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Social Market in Plain English

Se un’immagine vale più di mille parole, quante ne vale un video? I social media e nello specifico i social network stanno rivoluzionando il modo di vivere internet. Un’ internet più sociale è un internet più umana e più utile.

La rapida socializzazione di internet rende immediata la possibilità di conoscere più persone in meno tempo, e da ai singoli la possibilità concreta di creare business reale.

Il mercato sebbene virtuale torna ad essere in parte quello di una volta, quello dei mercatini, delle piccole transazioni. La potenza della tecnologia applicata al modello orizzontale della rete privilegia il microbusiness e i microfinanziamenti facendo esplodere l’offerta garantendo al contempo la sopravvivenza delle nicchie di mercato.

Un immagine vale più di tante parole e quindi godetevi questo video realizzato da Common Craft.

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Diario segreto di un Link Builder

In questo post trovi concetti come link popularity, link building, link bait.

Sei un web marketer, un quasi esperto SEO, hanno deciso che tu, sì proprio tu, devi far salire il sito dell’azienda nelle SERP di Google. Che fai? Come ti muovi?

Prima mossa, a prima vista abbastanza smart, è fare SEM, search engine marketing, pay per clic, insomma vai dall’amministrazione/ cliente / presidente / amministratore delegato e batti cassa per comprare vagonate di keywords su Adwords. Nel caso di un niet causa “abbiamo già dato, fai tu etc..” passate al piano B.

Piano B. Adesso sei nei guai, il posizionamento te lo devi guadagnare con il sudore della fronte, l’olio di gomito etc. etc.

Premi il tasto Start del videogame più costoso della storia, Google game. A circa metà del primo quadro, quando il sito sembra salire rapidamente, scopri l’onda anomala, la Google dance: Il sito è precipitato in periferia, lontanissimo, in una delle SERP orfane che non guarda mai nessuno.

Sgomento, rabbia, propositi suicidi. Quale busta scegli?

OK. Una volta fatto il callo continui il duro lavoro di scalatore e cominci a capire che risolti tutti i problemi SEO di natura più tecnica (html, contenuti, efficienza del server) il sito salirà di posizione se e solo se loro, quelli che ti degnano di uno sguardo, lo trovano interessante. Meglio ancora se i visitatori sono considerati da Google “autorevoli” e hanno un loro sito, blog oppure un forum molto frequentato.

Perché? Semplice i motori di ricerca, Google in particolare, danno molto credito a quelli che stanno sotto i riflettori e sono acclamati guru di un determinato argomento. In gerco tecnico SEO questo fatto si definisce link popularity. La filosofia è un po’ questa:” se tutta quella gente lo segue e lo linka un motivo ci sarà, no?”

Un modo black e molto pericoloso di avere link verso il proprio sito e comprarli un tot al kg. Tranquillo, non ti succede nulla, solo che se Google ti scopre con le dita nella marmellata… addio sito, bannato dal motore di ricerca e se poi il proprietario del sito lo scopre anche tu sei bannato.

Non ti rimane che diventare un Link Builder.

Il Link Builder non è altro che un professionista SEO che usa varie tecniche di marketing e non, per incrementare il numero di link naturali e autorevoli verso il sito del cliente o della propria azienda.

Justilien Gaspard, ha scritto su searchenginewatch.com un post dove descrive quali sono le cinque caratteristiche ideali di un un perfetto Link Builder.

La cosa interessante della pratica del link building è che non è una tecnica strettamente legata ai motore di ricerca. I link, quelli buoni, non vengono inseriti in maniera automatica. I link sono messi da persone per uno scopo ben preciso. I migliori link vengono inseriti per aumentare l’importanza di quello che si sta scrivendo oppure per riconoscere un merito a chi si linka. I link puntano a dati, opinioni, notizie. I link inoltre sono anche uno strumento sociale.

Un bravo Link Builder, specie se ha il pieno controllo sul contenuto testuale del sito, deve essere capace di fare Link Baiting. la parola bait in inglese significa esca!

In pratica il tuo sito deve essere allettante, devi scrivere bene, essere originale, unico nel tuo genere. I tuoi visitatori lo apprezzeranno e torneranno volentieri oppure lo linkeranno in segno di apprezzamento.

