Berlusconi radiografato con Google Insights for Search

Ti sei mai chiesto cosa pensa la rete di Berlusconi, Veltroni o Di Pietro? Spesso durante o poco prima delle elezioni politiche i sondaggi commissionati dai partiti politici e dai vari media inondano le prime pagine dei giornali e vengono discussi nei vari show televisivi. Ho sempre pensato però che i sondaggi, specie quelli politici, soffrissero di quello che in fisica si chiama principio di indeterminazione di Heisemberg.

A livello delle particelle atomiche la stessa misurazione disturba la precisione dei risultati che voglio ottenere dalla misurazione della velocità o posizione della particella. In pratica più misuro e più ottengo dati imprecisi. Ok non è proprio così, ma questo non è un post sulla meccanica quantistica, è solo una metafora per spiegare come nel momento in cui mi appresto ad intervistare un elettore negli exit poll oppure a casa nel bel mezzo di una cena, i miei risultati saranno suscettibili di un errore intrinseco dovuto al fatto che l’intervistato è ha conoscenza del fatto di essere, appunto, intervistato.

Cambiamo scenario. Togliamo di mezzo l’intervistatore.

Che cosa pensa o che cosa cerca un potenziale elettore quando sta da solo – senza intrusi intorno – nella sua stanza con la faccia illuminata dal monitor del computer? E sopratutto possiamo intervistarlo senza che lui sappia di essere intervistato?

Google Insights for Search è uno strumento di Social Web Analysis che ci consente di sapere cosa pensa il nostro ipotetico e solitario elettore di Berlusconi, Veltroni o Di Pietro.

Ora tralasciando il periodo di Aprile in cui ci sono state le elezioni cosa è accaduto nei mesi successivi? Appare subito chiaro che la visibilità di Di Pietro rispetto a Veltroni e Berlusconi è molto aumentata. La prima metà di Maggio  e la prima metà di Luglio sono i mesi in cui DI Pietro ha due picchi e surclassa in visibilità sulla rete gli altri due politici italiani, anzi nella competizione Veltroni scompare proprio.

Se limitiamo la ricerca a Berlusconi e Di Pietro e vediamo cosa succede a livello geografico nel periodo tra Maggio e Settembre scopriamo qualcosa di molto interessante. Tranne nel caso di Napoli i cui dati sono condizionati dai tristi fatti relativi all’immondizia, Di Pietro in tutte le città supera Berlusconi.

Il dato di Bologna, seppure quasi prevedibil,e lascia spazio ad un’altra domanda. Cosa succede se facciamo lo stesso confronto geografico considerando Veltroni e Di Pietro? Allargando il periodo di tempo della ricerca agli ultimi 12 mesi risulta evidente come anche nelle “regioni rosse” Antonio Di Pietro appare in vantaggio. I dati di Rimini e Pisa sono impressionanti, lo stacco è addirittura abissale.

Tutti i risultati fin qui presentati vanno considerati e ponderati tenendo conto di errori, limitazioni e condizioni al contorno. Tanto per fare un esempio non tutta la popolazione italiana ha la possibilità di utilizzare internet. Detto questo è anche vero però che tutti gli strumenti di misurazione danno sempre risultati con un certo margine di errore e vanno sempre analizzati ed interpretati da chi come il Social Web Analyst ha la competenza per farlo.

Reblog this post [with Zemanta]
Google Buzz non ci sono post correlati.

Related posts brought to you by Yet Another Related Posts Plugin.

Tags: , , , , ,

13 Responses to “Berlusconi radiografato con Google Insights for Search”

  1. michele Says:

    pero la quantità di persone che cerca un nome su internet non ha molto a che vedere con quello che la gente pensa.. io per esempio non voto eppure spesso cerco partiti e politici per curiosità.. e credo che molta gente che odia berlusconi poi lo cerca su internet..come fare a distinguere??

  2. AAA Copywriter Says:

    Il commento? I ricercatori sanno della discrepanza tra le domande di un intervista e il pensiero reale dell’intervistato, per quello esistono le ricerche in profondità (le ricerche motivazionali). Ma è inedito (e geniale) l’accostamento che fai con il principio di indeterminazione. Mi piace! :)

    Alex

  3. paolino Says:

    Il confronto sulla base della ricerca indica la popolarità. La pooplarità può essere sviluppata a causa dell’esposizione dei media. Se si prva a fare lo stesso ragionamento applicato all’esposizione dei media si nota che è direttamente proporzionale alla ricerca.
    Andrebbe anche preso in considerazione che internet in italia è popolato da ceti medi-alti con buon livello culturale mentre la popolazione italiana ha un basso livello di istruzione e, spesso, è di ceto “popolare”, dunque la presenza su internet non è un trend efficace (almeno fino ad ora anche se le cose cambiano..)

