Archive for the ‘Brand’ Category

John Ashfield Lettera Aperta ad Arianna

Wednesday, February 17th, 2010

Gentile Sig.ra Arianna,

Le scriviamo in merito al Suo blog relativo al nostro marchio John Ashfield per cercare di spiegarLe la motivazione per la quale riteniamo che WordPress abbia assunto tale provvedimento.

Sicuramente il Suo articolo, criticante la qualità di una sola nostra pagina, confrontato all’intero programma pubblicitario che appare annualmente sulle maggiori testate giornalistiche, non avrebbe causato alcun risentimento da parte della nostra azienda poiché siamo aperti a qualunque critica costruttiva, purchè, si spera, fatta da persona con le dovute competenze tecniche e specifiche del settore.

Quello che invece riteniamo inaccettabile sono, tra i commenti al Suo articolo, le affermazioni diffamanti , che nulla hanno a che fare con la Sua critica, perchè prive di alcun fondamento e non corrispondenti al vero e fortemente lesive della nostra immagine di qualità del marchio John Ashfield, immagine che abbiamo sempre cercato di curare ai massimi livelli in 30 anni di attività. Basti vedere i risultati ottenuti dal nostro brand a livello internazionale.

Come Lei ben saprà, c’è una differenza sostanziale tra “critica” e “diffamazione”, e sicuramente la nostra azienda non può rimanere impassibile davanti a certe affermazioni che sappiamo false con certezza. Lei stessa, essendo la creatrice della pagina del blog, avrebbe dovuto e potuto filtrarLe, rimuovendo quelle che sono palesemente offensive del nostro marchio.

Sicuramente WordPress, oscurando l’intero blog, ha interpretato in senso allargato il nostro reclamo relativo alla rimozione dei soli commenti diffamanti, reclamo che, in buona fede, non abbiamo pensato di inviare a Lei, non avendo trovato i Suoi riferimenti, ma direttamente all’hoster.

Con la speranza di averLe chiarito la nostra posizione, siamo certi che Lei si renderà conto del danno di immagine che ci è stato causato prima dai commenti contenuti nel Suo blog, e tutt’ora dalla campagna diffamante scatenatasi dalla errata interpretazione del provvedimento assunto da WordPress. Chiediamo quindi anche a Lei di attivarsi affinchè questa situazione rientri nei canoni di una normale e civile discussione in rete.

In attesa di un Suo positivo riscontro, Le inviamo i nostri cordiali saluti.
John Ashfield

La lettera qui riportata è stata pubblicata con l’espressa l’autorizzazione della società John Ashfield

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INQuieto vivere

Monday, April 27th, 2009

C’è questa cosa che un giorno 3 Italia mi dice:”Senti ma ti andrebbe di fare un giro sul nuovo telefono INQ1?” E io dico va bene famo sto giro.

Il telefono arriva e io mi metto subito all’opera. Prima sensazione a pelle è che sto usando un telefono che in Italia non è ancora commercializzato e io penso fico, anche se, subito dopo mi sento un po’ cretino. E’ una cosa tipo spada laser di Guerre Stellari, che tu hai e gli altri quando la tiri fuori fanno:”ooohh”. Invece no, perché in metropolitana io lo tiro fuori, il telefono e nessuno mi fa oooooh. Io penso però che loro non sanno quello che si perdono perché:”Oh guarda che questo è un telefono sociale, mica come quelli vostri che servono solo per telefonare, qui sopra ce stà Feisboom”.

Vado a pranzo da un amico e gli dico:”Lo sai che questo INQ1 è il primo telefono social e non è ancorta in vendita in Italia?” Lui mi guarda e fa finta di nulla e poi dice:”…e che c’ha sto telefono di speciale?” e io allora neanche fossi stato appena eletto presidente e dovessi fare il mio primo discorso:”Tu devi sapere che questo è un telefono social, serve per conversare, perché i mercati sono conversazioni e tutte quelle robe lì che dicono gli esperti di web 2.0″ Il mio amico dice però che anche lui con il suo telefono ci conversa, nel senso che parla con le persone, non che è scemo e che parla col telefono.  Allora io stizzito gli rispondo che ci skypo gratis le ragazze e lui fa tipo una smorfia e abbozza un sorriso. Io mi domando chissà cosa avrà capito.

