Intervista a Barbara Picollo di b&p communication

Da mesi cercavo di riuscira a intervistare Barbara Picollo, Direttore Comunicazione di b&p communication e finalmente eccola qui:

La sede di b&p communication è a Torino, la città della FIAT e del Festival del Cinema di Moretti, è un vantaggio o uno svantaggio?

Torino da qualche anno è una città work in progress: olimpiadi, eventi, festival, locali di tendenza. Nel 2008, con l’avvento del World Design, sarà la capitale mondiale delle “idee in movimento”. Crediamo di contribuire anche noi a questo rilancio culturale.

Mi risulta che b&p communication sia nata il 16 aprile 2007 ed è quindi un’azienda molto giovane, b&p communication è però anche una società dotata di grande esperienza perchè le persone che ci lavorano portano in dote anni di professionalità rodata sul campo. Ci puoi dire qualcosa riguardo questa vostra dualità?

L’azienda è giovane sia come attività che come età media dei componenti (35 anni). L’esperienza passata di tutti noi ha avuto un punto in comune in Superbrands Italia, dove ci siamo conosciuti e abbiamo collaborato per diversi anni, creando un team molto affiatato che ha maturato la propria professionalità ed esperienza fino a scegliere una strada autonoma. Per questo, pur essendo un’azienda in erba, ha saputo partire immediatamente con precisione e determinazione creando un prodotto unico e di altissimo livello.

b&p communication è una società editrice di studi e report sul brand e sui rapporti tra marchi, aziende e i consumatori. Ci puoi descrivere le attività di un’azienda come la vostra?

Uno dei nostri principi è non voler creare una vetrina di marchi, ma partire da basi scientifiche solide. La ricerca sui canoni per essere 2.0 commissionata a “The Economist intelligence Unit” e l’accordo con la IULM per tutta la collana Brand Concepts sono due esempi importanti che rendono bene l’idea di quanto queste edizioni vogliano essere un punto di partenza per utilizzare nuovi metodi di marketing e comunicazione. Vista dalla parte del consumatore ultimo, invece, è un’opportunità per conoscere i marchi e le aziende sotto una luce diversa.

Ho visto che attualmente sono in cantiere due progetti editoriali ed uno di questi è secondo volume della collana Brand Concepts. Ci puoi dire qualcosa riguardo Green Brand?

Green Brand sarà il secondo volume della collana “Brand Concepts” e verrà presentato a fine marzo.
Green Brand, partendo da uno studio che sta realizzando il team del prof. Alberto Abruzzese – università IULM-, avrà il compito di raccontare quei brand che hanno obiettivi congiunti: obiettivi di marketing e obiettivi ecologici,che legano la loro identità intorno al concetto di “sostenibilità” o che lanciano campagne pubblicitarie incentrate sul concetto di “green”, che incorporano uno spirito urbano e una tendenza estetica moderna per combattere lo stereotipo costruito negli anni intorno al concetto “green”. Sono anche brand che propongono ai propri buyers un consumo responsabile e che, per raggiungere questo obiettivo, ridisegnano i propri prodotti, la progettazione del packaging e modificano i processi produttivi.

Il primo della collana Brand Concepts è invece Brand 2.0. Mi pare di capire che la collana Brand Concepts sarà costituita da volumi monotematici. Me lo confermi?

L’intento è di uscire quadrimestralmente con argomenti che siano all’avanguardia nel settore del marketing e della comunicazione. Ogni edizione di Brand Concepts sarà supportata e motivata da rigorose basi scientifiche, per poi essere divulgata in allegato gratuito con testate nazionali e presentata agli addetti ai lavori in occasione di forum internazionali.

Sul vostro sito fino a poco tempo fa - la campagna è terminata il 15 settembre - c’era un form sul Brand 2.0 che invitava gli utenti a segnalare brand 2.0. Come nasce l’idea di chiedere la collaborazione della rete?

Proprio per l’argomento trattato nel primo volume, abbiamo voluto fortemente essere 2.0, quindi coinvolgere l’utente nelle nostre scelte di case history da inserire e creare un esempio tangibile di engagement tra azienda e cliente.

