SEO specialist richiedesi laurea in lingue o religione
Google come tutti sanno ormai è diventato l’elemento fondante di qualunque campagna marketing ed Il prossimo accordo con Yahoo potrebbe sancire il monopolio completo e definitivo del colosso di Mountain View nel campo dell’advertising online.
Il SEM (Search Engine Marketing) è diventato negli anni sempre più complesso a causa di fattori quali la diffusione della banda larga e delle tecnologie digitali. Google, infatti, ha spostato sempre più il focus dalla semplice ricerca delle parole o keywords introducendo la ricerca per immagini e quella relativa ai video. Questo shift di Google si estenderà sempre di più nel futuro anche ai temibili concorrenti, imperatori del mondo Social Network - Facebook e MySpace - e tra motori di ricerca e Social Media ci sarà una maggiore integrazione e complementarietà.
Riuscire a rendere visibile il proprio brand sulle prime pagine dei risultati di ricerca - note come SERP (Search Engine Report Page) - diverrà sempre più difficile e complesso anche perché Google ha ingaggiato una guerra senza quartiere, dove non si fanno prigionieri, per escludere dai risultati tutti quelli che in qualche modo provano a fare i furbi - black SEO - oppure sono molto scarsi nella qualità dei loro siti: fatti male, siti lenti e così via. In questa gara senza fine l’algoritmo segreto di Google - una cosa simile alla ricetta super segreta della Coca-Cola - può essere immaginata come la lepre e le aziende con i loro siti sono il levrieri che la inseguono in una corsa senza fine.
Fate molta attenzione a giocare con Google perché oltre al danno di aver buttato denaro e tempo potreste avere la beffa dai essere banditi dai risultati di ricerca e perdipiù senza spiegazioni. Google è inflessibile su questo, perché essere lassisiti significa inquinare la qualità dei risultati.
Gli esperti SEO (Search Engine Optimization) aiutano le aziende in questa folle gara planetaria e hanno il compito di ottimizzare i siti delle aziende per renderli compatibili con le esigenze dei robottini di Google. Oltre all’ottimizzazione dei siti (SEO) esiste un’altra “branca” del SEM che si riduce essenzialmente a all’acquisto di keyword - Pay Per Clic - in una borsa delle parole e frasi - AdWords - le cui quotazioni variano di giorno in giorno e di ora in ora. Avete presente i brokers di Leeman Brothers, quelli con gli scatoloni? Ecco nel mondo dei motori di ricerca esistono professionisti - keyword specialist - che invece delle azioni comprano, ma non vendono, keywords.
Anche qui pochi scherzi come dimosta la causa giudiziaria intentata nei confronti di Google da un gruppo religioso sulla base del fatto che l’acquisto della keyword “abortion”, in italiano aborto, veniva sistematicamente loro impedito.
Ma cosa è importante per essere un buon SEO oggi? Cosa deve richiedere un’ azienda che vuole essere visibile ad un fornitore di servizi SEO? Cosa ci deve essere scritto in un curriculum vitae di uno specialista SEO?
Ultimamente sono rimasto molto colpito e preoccupato dal fatto che in molti annunci di lavoro italiani e non vengano enfatizzati come requisiti per essere SEO la conoscenza del HTML, CSS oppure PHP e MySQL. In alcuni casi l’esperto SEO deve conoscere bene anche AdWords ed il mondo Pay Per Clic.
Questo è lo stato del SEO italiano? Davvero si crede che il SEO si possa ridurre a scrivere bene quattro pagine in HTML? Forse il SEO del 1931 poteva essere così (questa è un iperbole) ma oggi il SEO a mio avviso deve essere tutt’altro che un semplice HTMLista. Provate a dare un’occhiata a questo portale dedicato al SEO e vedrete come le cose siano ormai radicalmente cambiate.
Il SEO specialist contemporaneo deve essere per prima cosa un esperto di lingue e deve conoscere bene anche la cultura del mercato di riferimento. Essere primi sulle pagine di Google.fr, la versione francese di Goolge non è la stessa cosa che essere primi su quello italiano - google.it - o tedesco. Anzi nel caso della Russia o della Cina essere su Google non conta quasi nulla. In quei casi sono altri i motori di ricerca.