INQ

Esco e faccio un giro e provo a stressarlo sto social telefono. Faccio foto e le sparo su Facebook. I miei friendz su Faccia libro penseranno che mi sono scimunito di botto a caricare tutte ste foto di lampioni, piazze e manifesti e scarpe. Vabbè poco male tanto la spaccio per una cosa artistica. Ho fotografato un lampione a quattro lampade e l’ho intitolata fiori d’acciaio. Mi sento un pochino Andy Warhol, diciamo solo 5 minuti perché poi lui il grande Andy in fin dei conti fotografava  barattoli di minestrone,  io qui invece uso pura tecnologia di frontiera. Roba d’avangurdia.

Mentre passeggio per le vie della città eterna, facente le veci di un turista giap,  mi vengono in mente frasi tipo:”INQcredibile, INQudine“. Deve essere sicuramente il caldo afoso o l’effetto del poco sonno della notte scorsa. Arrivo ad una famosa chiesa dove c’è un chiostro che bisogna suonare il campanello, altrimenti te lo vedi solo attraverso il vetro. Io e quattro turisti tedeschi suoniamo. Ci aprono, faccio più di una  foto e le carico su Facebook. Sto per andare e il custode, INQuieto per le troppe foto, mi chiede se sono solo. Io gli dico:” Sì, però su Facebook ho più di 1400 friendz eh!” Il custode mi guarda con due occhi grossi così. Stavo quasi per fargli una foto.

Una parte di questo fine settimana la passo giochicchiando con la bestiolina d’alluminio. Una parte eh, perché se no così sembra che non ho una vita sociale, no cioè il telefono è sociale nel senso che hai appresso tutti i tuoi friendz tipo cane che lo devi portare fuori quando deve far i bisogni. Sociale volevo dire in quell’altro senso. La vita quella vera, in carne e ossa, tipo quando incontri gli amici e gli dici “bella pe” te oppure “stai carico eh” e poi loro manco ti salutano perché stanno a mandà sms alla loro tipa. Insomma una cosa così. Vabbè ci siamo capiti.

Oggi ho visto che tutti potranno acquistare un INQ1. La mia spada laser è diventata un telefono. Social però eh!

INQ foto fatta con telefono INQ1 3 Italia

INQ foto fatta con telefono INQ1 3 Italia

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Crea Italia

Sunday, March 22nd, 2009

In questo periodo storico difficile per l’economia del mondo, un periodo di grave crisi, bisogna portare avanti, con coraggio e determinazione, idee innovative. Spesso sentiamo tanti proclami su come affrontare la crisi e come poter riuscire a superare questo momento difficile. Il guaio è che chi ci sprona ad andare avanti e spesso lo stesso che ci ha cacciato in questo guaio planetario.

Quando pensiamo al design al marketing o all’innovazione tutti guardano a Milano o in generale al Nord Italia. Eppure c’è chi nella provincia italiana riesce a realizzare idee e prodotti innovativi alla stregua di ciò che si realizza al Nord, anzi in alcuni casi siamo sopra i livelli europei.

In questi mesi mi è capitato di scambiare idee e informazioni con Roberto Alberti e Roberta Castiglione che vivono ed hanno il loro studio a Pescara. Roberto Alberti è un designer e Roberta Castiglione è una architetto. La loro agenzia si chiama eon architetture digitali.

Ragazzi ho scoperto un mondo!

Roberto Alberti e Roberta Castiglione applicano al campo visivo e concreto quello che da qualche tempo qui viene chiamato Web 2.0. Loro pensano, creano e fanno World  2.0! Certo non sono gli unici al mondo, ma comunque sono almeno per l’Italia un avanguardia che lascia ben sperare.

