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Seconda parte dell’ intervista a Duck Side il corporate blog di Mandarina Duck.

Segui altri blog? Se sì hai qualcuno che secondo te vale la pena di leggere e che ci suggerisci?
…..(ducati,quelli che bravo….)

“Devo dire che da quando è nato Duck Side, anche grazie alle segnalazioni che ci arrivano e al tracking di chi parla di noi, ho scoperto parecchi blog italiani interessanti, sia noti che “di nicchia”. Per lavoro (e per piacere) seguo volentieri il blog di Grazia, varie autrici dei blog di Style e alcuni blog legati al mondo marketing. Nel mondo femminile mi piacciono molto Blimunda, Fashionplanet e Onlyfashionvictims.”

La Blogger Rossana aka Ducky, quante ore dedica al blog? Lo ritieni impegnativo, dicci qualcosa in proposito.

Facendo parte del mio lavoro dedico buona parte della giornata al blog. Interviste, fiere, scatti fotografici scandiscono le ore delle mie giornate in azienda…ma devo confessare che anche nel weekend non riesco a fare a meno di dare una sbirciatina per vedere chi mi ha scritto!

Sapere che ogni volta che premi il tasto pubblica, qualcuno lì fuori leggerà le tue parole ti rende felice?

Beh ogni volta che clicco “pubblica” devo ammettere che provo una strana sensazione…un misto tra felicità e “paura”. Non vedo l’ora di leggere i commenti della community per capire che ne pensano!

Nella tua presentazione affermi:”L’olfatto e il tatto sono i filtri primari con i quali analizzo tutto ciò che mi sta attorno. Quando devo scegliere un capo d’abbigliamento o una borsa (perché no?) amo per prima cosa toccarli. I profumi sono invece i serbatoi dei ricordi.” Quanto riesci a far trasparire nei post il tuo lato umano o controlli che tutto sia professionale e impeccabile?

Lo stile con il quale scrivo sul blog rispecchia molto il mio modo di essere, pur rimanendo però in linea con i “confini istituzionali” del caso….


Esiste una borsa o un accessorio Mandarina Duck che ti piace in maniera particolare? E se sì quale?

Come ho scritto in un post sono particolarmente legata al mio preziosissimo zainetto dell’Utility, una vera e propria “coperta di linus”!

Avete mai pensato di aprire un account su MySpace, Flickr, YouTube o sulla moda del momento il mitico amato e odiato Twitter?

Appena ci sarà l’occasione di pubblicare filmati apriremo un account YouTube, e stiamo pensando alla possibilità di aprire un account su Flickr. Cerchiamo di procedere a piccoli passi, nascono talmente tanti nuovi “servizi” che vorremmo evitare di riempire Duck Side di “rumore cognitivo” :) Twitter mi sembra troppo frenetico per noi!

Parlando di mandarina Duck,se fosse un gruppo musicale o un cantante quale star pop o rock la rappresenterebbe meglio?

Questa è troppo difficile, posso passare?! :)

Ok Parliamo di Treni. Quale è l’idea alla base dei treni rivestiti con la pubblicità Mandarina Duck?

Mandarina Duck vuole da sempre essere sinonimo di colore e movimento, per questo ha deciso di accompagnare i viaggiatori nei loro spostamenti quotidiani con un tocco di allegria.

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Intervista a Duck Side il corporate blog di Mandarina Duck, parte prima.

In questi ultimi tempi il blog è diventato sempre più importante nel panorama della comunicazione italiana. Il blog è una forma di comunicazione diretta ed immmediata, che può essere utilizzato per vari scopi. Qualcuno comincia a domandarsi se anche le aziende devono dotarsi di un blog per parlare di sé.

I mercati sono conversazioni? Il corporate blog è una delle migliori forme di conversazione che le aziende possono attuare nei confronti del mondo esterno. Le aziende, i brand non sono solo prodotti o servizi. Dietro un frigorifero o una borsa c’è tutto un mondo di persone che riversano in questi oggetti la loro passione, la loro gioia, ma anche la loro delusione.

