web al gusto di limone
Si avvicina l’estate e quindi bisogna parlare di qualcosa dal gusto fresco e dissetante. E invece no voglio parlare di qualcosa di vecchio come il cucco e per questa volta passatemi il francesismo.
Esiste un fenomeno economico noto con la pomposa dizione di Asimmetria informativa e cioè “una condizione in cui un’ informazione rilevante non è condivisa integralmente fra gli individui facenti parte del processo economico, dunque una parte degli agenti interessati ha maggiori informazioni rispetto al resto dei partecipanti e può trarre un vantaggio da questa configurazione”. In poche parole questo succede quando chi vende conosce il prodotto molto meglio di chi lo acquista. Questo concetto può sembrare a prima vista un concetto banale, ma se fosse realmente così non avrebbe fruttato nel 2001 il premio nobel per l’economia a George Akerlof
Akerlof è stato il primo ad interessarsi delle conseguenze “disastrose” che si hanno sul mercato quando si verifica un’ asimmetria informativa e lo ha semplificato molto bene con quanto succede nel mercato delle auto usate. Lo slang americano per definire auto bidone, sola come si dice qui a Roma, insomma in pessime condizioni è lemons cioè limoni.
In un mercato di automobili usate si verifica puntualmente un invasione di limoni, questo perché tra il cliente ed il venditore esiste un asimmetria di informazioni. Il venditore conosce bene quali macchine sono buone e quali no. Il compratore viceversa non ha uno strumento certo che gli consenta di sapere quale automobile gli conviene comprare. Sarà portato ad utilizzare il buon senso e quindi cercherà di pagare un prezzo medio, quello cha a naso ritiene giusto.
Questo comportamento generale farà si che i possessori e possibili venditori di automobili in ottime condizioni siano i meno propensi a immetterle nel mercato dell’usato. Semplicemente perché non ne hanno la convenienza! In un mercato così inquinato anche i proprietari di automobili mediamente buone alla lunga saranno poco propensi a vendere e via di questo passo si verifica in pieno la famosa legge di Gresham: la moneta cattiva caccia quella buona.
Purtroppo però i limoni non si trovano solo al mercato ortofrutticolo e in quello delle auto usate americane: ci sono anche nel mondo della sicurezza informatica e in quel variegato mondo che è internet. Diciamoci la verità quanti clienti italiani ancora non hanno idea di quanto vale veramente uno qualunque dei servizi e delle possibili applicazioni che esistono nel web? Quanto vale un blog? Quanto vale il SEO? Quanto dovrebbe costare un sito? Tutte queste domande sono leggittime perché l’ignoranza, intesa come non conoscenza, dei vari interlocutori (direttori marketing, CEO, amministratori delegati, uffici acquisti etc..) che vengono quotidianamente esposti a proposte internet di vario genere, non hanno la minima idea di quanto possano realmente valere! Internet quindi è un costo o un investimento? E quale è il prezzo giusto da pagare? Come si può evitare che anche qui abbia effetto la legge di Gresham?
Ogni giorno questi poveri clienti vengono bombardati con proposte mirabolanti, strabilianti e costi che variano in continuazione. Vengono offerti siti con cifre esasperate…ma poi “mio cugino, quello bravo con il flash, mi ha detto che con 500 euro facciamo tutto!” E così è tutto un fiorire di limoni, neanche fossimo in Sicilia. Con rispetto parlando… non si sa mai ;-)
Per chi volesse approfondire la questione qui sotto riporto un post interessante (learn english please :-) sull’argomento:
What is a “Market for Lemons”?
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February 18th, 2010 at 13:55
[...] che la teoria condivisa da Roldano sull’asimmetria informativa possa contribuire a capire meglio il fenomeno che stiamo vivendo. Il fenomeno del web 2.0,3.0 e chi [...]