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Papà che cos’è un Social Media Strategist?

Che cos’è e un Social Media Strategist? Questa è la domanda tipica che molte persone a digiuno degli ultimi sviluppi della rete tendono a fare quando incontrano qualcuno che per motivi professionali si occupa di Social Media.

Social Media Strategist è una qualifica dal nome vagamente suggestivo, che indica semplicemente qualcuno che è esperto delle dinamiche di relazione interpersonale quando queste sono circoscritte all’interno di un social media e che al contempo è anche in grado di fornire una strategia di azione per ottenere determinati obiettivi.

In termini meno generali si può dire che un Social Media Strategist fornisce alle aziende gli strumenti culturali e i dati per comprendere, ad esempio, come avere un approccio corretto ed efficacie nei confronti degli iscritti ad un Social Network.

In questo momento specie nel mercato USA sono in aumento gli annunci in cui viene ricercata una figura che abbia una certa competenza del mondo dei Social Media. Un esempio può essere il sito Social Media Jobs, il cui nome di dominio è abbastanza esplicativo, dove si trovano annunci in cui vengono ricercate varie figure: Social Media Analyst, Senior Social Media Manager, Social Media Director, Social Media Specialist ed infine Social Media Strategist.

Prendendo ad esempio uno di questi annunci, postato da cheapoair un’azienda di New York si legge:”As Social Media Strategist, must bring a full-service communications background to the rapidly evolving world of social media. Work with customers to engage them online, Must have blend of creative storytelling, strategy, and social media tools to help build meaningful relationship with customers. Initiate strategic partnerships with companies to draw relevant traffic to cheapoair. Provide metrics on user behaviour, user satisfaction. Create viral marketing strategies.

L’annuncio precedente è in realtà un po’ riduttivo e troppo focalizzato sull’interazione con i customers. Tra le competenze essenziali per un buon Social Media Strategist non c’è infatti solo la strategia d’azione, ma anche e sopratutto la strategia di ascolto e di analisi del campo. Come in ogni disciplina che ambisce ad essere scientifica bisogna prima misurare e poi agire e poi ancora misurare.

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Apertura polacca

La Polonia viene citata spesso a causa della FIAT 500 che viene fabbricata a Cracovia.

In questi giorni per motivi di lavoro sono entrato in contatto con alcune società di software polacche e ho scoperto che Cracovia è anche un centro di attrazione per molte società che hanno come core business internet e gli applicativi web.

Una conferma indiretta della forte vocazione tecnologica della Polonia è la cartina geografica qui sotto.

Mozilla Foundation, la struttura che sta dietro il browser Firefox, ha deciso che per il rilascio finale della versione 3 del noto browser bisogna raggiungere il record di più download simultanei nello stesso giorno. un vero e proprio Guinness dei Primati. In questo momento la data è ancora da definire.

Analizzando il numero di adesioni al progetto si scopre che la Polonia è la nazione con il maggior numero di adesioni al progetto, più della stessa Francia dove ha sede la Mozilla Foundation Europe.

Cartina Europa Mozilla Foundation Firefox 3 Guiness Primati

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Italiano spachetti und telefonino

Lo stereotipo è spesso considerato come il metodo più rapido per far giungere un messaggio. Lo stereotipo è una forzatura, una generalizzazione o meglio una grave offesa nei confronti di un popolo intero.

Lo stereotipo però funziona. Una pubblicità che punta ad un target ampio e poco istruito non può andare tanto per il sottile e quindi cerca di confondersi con i gusti dello spettatore e cerca di accattivare la sua attenzione facendolo sorridere con colpi bassi e le solite battute sui diversi, quelli che non sono come noi.

La Repubblica online ha pubblicato un video di una pubblicità televisiva di una nota catena di distribuzione di elettrodomestici tedesca. In questa serie di spot Toni, che chissà perché si chiama come il calciatore italiano della Bundesliga, mostra tutti gli stereotipi di cui si può “macchiare” un italiano agli occhi di un tedesco medio.

Perché usare un italiano per pubblicizzare i televisori al plasma? Semplice, fra poco ci saranno gli europei di calcio e gli italiani sono campioni del mondo. In questo messaggio pubblicitario l’italiano diventa il simbolo stesso del calcio, che verrà trasmesso dai televisori al plasma comprati dai tedeschi nella nota catena di distribuzione di elettrodomestici.

