Il futuro è nei Social Network ma anche no
In questi giorni in varie situazioni mi è capitato di scambiare un po’ di idee ed informazioni sui Social Network come Facebook, Twitter, FriendFeed con esperti di comunicazione e pubblicità. Il quadro è a dir poco desolante. C’è gente che nonostante il boom dei Social Media va ancora in giro a chiedere banner. Ci sono aziende che seppure vogliono ancora avere un sito - contente loro - non sanno nemmeno che cosa significhi SEO. Campagne stampa classiche come si faceva nel lontano 1994 e cosi via demoralizzando.
Oh dico ma scherziamo? Qualcuno ha detto a queste polverose imprese che siamo entrati nel XXI secolo? Riusciamo a far capire al marketing che il sito, per quel poco che serve, se non segue le regole SEO se lo possono pure dare in faccia, perché tanto Google non se li fila per nulla? Qualcuno oltre a vincere pseudo gare può per favore far capire a clienti testardi che la musica è cambiata?
Dico ma possibile che solo la FIAT si distingue in Italia per utilizzare al meglio il Web 2.0? Costa soldi? No al contrario è economico molto più di faraoniche ed inutili campagne pubblicitarie. Allora dove sta il problema?
L’italia è un paese pieno di vecchi, ma non in termini di anagrafe. Vecchi di capoccia. Ci sono, infatti trentenni detti comunicatori, che sembrano nati nel 1950 e poi paradossalmente ci sono anziani che stanno su Facebook e si divertono pure.
I nostri pseudo giovani, comunicatori e pubblicitari, non si impongono e piegano la loro debole schiena alle idee antiquate di gente, i loro clienti, che non hanno un briciolo di cognizione di cosa voglia dire marketing e comunicazione contemporanea. Eppure questi loro clienti girano l’Europa; mi domando se all’aereoporto le fette di prosciutto dagli occhi se le tolgano oppure se continuano a passeggiare per Parigi o Londra così profumantamente agghindati. Nel caso di Londra sarebbe consigliabile però l’adeguamento ai costumi locali usando il beacon.
E poi? Poi ci sono gli esperti bloggatori e non, che tutto hanno visto e di tutto diffidano. Pensa tu! La Storia, quella con la S maiuscola, prima di progredire va a chiedere consiglio a loro perché dubbiosa sul da farsi. Immaginate la scena della signora Storia che si ferma e chiede:”Signori questa cosa di Facebook ha da farsi?” E loro con sguardo corrucciato tentennano dubbiosi di fronte a telecamere e microfoni di giornalisti precari incapaci di obiettare qualcosa per paura di confermare quello che già si pensa di loro.
Per quelli che avessero perso più di qualche treno consiglio vivamente la visione di un video con un intervista recente a Bob Pearson, Communities & Conversations at Dell. Attenzione DELL, quella che vende i pc anche tramite Twtter. L’intervista è stata realizzata da Jeremiah Owyang, Sr Analyst at Forrester Research: Social Computing
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5 comments
parole sante, la gerontocrazia italiana tocca l’apice quando si parla di comunicazione aziendale. anche quando si tratta di soluzioni che non prevedono un investimento economico, ma solo cognitivo (come può essere twitter) emerge la tecnofobia ansiogena: il sito web ormai è stato interiorizzato ma tutto il resto fa ancora spavento. Caro Roldano, ci sono ancora testate news, anche importanti nel loro settore, che ancora non sanno neanche dell’esistenza degli RSS!
[...] Il futuro è nei Social Network ma anche no By Guru Guru http://www.themarketer.info/26-11-2008/social-network-futuro-marketing/ [...]
Condivido pienamente, BRAVO! il problema esiste, tutto il resto e’ anche vero :)
[...] unknown wrote an interesting post today onSocial Network Facebook Aziende Marketing Twitter | The Marketer 2.0Here’s a quick excerptDico ma possibile che solo la FIAT si distingue in Italia per utilizzare al meglio il Web 2.0? Costa soldi? No al contrario è economico molto più di faraoniche ed inutili campagne pubblicitarie. Allora dove sta il problema? … [...]
La vecchiaia è una categoria dello spirito: se non si è intellettualmente curiosi si nasce già vecchi, altrimenti si esplora la realtà fino a cent’anni ed oltre.
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