Chi meglio di un brand famoso ci può spiegare cosa significa un corporate blog? In questo post trovate la prima parte di un intervista che mi è stata gentilmente concessa da Rossana, in arte Ducky, che è uno dei curatori di Duck Side, il Blog di Mandarina Duck.

L’idea del Blog Mandarina Duck è nata durante una cena o è stata una cosa pianificata fin dall’inizio?

“Il tutto prende il via 7-8 mesi fa. Lavorando alla promozione del nostro shop online sui vari mercati europei, ci siamo scontrati quasi subito con il problema degli utilizzi “impropri” del nostro marchio, con quello che ne consegue per la reputazione dell’azienda. Ragionando a ruota libera con i nostri consulenti su tutte le opportunità che la Rete offriva in quel momento, è uscita anche l’idea di un corporate blog. E, da come me l’hanno raccontata, è stato un colpo di fulmine che ha colto tutti alla sprovvista ma ha generato un frenetico entusiasmo, che non si è sopito nonostante i tempi di digestione “fisiologici” dell’azienda :)”

Perché Mandarina Duck ha deciso di aprire un blog?

Perchè ci permette di avvicinarci ai nostri consumatori per capirne i gusti e le esigenze. E’ inoltre un ottimo strumento per far scoprire il mondo “Mandarina Duck” anche a coloro che, non necessariamente, sono tipicamente i nostri consumatori.

La scelta di aprire ai commenti è stata sofferta oppure siete partiti di slancio?

Siamo partiti in slancio ma abbiamo sofferto nel prendere questa decisione :-)

Dopo più di un mese dall’apertura del blog siete soddisfatti? I feedback come sono?

Siamo molto soddisfatti di questa “fase 1″: il team che si occupa del monitoraggio ci fornisce dati interessanti e iniziamo ad avvertire una buona crescita, che supporteremo con iniziative legate a Duck Side. Il prossimo passo sarà però quello di dare maggiore risonanza alla versione inglese, che è volutamente partita in sordina.

I post seguono una linea editoriale di fondo oppure i contenuti dipendono da chi scrive?

Sicuramente la scelta dei post non è lasciata al caso, seguiamo una linea editoriale di base che rispecchi l’anima dell’azienda. Ciò non impedisce, però,di scrivere e commentare in tutta libertà a chiunque in azienda, lasciando così ampio spazio a tutti coloro che vogliono partecipare.

Mercoledì 13 giugno Alessandro Leoni, AD di Plastiweb e Responsabile Corporate Blog Mandarina Duck, ha partecipato alla conferenza web2oltre. Un punto a vostro favore, che ne pensi?

“L’invito ci è arrivato in modo spontaneo, il che ci ha fatto molto piacere. Pensiamo che partecipare a questa manifestazione sia un’importante occasione per capire se ci stiamo muovendo nella giusta direzione, e avere un ulteriore feedback da persone appassionate ed esperte di questo nuovo modo di comunicare. L’evento si preannuncia davvero interessante, speriamo di trarne dei buoni spunti per migliorare il nostro blog.”

Cosa hai pensato quando ti hanno chiesto di occuparti del blog? Oppure sei stata tu che hai spinto per la nascita del blog?

Purtroppo non è stata una mia idea! e dico purtroppo perchè la trovo un’ottima idea! Personalmente credo molto in questo mezzo di comunicazione, ha un potenziale enorme che deve assolutamente essere preso in considerazione da tutti coloro che fanno parte di questo “mondo” (comunicazione-marketing-business…).Quando mi hanno proposto di occuparmi del progetto non solo ero lusingata ma davvero entusiasta! Una bella sfida….ed io adoro le sfide.

Potrete leggere il seguito dell’intervista nel prossimo post.