Qui di seguito una slide natural link building di Leonardo Bellini.

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Italiano spachetti und telefonino

Lo stereotipo è spesso considerato come il metodo più rapido per far giungere un messaggio. Lo stereotipo è una forzatura, una generalizzazione o meglio una grave offesa nei confronti di un popolo intero.

Lo stereotipo però funziona. Una pubblicità che punta ad un target ampio e poco istruito non può andare tanto per il sottile e quindi cerca di confondersi con i gusti dello spettatore e cerca di accattivare la sua attenzione facendolo sorridere con colpi bassi e le solite battute sui diversi, quelli che non sono come noi.

La Repubblica online ha pubblicato un video di una pubblicità televisiva di una nota catena di distribuzione di elettrodomestici tedesca. In questa serie di spot Toni, che chissà perché si chiama come il calciatore italiano della Bundesliga, mostra tutti gli stereotipi di cui si può “macchiare” un italiano agli occhi di un tedesco medio.

Perché usare un italiano per pubblicizzare i televisori al plasma? Semplice, fra poco ci saranno gli europei di calcio e gli italiani sono campioni del mondo. In questo messaggio pubblicitario l’italiano diventa il simbolo stesso del calcio, che verrà trasmesso dai televisori al plasma comprati dai tedeschi nella nota catena di distribuzione di elettrodomestici.

Nello spot seguente Toni parla al cellulare con Otto, un suo amico, che gli chiede quanto costa un modello di televisore al plasma. Un commesso gli risponde che costa 799 Euro, Toni facendo la cresta gli dice invece che costa solo 1000 Euro, brutto cioè al lordo.

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Harrison Ford alla ricerca della foresta perduta

Clip di Conservation International a favore della foresta pluviale (rainforest) con Harrison Ford che fa la ceretta.

Un attore famoso come Harrison Ford che ritorna nella sale con Indiana Jones credo che sia un ottima scelta per avviare una campagna di sensibilizzazione sul destino delle foreste pluviali. Credo che questo video diventerà presto un viral, ne ha tutte le caratteristiche. La metafora dello strappo doloroso dei peli del torace del nostro Indiana Jones rende in maniera semplice e geniale gli effetti dello “strappo” della foresta pluviale sulle nostre stesse vite.

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Conversazioni senza veli

Elastic la società fondata da Nicola Mattina sta organizzando per martedì 20 maggio 2008 un seminario che ha come argomento centrale il blog e le aziende. Qui la brochure con le informazioni ed il modulo di iscrizione.

Il seminario, destinato ai responsabili della comunicazione di aziende e organizzazioni non profit e ai consulenti marketing e della comunicazione, si propone di fornire ai partecipanti gli strumenti concettuali e operativi necessari a definire una strategia per l’impiego dei blog nell’ambito della comunicazione d’impresa e del marketing.

Questi workshop costituiscono dei momenti utili per caprire in che punto si trova la propria azienda e vista l’arretratezza comunicativa di molte società italiane e la loro difficoltà nel comprendere l’evoluzione del marketing, specie quando questo a che vedere con internet, credo sia interesse generale di chi si occupa di comunicazione e marketing valorizzare ed enfatizzare i pochi casi in cui anche qui Italia si affrontano argomenti come il corporate blogging.

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Intervista ad Henrik Rabell di Dating4u.it

Henrik Rabell è un giovane imprenditore danese di 34 anni che ha deciso di scommettere sull’Italia. La sua idea è quella di portare nel bel paese una formula di dating innovativa.

Allora Henrik parlaci di Dating4u.it.

Dating4u.it è la realizzazione di un sogno che ancora continua. Dating4u.it è una community online, ma visto che ormai parlano tutti di web 2.0 sarebbe meglio definirlo un Social Network, che ha come scopo principale quello di mettere in contatto tra loro i single. Donne e uomini, che vogliono incontrare qualcuno che sia il più possibile compatibile con il loro carattere e i loro interessi.

Spiegaci un po’ meglio come funziona Dating4u.it.

La community è strutturata in modo da rendere facile il contatto tra le persone. Questo avviene grazie a vari tool come ad esempio le 5 chat presenti sul sito. Una cosa che mi piace sottolineare è il fatto che su Dating4u.it gli utenti possono creare le Stanze.