Nello spot seguente Toni parla al cellulare con Otto, un suo amico, che gli chiede quanto costa un modello di televisore al plasma. Un commesso gli risponde che costa 799 Euro, Toni facendo la cresta gli dice invece che costa solo 1000 Euro, brutto cioè al lordo.

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Quarto potere

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CafeXperiment

CafeXperimet Ieri sono stato all’evento FotoGrafia Macello IV - Pics of Tomorrow e ho gradito molto la cosa perchè stato un modo piacevole per incontrare Valentina Cinelli, un’amica che presentava il suo progetto fotografico CafeXperiment.

Tutti i progetti presentati erano interessanti, ma CafeXperiment, secondo la mia modesta opinione, era ed è superiore sotto molti punti di vista. CafeXperiment, concretizzatosi fisicamente durante l’evento, ma preesistente nella sua forma virtuale da molto tempo, è un progetto che ha come punto di forza la sinergia tra due Social Objects: il caffé e la fotografia.

Il caffé in molte parti del mondo è sia argomento di conversazione sia un mezzo che facilita lo scambio di idee, non a caso si dice, infatti, “chiacchiera da caffé”. Il caffè è un social object, appunto.

L’idea geniale di CafeXperiment è quella di sovrapporre al caffé un altro potente social object: la fotografia. Sul sito del progetto si possono, infatti, vedere migliaia di user generated foto, che hanno come unico soggetto il caffé in tutte le sue declinazioni.

Ieri però il CafeXperiment di Valentina Cinelli ha fatto un ulteriore passo in più. Il caffè si è, infatti, materializzato sotto forma di una moka elettrica e di caffè distribuiti in cambio di una foto. L’area dedicata alle foto del progetto era piena di visitatori tutti attratti da questo fenomeno curioso di immagini di caffé, di persone che sorseggiavano caffé e altri che fotografavano e si facevano fotografare mentre bevevano caffé. Tutto questo si è trasformato in una tacita performance corale che ha enfatizzato ulteriormente l’interattività e la socializzazione. Smart move Valentina, smart move come direbbero gli americani!

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Italians destroy it better

La questione Alitalia, ma anche le mozzarelle di bufala dimostrano come il modello italiano sia un ormai diventato un modello strutturalmente fallimentare.

Quale sarebbe il modello italiano? In parole povere si può riassumere in un eccesso di individualismo che impedisce di fare sistema. Il modello italiano privilegia il privato sul pubblico, l’individuo sulla comunità, la gerarchia sulla rete.

Questo modello aveva qualche possibilità di sopravvivenza in un sistema chiuso e protezionista come poteva essere l’Europa degli anni 70, molto tempo prima della globalizzazione. Tanto per fare un esempio pre euro, il danno collettivo della svalutazione della lira si tramutava in vantaggio competitivo delle aziende che esportavano prodotti Made in Italy. I governi, soprattutto negli anni 80, non dovendo rendere conto della cosa pubblica a commissioni di Bruxelles indebitavano lo stato italiano fino all’inverosimile.

In questo momento storico lo scenario è completamente mutato. La globalizzazione ha reso i sistemi aperti e le nazioni di tutto il mondo sono entrate in competizione l’una con l’altra. Un modello open privilegia necessariamente i sistemi più efficenti ma soprattutto i modelli dove il collettivo è privilegiato rispetto al singolo.

L’Italia è un paese dove prevale l’eccesso di litigiosità e di polemica e dove è quasi impossibile fare sistema. In Europa la Francia, ad esempio, “fa sistema” cosicché governi e industrie agiscono come un unico blocco per conquistare posizioni e mercati. Bnp Paribas ha comprato BNL e questo non è l’unico esempio. Alitalia sembra, invece che in questo momento stia vivendo la sua 25 ora e forse fallirà perchè gli interessi particolari dei singoli avranno prevalso sui bisogni dei molti.

