Archive for the ‘Apple’ Category

Il Mondo Nexus

8 February 2010, di Roldano De Persio

Questa mattina una mia amica, che segue molto la stampa UK – altro che i nostri newspaper – mi ha gentilmente segnalato un articolo del Guardian sul nuovo telefono di Google Nexus One.  In sintesi, Google Nexus One arriva in UK e subito deve affrontare la concorrenza di smartphone alternativi.

Ora mi sembra evidente che tutti, compreso il Guardian, stiano perdendo il focus sulla questione centrale: a Google non interessa vendere smartphone, quella semmai è Apple!

Google campa di pubblicità, non dimentichiamocelo, e deve distruggere – regalando e/o abbassando i prezzi- tutte quelle economie, che aumentano la distanza tra il lettore e le sue pubblicità, che è  invece il vero core business di Google. Più si diffonde Android o Chrome e più il cerchio intorno all’utente finale si chiude. L’utente deve vivere in un mondo googloiano ed è per questo che Google deve distruggere Apple, che propone in alternativa il suo mondo appleiano.

Quindi per tornare all’articolo del Guardian, che il Nexus venga venduto a caro prezzo o che si diffonda o non si diffonda interessa più a HTC che a Google, interessata a ficcarci dentro Android, perché supporta in maniera nativa Gmail e Latitude.  Android lo trovi dovunque, escluse Nokia e iPhone; Android lo supportano tutte le case costruttrici di smartphone.

Se fosse per Google gli smartphone li troveresti gratis nelle patatine :)

Apple Social Experience

31 January 2009, di Roldano De Persio

Questa mattina ho scoperto che Apple non vende hardware o software. Apple vende servizi. Roma Est è un centro commerciale dove è stato aperto il primo Apple Store dell’ Europa continentale. Il lavoro mi ha spinto a farci un salto per comprare un mac.

L’Apple Store è si pieno di tecnologia, ma le persone possono interagire con questa continuamente. Il personale è affabile e preparato e cerca di darti consigli utili per le tue scelte di lavoro. Prima di andarci avevo prenotato sul sito Apple una sessione di shopping personale. Alle 11.30 nonostante fossi in ritardo, Vincenzo mi accolto come se fossimo amici e mi ha accompagnato alla postazione con sgabelli tipo pub e con tutta calma mi ha ascoltato e consigliato nell’acquisto. Bene preciso subito che questa non è una marketta per Apple. Qui su questo blog siamo agnostici e queste frasi sono state scritte usando un portatile DELL, pure fico tra le altre cose :)

Il nocciolo della questione è che Apple ha trasformato un grande tradizionale negozio in luogo dove ragazzi, mamme con bambini e persone di ogni età possono interagire, toccare, navigare chattare e poi anche informarsi su questo o quell’altro prodotto. Qui la tecnologia non è aggressiva ma accogliente. Sembra quasi di stare in quelle visite guidate alla NASA.

Quando decidi di acquistare qualcosa scopri che ci sono seminari, corsi, assistenza tecnica, ma anche software per la garanzia dei prodotti. La tecnologia, i portatili e gli applicativi stanno sullo sfondo e non sono considerati i personaggi principali.

La tecnologia è importante, ma non è essenziale. Ciò che veramente conta sono le relazioni umane e l’esperienza che ognuno di noi ha durante la propria vita. Apple sembra aver capito questo molto bene visto che ti permette di andare un sabato mattina nel suo store a controllare liberamente il tuo profilo Facebook o Netolog o meglio ancora consente alle mamme di avere postazioni su cui far giocare i loro figli.

La chiave di volta è la Social Experience! Migliore sarà la nostra esperienza sociale e maggiore sarà la nostra voglia di acquistare i prodotti o i servizi di chi ci sta fornendo gratutitamente quell’esperienza.

Steve Jobs ha avuto un arresto cardiaco? Falso

22 January 2009, di Roldano De Persio

In questo preciso momento – 22.30 del 22 gennaio 2009 – sembra che in tutta la rete cominci a diffondersi la voce inquietante che Steve Jobs CEO di Apple abbia avuto un arresto cardiaco. In realtà tutto sembra partire da uno screenshot di Wired. Digg, Twitter e FriendFeed sono in fermento ed agitazione. Tutto è ancora da verificare e controllare. Nulla è ancora confermato.

Update ore 22:42 quello che sembrava l’anticipazione di un annuncio funereo si è rivelato un falso per scatenare il panico nella rete. Quella che poteva rivelarsi una notizia boomerang per l’affidabilità  del mondo tumultuoso dei social media è ora diventata, grazie alla scoperta del falso, la conferma della presenza nei Social Media di anticorpi che possono smentire informazioni di dubbia provenienza.

Update ore 23:22 In molti e tra questi Mashable cominciano a domandarsi come sia stato possibile credere ad un Hoax come questo visto i copiosi errori di inglese/americano. Quanti nel frattempo avranno venduto azioni Apple cascando nella trappola? E se non fosse stato il solito mattacchione ma una mossa speculativa per disturbare o pilotare l’andamento azionario dei titoli in borsa?

Come sta Steve Jobs?

5 January 2009, di Roldano De Persio

Lo stato di salute del CEO di Apple Steve Jobs ha sempre destato clamore ed interesse. Steve Jobes ha però sempre cercato di mantenere la sua vita privata distinta da tutto ciò che riguarda la sua Apple. Il suo continuo dimagrimento e l’assenza di Jobs per la prima volta al Macworld keynote hanno creato però una situazione esplosiva dal punto di vista mediatico e delle relazioni pubbliche di Apple con i propri clienti e la stampa.

Jobs ha scritto pubblicamente una lettera pubblicata sul sito Apple in cui conferma che qualche problema di salute ce l’ha veramente, ma si affretta anche a dire che è tutto sotto controllo.

Lo stato di salute di Steve Jobs, aldilà delle considerazioni spicciole e delle speculazioni sul futuro dell’azienda Apple, dovrebbe far riflettere su quanto siano vulnerabili e nello stesso tempo antiche le corporation di tutto il mondo. Sembrano eserciti medioevali, che una volta colpito a morte il loro capo, si ritrovano smarriti e squagliano come neve al sole. Microsoft, tanto per fare un esempio del campo avverso, si trova nella stessa situazione. La pensione anticipata di Bill Gates qualche timore lo ha generato ed infatti il passaggio di consegne a Balmer è lento e controllato.

Le multinazionali come gli antichi imperi quindi? Morto un re crolla tutto il regno? Non sarebbe forse meglio invece un modello in stile pontificio, che come si dice qui a Roma: morto un papa se ne fa un altro?

Eppure governare una multinazionale tecnologica non è la stessa cosa che dirigere una piccola azienda vinicola. Le stessa piccole aziende, che soffrono di nanismo, dovrebbero nel XXI secolo abbandonare il modello padre padrone e cominciare a ragionare in termini più evoluti. Cosa osserviamo invece? Il carisma, il culto della personalità si dimostra  più importante dei meccanismi, che dovrebbero guidare un’azienda contemporanea.

In ultima analisi e alla luce di quanto detto mi e vi pongo una domanda: Apple appartiene più a Steve Jobs oppure appartiene di più ai clienti e ai fan dei suoi prodotti? Chi dovrebbe contare di più in un’azienda del XXI secolo?


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