  4. Roldano De Persio Says:

    Michele interessante osservazione, infatti non ho detto che Google Insight for Search è infallibile oppure che è l’unico strumento per analizzare i dati. Ce ne sono molti altri sia a pagamento e sia gratuiti.

    Va però detto che i dati statistici vanno presi nel loro insieme e i singoli casi non sono inluenti, In politica contano molto i grossi numeri e spesso il comportamento della media delle persone è determinante per la vittoria.

    La famosa corsa al centro è in realta una corsa verso il valore medio delle opinioni delle persone. Questo valore medio è a volte più spostato a destra ed altre più a sinistra.

  5. ibridamenti Says:

    davvero interessante :-)

  6. Roldano De Persio Says:

    Grazie Alex arrossisco :)

    Comunque sottolineo che GIfS è uno strumento che è alle fasi iniziali come molta della Web e Social Web Analyisis. Inoltre l’interazione con la gente è ancora una cosa indispensabile.

  7. Roldano De Persio Says:

    Paolino grazie per il tuo commento. Anche con te ribadisco che le condizioni al contorno sono importanti, vedi ad esempio il fatto che molta della popolazione italiana guarda la televisione e non va, per cultura o per mancanza di linea, su internet.

    Questa cosa però sta cambaindo e anche rapidamente. Il crollo dell’audience di alcuni spettacoli televisi è anche imputabile al fatto che anche il resto della popolazione italiana sta trasmigrando su internet. La rete si sta popolando anche di persone non di ceti medio alti.

    La campagna di Vodafone e Tim per portare la banda larga con il cellulare o i modem USB sta facendo breccia più di quanto si pensi e se sarenno costrette ad abbassare i prezzi dovranno aumentare la base della popolazione.

  8. Roxelo_Babenco Says:

    Il risultato dell’analisi è sicuramente interessante, tuttavia mi preoccupa non poco, perchè vuol dire che gli italiani vanno verso il radicalismo politico. Il nuovo strumento di Google, che non conosco ancora, è applicabile anche ad altri ambiti di ricerca?

  9. Berlusconi radiografato con Google Insights for Search (The Marketer) Says:

    [...] Ti sei mai chiesto cosa pensa la rete di Berlusconi, Veltroni o Di Pietro? Spesso durante o poco prima delle elezioni politiche i sondaggi commissionati dai partiti politici e dai vari media inondano le prime pagine dei giornali e vengono discussi nei vari show televisivi. Ho sempre pensato però che i sondaggi, specie quelli politici, [...]Continua [...]

  10. Fabio C. Says:

    Caro Roldano,
    sicuramente le considerazioni sin qui fatte sono interessanti e meritano di essere sviluppato. Concordo però con quanto detto da Paolino, relativamente alla penetrazione attuale di internet in Italia…. Il messo non è ancora presente in tutte le fasce di popolazione (o non è ancora distribuito profondamente presso tutti i target). Quindi, almeno per ora, l’idea è buona, ma non la vedo ancora applicabile se si pensa di avere una rilevanza statistica sufficiente…

    Ricorda che la casalinga di Voghera ancora stenta a usare internet. Ma è anche lei un’elettrice ;)

    fabio

  11. luisa valeriani Says:

    Interessante l’analisi e a suo modo rivelatrice, commenti compresi, che puntualizzano sul metodo e sul risultato. Aggiungo solo che la mancanza di un’opposizione tangibile (Casini è praticamente in vacanza, Veltroni non ha una linea, e solo Di Pietro opportunisticamente cavalca la tigre offertagli dalle elezioni) genera un conformismo diffuso che necessariamente a sua volta genera risposte estremiste, radicalismi e insofferenze sociali. Il pensiero politico questo lo sa bene … ma in Italia nessuno se ne preoccupa, o quasi.

  12. Gio Says:

    1_la quantità di persone che cerca un nome su internet non ha molto a che vedere con quello che la gente pensa
    2_Il confronto sulla base della ricerca indica la popolarità (della parola cercata n.d.a.)

    stavo per dire cose già dette e mi limito a citarle, oso aggiungere solo che la pesona cercata non lo sia per qualcosa di “buono” (ma anche “cattivo”) che ha fatto…
    resta il fatto che GIfS è uno strumento utile ed interessante, in futuro probabilmente lo sarà sempre di più

  13. Bruno Burinato Says:

    è interessante, ma secono me privo di significato, sono un minoranza gli italiani in grado di usare internet, lo sanno fare la maggioranza dei giovani, ma lo usano per giocare, gli adulti che usano la rete l’hanno imparato in ufficio, ma quasi tutti, fuori al lavoro, si limitano alle chat line, alle e-mail o a certi siti specializzati in argomenti pruriginosi, e più si alza l’età, minore è la capacità di usare un computer

Leave a Reply


Copyright © 2010 The Marketer. All Rights Reserved.
No computers were harmed in the 0.305 seconds it took to produce this page.

Designed/Developed by Lloyd Armbrust & hot, fresh, coffee.