Posts from — July 2008
My Lively World
Anche Google è sbarcata ufficialmente sui mondi 3D. Chiariamo subito, però, che non ha nulla a che vedere con Second Life.
Lively, questo è il nome dato al Social Network 3D Made in Google, ha dei punti di forza incredibili rispetto a tutto quello che si è visto fino ad ora.
1) per poter accedere a Lively è sufficiente avere un account su gmail. Chi oggi non ha almeno un indirizzo e-mail su Google alzi il mouse.
2) Il software da scaricare pesa solo 472 KB. Una bazzeccola in confronto ai mostri cui siamo abituati a downloadare di solito.
3) la porta di entrata a Lively è il vostro sito! Lively si esegue, infatti all’interno del browser, per ora Explorer e Firefox.
Peccato non sia già disponibile per piattaforme diverse da Windows XP e Windows Vista.
Ho già creato la mia isoletta (potete creare a piacimento i vostri mondi virtuali) ed ho visitato le altre rooms. Ho notato che c’è un sacco di gente di tutto il mondo attirata dalla novità. Sono state create stanze per nazionalità e per interesse.
Sono sicuro che a differenza di quanto è accaduto con Second Life, che nonostante quello che viene detto in giro da i soliti tromboni è ancora vivo e vegeto, Lively avrà un grosso futuro.
Certo a prima vista gli avatar di Lively, un po’ disneyani, potrebbero tenere alla larga persone con un età al di sopra dei 30 anni, ma qui stiamo parlando del futuro di internet mica del passato non vi pare?
Lively ha delle potenzialità commerciali non indifferenti.
Proprio ieri nella rooms Italia friends discutevo con altri livelyiani sul servizio che potrebbe offrire un ristorante oppure una discoteca per far incontrare fra loro i propri clienti: prima scambiamo due parole nella rooms del locale e poi ci conosciamo dal vivo.
Immaginate le possibilità di aplicazione per il CRM. Un centro accoglienza virtuale per i vostri clienti che non necessita di software costosi e tempi di set up eccessivi.
Ora che avete capito cos’è Lively venitemi a trovare nel mio ufficio o meglio sulla mia isola e scambiamo quattro chiacchiere sulle possibilità di come collaborare insieme.
July 10, 2008 9 Comments
Boycott Viacom!
La sentenza di un giudice USA ha dato il via libera a Viacom consentendole di richiere la possibilità di vedere i file di log di YouTube per verificare quanto materiale video è stato illegalmente uploadato dagli utenti.
La vicenda può essere analizzata da molti punti di vista, ma quello che più mi preme evidenziare è invece il grave danno economico per Viacom che potrebbe derivare dall’applicazione della sentenza.In realtà è bastata la sola notizia della sentenza. Sono convinto che questa potrebbe essere per Viacom la classica vittoria di Pirro.
La mia convinzione deriva molto banalmente da un legge della fisica classica enunciata da Isaac Newton: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.
Sono anni che ripeto la solita storia: la rete ha una struttura fisica diversa dagli altri media e non è per nulla assimilabile alla televisione o alla radio. Questi sono sistemi broadcasting, uno verso molti ed il messaggio diffuso è controllabile. La rete no. La rete è multicentrica ed il messaggio non è per nulla controllabile.
La rete è come la folla in piazza se stimolata male genera enormi forze distruttive che nessuno più controlla.
La sentenza Viacom, che tradotto significa MTV ed il film Indiana Jones, ha generato negli USA una reazione enorme. Centinaia di utenti YouTube si stanno organizzando per danneggare Viacom in tutti i modi possibili.
Qualcuno ha calcolato quanto sarà il ROI di questa sentenza? Quanti spettatori perderà Viacom? Quanti decideranno di piratare volontariamente i sui film? Quanti cambieranno canale e decideranno di non vedere mai più MTV?
July 9, 2008 No Comments
20 marzo 2018 - spento ufficialmente l’ultimo sito web
Ci siamo. Esattamente due anni dopo la scomparsa dell’ultimo dei quotidiani cartacei si è verificato quello che da molti anni esperti di comutronica annunciano in tutte le metaconference.
La data di oggi verrà ricordata negli annali di storia come il passaggio ufficiale alla fase 2 della costruzione di metaverso. Tutti i metabrand nati in questi ultimi anni si sono infatti lasciati alle spalle la vecchia internet, oggi conosciuta come metaverso fase 0. Ricordiamo brevemente per i metanauti più giovani che internet era strutturata in luoghi virtuali a due dimensioni noti come siti web. I metanauti che volessero avere informazioni o acquistare prodotti dovevano conoscere un’ informazione nota come indirizzo web.