Attenzione se volete vendere sul serio in Francia non vi illudiate che basti la versione francese del votro sito italiano. Chi vi dice questo vi sta prendendo in giro e fregando soldi. Comprate un dominio francese e fatevi aiutare da un bravo madre lingua francese. Il resto e roba da mercato di limoni. Ho scritto bravo madre lingua francese perché i robottini Google sono sospettosi e se la densità di keywords del testo è troppo “strana” rischiate che facciano fuori voi ed il vostro scintillante sito e-commerce di brioches.
Il SEO specialist oltre ad essere un bravo content manager -cercateli anche tra i laureati in lingue e lettere - deve essere molto creativo e socievole. Uno dei molti requisiti fondamentali perché il vostro sito sia in alto nelle ricerche, senza utilizzare pericolosi tips e compere non autorizzate, è infatti la capacità di rimediare quanti più link - link building - in entrata verso il vostro sito. I link devono essere di qualità e coerenti con l’argomento di cui parla il vostro sito. I link, sempre a vostro rischio e pericolo si possono acquistare, ma è moolto ma moolto meglio stringere buone relazioni - leggi essere socievoli - con blogger esperti del settore.
Siate quindi altruisti e socievoli, ne va del vostro portafoglio!
Mi fermo qui e vi segnalo l’apertura di un blog apposito dedicato all’argomento Search Engine Marketing in cui proseguiremo, se vi va, la discussione su cosa vuol dire nel 2008 SEM e SEO e PPC. Il blog si chiama Lo stato di SEM in onore di un grandissimo film di Spike Lee
- In questo post trovi concetti come link popularity, link building, link bait. Sei un web marketer, un quasi esperto SEO,...
- Juliane Stiller and Kaspar Szymanski, Search Quality Team di Google, lunedì 22 settembre hanno pubblicato su Official Google Webmaster Central...
- Aaron Wall altrimenti noto come l'autore dell' autorevole SEO Book, ha scritto recentemente un post che suona come la campana...
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10 comments
Un po’ mi sento chiamato in causa e per questo desidero portare il mio piccolo contributo.
Sono d’accordo con ciò che affermi, un po’ meno con il gancio tra la situazione del SEO in Italia e le offerte di lavoro recentemente visionate.
Infatti distinguerei quei casi in cui la figura ricercata è “junior”, ovvero alle prime armi. Personalmente stiamo facendo fatica a trovare una figura con competenze minime ed un po’ di sale in zucca. Se si dovessero alzare i requisiti…mamma mia! :(
Però, precisazione a parte, mi trovo d’accordo con quanto scritto.
Mi trovo anche io d’accordo, man mano che si va avanti la figura del SEO muta sempre più e la novità dei social media sono un buon carburante per questa transizione.
Il SEO non può essere più solo il mero animale da codice sorgente, reversing e affini, dico non solo perchè sicuramente questa parte avrà sempre il suo peso ancora nel futuro, ma come dici bene dovrà essere in grado di capire qual è il contenuto più adatto per un determinato contesto, dovrà saper muoversi in modo “furbo” per il likbaiting, dovrà anche presentarsi come persona nei network per interagire con gli altri, capire i trend, cavalcarli, dedicarsi al viral marketing etc etc.
Forse perà per una singola persona inizia a chiedersi un po’ troppo, dato che sarebbero almeno 3 le lauree/specializzazioni necessarie: informatica (anche se ad oggi non ricordo ci siano cenni all’html, figuriamoci al seo), sociologia e scienze della comunicazione e/o lingua e lettere.
La concezione più adeguata è che quindi il SEO diventa un macroprocesso, al cui interno sono presenti sia il lato tecnico informatico, quello redazionale, quello creativo etc etc.
