Il magico pifferaio Facebook
Guerra fra titani, questo potrebbe essere il titolo un po’ enfatico per descrivere l’evoluzione di MySpace e Facebook. Questi due giganti delle comunità on line sono in crescita continua e sono soggetti di continue discussioni. E fin qui nulla di nuovo sotto il sole.
Alcune di queste discussioni riguardano però argomenti abbastanza delicati della vita di ogni singolo iscritto ad una comunità on line. Se limitiamo il discorso a Facebook si può osservare come spesso emergono continue voci di allarme su quanto veramente ci sia di dietro questo colosso nato per far incontrare gli ex compagni di college. Queste voci fanno riferimento al potere, quello vero, e alla sua capacità di sondare la nostra privacy. Un potere nascosto e offuscato, ma contemporanemente attivo nell’indagine.
Prima però volevo inserire nel discorso un secondo elemento riguardante il rapporto tra Facebook e MySpace. Uno studio recente condotto da Danah Boyd ha cercato di mettere in luce la tipologia di persone che frequentano le due comunità dal punto di vista socioeconomico. Lo studio, postato da Danah qui e che lei stessa definisce un blog essay ha suscitato un infinità di polemiche, anche per una non proprio corretta interpretazione enfatizzata in un articolo della BBC.
In sintesi, come Danah stessa riferisce sul suo blog:”Hegemonic American teens (i.e. middle/upper class, college bound teens from upwards mobile or well off families) are all on or switching to Facebook. Marginalized teens, teens from poorer or less educated backgrounds, subculturally-identified teens, and other non-hegemonic teens continue to be drawn to MySpace.A class division has emerged and it is playing out in the aesthetics, the kinds of advertising, and the policy decisions being made”. Traducendo e abbreviando i ragazzi delle classi agiate e che frequantano le scuole superiori stanno migrando verso Facebook, mentre quelli più poveri rimangono su MySpace.
Questa conclusione più volte contestata - ancora continuano i commenti polemici sul suo post - rimane comunque una questione controversa (chi volesse approfondire la questione del mondo dei giovani e del loro rapporto con gli SNS qui può scaricare un documento redatto dalla The Pew Internet & American Life Project), una questione che sottende ad una questione ancora più grande: cosa è vero su internet? Quanto è misurabile questo presunto vero?
Torniamo ora alle presunte voci di orgia del potere dietro Facebook, voci riassunte in questo video su youtube. Sembrerebbe che dietro questo emergente SNS ci sarebbe la mano o meglio l’occhio vigile del governo americano e in particolare della C.I.A. il noto servizio segreto americano. Molti hanno espresso seri dubbi sulla affidabilità di questo documento. Tra i dubbiosi anche John Bell, Executive Vice President / Creative Director di Ogilvy Public Relations Worldwide, che fa risalire la fonte originale del video a Vishal Agarwala, una user interface designer in Florida.
Eppure, un sentimento di perplessità e inquietudine rimane. Ritorna quindi nuovamente la domanda: cosa è vero? Di chi ci si può fidare veramente?
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