Tutti, singoli cittadini e grandi società, cercavano di avere un loro sito web. Internet era strutturata in modo molto primitivo e cosa abbastanza soprendente per le nostra abitudini odierne era l’utente a dover cercare e trovare l’informazione e non viceversa. Oggi fortunatamente metaverso e realtà reale interagiscono sinergicamente ed in maniera sincrona tutta l’informazione viene portata alla nostra attenzione al momento opportuno.
In quel triste passato le aziende cercavano di attirare la nostra attenzione sui loro prodotti immaginando cosa ci potesse piacere o interessare attraverso uno strumento noto come advertising. Primitivo vero?
Al contrario se un metanauta aveva bisogno di ottenere in tempo breve un informazione la doveva cercare utilizzando uno dei servizi principali di Google (qui ci riferiamo all stessa Google che il 12 febbraio 2013 è stata acquisita da Semantyca).
Per chi avesse nostalgia del passato il metaverso ci ha suggerito un vecchio documento bidimensionale risalente alla fase 1 di metaverso, allora conosciuta con il nome di Social Web. In quel periodo stava appena prendendo piede il fenomeno della socializzazione. La cosa divertente è che all’epoca c’erano ancora dubbi che la cosa potesse funzionare.
Update
Metaverso mi ha fornito anche i dati dell’autrice del documento. Marta Kagan il cui blog * ancora perfettamente conservato nei metarchivi.
* I blog sono stati l’inizio di metaverso fase 1.
July 8, 2008 7 Comments
Facebook è roba da ventenni, per fortuna!
Facebook è un Social Network che negli ultimi tempi è emerso come il maggior competitor del Social Network gigante di proprietà di Rupert Murdoch e noto con il nome di MySpace.
Facebook ha raggiunto la ragguardevole cifra di 80 milioni di iscritti in tutto il mondo, con un flusso di 250.000 nuovi iscritti al giorno. Un vero e proprio buco nero che, grazie alle applicazioni è in grado di attirare e intrattenere milioni di persone.
Facebook come tutti i Social Network, nonostante il pensiero negativo di alcuni sedicenti guru, è qui per rimanere e cambiare il volto delle relazioni umane. La stessa cosa in passato è avvenuta con Internet e poi con Google.
Le vecchie generazioni non capiscono e ripetono sempre le solite frasi, ormai logore:”E’ una moda”, “A me non serve”,”Lo trovo troppo infantile”, etc.
Ieri ho rivisto l’ultimo film dei fratelli Ethan Coen e Joel Coen, No Country for Old Men, in italiano reso con Non è un paese per vecchi. Un film a mio avviso stupendo da vedere se possibile in versione originale, l’inflessione dialettale, l’accento dei personaggi texani fornisce, infatti, un valore aggiunto al film.
Il film dei fratelli Coen rappresenta esattamente quello che sta avvenendo con le tecnologie digitali ed in questo caso con i Social Network. Le vecchie generazioni semplicemente non capiscono, si stupiscono e pensano ai bei tempi andati.
Il guaio è che questo modo anziano e ansioso di pensare è parte integrante della cultura di molte aziende. Il fenomeno della cultura digitale e collaborativa è talmente vistoso che perfino i consigli di amministrazione delle corporate se ne sono accorti, eppure si procede ancora a piccoli ed esitanti passi.
I ventenni, la famigerata generazione Y, insomma “questa gente” come viene additata dai vecchi nel film dei fratelli Coen, procede spedita nello stravolgimento del paesaggio.
Anche qui in Italia sono i ventenni il nocciolo duro della popolazione di Facebook come ho avuto modo di scoprire in uno studio che sto facendo sulle caratteristiche etniche e demografiche dei Social Network.
Riporto qui una citazione del pensiero dello scrittore Alessandro Baricco, che rappresenta in maniera più potente quello che io ho solamente abbozzato.
“Dovendo riassumere, direi questo: tutti a sentire, nell’aria, un’incomprensibile apocalisse imminente; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari. Vedi menti raffinate scrutare l’arrivo dell’invasione con gli occhi fissi nell’orizzonte della televisione. Professori capaci, dalle loro cattedre, misurano nei silenzi dei loro allievi le rovine che si è lasciato dietro il passaggio di un’orda che, in effetti, nessuno però è riuscito a vedere. E intorno a quel che si scrive o si immagina aleggia lo sguardo smarrito di esegeti che, sgomenti, raccontano una terra saccheggiata da predatori senza cultura. I barbari, eccoli qua. Ora: nel mio mondo scarseggia l’onestà intellettuale, ma non l’intelligenza. Non sono tutti ammattiti. Vedono qualcosa che c’è. Ma quel che c’è, io non riesco a guardarlo con quegli occhi lì. Qualcosa non mi torna.”
July 5, 2008 15 Comments







