Archive for the ‘Marketing’ Category

Fineco e Corriere.it

Tuesday, March 9th, 2010

Fineco è in questi giorni all’attenzione di molti commentatori per la pubblicità ritenuta invasiva e disturbante dal punto di vista estetico e oggi Mantellini, con un nuovo post ne ripropone la questione in termini di riflessione collettiva.

Quello mi preme sottolineare non è  però la questione dell’estetica, che lascia un po’ il tempo che trova, bensì quanto il buzz abbia funzionato. Se, infatti, fate una ricerca della keyword fineco su FriendFeed oppure cercate fineco su Twitter scoprite che le persone intervenute sulla questione Fineco e pubblicità su corriere.it sono centinaia con centinaia di commenti.

Quanto ha pagato Fineco per fare tutto questo buzz e spargere la parola Fineco per ogni dove? La risposta è ZERO EURO. Certo qualcuno potrebbe fare l’obbiezione che se ne è parlato in termini negativi. Siamo sicuri che sia vero? In fin dei conti la negatività si rivolge al sito del corriere.it.

Ora se voi entraste in una banca per chiedere le condizioni di un conto corrente, che cosa pensereste di domandare per prima cosa? Domandereste quanto vi costa e quali servizi offra quel conto oppure perché quella grafica sul corriere.it era così brutta?

Possibile che molti “autorevoli” commentatori non si rendano conto che esiste una cosa subdola come l’undercover marketing? In questo caso sicuramente anche involontario. Sicuramente nessuno ha organizzato nulla, però la facilità con cui si può bucare la rete italiana lascia completamente basiti.

La cosa che più mi lascia sconcertato è che è pieno di “comunicatori” che fanno da megafono a qualunque cosa giri in rete senza prima domandarsi quali dinamiche siano in corso. Nessuna analisi e autocritica.

Mi viene voglia proprio di passare al lato oscuro della forza e provare per una volta  l’ebrezza delle forze del male che veleggiano sulla superfice della blogpalla italiana.

Google Buzz

Il tuo sito è suonato

Thursday, February 25th, 2010

Certo che se mi metto a dire di prima mattina che i siti web possono emettere suoni, qualcuno potrebbe avere pensieri strani e domandarsi che cosa mi sono fumato ieri sera. No tranquilli non sono dedito a sostanze che stupefanno!

Insomma per fare corta una storia lunga, come direbbero gli inglesi, ho scoperto un aggeggio che emette suoni se gli si danno in pasto gli indirizzi URL dei siti Web. Questo coso, denominato CODEORGAN è fatto in flash ed è stato realizzato da un’agenzia di Londra che si chiama DLKW.

Io ho provato a suonare The Marketer e anche il sito web, che mi rappresenta sul piano lavorativo HJORDA. Il sito che suona meglio è HJORDA.

Che suono fa il vostro sito?

codeorgan

Google Buzz

10 fottute ragioni per non perdere il treno dei Social Media

Tuesday, February 23rd, 2010

Cosa diavolo sono i Social Media? Tutti ogni giorno per svago o per lavoro usano i Social Media come Facebook o Twitter. Quanti di noi però sarebbero in grado di dirlo in solo due minuti?

Guarda questo video e capirai molte cose, magari per te è solo un minestra riscaldata o magari ti si aprono gli occhi. Ti costa solo 2 minuti della tua vita.

Google Buzz

SEO in Italia? Sì, No, Forse

Wednesday, January 27th, 2010

Il SEO, ma anche il SEM, è un’ attività legata al destini dei motori di ricerca, che in Italia e in tutto il mondo occidentale, si traduce in una sola parola:Google. Se non esistessero i motori di ricerca, questo tipo di motori di ricerca, non sarebbe stata mai possibile la nascita di tutta un’economia legata alla ricerca dell’informazione.

L’acronimo SEO (Search Engine Optimization) potrebbe essere tradotto anche con la parola meritocrazia, parola molto spesso citata, ma poco spesso applicata nel bel paese. il SEO implica organizzazione, strategia, capacità di analisi e anche capacità “artistiche” di ideazione e scrittura. Il SEO viene ancora, erroneamente, associato solo ai siti web, ma in realtà anche gli ormai-di-moda Social Media: YouTube, Facebook e Twitter sono già indicizzati su Google. Inoltre, Facebook e Twitter hanno essi stessi dei motori di ricerca interni. Tutto ruota intorno ai motori di ricerca, quindi.

Il Web, almeno quello attuale, necessita per sua natura di uno strumento che faccia da filtro – parola al tempo stesso positiva e negativa – e che consenta di scremare il grano dal loglio e perdippiù in tempi molto brevi. I motori di ricerca sono il setaccio che, almeno in teoria, dovrebbero  portare a galla – nella prima SERP, cioè la prima pagina dei risultati di ricerca – la verità e lasciare nel fondo il rumore, il noise, il falso. I primi risultati della prima pagina dei risultati di ricerca dovrebbero essere esattamente i luoghi di informazione che cerchiamo, che stiamo cercando in quel preciso momento!

Ora il guaio per l’Italia e per altri paesi europei è che Google, ma anche Bing, Facebook e Twitter sono tutti made in USA e sono tutti figli di quella cultura pioneristica, meritocratica e di frontiera, che poggia sull’idea che il più forte, ma anche il più smart o il più bravo, vince su tutti gli altri. Tutti questi strumenti o filtri, e quindi anche lenti su come vedere il mondo, portano in dote l’idea tutta americana, il sogno americano, che alla fine l’uomo di buona volontà vince e viene premiato per gli sforzi compiuti.

L’Italia non ha questa tradizione agonistica. In Italia permangono, anche nella vita di tutti i giorni, altri valori e concetti e questo crea tensioni e scontri culturali e generazionali mai visti in precedenza.

IL SEO e meglio ancora il SEM, sono la punta di diamante di questa visione della realtà in cui bisogna essere preparati, aggiornati, organizzati e pronti a combattere per ogni millimetro guadagnato. Molte aziende italiane, ma anche corporazioni o potentati, che in passato hanno sottovalutato l’importanza crescente del Web e quindi dei motori di ricerca, si trovano ora ad affrontare qualcosa che non capiscono e che vedono sempre più come una minaccia.

Et vos estote parati, (siate preparati) dice il vangelo, ma quanti in questa nazione di sedicenti cattolici si sono preparati al cambiamento epocale, che li ha investiti in pieno? Gli investimenti pubblicitari nei media classici sono in caduta verticale, ma quelli su Internet, compresi quelli legati al SEO e SEM, stentano ancora a decollare.

Voglio ripetermi, se non fosse ancora chiaro! Ovunque in Italia c’è timore, preoccupazione, incertezza, ma anche resistenza. Le media delle aziende italiane non è preparata ad affrontare la bufera culturale imposta dal mondo nuovo. Internet era una volta una cosa marginale, roba da geek adolescenti e brufolosi. Ora si rivela un mostro troppo cresciuto, che divora margini e fatturati ed è anche il terreno di scontro tra gli eserciti cinese e americano. I motori di ricerca e quindi il SEO, sono alla base persino dello scontro economico e culturale tra Cina e USA.

Solo mie impressioni? Oltreoceano, ad esempio, persino il  Time sospetta che in Italia serpeggi una sindrome cinese.

Dunque la domanda sorge spontanea: SEO in Italia? Sì, No, Forse!


Questo post è stato scritto dal SEO Strategist Roldano De Persio e lo potete seguire anche sulla sua pagina Facebook cliccando qui

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