Archive for the ‘Economia’ Category

UK Electoral Fever

23 April 2010, di Roldano De Persio

A maggio ci saranno le elezioni in UK e i tre candidati Cameron, Brown and Clegg si fronteggiano da giorni in televisione e su Internet. La febbre elettorale sale a livelli incredibili. Livelli da febbre del sabato sera.

California dreamin

22 March 2010, di Roldano De Persio

C’è qualcosa che non va proprio nel nostro paese. Perché dei blogger di “chiara fama” dovrebbero essere “invitati e ospiti del comune di Catania…” un “…comune, gentilissimo che ha messo a disposizione la copertura del viaggio, il pernottamento e una persona incaricata di portarci in giro quando serviva.” come dice @catepol in questa discussione sui gli Stati Generali della città di Catania? Il concetto è ribadito anche da Luca Conti nella stessa discussione con le seguenti parole:”Sono stato invitato dal Comune di Catania che mi ha messo a disposizione una persona (non solo a me) per gli spostamenti aeroporto – albergo, albergo e volo. E’ il comune di Catania semplicemente perché è una persona del Comune che mi ha inviato per email tutte le informazioni, compreso il biglietto elettronico del volo“.

Davvero i comuni servono a questo? Davvero crediamo che lo stato e/o i comuni italiani dalle casse disastrate e indebitate debbano spendere in eventi, quando il focus, almeno in questa fase di crisi, dovrebbe essere incentrato su i servizi ai cittadini?

Andiamo oltre.

Marco Massarotto, riporta sul suo blog “TAX 2.0 – Il fisco come Venture Capitalist dell’Innovazione in Italia?“ un concetto espresso proprio durante il Barcamp di Catania “Stati Generali dell’Innovazione”. Marco sul suo blog scrive:”mi rendevo conto di come il nostro fisco, se lo volesse, potrebbe essere il più straordinario Venture Capitalist agevolando la crescita finanziaria delle giovani Start Up con una politica fiscale ad hoc che con adeguate dilazioni e favorendo i reinvestimenti.”

Ma questi non si chiamano forse aiuti di stato? Il compito dello stato è continuare a versare soldi dei cittadini in iniziative improbabili? Non è forse vero che è pratica comune dei Venture Capitalist investire in più progetti, sapendo che statisticamente, molti falliranno e solo uno o due produrrebbero grossi guadagni? Perché lo stato dovrebbe impelagarsi in operazioni ad alto rischio?

Il mio concetto di capitalismo si identifica in un mondo in cui  sono i privati a dover produrre ricchezza, che poi deve giustamente essere ridistribuita – con tasse più basse possibili a tutti – in servizi utili a tutta la comunità. Qui invece assistiamo al solito scenario dove lo stato o i comuni, indebitati fino al collo, sprecano quelle poche risorse che hanno in iniziative volte ad aiutare i privati. Il capitalismo italiano sta morendo e non è capace di affrontare bene l’economia globale anche perché da noi c’è questa mentalità assistenzialista e incapace di creare libera iniziativa.

A Catania fa caldo e c’è il sole, ma purtroppo non è lo stesso sole della California!

Fineco e Corriere.it

9 March 2010, di Roldano De Persio

Fineco è in questi giorni all’attenzione di molti commentatori per la pubblicità ritenuta invasiva e disturbante dal punto di vista estetico e oggi Mantellini, con un nuovo post ne ripropone la questione in termini di riflessione collettiva.

Quello mi preme sottolineare non è  però la questione dell’estetica, che lascia un po’ il tempo che trova, bensì quanto il buzz abbia funzionato. Se, infatti, fate una ricerca della keyword fineco su FriendFeed oppure cercate fineco su Twitter scoprite che le persone intervenute sulla questione Fineco e pubblicità su corriere.it sono centinaia con centinaia di commenti.

Quanto ha pagato Fineco per fare tutto questo buzz e spargere la parola Fineco per ogni dove? La risposta è ZERO EURO. Certo qualcuno potrebbe fare l’obbiezione che se ne è parlato in termini negativi. Siamo sicuri che sia vero? In fin dei conti la negatività si rivolge al sito del corriere.it.

Ora se voi entraste in una banca per chiedere le condizioni di un conto corrente, che cosa pensereste di domandare per prima cosa? Domandereste quanto vi costa e quali servizi offra quel conto oppure perché quella grafica sul corriere.it era così brutta?

Possibile che molti “autorevoli” commentatori non si rendano conto che esiste una cosa subdola come l’undercover marketing? In questo caso sicuramente anche involontario. Sicuramente nessuno ha organizzato nulla, però la facilità con cui si può bucare la rete italiana lascia completamente basiti.

La cosa che più mi lascia sconcertato è che è pieno di “comunicatori” che fanno da megafono a qualunque cosa giri in rete senza prima domandarsi quali dinamiche siano in corso. Nessuna analisi e autocritica.

Mi viene voglia proprio di passare al lato oscuro della forza e provare per una volta  l’ebrezza delle forze del male che veleggiano sulla superfice della blogpalla italiana.

Il tuo sito è suonato

25 February 2010, di Roldano De Persio

Certo che se mi metto a dire di prima mattina che i siti web possono emettere suoni, qualcuno potrebbe avere pensieri strani e domandarsi che cosa mi sono fumato ieri sera. No tranquilli non sono dedito a sostanze che stupefanno!

Insomma per fare corta una storia lunga, come direbbero gli inglesi, ho scoperto un aggeggio che emette suoni se gli si danno in pasto gli indirizzi URL dei siti Web. Questo coso, denominato CODEORGAN è fatto in flash ed è stato realizzato da un’agenzia di Londra che si chiama DLKW.

Io ho provato a suonare The Marketer e anche il sito web, che mi rappresenta sul piano lavorativo HJORDA. Il sito che suona meglio è HJORDA.

Che suono fa il vostro sito?

codeorgan


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