I fondatori di eon architetture digitali ti diranno:”Il concetto di Progetto che abbiamo (ri)conosciuto fino ad oggi è probabilmente morto per sempre” oppure:”La natura sistemica della Rete influenza società e mercato imponendo alla teoria ed alla pratica del progetto una quantomeno sufficiente capacità di
leggere e creare inter(rel)azioni
” ed anche:”La capacità di condivisione delle esperienze deve essere fatta propria dal progetto che deve puntare a predisporre “sistemi” più che a prototipare soluzioni, fornendo agli Utenti la possibilità di leggere e creare inter(rel)azioni tra di essi e nei confronti del sistema

Hairo

Il bello è che questa roba, prossima alla filosofia del design, loro mica si limitano a dirla, la fanno per davvero! Un esempio è Hairo “Il MKTG Visibile”. In concreto Hairo un salone di parrucchieri cui è stato applicato un sistema complesso di styling dinamico e marketing integrati tra loro descritto in questo modo:”La strategia creativa è stata impostata sulla creazione di una nuova Offerta costituita da combinazioni Prodotto+ Servizio+ Promozione+ Comunicazione individuate sulla base dello studio di profilazione effettuato sul database Clienti e veicolate “a casa” attraverso spedizioni programmate. L’aspetto, i listini d’offerta e la logistica interna del Salone cambiano (nella parte prevista a tale scopo) all’inizio di ogni nuova Stagione/Spedizione (ogni due mesi) in modo da “segnalare” l’arrivo di una nuova offerta (tecnica, logistica, commerciale, etc.) a tutti, Clienti e non. L’aspetto esperienziale della fruizione dei sistemi-pacchetto è sottolineato dalla predisposizione di postazioni appositamente ri-progettate per essi

Hairo MKTG visibile

Non è però finita qui. Roberto e Roberta hanno applicato la stessa filosofia a se stessi e hanno creato un brand nuovo di zecca, che incarna appieno i concetti descritti in precedenza. Crea “le idee delle mani” è “ un brand di prodotti personalizzabili da assemblare a seconda del proprio gusto e delle proprie necessità, progettati in modo tale da essere “completati” e personalizzati dagli Utenti che giovandosi della qualità dei componenti che trovano nei nostri kit riescono con estrema facilità a“realizzare” dei prodotti veramente unici”. In una sola frase Do It Yourself, DIY.

Crea “le idee delle mani“, fa prodotti come Baby Shoes DIY Kit – Green Felt oppure CreaKit scarpine di  Elena Fiore.  Quante aziende conoscete che fanno prodotti per l’infanzia DIY? Quante di queste sono così creative da applicare i concetti del Web 2.0 praticamente a tutto? Esiste anche una fan page di Crea “le idee delle mani” io mi sono iscritto e tu?

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La Calunnia è un venticello

Friday, March 20th, 2009

Il Reputation Management su Internet (E-Reputation) diverrà nei prossimi anni un argomento sempre più importante per la vita e la tranquillità di milioni di persone. C’è chi ci può danneggiare rubando la nostra identità su Facebook oppure chi inventa storie sul nostro conto rovinando la nostra attività economica.

Un ristorante può essere preso di mira dai concorrenti invidiosi, uno studente può essere cacciato per comportamento non consono da un’ università prestigiosa, un’ azienda può essere danneggiata da impiegati infedeli. Tutti in un modo o nell’altro lasciamo tracce su Internet e queste tracce rimangono lì a puntare il dito contro di noi. In futuro certe foto o certi video ci potrebbero mettere in imbarazzo perchè negli anni potremmo essere cambiati nell’aspetto e nel tipo di amicizie.

La rete ha memoria e proprio quando non ce lo aspettiamo escono certi scheletri, che avremmo preferito tenere nell’armadio della nostra storia privata. Che si fa in questi casi?

In questa mia intervista rilasciata a Codice Binario, la trasmissione radiofonica dell’avvocato Massimo Melica, provo a spiegare un po’ di cose e a dare qualche risposta a domande frequenti sulla gestione della reputazione su Internet.

Quella del Reputatione Management è una vecchia storia e perfino il grande musicista Gioacchino Rossini nel suo Barbiere di Siviglia ne aveva intuito l’importanza:”La calunnia…nelle orecchie della gente s’introduce destramente e le teste ed i cervelli fa stordire e fa gonfiar. Dalla bocca fuori uscendo lo schiamazzo va crescendo prende forza a poco a poco, vola gia’ di loco in loco; sembra il tuono, la tempesta che nel sen della foresta va fischiando, brontolando e ti fa d’orror gelar. Alla fin trabocca e scoppia,si propaga, si raddoppia e produce un’esplosione come un colpo di cannone,un tremuoto, un temporale,un tumulto generale, che fa l’aria rimbombar”

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