ZZUB Marketing

Questa mattina nella cassetta delle lettere ho trovato una busta con impresso l’ormai mitico marchio ZZUB. Sapevo benissimo cosa c’era lì dentro eppure la cosa mi intrigava lo stesso. ZZUB funziona! ZZUB funziona!

Una volta aperta la busta cosa ho trovato?

a) una lettera che confermava la mia partecipazione attiva al passaparola per la campagna Vodafone Raccolta Telefoni che è in corso in questi giorni in varie città italiane.

b) materiale informativo Vodafone che spiega il perché della campagna con messaggi interessanti e credibili.

c) una ricarica Vodafone da 10 euro, premio per l’attività di ZZUBBER.

La cosa che più mi colpisce di questa campagna è che Vodafone non mi coinvolge, anche dandomi del denaro, per farmi comprare un nuovo cellulare. No, i messaggi sono invece: un mondo più sano si costruisce adesso, buttare il tuo vecchio cellulare nel posto sbagliato è come disperderlo nell’ambiente.

Vodafone è una corporate che deve far quadrare i conti come tutte le altre aziende. Allora perchè spende tempo e denaro per far riciclare in modo corretto dei vecchi cellulari? Perché preoccuparsi delle sorti di questo pianeta? Perché non mi ha inviato una semplice cartolina buono sconto?

Vodafone con questa campagna di raccolta dei telefoni usati, sta facendo qualcosa di molto più complesso e intelligente. Il bello di tutta la questione è, infatti, che Vodafone non sta cercando di vendere, ma al contrario sta cercando di acquisire fiducia e credibilità. Vodafone ha capito che la sensibilità estetica ed ecologica di alcuni dei suoi clienti può essere molto infastidita da brutali messaggi, del tipo compra qui, sconti su, offerte giù.

La campagna di buzz marketing Vodafone realizzata e gestita da ZZUB, cui ho aderito volentieri e non certo per i 10 euro, dimostra che forse il tempo della pubblicità invasiva è terminato. Nessuno mi ha costretto ad iscrivermi alla campagna e penso che lo avrei fatto anche se fosse stata senza premio. La busta non è stata inviata a migliaia di utenti ignari, ma solo a quelli che si sono iscritti volontariamente. Questo tra le altre cose ha comportato anche un notevole risparmio di carta e d’inchiostro.

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