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One man One Vlog


Barcamp a Roma, tema il vlog ovvero la TV generata dagli utenti.
Per chi fosse interessato a venire, qui ci sono tutte le informazioni. Il barcamp è un evento particolare con regole proprie e che sembrano funzionare con successo. Il vlogcamp è un barcamp dedicato a qualcosa di nuovo e forse di rivoluzionario come la televisione fatta dai singoli e potresti alla fine dire io c’ero. Ok hai letto, non ti basta? Allora partecipa ;-)

Su flickr e ipernity potete trovare le foto del vlogcamp!

Ecco un assaggio

vlogcamp

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Ipernity ovvero la rivoluzione in salsa tedesca

Ieri ho ricevuto un messaggio da parte di joe un utente di Flickr che mi segnalava l’apertura di un nuovo account su un una piattaforma di condivisione delle foto alternativa e concorrente di Flickr.
Questa piattaforma si chiama Ipernity e qui è il nuovo account di joe.

Questo fatto mi porta a sospettare che ci sia in corso un vero e proprio esodo degli utenti tedeschi verso Ipernity. Alcuni messaggi e questa cartina me ne danno quasi la conferma. Sarà interessante nei prossimi giorni verificare se questa migrazione avrà successo.

Rimane comunque un fatto questa potrebbe essere considerata in futuro come la prima guerra web 2.0 della storia e, ironia della sorte, ancora una volta sarebbero coinvolti i tedeschi. Esagero? Forse, ma questo è anche il primo caso in cui un azienda privata fornisce o non fornisce un servizio ai propri clienti solo sulla base della nazionalità degli utenti. Questo fatto è assimilabile come dinamica di comportamento solo al divieto di fumare sigari cubani imposto per legge a tutti i cittadini USA; divieto che ha validità anche quando i cittadini USA si trovano al di fuori del territorio nazionale, come dimostra il caso recente del Governatore della California Arnold Schwarzenegger, che è stato visto fumare un sigaro cubano durante la sua visita in Canada.

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Friends 2.0, Università 2.0 e Universo 2.0

Voglio ringraziare l’ottimo Nicola Mattina per aver postato il video Nicola Mattina & Friends 2 dove sono riportate le considerazioni degli amici blogger sui lavori del festival dell’ innovazione che si è tenuto a roma dal 7 al 10 giugno.

Anche qui come ho avuto modo di scrivere nel post The Marketer: Venerdì 8 giugno, Roma, Bloggosfera è per me sempre motivo di meraviglia come dei semplici cittadini possano realizzare un evento, in questo caso specifico un contenuto, che si dimostra molto più interessante di tanta televisione generalista. Fortunatamente non sono il solo a pensarla così ;-)

Il contenuto del video è troppo specializzato? Ok siamo sulla parte lunga della coda, ma è proprio questo il divertente: ognuno di noi ha la possibilitàdi seguire il canale che preferisce. Attenzione non è più solo una questione di telecomando e nemmeno di filmino delle vacanze!

Il salto di qualità è evidente. Qui stiamo parlando di informazione organizzata e interattiva che ha una certa audience. Interattività, che nel caso del video è fortemente esaltata da Viddler.

Oggi ho scoperto anche che non siamo soli nell’universo. Tranquilli non ho bevuto e non ho visto gli alieni. Ebbene anche le istituzioni cominciano ad essere al passo con i tempi e che non sono sempre sinonimo di scartoffie e burocrazie varie.

Volete una prova? Eccola: Tecnoetica Non è proprio l’area 51, ma ha comunque il suo fascino.
Il blog di Davide Bennato, professore presso l’Università La Sapienza di Roma, mostra come non dobbiamo sempre disperare e che c’è qualcuno che lavora dietro le linee.

Il mio discorso è volutamente un po’ fuori le righe, ma scoprire che la comunità dei blogger non si riduce, quando va bene, solo ad una lega dei volenterosi e che anche qualcosa di più istituzionale contribuisce allo sforzo collettivo di partecipazione e ricerca che sta avvenendo in questo periodo storico è per me un motivo di grande soddisfazione.

