Yochai Benkler, noto esperto di legge, descrive come i progetti collaborativi del tipo Wikipedia o Linux rappresentino il prossimo stadio dell’organizzazione umana.
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Abbiamo scoperto l’acqua calda. La Universal McCann ha realizzato una ricerca sui social network denominata Social Media Tracker, che rivela un fatto sconcertante: in italia ci sono milioni di blogger e milioni di lettori di blogger.
Ma va? Incredibile, si direbbe una cosa da non dormirci questa notte.
Questa cosa fa il paio con i sondaggi elettorali che spesso si lasciano scivolare il bucatino perché hanno delle forchette troppo grosse.
L’Italia è da sempre il paese dove è perenne la chiacchiera, la polemica continua e le lunghe e frequenti discussioni, dunque non dovrebbe essere una notizia il fatto che milioni di nostri compatrioti abbiano riversato nello strumento blog tutte le loro intense passioni. Chi del resto si meraviglia più del fatto che noi siamo il paese di punta nella telefonia mobile?
Eppure tra i blogger nostrani questo report viene presentato con enfasi eccessiva o - vedi Mantellini - come perfino non credibile:”Prossima settimana pare che Universal McCann mettera’ su Flickr un numero congruo di fotografie di stormi di asini volanti“.
Cari amici bloggatori, un giretto nella blogosfera quella vera, non le classifiche che non vede nessuno, ve lo fate ogni tanto o no? Avete idea di quanta gente apre un blog su Windows Live Spaces?
Una notizia in anteprima, sembrerebbe che qualche milione di italiani sia iscritto a social network tipo Netlog e Badoo, però mi raccomando non fatelo sapere ai nostri blogger altrimenti lo sconcerto e lo stupore sarà inevitabile.
Ops mi sembra di aver appena sentito un raglio in cielo.
Update
Andrea mi fa notare che anche lui ha pubblicato un post sulla ricerca Universal McCann. Il suo post inoltre mi ha fatto scoprire una blogger francese, Sandrine Plasseraud che purtroppo non conoscevo.
| 2.5 |
Ieri sono stato all’evento FotoGrafia Macello IV - Pics of Tomorrow e ho gradito molto la cosa perchè stato un modo piacevole per incontrare Valentina Cinelli, un’amica che presentava il suo progetto fotografico CafeXperiment.
Tutti i progetti presentati erano interessanti, ma CafeXperiment, secondo la mia modesta opinione, era ed è superiore sotto molti punti di vista. CafeXperiment, concretizzatosi fisicamente durante l’evento, ma preesistente nella sua forma virtuale da molto tempo, è un progetto che ha come punto di forza la sinergia tra due Social Objects: il caffé e la fotografia.
Il caffé in molte parti del mondo è sia argomento di conversazione sia un mezzo che facilita lo scambio di idee, non a caso si dice, infatti, “chiacchiera da caffé”. Il caffè è un social object, appunto.
L’idea geniale di CafeXperiment è quella di sovrapporre al caffé un altro potente social object: la fotografia. Sul sito del progetto si possono, infatti, vedere migliaia di user generated foto, che hanno come unico soggetto il caffé in tutte le sue declinazioni.
Ieri però il CafeXperiment di Valentina Cinelli ha fatto un ulteriore passo in più. Il caffè si è, infatti, materializzato sotto forma di una moka elettrica e di caffè distribuiti in cambio di una foto. L’area dedicata alle foto del progetto era piena di visitatori tutti attratti da questo fenomeno curioso di immagini di caffé, di persone che sorseggiavano caffé e altri che fotografavano e si facevano fotografare mentre bevevano caffé. Tutto questo si è trasformato in una tacita performance corale che ha enfatizzato ulteriormente l’interattività e la socializzazione. Smart move Valentina, smart move come direbbero gli americani!
| 2.8 (1 person) |
La questione Alitalia, ma anche le mozzarelle di bufala dimostrano come il modello italiano sia un ormai diventato un modello strutturalmente fallimentare.
Quale sarebbe il modello italiano? In parole povere si può riassumere in un eccesso di individualismo che impedisce di fare sistema. Il modello italiano privilegia il privato sul pubblico, l’individuo sulla comunità, la gerarchia sulla rete.
Questo modello aveva qualche possibilità di sopravvivenza in un sistema chiuso e protezionista come poteva essere l’Europa degli anni 70, molto tempo prima della globalizzazione. Tanto per fare un esempio pre euro, il danno collettivo della svalutazione della lira si tramutava in vantaggio competitivo delle aziende che esportavano prodotti Made in Italy. I governi, soprattutto negli anni 80, non dovendo rendere conto della cosa pubblica a commissioni di Bruxelles indebitavano lo stato italiano fino all’inverosimile.
In questo momento storico lo scenario è completamente mutato. La globalizzazione ha reso i sistemi aperti e le nazioni di tutto il mondo sono entrate in competizione l’una con l’altra. Un modello open privilegia necessariamente i sistemi più efficenti ma soprattutto i modelli dove il collettivo è privilegiato rispetto al singolo.
L’Italia è un paese dove prevale l’eccesso di litigiosità e di polemica e dove è quasi impossibile fare sistema. In Europa la Francia, ad esempio, “fa sistema” cosicché governi e industrie agiscono come un unico blocco per conquistare posizioni e mercati. Bnp Paribas ha comprato BNL e questo non è l’unico esempio. Alitalia sembra, invece che in questo momento stia vivendo la sua 25 ora e forse fallirà perchè gli interessi particolari dei singoli avranno prevalso sui bisogni dei molti.
La storia della compagnia di bandiera in un mondo dove molti viaggiano con Easy Jet o Ryan Air e le automobili FIAT sono costruite in Polonia è un grossa stupidaggine. KLM era la compagnia di bandiera olandese, sono forse gli olandesi meno europei degli italiani? Gli olandesi sono gente pratica che non guarda alla forma ma va dritta al sodo. Inoltre la questione delle dimensioni del paese ha un valore molto relativo perchè la piccola Norvegia grazie al suo petrolio possiede ricchezze che gli consentono di soccorrere l’economia USA tramite i fondi sovrani.
La distruzione territoriale e dell’immagine a livello mondiale della regione Campania mostra quanto sia perniciosa l’ideologia dell’interesse particolare sul bene comune. La cosa o la casa comune al Sud come al Nord putroppo non interessa a nessuno. Il problema è che la nostra cosa comune fa gola agli stranieri perchè sanno benissimo quanto vale. Chiedete a qualunque giapponese che è in giro al centro di Roma a fare shopping perché si fa 10.000 Km per comprare scarpe e vestiti.
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