SEO Politico
17 June 2009, di Roldano De PersioL’influenza di Internet sulle elezioni e più in generale quanto Internet è in grado di influenzare il comportamento degli esseri umani e le loro azioni nel mondo reale è senza dubbio un argomento interessante e molto dibattuto. I governi e le aziende di tutto il mondo temono il crescente ruolo del Web nei giudizi e nei comportamenti della gente. La rete viene continuamente monitorata e analizzata – Social Web Analyis e Social Media Monitoring – e nei casi più estremi, come in Cina o in Iran, direttamente censurata visto che il microblogging si è dimostrato un’ arma potentissima per sollevare le masse in Moldavia e in Iran oltre che per poter seguire su Twitter eventi drammatici come l’attacco terroristico a Mumbai.
Flusso da Internet verso il mondo reale, quindi. Un’ Internet dinamica e spontantanea come nel caso di Twitter. Internet che modifica e condiziona il mondo esterno.
Ma il flusso contrario esiste? Quanto si può modificare e piegare la rete sulla base propri interessi? Matrix può essere modificata per far emergere ciò che vogliamo e nascondere ciò che ci potrebbe danneggiare?
Ogni giorno i SEO di tutto il mondo cercano di carpire a Google le informazioni utili, che servono per arrivare primi sui motori di ricerca per determinate parole chiave. Un albergo di Rimini è sicuramente interessato ad influire sulle scelte di chi vuole andare in vacanza quest’estate. Il solo modo per fare questo è costringere Google ad interessarsi dell’albergo in questione. Essere presenti nella prima SERP è fondamentale, pena l’oblio e la rovina economica.
In realtà la gente non cerca su Google solo l’albergo per le vacanze. Sulla prima SERP possono, infatti, apparire anche informazioni che ci riguardano e che magari rivelano aspetti della nostra vita non molto edificanti. Tutti possono essere messi alla berlina oppure apparire in splendida forma. I casi famosi vanno da Kate Moss che si è fatta ripulire l’immagine da qualche agenzia di Londra fino anche esponenti politici come Gheddafi o banchieri molto noti come Geronzi.
L’ Online Reputation Management è una scienza o meglio un’arte grigia che sfrutta la forza, ma anche debolezze dei motori di ricerca per far emergere ciò che vogliamo noi. Si può lavorare per difendere la reputazione di qualcuno, ma anche parteggiare per il lato oscuro della forza e fare di tutto per rovinargli l’esistenza: commenti negativi organizzati e sistematici su TripAdvisor, Google Bombing su un esponente politico avverso e via distruggendo.
Manovrare per far emergere determinate informazioni invece di altre è un compito complesso che richiede dedizione e sopra ogni cosa la capacità di elaborare una ben precisa e definita strategia. Non è solo una questione di tecniche SEO per intenderci. Occorre essere informati e in alcuni casi bisogna essere rapidi perché il fattore tempo può essere determinante.
Faccio un esempio pratico che mi riguarda da vicino. In tempi non sospetti ho attivato un blog verticale su Facebook. Il nome del blog è Facebook Marketing. Quel blog è stato attivato per varie ragioni e una di queste è che spesso i post possono essere utilizzati come antenne per annusare il traffico e capire come si sta muovendo un determinato mercato o più semplicemente per comprendere il comportamento degli utenti: cosa va di moda ora su Facebook? Cosa cercano gli utenti di Facebook?
Ora se cercate “facebook marketing” su Google il blog Facebook Marketing risulta primo su Google. Questo perché ho capito che prima o poi qualcuno si sarebbe interessato a Facebook in chiave marketing. Il tempo qui è stato un fattore chiave perchè Google premia i siti più vecchi.
Inoltre c’è anche in ballo una questione di credibilità. Quanti esperti italiani di Facebook Marketing sono primi su google.it e da quanto tempo? Controllate pure.
Ora come compito a casa provate a cercare “reputazione su internet“. Secondo voi chi esce primo su Google?
Questo post è stato scritto da Roldano De Persio esperto di Online Reputation Management e lo potete contattare qui oppure potete inviargli un e-mail qui info@hjorda.com
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June 18th, 2009 at 09:13
Per primo esce proprio l’articolo di Repubblica che hai linkato in questo post!! :-)
June 18th, 2009 at 15:32
quello è google.com se cerchi su google.it sono primo :)
June 25th, 2009 at 16:11
ciao, credo che il punto non sia la presenza della rete, quanto piuttosto l’assenza di candidati autorevoli e che possano comunicare apertamente anche sul web.