In pratica se qualcuno iscritto a Dating4u.it è un amante del ballo, tanto per fare un esempio la Salsa, può creare una stanza dedicata a quel ballo latino americano. Se un utente di Dating4u.it scopre l’esistenza della stanza dei salseri ed anche lui un patito della Salsa, basta un click e farà parte di quella microcomunità.

Ogni utente può, inoltre, creare un suo blog dove può esprimere liberamente i suoi interessi e passioni.

Da quando è attivo Dating4u.it?

il sito di Dating4u.it è attivo da novembre 2007 con la versione beta, e siamo partiti il 10 aprile di quest’anno. Ma l’idea di Dating4u.it è nata quasi 3 anni fa. In questo periodo di tempo ho cercato investitori e partners.

Parlaci della struttura societaria di Dating4u.it

Dating4u.it srl è una società italiana gestita da Dating4u.it Holding aps. società danese. In entrambe le società ho la maggioranza delle quote. In Danimarca ci sono gli investitori tra cui anche un’ importante società che opera nel settore della moda.

Cosa ha di speciale Dating4u.it rispetto ad altri siti di incontri tra single?

Dating4u.it è la risposta danese a questo tipo di siti. La mission di Dating4u.it non è solo quella di fornire un luogo virtuale dove gli iscritti posono esprimersi liberamente creando stanze, blog, chattando oppure caricando foto.

Uno dei nostri punti forti, la via danese appunto, è quello di creare un ambiente fuori dalla rete con i nostri eventi per i single. Adesso gli eventi si limitano solo alla città di Roma, ma vogliamo farli in molte altre città italiane. La realtà virtuale che continua nella vita reale.

Naturalmente abbiamo in ballo molte cose, ma che per motivi strategici ora non ti posso rivelare.

Luca Sartoni ci ha gentilmente segnalato l’intervista ad Henrik Rabell realizzata da Intruders.TV Italia qualche tempo fa.

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Facebook in italiano

In questi ultimi mesi ci sono continue conferme del fatto che i social network stanno prendendo piede anche in Italia.

Gli ultimi dati interessanti sull’argomento italiani e internet 2.0 vengono da una ricerca di Forrester - via blog di Mauro Lupi - dove si evince che ci sono circa 10 milioni di lettori di blog e social network (definiti Spectators), 4,6 milioni che partecipano e commentano e quasi 3 milioni di Creators, ossia chi produce social contents (tiene un blog o carica video, musica o testo sui social network).

Uno dei fattori importanti che determinano la fortuna di un social network in un determinato paese è il suo livello di localizzazione, in pratica quanto questo si adatta agli usi e costumi del luogo dove il servizio viene proposto.

In Italia esistono molti esempi di social network molto conosciuti e frequentati. Lo scopo, il social marker, di questi network italiani è spesso il corteggiamento, l’incontro o addirittura l’amore.

Netlog e Badoo sono tra i primi e più in vista, con milioni di iscritti ma anche il danese, da poco trapiantato in italia, Dating4u.it mi risulta essere in fase di rapida crescita.

Il perno centrale della localizzazione di un software o di un servizio è la lingua. Nel caso di un paese come il nostro, dove la lingua inglese non è parlata dalla maggior parte della popolazione, questo fattore può essere addirittura un muro invalicabile, che riduce di molto le chance di sopravvivenza del servizio offerto.

Facebook, il social network con milioni di iscritti in tutto il mondo, in questo momento risulta avere 284.889 associati al network Italy, il che come numero non è proprio il massimo, considerando anche il successo riscontrato nel resto d’europa, UK in testa.

Facebook, molto probabilmente in consideranzione, del fattore limitante della lingua, ha deciso di introdurre anche in italia, la traduzione in lingua italiana dell’interfaccia utente e come nel caso del francese o del tedesco ha deciso di farsi aiutare dagli stessi iscritti, in un processo di cocreazione.

Vedremo nei prossimi mesi quanto la lingua è un fattore importante per lo svilupo  e la diffusione  in Italia di un social network o se ci sono altri fattori limitanti.

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