E visto che siamo in tema di nuovi mondi e di universi 2.0 da scoprire, vi segnalo il post di Laura Cocorempas su IMlog. Leggete, anzi cliccate è meravigliatevi! Io a tale potente visione ho avuto un mio personale Big Bang.

Ragazzi ci sono infiniti mondi 2.0 e tutti hanno il loro nome come in una saga di Star Trek!
Perché non visitare i mondi di Moonk o Xufe o non fare domande ai consiglieri del piccolo ma promettente impero Qunu?

Per non impazzire ho deciso di correre lungo la coda e viaggiare nel tempo fino al giappone anni 40 e ascoltare un po’ di musica.

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Tarako tarako tarako per non fare Harakiri

Sempre più fonti affermano che il mondo della pubblicità sia ormai in crisi. In modo particolare l’advertising che vive di televisione e di audience comincia a subire i contraccolpi della migrazione degli spettatori verso internet. Tanto più aumenterà la banda larga e maggiore sarà il flusso verso il mondo virtuale.

Viviamo, quindi, in un mondo in evoluzione e ce lo sentiamo dire tante di quelle volte che ormai la notizia è diventatà quasi una banalità. Eppure questi cambiamenti portano e porteranno tali e tante conseguenze sulle nostre vite e a quelle di chi circonda che sarebbe opportuno fermarsi un attimo a pensare o quanto meno ad orientarsi e magari azzardare proposte per non venire trascinati nel gorgo senza nemmeno capire.

E fermandoci un attimo scopriamo che, ad esempio il marketing è cambiato e ha assunto nuove forme e nuovi nomi. In alcuni casi si rivolge a noi in maniera gentile e quasi scusandosi; questo è il timido della categoria è si chiama Permission Marketing. Questa fatto ci farebbe pensare che all’improvviso gli uomini del marketing siano diventati tutti più buoni e che non vogliano più andare a disturbare i prospect dicendogli tutto il santo giorno:”comprami, comprami, comprami”.

Se analizziamo meglio la questione scopriamo che invece le cose non stanno proprio così e ci dicono che in giro ci sono versioni del marketing molto aggressive come il Guerriglia Marketing. Le persone sono target e come tali vanno colpite. Ovviamente si fa per dire… o no? ;-)

Gli esperti del settore pensano che il target non deve essere solo colpito, ma deve diventare anche infettato per colpire anche gli altri. E sì perché di questi tempi si gioca duro e si ricorre anche alle armi batteriologiche, peggio ai virus. Il Marketing Virale è appunto il modo con cui viene chiamata la tecnica che serve a trasformarci tutti in zombie e portatori sani del messaggio.

Il problema è ora capire, continuando la metafora biologica, se questi virus verranno attenuati e quindi saranno utili come vaccini per curare il mercato pubblicitario in crisi o se invece un uso sbagliato e continuativo, alla fine porterà all’indifferenza e all’assuefazione dei destinatari del messaggio.A volte il mondo dell’advertising crea spot, che noi target come tanti apprendisti stregoni ci divertiamo a trasformare in virus. Attenzione il virus Tarakò, che ho riportato qui sotto, può essere letale per le vostre capacità cognitive. Visualizzare con cautela e soprattutto non inviatelo ad amici e conoscenti ;-)

Tarako Tarako Tarako
Per i più curiosi Tarako è una salsa per pasta fatta di uova di pesce, marca Kewpie. Vi fa schifo? Così imparate a fare certe domande.

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Censura 2.0


NichtMitUns
Originally uploaded by FloFlosky

Se il tuo id Yahoo è localizzato a Singapore, in Germania, ad Hong Kong oppure in Korea potrai vedere solo foto dal contenuto che sono in linea con il locale accordo dei termini di servizio, per cui gli utenti flickr di queste nazioni non potranno quindi passare a SafeSearch on se sono SafeSearch off.

