Space Economy il Ritorno al Futuro

15 December 2008, di Roldano De Persio

L’Inverno dell’economia planetaria è appena cominciato ed in America si tenta di dare un nome a quella che nella storia verrà ricordata molto probabilmente come la Grande Recessione. Come dopo un esplosione nucleare il fall out sta lentamente ricoprendo le nazioni della terra congelando via via tutte le loro attività economiche.

Gli stati e le banche centrali cercano disperatamente di iniettare liquidità e fiducia nei mercati ipnotizzati dall’orrore che tutto possa implodere come nel 1929 ed ottengono invece solo brevi sussulti delle borse mondiali. Come in una gigantesca sala operatoria i bacbhieri centrali usano potenti scariche di defibrillatore sperando che il cuore dell’economia globale ricominci a battere, ma non succede nulla, solo un po’ di euforia nei mercati e poi la linea piatta.

Appare evidente, senza dover essere laureati in economia, che il giocattolo si è rotto e che siamo di fronte ad un cambiamento strutturale, per non dire epocale. Ci vuole una risposta forte, qualcosa che vada oltre i deboli, ma sanguinosi pagliativi dei miliardi di dollari regalati a banche e ai dinosauri costruttori di automobili.

No dobbiamo cambiare completamente prospettiva e fare ritorno al futuro.

Questo blog ed il server http su cui gira questo blog sono figli delle conquiste spaziali degli anni 70. Tutta la tecnologia attuale è una derivazione di quello che è stato fatto grazie ai viaggi sulla Luna. Stai usando un portatile Apple per vedere questo blog? Bene sappi che sotto la bella grafica c’è un Sistema Operativo Unix inventato negli anni 70. Molte delle nostre comodità tecnologiche sono figlie dello spazio e della mentalità di frontiera di quelle generazioni di cui io, essendo un quarantenne, ancora ne sento la risonanza.

Se Obama invece di regalare miliardi a produttori di CO2 comunque spacciati, pensasse come il suo più famoso precedessore il presidente John Fitzgerald Kennedy potremmo immaginare un recente domani dove russi europei americani e cinesi partecipano tutti ad una corsa il cui premio in palio  è la conquista di Marte, il pianeta rosso.  Non mi si venga a dire che questa è fantascienza perché noi questo l’abbiamo già fatto e con la tecnologia di 30 anni fa. Forse quelle erano generazioni che avevano gli attributi per ideare e realizzare una cosa del genere, ma spero che i miei coetanei ed i loro figli non siano nel frattempo diventati degli eunuchi, perché altrimenti ci meriterermmo di peggio che la Grande Depressione.

Lo spazio, l’ultima frontiera come dicono quelli di Star Trek, può essere la soluzione di molti nostri problemi energetici ma anche  medici. Alcuni farmaci, ad esempio, sono realizzabili al meglio solo a gravità zero. Le lune di Giove e Saturno sono ricche di materiali di ogni tipo e gli stessi giganti gassosi sono enormi depositi di metano. Tutta questa ricchezza è lì che ci aspetta, mentre noi homo sapiens sapiens distruggiamo ogni giorno risorse e miliardi di dollari e vite umane in guerre che hanno lo scopo di mettere le mani su un sottoprodotto marcito delle foreste preistoriche. Tutto questo per poter andare al lavoro su macchine inventate da persone che quando erano ancora in vita avevano bastone, ghette sulle scarpe e la bombetta in testa mentre nelle strade era pieno di cacca di cavallo.

Marte? Yes We Can

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One Response to “Space Economy il Ritorno al Futuro”

  1. Federico Bo Says:

    Dillo a me, che sono un grande appassionato di astronomia ed imprese spaziali. Purtroppo la corsa alla Luna è nata in un periodo di contrapposizione frontale tra due superpotenze e contemporaneamente di grande sviluppo economico: due grandi incentivi, ognuno a suo modo.
    La corsa nella quale impegnarsi oggi, tutti insieme, è quella dello sviluppo di nuove fonti e vettori energetici, nuovi paradigmi di efficienza energetica, nuove architetture per la distribuzione e l’utilizzo dell’energia.

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