Archive for the ‘Considerazioni’ Category

Web Marketing Fuffa

11 May 2010, di Roldano De Persio

Avete  presente la frase rubare le caramelle ai bambini? Ecco ci sono alcuni che approfittano dell’ignoranza dei propri clienti – tanta, troppa, vergognosa – per vendere fumo e per diffondere idee perniciose sul web marketing.

C’è pure chi continua a sostenere che su Internet bisogna essere “buoni”, che la rete Internet è un luogo dove tutti hanno la possibilità di affermarsi e che basta aprire un blog o una pagina Facebook ed il gioco è fatto e si diventa subito ricchi spendendo pure poco.

E invece no! Per vincere sul Web – perché di questo si tratta, vincere – ci vogliono sforzi, risorse economiche, impegno, costanza e capacità strategiche per battere sul campo gli avversari. La comunicazione, e lo si vede anche in politica, è spesso un atto di natura militare e chi non lo ha capito è un illuso.

Internet, nei risultati pratici, non è assolutamente quel luogo democratico, che certa retorica pop ci vuol ancora far credere.  Ovvio che tutti possono aprire gratis un account su Twitter, ma quanti avranno successo? Quanti riceveranno le dovute attenzioni? Quanti commenti? Quanto traffico? Quante bottiglie o libri nel carrello del tuo sito Jonny?

Se continueremo con la triste farsa che basta saper scrivere per essere tutti grandi romanzieri sul Web oppure che con quattro soldi si possono ottenere visibilità e  attenzione uccideremo uno dei pregi della rete:  distinguere i migliori dai peggiori.

Facebook è in qualche modo l’avvisaglia di questa fuffa dilagante. Presto molti si renderanno conto che il Social Web nasconde l’insidia dell’inflazione:  tutti, troppi, infatti, scrivono e commentano creando un caos continuo. Un caos di informazioni dove non c’è un ipotetico alto versus basso come avviene ad esempio su Google.

L’informazione necessita invece di elaborazione, cura e attenzione  nella sua diffusione perché  altrimenti se lasciata allo stato grezzo diventa una commodity come ad esempio lo zucchero o il sale. Caro sprovveduto cliente pensi davvero che il tuo sito o meglio la tua immagine sul Web debba costare come le patate, un tot al kg?

iPolizia

23 April 2010, di Roldano De Persio

La tecnologia non è fatta solo di gingilli scintillanti come l’iPad o la possibilità di giocare a FarmVille su Facebook. La tecnologia è molto di più e può riservare aspetti inquietanti per le libertà e la vita del singolo individuo come di intere collettività. Intendiamoci in generale la tecnologia è come il famoso coltello, che può essere usato per fare male o per tagliare il pane.

Il problema però è capire da che parte sta il manico.

THE RAVEN – 720 HD from THE RAVEN FILM on Vimeo.

Quello che pensa veramente la CIA dell’Italia

12 January 2010, di Roldano De Persio

Ma che paese è l’Italia? Che idea possiamo farci del nostro paese? Quanto è progredito? La storia che arrivano da noi tanti immigrati è vera o falsa? Come siamo messi rispetto alle altre nazioni del mondo rispetto a certi temi?

Esiste un ente, una struttura segreta, che vuole vederci chiaro sempre, visto che le sue attività hanno a che vedere con le informazioni. Questa organizzazione è la CIA, il noto e potente servizio segreto americano.

La CIA, ha le idee molto precise in proposito e per avere qualche informazione sull’Italia, non bisogna nemmeno andare Langley, in Virginia, vicino al fiume Potomac. La cosa è molto più semplice, basta andare sul sito dell’agenzia USA e possiamo avere tutte le informazioni che vogliamo senza conoscere parole d’ordine o frasi segrete.

Scopriamo così che nella classifica di paesi con maggiore flusso di immigrazione (calcolato come rapporto tra chi va e chi viene) c’è al settimo posto San Marino, mentre l’Italia crolla addirittura al 43 esimo posto, con 2,06 immigrati per 1000 italiani, praticamente da noi non viene nessuno o meglio ci sono più immigrati in TV che per strada. Analizzando ulteriormente la classifica, scopriamo che  al secondo posto appare l’Afghanistan; avranno calcolato anche le truppe inviate nelle zone di guerra?

Ci sono altre  classifiche? Certo che ci sono e scopriamo cose molto interessanti sul tasso di mortalità infantile. L’Angola è il primo in classifica con 180 bambini morti ogni 1000 nati ed è seguito a ruota da Sierra Leone con 154 bambini morti. Una volta tanto l’Africa vince qualcosa, anche se però l’Afghanistan minaccia seriamente di raggiungere la vetta!

L’Italia è in buona compagnia e a distanza ravvicinata di Cuba, Lituania e Bielorussia. In Italia ci sono stati nel 2009 circa 5,51 morti ogni 1000 nati. Sembrano pochini, vero? Eppure a ben guardare in Europa – quella vera e non la Bielorussia, per intenderci – le cose sono molto migliori. La Francia, ad esempio, ha registrato 3,33 bambini morti per 1000 nati e la Germania ne ha registrati 3,99 per 1000 nati.

Sulla base di questi numeri – ah c’è anche il fatto che l’Italia è un paese poco prolifico, ma quella è una classifica che vi potete guardare da soli – si capisce che il nostro paese rischia grosso: poche nascite, quelle poche che ci sono si giocano la pelle in partenza e poi facciamo di tutto per vedere immigrati ovunque.

Che se ne conclude? Semplice… siamo spacciati.

Visto quante cose si possono sapere facendo le  ”domande” giuste e non affidandosi solo a quello che dicono i mezzi di informazione classici?

Qualcuno potrebbe obiettare:”ma tu come fai a sapere che quello che dice la CIA è vero?” Appunto è quello che dico anche io, mai fidarsi.

Ora continuate a cercare voi!

Questo post è stato scritto dal SEO Strategist Roldano De Persio e lo potete seguire anche sulla sua pagina Facebook cliccando qui

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I have an Italian Dream

9 January 2010, di Roldano De Persio

Sarebbe bello che ci fosse da qualche parte in Italia un Martin Luther King italiano, sarebbe un sogno. Sembra di no, eppure in questi tempi bui, a costo di essere retorico e irrealista, voglio sognare.

“I have a dream that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: “We hold these truths to be self-evident: that all men are created equal.”

I have a dream that one day on the red hills of Georgia the sons of former slaves and the sons of former slave owners will be able to sit down together at the table of brotherhood.

I have a dream that one day even the state of Mississippi, a state sweltering with the heat of injustice, sweltering with the heat of oppression, will be transformed into an oasis of freedom and justice.

I have a dream that my four little children will one day live in a nation where they will not be judged by the color of their skin but by the content of their character.

I have a dream today.”


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