Groundswell

29 August 2008, di Roldano De Persio

Charlene Li e Josh Bernoff della Forrester Research hanno coniato un nuovo nome per tutto ciò che noi fino ad ora descrivevamo come UGC, WEB 2.0, Social Media.

Groundswell è infatti il termine, con cui nel loro ultimo libro, i due analisti della Forrest Research sintetizzano le conseguenze sociali della rivoluzione digitale in atto: Groundswell, winning in a world transformed by social technologies, edito da Harvard Business Press.

Negli USA Groundswell sta diventando un vero best seller tra gli addetti al marketing e alla comunicazione perché ha il pregio di essere strutturato come un manuale utile alle aziende per affrontare l’onda dell’opinione pubblica, lo tsunami digitale, la rivoluzione sociale internettiana. Groundswell, appunto.

Cos’è groundswell? Purtroppo in italiano non esiste una parola equivalente a groundswell. Cercando tra i dizionari online si trovano riferimenti a quello che in italiano si traduce come maremoto. Esistono però anche definizioni relative a gruppi di persone che insieme e spontaneamente si sentono accumunate in una causa:A sudden gathering of force, as of public opinion: a groundswell of antiwar sentiment oppure a rapid spontaneous growth (as of political opinion) <a groundswell of support>.

Charlene Li e Josh Bernoff definiscono groundswell come:”A social trend in wich people use technologies to get the things they need from each other, rather than from traditional institutions like corporations“.

In pratica che significa?  Ebay o il meno famoso Etsy sono, ad esempio, “tecnologie” che consentono a tutti noi di acquistare oggetti messi in vendita da semplici persone e non quindi da negozi o magazzini, come avveniva in passato. Linux è un sistema operativo risultato dello sforzo congiunto di migliaia di persone. Linux non è stato creato da un’ azienda come Microsoft o Apple.

Le persone però non si limitano solo ad acquistare o creare prodotti o tecnologie. Le persone commentano, descrivono, scambiano idee, discutono e fanno tutto questo in maniera pubblica su forum, blog, YouTube, etc. Nel prossimo futuro il numero di persone che parteciperanno alla conversazione sarà sempre più grande e sarà sempre più facile trovare recensioni di ogni tipo su qualunque prodotto.

Tutto questo è un minaccia per le aziende?  Secondo Charlene Li e Josh Bernoff non necessariamente. I due analisti propongono, infatti, una metodologia che permette di definire meglio quale dei mille canali di comunicazione (blog, YouTube, Facebook, Forum) è il più adatto in termini di ROI per dialogare con la propria clientela. Questo metodo si basa su l fatto che tutti noi non siamo uguali. C’è chi partecipa ai forum scrivendo una critica aspra di un prodotto e ci sono poi quelli più “pigri” che si limitano a lurkare. Altri ancora raccolgono informazioni a tutto spiano e le rendono disponoibili agli altri.

Secondo Charlene Li e Josh Bernoff occorre fare per prima cosa un Social Technographics Profile della propria clientela cercando di capire come è suddivisa in base alle seguenti categorie: Creators, Critics, Collectors, Joiners, Spectators, Inactives. Il mix delle diversa categorie consente di capire dove indirizzare meglio il budget.

Se, ad esempio, la percentulale di Joiners è elevata – all’incirca la metà – allora è consigliabile investire in Social Network come Facebook, se invece la nostra clientela è composta principalemente da Creative e Critics allora è conveniente in termini di ROI investire nella creazione di una comunità che verrà monitorata per capire se ci sono problemi, lamentele oppure suggerimenti utili alla produzione.

Gli How to, i suggerimenti pratici, descritti nel libro di Charlene Li e Josh Bernoff non si limitano ovviamente al solo Social Technographics Profile, ci sono, infatti, anche case study dove video virali o blog aziendali vengono analizzati per dimostrare quando e come queste tecnologie devono essere utilizzate.

In conclusione Groundswell è uno dei pochi manuali in circolazione che vale i soldi spesi per acquistarlo.

Su minimarketing il blog di Gianluca Diegoli,  potete trovare un punto di vista diverso su Groundswell.

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One Response to “Groundswell”

  1. gluca Says:

    beh, comunque anche secondo me vale l’acquisto
    ;)
    ciao
    gluca

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