Ma a questo punto la figura del SEO come individuo diviene obsoleta…
Il SEO nel 2008 è quindi un insieme individui che mettono in gioco una sinergia di skill tecniche, sociali e comunicative al fine di raggiungere la soddisfazione del cliente.
Marco il tuo contributo non è piccolo anzi è sempre il benvenuto. Tutti possono e devono intervenire per apportare la loro esperienza e le loro riflessioni.
Premetto che il “tono” del post è volutamente netto e perentorio anche per stimolare la discussione e arrivare poi a fare un tuning successivo con commenti e precisazioni come ad esempio la tua.
Però nel merito mi domando: ma la parte HTML, PHP e simili non dovrebbe essere ormai superata dalla pletora di CMS ottimizzati già a livello del motore dal punto di vista SEO? Quanti template Wordpress sono già ottimizzati per SEO e quanti lo saranno sempre più? Per quanto dobbiamo continuare a fare le sartine che fanno il sito su midura?
Nel modo esiste una cosa che si chiama industria e in quel mondo non c’è tempo e denaro per far le cose ad hoc per il cliente. Ci sono tre modelli e quattro colori e fine della discussione. Fare siti dovrebbe essere un’ industria dove si vende un prodotto ben confezionato e migliorato e non artigianato su misura perchè con il passare del tempo fare siti diventa una commodity ed il gioco non vale la candela.
Costano meno in Romania.
La mia perplessità deriva inoltre dall’idea che l’ HTML, espressamente nato all’origine come “linguaggio” che doveva essere interpretato dal Browser sia ancora considerato una cosa da imparare a scrivere. Chi è che scrive e legge in linguaggio PDF? Le stampanti e Acrobate Reader mica gli uomini.
La colpa, secondo me grave delle web agency, è che hanno fatto passare come ortodossia una scempiaggine come quella che per fare i siti bisogna fare tutto a mano con notepad. Idiozia pura passata come verità. Php o Java sono linguaggi non HTML o CSS! E dato che ci siamo perché non facciamo scrivere a mano XML ?
Ribadisco pensa la stessa cosa applicata in PDF. Perché non si pretende la stessa cosa per il PDF così portiamo a completezza il ridicolo? Io ora sto scrivendo su Wordpress e non mi importa una ceppa del CSS o l’HTML sottostante perché THE CONTENT IS KING mica HTML IS KING :)
Mi trovo meno d’accordo sulla questione html…
Diciamo che si nel web esistono moltissimi script per CMS nei differenti linguaggi, ma tante volte è necessario, per requisiti cliente creare almeno un plugin ad hoc, quindi è necessario scrivere si di php, xhtml, css, javascript e via discorrendo.
Se ci limita al plugin è poi certa la necessità di skinnare il prodotto per farlo aderire anche qui ai requisiti, quindi xhtml e css son ancora necessari.
Nel caso peggiore può capitare che un cms non faccia al caso e quindi sia necessario crearsi una soluzione ad hoc, che magari può essere ripresa in futuro e ottimizzata, ma si tratta sempre di soluzioni di nicchia per un determinato target.
Content is king è invece una verità ben assodata, ma è il 50% del tutto secondo me… Se non supportato il contenuto non serve a nulla, se il file che lo contiene è un plain text con solo il testo buttato dentro… beh la vedo dura che si possa ottenere qualcosa.
Matteo grazie per i tuoi contributi, putroppo queste cose le conosco benissimo e mi convincono sempre più che “per requisiti cliente” è la scusa, la foglia di fico che ha contribuito a devastare la creatività italiana in ambito pubblicitario. Niente premi a Cannes e chissà perché.
Anche lì il cliente bue ha distrutto tutto con la sua incompetenza ed invadenza. Prova a contraddire un chirurgo o un ingegnere e poi vediamo che succede. In certi ambiti il cliente deve stare al suo posto. In ambito creativo ed internet pure.
Il cliente va educato e bisogna fargli capire - ma chi ci prova? - che il tempo delle sartorie dovrebbe finire. Matteo tu compri un Nokia fatto su misura o scegli il modello? L’automobile te la fai fare su misura? La carta da parati o la vernice la scegli o te la fai preparare dall’imbianchino? Perché con i siti invece continuiamo con questo suicidio da sarti o artigiani? Quanto ancora può continuare?