La storia della compagnia di bandiera in un mondo dove molti viaggiano con Easy Jet o Ryan Air e le automobili FIAT sono costruite in Polonia è un grossa stupidaggine. KLM era la compagnia di bandiera olandese, sono forse gli olandesi meno europei degli italiani? Gli olandesi sono gente pratica che non guarda alla forma ma va dritta al sodo. Inoltre la questione delle dimensioni del paese ha un valore molto relativo perchè la piccola Norvegia grazie al suo petrolio possiede ricchezze che gli consentono di soccorrere l’economia USA tramite i fondi sovrani.

La distruzione territoriale e dell’immagine a livello mondiale della regione Campania mostra quanto sia perniciosa l’ideologia dell’interesse particolare sul bene comune. La cosa o la casa comune al Sud come al Nord putroppo non interessa a nessuno. Il problema è che la nostra cosa comune fa gola agli stranieri perchè sanno benissimo quanto vale. Chiedete a qualunque giapponese che è in giro al centro di Roma a fare shopping perché si fa 10.000 Km per comprare scarpe e vestiti.

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Putting People First

Spesso leggo con piacere i post che trovo su Putting People First, blog dedicato al notizie sull’experience design, sul design utente-centrico e sull’innovazione. Putting People First, qui anche in italiano, si trova sul sito di Experientia, una società di consulenza internazionale con sede a Torino, fondata per aiutare aziende e organizzazioni ad innovare i propri prodotti, servizi e processi, attraverso una piena valorizzazione dell’esperienza degli utenti.

La mia modesta opinione è che il lavoro di segnalazione, aggregazione e traduzione di Putting People First è prezioso e andrebbe divulgato quanto più possibile.

Su Putting People First potete scoprire che:”Abbiamo raggiunto il punto nella nostra (disparata) adattazione sociale all’informatica e la tecnologia della comunicazione nel quale le generazioni tecniche più giovani hanno una tale autorità da essere impazienti e pronte a liberarsi di istituzioni che molti di noi ritengono essenziali, centrali e persino immortali. Sono pronti a disfarsi delle nostre scuole.” Estratto e tradotto da un articolo di Robert X. Cringely

Oppure sempre su Putting People First potreste venire a sapere che:”Potrebbe essere in corso un tiro alla fune per il futuro dei media tra i cosiddetti contenuti user-generated — tra cui gli amateur che producono blog, video e audio per il consumo pubblico — e i giornalisti, produttori di film e musica di professione, assieme alle facoltose aziende che li supportano. La conclusione più probabile: un approccio ibrido costruito attorno a modelli di business completamente nuovi, dicono gli esperti a Wharton.” Estratto e tradotto da The Experts vs. the Amateurs: A Tug of War over the Future of Media

Siete esperti di tecnologia e a casa solo voi siete in grado di far funzionare i tecno oggetti? Questo articolo sui risultati  di una ricerca commissionata da Logitech allora fa per voi.

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Sono sempre i milioni quelli che se ne vanno

In questi giorni assistiamo alla lenta agonia di Alitalia S.p.a.

Alitalia S.p.a. per quanto strategica è sempre e comunque una S.p.a. e vedere che in Italia tutti, indipendentemente dal loro ruolo o la loro competenza, possano mettere bocca sulle decisioni di una compagnia privata lascia quanto meno perplessi.

Alitalia S.p.a. non è la nazionale di calcio; Alitalia S.p.a. non è l’unica azienda italiana che potrebbe essere comprata e gestita da azionisti non italiani; Alitalia S.p.a. se non verrà comprata subito da qualcuno che sa come gestire una compagnia aerea rischia di sparire e comunque rischia di perdere un’ occasione come Open Sky e cioè l’accordo di liberalizzazione delle rotte tra Usa e Ue il cui avvio è fissato per domenica 30 marzo.