La segnalazione più brillante verrà inserita proprio nel volume Brand 2.0 che verrà presentato da Kevin Roberts, CEO worldwide di Saatchi&Saatchi al World Business Forum. Per voi di b&p communication deve essere elettrizzante. Una presentazione in pompa magna ad un Forum così importante. Puoi dirci qualcosa riguardo questo libro?

Sicuramente il World Business Forum è un’ottima vetrina per presentare il nostro primo lavoro al mondo business. Il fatto che Kevin Roberts, che a tutti gli effetti è l’attuale guru della comunicazione internazionale, abbia accettato di presentare Brand 2.0, ci fa pensare di aver editato un ottimo strumento.

K. Roberts sarà affiancato nella tavola rotonda del 24 ottobre da un giornalista de il Mondo, dall’a.d. di Blogosfere, Marco Montemagno, dal prof. Abruzzese della IULM e da un paio di manager di grandi aziende.

Mi confermi che uscirà a fine ottobre in allegato gratuito con Il Mondo, settimanale economico-finanziario di RCS? Perché avete scelto il Mondo?

Si, Brand 2.0 uscirà il venerdi successivo al WBF in allegato gratuito (e lo sottolineo) con il Mondo. La scelta della testata è molto importante, e il target de il Mondo è ideale per la nostra pubblicazione, vorrei ricordare che i case history raccontati sono di brand del calibro di Philips, intel, McDonald’s, Microsoft, lulu, CocaCola e così via. In più l’argomento tocca da vicino l’economia e la finanza di ogni azienda che abbia il coraggio di utilizzare nuove strategie di comunicazione.

In una recente intervista (SpotandWeb, pag. 16) Paolo Cagliero, Art Director di b&p communication, descrive una collaborazione con gli Emirati Arabi Uniti, paese molto giovane all’avanguardia nella creatività e nella comunicazione. Torino e Dubai un possibile gemellaggio in nome del Design? Puoi dirci qualcosa in proposito?

Perché no, la globalizzazione ormai riguarda ogni settore e se un passo del genere fosse utile a creare nuovi spunti per produrre innovazione nella comunicazione e nel marketing sarebbe ovviamente affrontato.

Continuando a parlare di città all’avanguardia, quale città metteresti al primo posto tra Milano, Roma e Torino in un’ideale graduatoria 2.0?

Londra. Scherzo, ovviamente Milano, ma siamo ancora ad anni luce dalle città anglosassoni.

Un’ ultima domanda scherzosa. Sono rimasto molto colpito dagli omini colorati del vostro sito. Come è nata quest’idea grafica?

Abbiamo un art director formidabile: è, secondo me, il segreto per un team perfetto, poche persone, molto competenti! Dei pezzi da 90, insomma!
L’idea degli omini è direttamente legata al concept 2.0, il sito diventa il luogo dove gli “omini” interagiscono con l’azienda.

Parliamo ora di Barbara Picollo. Come sei approdata a b&p?

b&p, come detto in qualche domanda precedente, è nata dall’incontro di professionisti specializzati in settori della comunicazione che hanno lavorato insieme per la realizzazione di volumi Supebrands. Quando la metodologia nell’affrontare la comunicazione non è più stata, secondo noi, all’altezza, è nata b&p communication.

L’azienda l’hai fondata tu? Sei socia?

b&p, brand & publishing, ha due soci: Paolo Cagliero e la sottoscritta.

Quali sono le tue esperienze passate?

Le mie esperienze nascono casualmente, provengo da studi molto scientifici e alla comunicazione ci sono arrivata quasi per sbaglio, ma è stata una passione travolgente. Ho lavorato in alcune concessionarie di pubblicità locali poi sono approdata a Superbrands, dove ho imparato molto, soprattutto a confrontarmi con l’impegnativo e impegnato mondo dei marketing manager di grandi aziende italiane e multinazionali. La seconda, ma non ultima attività, è tentare di fare la mamma (di una dodicenne e di un bimbo di 8 anni) nel miglior modo possibile.

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