Il web per maturare deve diventare industria, specie se c’è la spinta dei robottini di Google che della bella e personalizzata grafica non sanno che farsene.
Anche nel mondo dei Social Network perché Facebook ha raggiunto e superato MySpace? Uno dei motivi è perché è standard tu hai quella pagina uguale per tutti e fine della discussione, ti puoi concentrare solo sui contenuti. Content is King!
Nel mondo web classico in quanto a standard è invece un disastro. Explorer 6, Explorer 7, Explorer 8, Mozzilla, Firefox 3.0, Safari, Opera. Quanto può durare commercialmente parlando se ai clienti non si IMPONE che il suo sito va bene se è visto dai 3 browser principali? Quanto si può abbassare il costo artigianale se i miei prossimi concorrenti saranno in Serbia, Romania e India?
Un prodotto preconfezionato in un mondo globalizzato mi consente di sopravvivere (Nokia, Fiat, Ikaea) l’artigianato no.
Il discorso sulle differenze (e le differenti potenzialità) tra i “seo tecnici” e i “seo per i contenuti” si è fatto spesso, in passato.
Mi sembra che questo post riprenda la questione con una luce più attuale; e mi piaccono alcuni degli spunti suggeriti.
Non basta un cms pronto per fare un sito “ottimizzato”; ma è sempre più vero che i contenuti (e il modo e il motivo per cui sono prodotti) hanno parte fondamentale.
E le analisi sul traffico, la costruzione di interconnesioni e la “promozione via link”.
Molto utile mi sembra quindi riprendere in mano la questione.. ogni tanto, e provare a dare nuove risposte, ad aggiungere qualche elemento nuovo.
Penso alla SMO e ai Social nel loro complesso…
Seo Guru grazie per il tuo commento.
Io estremizzo il bianco ed il nero proprio per evidenziare tutte le tonalità di grigio.
Concordo con te che allo stato attuale CMS e aggeggi simili non sono perfetti e “ottimizzati” - url pieni di & e variabili con numeri - ma qui è come nel caso delle automobili se si continuano a proporre macchine a benzina quelle elettriche non avranno mai la possibiltà di migliorare.
Quello che serve è quindi uno standard unico e definito come avviene per la televisione (PAL o NTSC, Beta o VHS etc ) nel caso della fruizione e sul versante della produzione proibire nel modo più assoluto l’uso di HTML o CSS fatto a mano migliorando in tutti i modi quello automatico.
Più industria e meno arte.
Inoltre come giustamente dice Matteo forse bisognerà pensare non più ad un SEO come figura singola ma meglio come una squadra di specialisti: tecnici, letterati.
Nel caso del Pay Per Click il personale marketing è più adatto alle finezze della compravendita. Conosco bene i programmatori non hanno proprio la capoccia per pensare in termini di ROI!!!
Il cliente finale però lo capirà che tutto questo costa?
Questo può essere vero, ma allora vorrebbe dire che gli artisti nel mondo non venderebbero più nulla, e ad esempio solo l’ikea con le stampe da pochi euro genererebbe utili… non credo proprio che sia così…
Poi ovviamente dipende chi è il target, se si vuole andare a vendere ad un singolo, beh secondo me l’artigianato del web ha un senso, ovviamente si devono gestire in modo corretto i requisiti, definendo i limiti e in particolari i ruoli di ogni figura che farà parte del progetto, ma se si vuole vendere a molti un CMS può fare comodo, sia già costruito, che realizzato ad hoc (magari dall’azienda stessa ottimizzandolo in toto) e poi riproposto.
Certo è che la presenza del cliente nella fase progettuale è necessaria, e spesso può portare a risolvere dei problemi in minor tempo, in altre occasioni può essere un ostacolo, tutto sta a mediare il giusto e ovviamente raggiungere un obiettivo: cioè la soddisfazione dei requisiti.