In altre parole gli utenti tedeschi e delle altre nazioni sopra citate non potranno accedere a foto su flickr che non siano flaggate come “safe” e quindi… solo fiori e paesaggi per i flickeriani tedeschi.

Questa notizia ha scatenato un flusso ininterrotto di proteste da parte dei flickeriani e l’immagine di questo post è stata il manifesto della reazione immediata degli utenti, specialmente quelli residenti in Germania.

Nicht mit uns, Nicht mit uns, Nicht mit uns, Non con noi è il grido alto e forte dei cittadini virtuali di Flickr. Quello che colpisce è il fatto che sia stata presa di mira, in tutta L’ Unione Europea, solo la Germania.

Si rimane sbalorditi dalla totale miopia da parte di una corporate come Yahoo nel non prevedere un possibile danno di immagine che una tale scelta avrebbe comportato in una nazione avanzata come la Germania, specialmente dopo la triste vicenda del blogger cinese arrestato dalle autorità di Pechino!

Yahoo vuole, quindi, esportare anche in Europa l’esempio della Cina?

Per chi cercasse alternative a Flickr può optare per Zoomr.

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Venerdì 8 giugno, Roma, Bloggosfera

Ho lasciato trascorrere un po’ di giorni per scrivere un post sull’incontro di alcuni blogger con Bruce Perens. L’incontro è stato interessante e pieno di stimoli ma, quello che più mi interessa qui è sottolineare non tanto il pensiero di Bruce, quanto il modo in cui si arrivati all’incontro.

Certo le argomentazioni di Bruce sono sempre degne di attenzione e motivo di discussione, ma la cosa che più mi ha colpito è cosa è successo prima di arrivare all’incontro e alcuni aspetti dell’incontro stesso.

Il nostro è un paese che viene sempre considerato quasi sinonimo di inefficenza e ritardo tecnologico eppure venerdì scorso ho constatato che è possibile ottenere grandi cose con tempi e risultati poco italiani. Sottolineo che il tutto poi avveniva a Roma, la famosa città ministeriale e burocratica.

Venendo al dunque cosa è che mi ha colpito? Il meccanismo.

Pochi giorni prima Nicola Mattina chiedeva in un post di partecipare all’incontro con Bruce Perens, che stava organizzando Roberto Galoppini.

Prima osservazione: la richiesta di aiuto/convocazione arriva tramite un post. Normale? Per chi fa parte della bloggosfera certo, ma per gli altri? Immaginate la stessa cosa con una testata giornalistica. Un giornalista scrive un pezzo e dice ai colleghi di altre testate - figurati ;-) - che ci sarà un conferenza stampa.

Come ci si iscrive e dove ci iscrive? Wiki no? C’era da pensarci tanto? Roberto ha quindi aperto una pagina su pbwiki . In breve, con wiki tutti si sono potuti iscrivere e vedere in tempo reale la dinamica delle iscrizioni ed il luogo dove sarebbe avvenuto l’incontro. Tutto normale? Immaginate la stessa cosa nell’amministrazione pubblica o anche nelle aziende ;-)

Durante l’incontro, che è stato piacevole e rilassato, Nicola Mattina ha svolto il ruolo della televisione, io ho fatto il foto reporter e Luca Sartoni ha postato le sue considerazioni in tempo reale sul suo blog.

Ricapitolando: dei semplici cittadini, facendo un uso massivo e intelligente delle potenzialità di internet, hanno posto le premesse per creare un evento, che hanno animato e hanno documentato utilizzando più media. Ribadisco l’eccezionalità del concetto: non un organizzazione, ne un partito politico e neanche un autorevole testata giornalistica, ma dei semplici cittadini che partecipano attivamente. Scusate se è poco.

