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Posts from — August 2008

L’insostenibile leggerezza di Twitter

Questi sono giorni difficili e non mi riferisco a cose tragiche come la guerra in Georgia o la recessione negli USA che sta piano piano colando qui in Europa. Questi sono tempi strani perché noi tutti, come la rana che rimase bollita, non ci accorgiamo che tutto sta cambiando lentamente ed inesorabilmente.

Internet in tutto le sue versioni 1.0, 1.7, 2.0 e 25.0 è la rappresentazione virtuale di una grande migrazione. Tutti noi stiamo migrando verso un nuovo mondo, che però non è una meta finale laggiù nel futuro. Questo è il mondo nuovo, che corre a velocità folle verso di noi, ci pervade e ci attraversa come un gas che in maniera progressiva cambia la nostra visione del paesaggio.

Storditi, ipnotizzati andiamo avanti a tentoni cercando consigli da chi occupa il terminale vicino, incuranti se questo sia situato sulla scrivania vicino o alla periferia di Boston, perché entrambi ci paiono allo stesso tempo vicini e lontani Noi siamo e ci sentiamo come una foto riposta nel portafoglio che però è invecchiata  di 50 anni in soli 20 minuti.

Non sto qui a mettere link di post allarmati di come la rete e poi Google ci stia rendendo stupidi. Sarà vero? Stiamo diventando una razza nuova fatta di individui sempre interconnessi come i borg di Star Trek? Se anche fosse questo è però considerabile sempre e comunque come male? Loren Feldman ha ragione quando afferma che dalla saggezza dele folle non scaturisce nulla di buono?

Questi sono giorni difficili, ma anche eccitanti perché una semplice applicazione come Twitter può consentire ad ogni singolo individuo di essere “connesso” ad altre migliaia e di vedere in un colpo centinaia di discorsi. Noi grazie ad applicazioni come Twitter possiamo emulare gli angeli di Berlino che nella biblioteca avevano il privilegio di “ascoltare” le felicità ed i dolori dei poveri esseri umani.

Emulare gli angeli può però essere pericoloso perché il nostro super potere di relazione può cadere nel vuoto da un momento all’altro. Twitter come la carne è debole e ci può far sentire orfani se viene a mancare improvvisamente. Se, infatti, come afferma il brillante Charles Leadbeater:”You are what you share“, noi siamo ciò cosa condividiamo, allora l’assenza degli altri ci può provocare un senso di nulla difficila da superare. Alcuni credono che internet ci renda soli. Io credo che al contrario internet ci avvicina forse anche troppo e più di quanto potessimo immaginare o sperare.

August 12, 2008   7 Comments

Se la creatività è da cani usa un cane creativo

Ancora una volta è stato dimostrato che se un video virale viene costrutito a tavolino da qualche agenzia pubblicitaria difficilmente il messaggio virale andrà da qualche parte.

Se al contrario la stessa agenzia comprende che i suoi migliori 300 creativi sono sempre e comunque una minoranza rispetto alla popolazione creativa mondiale tra i quali ci sono pensionati, adolescenti, artisti, casalinghe, gatti, cani, anatre e pesci rossi allora il discorso cambia radicalmente.

Nel video qui sotto il cane Tillman fa skateboarding vicino la spiaggia di Venice, California. Premetto che l’ho scoperto su Doggyspace, il MySpace dei cani e poi ovviamente l’ho ritrovato su YouTube…ormai è automatico.

Strano no? Tillman sembra proprio provare gusto ad andare sullo skate e ogni volta che si ferma sul prato si da la spinta e… via altro giro altra corsa.

Su YouTube questo video ha totalizzato 4.305.663 visite e tra queste sicuramente ci sarà stata la nostra agenzia a corto di idee.

Ebbene sembra che qualcuno abbia trovato il modo di avere creatività gratis. Indovinate chi è questo qualcuno? Anzi no scopritelo nel video qui sotto.

August 7, 2008   1 Comment

Sul perché le aziende del XXI secolo non hanno più bisogno di un sito

Esistono momenti della storia in cui anche un piccolo cambiamento può stravolgere per sempre il modo in cui viviamo. Questi cambiamenti spesso sono dovuti a scoperte tecnologiche spesso ignorate o sottovalutate perché i contemporanei non ne vedono le potenzialità oppure per abitudine tendono a pensare sempre nello stesso vecchio modo e utilizzano quelle scoperte in modo sbagliato.