Per la questione standard ahimè c’è poco da fare, si hanno delle linee guida, ma se già chi sviluppa i browser non le segue è difficile anche per chi lavora sul web continuare il proprio lavoro in serenità, soprattutto quando si vanno a perdere ore per l’ottimizzazione del sito su tutti i browser possibili…
Bisognerebbe definire un sistema di certificazione per i browser, ma qui è questione di ISO, auditor e affini… e la vedo ardua :\
Per finire, posso farti una domanda ?
Qui il tu ti puoi concentrare è quindi il punto di vista di un fruitore di un sito, non di un realizzatore.
Come fruitore allora certamente il contenuto è l’elemento principe (anzi rè), la struttura di default e pre-ottimizzata ci posso anche stare, ma io sviluppatore del sito ho almeno (nel caso ideale) 50% struttura e 50% contenuto come priorità, anche eventualmente se uso qualcosa di pre-confezionato, perchè un minimo di edit ci sarà sicuramente…
Matteo premetto che le tue osservazioni le capisco benissimo, ma ci sono cose che a mio modesto avviso non possono più continuare per un china pericolosa altrimento si va verso il disastro: Wall Street, Alitalia, Microsoft che perde il treno di Internet snobbandolo etc..
Per rispondere alla domanda. Ma non è sempre e comunque più importante il punto di vista del fruitore, del mercato, dei lettori, dei telespettatori? Se non seguo il mercato quanto dura il mio business?
Ad esempio mi è capitato di avere a che fare con un sito realizzato con Ruby On Rails. Ruby è perfetto per chi deve realizzare applicazioni in tempi rapidi - va bene per chi crea e sviluppa - ma il risultato dal punto di vista dell’efficienza un disastro completo - fruizione KO.
Il cliente nella maggior parte dei casi è solo un intralcio perché si fida della sua competenza ed esperienza. Questo fatto fa credere allo sviluppatore che ne sappia più di lui sull’argomento. Questo modo di pensare è deleterio e spiega il perché in Italia chi fa siti non ha la minima idea di cosa sia l’usability. Qui non è mica come in UK.
Quanti test di usabilità vengono fatti dalle web agency in italia? I tuoi clienti quanto spendono in test? Quanto sono navigabili i loro siti? Test e non l’opinione dello sviluppatore o del cliente. Test, Test e poi test.
Ribadisco l’ignoranza diffusa che c’è in italia per quanto riguarda marketing comunicazione ed usabilità mi fa propendere a pensare che il cliente possa essere utile solo nell’ambito del contenuto il resto sono solo richieste assurde a prezzi ridicoli.
Riguardo l’artista, credo che paragonare un buon grafico ad un artista sia un pochino esagerato. Un artista di solito fa pezzi unici, un grafico fa roba in serie, bella ma in serie: copertine, siti.
Inoltre un artista quotato ha tantissimo margine, un quadro può valere migliaia di euro ed ilgioco vale la candela. Quanto costa un sito fatto solo da un bravo grafico?
Ragazzi!
Come siete appassionati!
Beh, certo che raggiungere uno standard aiuterebbe molto anche gli sviluppatori di cms, quindi i SEO e chiunque altro.
E non penso solo alle codifiche del w3C, infatti.
Vale per i browser…
Ma secondo me le imposizioni non esistono.. diciamo che gli standard nel web si impongono DA SOLI man mano che nuove risorse/tecnologie approdano online [e se ne impossessano, vedi l'uso dei video che si fa ora rispetto a una manciata di anni fa...].
Quindi la squadra, il team.. è fuor di dubbio l’unica soluzione per progetti WEB forti dal punto di vista SEO [quindi il traffico, e il ROI, giustamente.. etc etc etc].
Naturalmente questo vale per le “cose grosse”, i clienti piccoli e medi continueranno ad affidarsi anche agli “artigiani” [grafici, webmaster, programmatori.. etc ].
E’ normale anche così, credo.
:)
E’ un piacere leggervi.
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