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I LOVE YOU

In questi giorni c’è tutto un fermento di dichiarazioni, convegni congressi, blog e compagnia bella sul fatto che il mainstream e i classici mezzi di comunicazione stiano giorno dopo giorno perdendo audience. il popolo dei novelli narcisi è stufo, almeno così si dice, e ha deciso di rimprendere le redini della propria vita.

Lo slogan è ormai” basta con la televisione, i giornali e la radio evviva Youqualcosa” oppure “Facciamo tre urra per MyQualcosaltro”, perché come dice la pubblicità io valgo.

E loro? Sì loro, quelli che campavano fino ad ora contando sulla nostra attenzione? I pubblicitari a che santo si voteranno? Quelli del marketing come faranno a profilarci se nei nostri profili appunto mettiamo: età 109 anni e sesso other? Che vestiti si compra un tizio così?

Qualcuno pensa, anche tra i politici ( se pensi a quelli italiani sei fuori strada ;-) che tutto sia solo una questione di dialogo e di confronto aperto:

Scegliere una canzoncina per la campagna elettorale di Hillary Clinton forse non è più sufficiente, perché dopo questo gran parlare di soldi forse qualcuno comincia a credere che il dialogo interrotto possa e debba riprendere.

Un dialogo speciale, un dialogo amoroso che potrebbe suonare all’incirca così:
I love you my dear …my dear…eehhm … single, female, 33 years old, green eyes, blonde hair, student, vegetarian customer ;-)

Lo spot qui sopra è stato relizzato da Whilst Geert Desager, dipendente Microsoft, per conto della Microsoft per pubblicizzare Microsoft Digital Advertising Solutions

Leggendo il post Why the movie and why this movie? si capisce che la ragione alla base di questo video sia il concetto:”…digital media is not about technology but about quality of communication, about the interaction between 2 people”. Insomma Microsoft afferma che i mercati sono conversazioni… ma no, ma non mi dire ;-)

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Un piccolo paese che si chiama web

Ringrazio Maurizio Goetz per il suo post e avermi fatto scoprire uno degli ultimi manifesti pubblicati su ChangeThis: Against You: “A Manifesto in Favor of Audience” - cliccate qui per scaricare il pdf - il cui autore Andrew Keen è anche l’autore del libro “The cult of amateur”.

In pratica, come dimostra anche questa intervista alla versione online del Times, Andrew Keen è contrario a tutto ciò che ruota intorno al web 2.0, specie quando questo distrugge il main stream.
Il suo è un discorso tutto in difesa dei grandi film, delle canzoni celebri, dei grandi libri e contro la produzione della lunga coda. Piccoli autori crescono è per Keen un romanzo indigesto e pericoloso. Forse perché in questi giorni c’è qualche sintomo di guerra fredda, ma nel manifesto Keen parla addirittura di Bolscevichi. Internet è quindi comunista!

Leggendo il post di Leonardo Clausi, ho scoperto che Dj Electra è stata presa a male parole da Jack White, cantante dei White Stripes per aver trasmesso via radio l’intero album Icky Thump.
Che mi succederebbe se comprassi, ripeto comprassi a soli 1.89 dollari americani, il loro intero album white blood cells, sul sito allofmp3 che si trova sul territorio di Santa Madre Russia? Cosa ne penserebbe la loro casa discografica?

Questi due fatti sembrano dimostrare che quando si parla di internet tutto il discorso si possa ridurre solo “A chi conviene la rivoluzione bolscevica ora nota come web 2.0?”. Pur comprendendo le forze e gli interessi in gioco e credo sia sbagliato ridurre tutto solo ad una questione di soldi: chi vince chi perde.

Sono convinto che siamo così distratti che stiamo perdendo il filone centrale della questione. La visione catastrofica di Andrew Keen di un mondo futuro di narcisisti interessati ad ascoltare solo se stessi è riduttiva. Cosa c’è veramente alla base di milioni di piccole storie uploadate su flickr, youtube e ora anche su twitter?

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