trovato anche uno sponsor Stride, un ditta che produce gomma da masticare.
Tirando le somme cosa abbiamo? Un ottimo esempio di User Generated Content, che sfrutta un Social Media è riesce nell’intento di far diventare un video virale. Il video virale è stato notato da un brand che ha poi deciso di seguirne la scia sponsorizzando il viaggio di Matt. Perciò possiamo dire che:
a) lo User Generated Content è vivo e vegeto e può produrre risultati di qualità specie se si ha una qualche forma di cooperazione tra gli autori come è avvenuto in questo caso.
b) I Socia Media sono essenziali per la diffusione virale dei video. Questo blog è un Social Media, meno potente di altri, ma pur sempre un Social Media.
c) I video virali più efficaci sono quelli pieni di passione spontanea. Costruire a tavolino un video virale è molto difficile perché occorre un buona dose di creatività e spontaneità.
d) I Brand intelligenti sanno che bisogna monitorare la rete alla ricerca di fenomeni buffi, interessanti e che possono in qualche modo sfruttare, apprezzare e comprendere. Stride non ha costruito il video ma ha solo messo il suo cappello sul viaggio di Matt prima che lo facessero altri. Quale è l’effetto di questa scelta? Io non sapevo nemmeno che esistesse la marca di gomme Stride e penso neanche voi. Ora lo sapete.
E ora che la danza cominci!
Where the Hell is Matt? (2008) from Matthew Harding on Vimeo.
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Tags: Matt Harding, video virale, video virali, Vimeo, YouTube

July 13th, 2008 at 10:07
Sì alla fina la gente guarda (e scrive) quello che gli interessa. E’ il principio base da tenere a mente.
July 13th, 2008 at 10:21
Beh, io è da un pezzo che penso che gli UGC siano il futuro…. I costruttori di format non avranno una vita lunga, e nemmeno le tv generaliste…. resteranno in piedi ancora per un po’ di anni, fino a quando esisteranno i teleutenti passivi e quelli che non hanno la possibilità di schegliere veramente. Più a lungo resisteranno le tv pay e il PPV, ma solo perché:
a) danno l’impressione di poter scegliere (e quindi lasciano all’utente una certa dose di libertà)
b) propongono comunque contenuti qualitativamente elevati (film, sport) e che gli utenti finali difficolòmente possono produrre da soli….
Comunque, la tv gratuita, lineare e generalista queste cose se le sogna
fabio
July 13th, 2008 at 11:24
Ottimo esempio di diffusione dei contenuti con sponsorizzazione. Davvero bravo il nostro ballerino! Interessante anche alla luce di quanto sta avvenendo in Second Life nell’ambito dell’arte e delle media culture.
July 13th, 2008 at 12:06
Ciao Roldano,
ti voglio fare i miei complimenti per la tua competenza in merito a Social Media e i nuovi strumenti che il web 2.0 ci mette a disposizione.
La mia impressione è che se ne parli molto, come riflesso di quanto arriva dagli USA, ma ben pochi poi se ne occupino o cerchino di utilizzare o quantomeno di capire questi strumenti.
Riguardo al video di Matt, se si gira un pò su YouTube è difficile non averlo visto. Ha avuto milioni di visualizzazioni, ed è uno degli esempi clamorosi di video virali, nati dalla spontaneità e poi cresciuti in modo incredibile.
Sono d’accordo con quanto affermi: I video virali più efficaci sono quelli pieni di passione spontanea. e ti voglio fare una domanda: non pensi che il fatto di essere così legati alla spontaneità li renda in qualche modo meno utili?
Simpatico il tipo che balla in giro per il mondo… ma funziona una volta sola. E poi?
Un saluto, a presto!
F
July 13th, 2008 at 14:33
Lavorando proprio in questo periodo su campagne UGC posso dire solo che ci credo molto, soprattutto dati gli ultimi video virali in circolazione sempre più basati sul Fake piuttosto che sul vero social in grado di creare l’effetto virale.
Scusa per lo spam (ma tanto ci conosciamo) ma avevo scrittu due post al riguardo e se volete darmi un opinione è sempre gradita:
http://www.womarketing.netsons.org/social-networking/237/campagne-ugc-e-le-possibilita-per-il-marketing/
A presto Andrea Colaianni
July 13th, 2008 at 15:26
Mi piace proprio questo Matt…. sarà mica un pò màtt?…
Nel video trovi passione, emozione, condivisione, gioia, creatività….
Per forza ha un effetto virale…
July 13th, 2008 at 20:21
Ciao! ^_^ Sono passato qui per vedere il video di Matt Harding e devo ammettere che mi è piaciuto molto. E’ un video in grado di suscitare delle forti emozioni in chi lo sta seguendo. L’emozione più intensa, per quanto mi riguarda, è notare la felicità, la vitalità, il senso di unità che accomuna tutte le persone coinvolte nella danza di Matt! Nonostante la società contemporanea sia afflitta da divisioni e contrasti sociali, è ancora possibile trovare dei mezzi adeguati in grado di unire persone da tutti gli angoli della Terra. E’ questa l’essenza del video virale!
A presto! ;)
- Jonni -
July 13th, 2008 at 21:51
ringrazio tutti per i loro commenti che su The Marketer sono e saranno sempre benvenuti.
@marco e @fabio grazie per il vostro contributo.
@Rosanna interessante il fatto che anche in Second Life si stia sviluppando qualcosa di simile.
@Federico: grazie per i complimenti. Per rispondere alla tua domanda penso che in realtà ci sarà sempre qualcuno che non ha mai visto il video. C’è quindi spazio per il new business :) Inoltre questo format, se così vogliamo dire, funziona sempre dato che ci sono cose come le storie d’amore che non stufano mai. Tutto dipende da come vengono realizzati i virali e dall’argomento trattato. Su YouTube troverai sempre gatti che fanno cose buffe, la gente non si stanca mai di vederli. Non parliamo poi di sesso, da milioni di anni sempre la stessa solfa.
@Andrea: che spam qui tu sei di casa e puoi come tutti esprimere liberamente le tue idee e le tue esperienze lavorative.
@Maurizio forse per essere crativi non bisogna essere troppo regolari no?
@Jonni grazie per le tue parole.
Questo come altri post sono solo lo spunto per una discussione a più voci. Sarebbe bello che i blog fossero come case dove si organizzano feste e dove ognuno porta la birra e le pizze da casa.
March 14th, 2009 at 22:42
[...] [...]
June 24th, 2010 at 14:32
tanto di cappello a Matt. Penso anche io che il video virale trovi terreno migliore nel web 2.0, d’altra parte se non venisse condiviso che video virale è? :-) poi è chiaro che ci deve essere sostanza anche… secondo me tra i video virali migliori c’è trademarks attacks di http://www.macinino.com! breve, divertente, ironico…insomma le caratteristiche di un video virale riuscito:
http://www.macinino.com/video/trademarks-attacks-video-virale-macinino-padova/
ciao
emanuele