Lavori socialmente utili

Spesso capita di sentir dire che molte persone fanno lavori che solo cinque anni fa non esistevano. Uno di questi lavori è quello del Social Media Strategist, una professione che comincia ad essere molto richiesta nel mercato del lavoro USA e che qui da noi è ancora agli albori se non proprio misconosciuta.

In Italia siamo ancora in una fase primitiva e facciamo ancora fatica a far capire alle aziende cosa è il web 2.0 e perchè può essere nel loro interesse approfondire il discorso. Negli USA si è fatto un passo avanti ed il concetto web 2.0 si comincia a definire meglio e concretizzare in una forma che va sotto il nome di Social Media. Esistono portali verticali come Social Media Today e molte sono le società Social Media Agency, vedi qui e qui, che forniscono consulenza in ambito social media.

A questo punto vi chiederete, cosa è una Social Media Agency? Bella domanda. Il fatto è che le Social Media Agencies ed il web 2.0 sono talmente recenti che su Wikipedia c’è stata una vera guerra su quali agenzie  si possano definire correttamente come Social Media Agency.  In realtà la questione è molto semplice, una Social Media Agency ha il compito di aiutare le aziende ad intraprendere un dialogo, una conversazione con i propri clienti utilizzando i loro  stessi canali di comunicazione. I blog, Twitter, Flickr, Facebook, MySpace, Netlog, Bebo, Last.fm, Yotube sono piattaforme che sempre più persone utilizzano e utilizzeranno come forma di intrattenimento e di comunicazione.  Questo perchè gli esseri umani sono animali sociali e sono naturalmente attratti dai loro simili. Questi strumenti sono quindi perfetti per socializzare, organizzare cene, andare al cinema, scoprire nuovi libri o nuovi gruppi musicali e far nascere nuove storie d’amore.

La cosa importante è però capire che non bisogna confondere il dito con la luna. Tutte le piattaforme web 2.0 descritte sono solo strumenti il cui scopo è quello di far incontrare le persone e magari renderle anche felici. La Social Media Agency di successo sarà, qui in Italia come negli USA, quella che riuscirà a far comprendere alle aziende che i migliori risultati nel mondo “social” si ottengono quando i tuoi “friends” si fidano di te perchè li aiuti e li ascolti e non sei quindi un asociale che pensa egoisticamente solo al proprio bilancio.

Finisco qui perché ora vado a vedere chi c’è su twitter, anzi no vado su Facebook per vedere come stanno i miei vampiri.

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