In campo militare la mitragliatrice introdotta durante la prima guerra mondiale ha reso una vera pazzia la marcia napoleonica per non parlare del carro armato usato nella seconda guerra mondiale… beh sappiamo come è andata a finire no?

Su internet le aziende ogni giorno combattono una guerra mondiale di posizione o meglio di posizionamento su Google per avere il maggior numero di visite. Ogni giorno vengono impiegate enormi risorse per creare, aggiornare e posizionare su Google migliaia di siti e sitarelli. Alla luce degli ultimi sviluppi del Web 2.0 ha ancora senso tutto questo?

Alcuni pensano che Twitter, Digg, Stumble Upon, Flickr, Facebook, insomma il Web 2.0 al gran completo, debbano tutti funzionare come semplici antenne che dragano traffico verso il proprio sito.

Questo modo di ragionare è a mio avviso un errore tanto grave quanto quello di creare la linea Maginot per difendersi dai carri tedeschi.

Leggete questi due libri fondamentali: “micromotivazioni della vita quotidiana” di Thomas C. Schelling e “L’atomo sociale” di Mark Buchanan e scoprirete che noi esseri umani siamo irrazionali, ma in un certo qual modo anche prevedibili perché “oggetti” fisici che seguono le leggi della fisica.

Una delle conoscenze di base che tutti noi abbiamo della fisica è il concetto di inerzia. Vi si è mai fermata la macchina? Ecco quella cosa che vi impedisce di avanzare e vi spinge a cercare aiuto si chiama forza di inerzia.

Bene noi esseri umani in genere siamo soggetti alla forza di inerzia comportamentale, che per praticità chiamiamo abitudine. In sintesi  tendiamo a stare sempre con le stesse persone, frequentiamo gli stessi locali e alle feste formiamo i soliti gruppetti. Sembra semplice ma dietro ci sono teorie complicate e non per nulla Thomas C. Schelling ha preso il premio Nobel.

Ora cosa c’entrano i siti web aziendali con la teorie fisiche applicate al comportamento umano ed il Web 2.0?

Il Web 2.0 è un fenomeno “tecnologico” nuovo che, come dice brillantemente Amy Shuen nel suo libro, “Web 2.0: A Strategy Guide“, ancora stentiamo a capire nella sua interezza. L’esempio riportato nella prefazione del libro, dove dei ciechi provano a descrivere un elefante - il Web 2.0 - toccandolo e definendolo di volta in volta una colonna o un serpente rende molto bene l’idea di come noi non sappiamo ancora quali siano e saranno gli effetti di tale “scoperta”. L’inerzia umana al contrario la conosciamo bene.

La mia teoria è che con il passare del tempo milioni di persone attratte dai loro amici si concentreranno su pochi e noti Social Network. Tanto per fare un esempio: MySpace negli USA, Facebook in Europa e Mixi in Giappone. La conseguenza di questo fenomeno è che per la forza di inerzia pochi saranno intenzionati a visitare il mondo fuori di questi “walled garden”. Più amici avranno in questi mondi e più faranno tutto lì dentro. Anche le società andranno in massa dentro Facebook o MySpace per intercettare l’interesse dei loro clienti. Altri fenomeni Web 2.0 com Digg e Stumble Upon succhieranno via il resto del tempo dei navigatori ed i vecchi siti compresi quelli dei giornali saranno spacciati.

August 6, 2008   6 Comments

Ford 2.0

Il titolo di questo post farebbe pensare che mi sia venuta l’improvvisa voglia di descrivere un’automobile con 2000 di cilindrata. Invece no sempre sul famigerato web 2.0 rimaniamo.

Il motivo di tanto interesse fordista è dovuto all’accellerazione web 2.0 che sta avvenendo in questi giorni in casa Ford.

Scott Monty, noto esperto di Social Media è entrato da poco nelle fila di Ford e in un suo post di ieri descrive la nuova strategia Ford:”My belief is that bloggers - the new influencers - should be treated just like media, as they’re publishers, they’ve got communities that care about what they think, and most of all, they’re real people with real opinions. I wanted them to be able to get the inside scoop that traditional journalists are privy to.

Da quest’altra parte dell’oceano, leggo su Womarketing, che Ford sta portando avanti l’idea di usare “nuove” forme di comunicazione - Word-of-Mouth e buzz - per il lancio della nuova Ford Fiesta.

Quest’idea si concretizza nella campagna Ford Fiesta Love Factory ed il video qui sotto è uno dei modi scelti da Ford per diffondere il buzz.

August 6, 2008   3 Comments

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