Sul sito ANSA Tullio Giannotti a proposito di Open Sky scrive:”Open Sky avrà l’effetto di una bomba su un mercato dei 27 dell’Ue finora ingessato da 16 accordi bilaterali con gli Usa (ognuno può viaggiare da diversi propri aeroporti a determinate località americane), da 5 intese restrittive e da 6 situazioni (i tre baltici, la Slovenia, Cipro e la Romania) che in mancanza di accordo devono negoziare di volta in volta le rotte. Per avere un’idea dell’impatto dell’accordo in base al quale una compagnia tedesca potrà decollare da una qualsiasi città francese e collegarla con il più sperduto aeroporto statunitense, basta pensare a due esempi: Air France varerà un volo Londra-Los Angeles e British Airways aprirà una nuova filiale che gestirà unicamente il traffico con gli Usa. Il nome dice tutto: “Open Sky”

Open Sky, inoltre, spiega il perché della fretta di Air France nel voler chiudere subito la trattativa.

In questo periodo di elezioni tutti si sentono autorizzati a parlare delle sorti di Alitalia S.p.a., che è una società privata quotata in borsa. Nessuno però ha capito quanto è drammatica la situazione e per capirlo è sufficiente andare sul sito di Alitalia S.p.a. e leggere la POSIZIONE FINANZIARIA NETTA AL 31 GENNAIO 2008:”Disponibilità e crediti finanziari a breve del Gruppo al 31 gennaio 2008 pari a 282 milioni di Euro, con una riduzione di 85 milioni di Euro (-23,2%) rispetto all’analoga situazione al 31 dicembre 2007 pari a 367 milioni di Euro”

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Vacances en Italie?

Sono giorni, se non addirittura mesi, che su molti giornali e blog italiani viene riportata la notizia del ritrovamento di diossina nella mozzarella di bufala di alcune aziende casearie campane. Ieri anche la versione online di Le Figarò riportava la notizia della scoperta di diossina nella mozzarella di bufala in Campania. Ora, tralasciando le considerazioni sull’ulteriore danno di immagine che questo fatto comporterà per la povera Campania, volevo evidenziare qui come la pubblicità contestuale possa risultare alcune volte inopportuna, quando non addirittura tragica.

La pubblicità contestuale nasce dall’esigenza di rendere l’advertising più efficacacie e più targettizzato. In poche parole vorrebbe essere una forma di pubblicità più intelligente. L’articolo de Le Figarò è però uno di quei casi dove la pubblicità contestuale, come si può vedere dall’immagine qui sotto, lascia molto interdetti.

Non è forse esilarante e tragico allo stesso tempo il fatto che dopo aver riportato una notizia, che rovina pesantemente l’immagine dell’Italia del Sud, appare subito dopo una serie di link a pagamento che invitano a passare le vacanze in Italia o sempre riferendosi all’Italia ad una fuga dall’ordinario?

Diossina nella mozzarella

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Non è un paese per vecchi

Internet è un luogo che ha vissuto varie stagioni. Nel recente passato internet e i new media venivano visti come una curiosità, una cosa da ragazzini, un settore cui assegnare poco budget.

Il vero business transitava su altri canali come il fax, la televisione oppure i giornali. Ora tutto questo sta cambiando. I ragazzini hanno fatto un colpo di stato e guidano il resto del mondo sempre più vecchio e atterito verso nuovi orizzonti. I ragazzini parlano e gestiscono la nuova tecnologia come se fosse innestata nel loro DNA. I giovani frequentano i social network e comunicano in maniera ossessiva tramite sms. Un potere economico enorme è in mano a giovani imprenditori come Mark Elliot Zuckerberg nato addirittura nel 1984. La coincidenza dell’anno di nascita con Big Brother, quello serio non il reality, è a dir poco inquietante!

I nuovi barbari, quelli di Baricco, questi giovani insomma, non sono qui per prendere il posto delle vecchie generazioni adattandolo alle loro esigenze. I vecchi luoghi, loro li buttano e poi cliccano svuota cestino. Non hanno bisogno dell’esperienza del passato perchè il loro mondo è il futuro.

Intendiamoci questo non è un manifesto futurista, è solo la presa d’atto che internet e il mobile sono tecnologie che hanno di per sé un struttura fisica diversa e determinano comportamenti nuovi. Le ultime generazioni sono, appunto, diverse da quelle che si sono cibate fino a ieri di pane e televisione. Ad esempio nonostante tutti gli spot che si vedono sui DVD e al cinema contro la pirateria, milioni di ragazzi scaricano film tramite p2p e “non stanno alle regole”. Perché? Semplicemente perchè quelle regole non esistono, non le vedono.

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