Diario segreto di un Link Builder
In questo post trovi concetti come link popularity, link building, link bait.
Sei un web marketer, un quasi esperto SEO, hanno deciso che tu, sì proprio tu, devi far salire il sito dell’azienda nelle SERP di Google. Che fai? Come ti muovi?
Prima mossa, a prima vista abbastanza smart, è fare SEM, search engine marketing, pay per clic, insomma vai dall’amministrazione/ cliente / presidente / amministratore delegato e batti cassa per comprare vagonate di keywords su Adwords. Nel caso di un niet causa “abbiamo già dato, fai tu etc..” passate al piano B.
Piano B. Adesso sei nei guai, il posizionamento te lo devi guadagnare con il sudore della fronte, l’olio di gomito etc. etc.
Premi il tasto Start del videogame più costoso della storia, Google game. A circa metà del primo quadro, quando il sito sembra salire rapidamente, scopri l’onda anomala, la Google dance: Il sito è precipitato in periferia, lontanissimo, in una delle SERP orfane che non guarda mai nessuno.
Sgomento, rabbia, propositi suicidi. Quale busta scegli?
OK. Una volta fatto il callo continui il duro lavoro di scalatore e cominci a capire che risolti tutti i problemi SEO di natura più tecnica (html, contenuti, efficienza del server) il sito salirà di posizione se e solo se loro, quelli che ti degnano di uno sguardo, lo trovano interessante. Meglio ancora se i visitatori sono considerati da Google “autorevoli” e hanno un loro sito, blog oppure un forum molto frequentato.
Perché? Semplice i motori di ricerca, Google in particolare, danno molto credito a quelli che stanno sotto i riflettori e sono acclamati guru di un determinato argomento. In gerco tecnico SEO questo fatto si definisce link popularity. La filosofia è un po’ questa:” se tutta quella gente lo segue e lo linka un motivo ci sarà, no?”
Un modo black e molto pericoloso di avere link verso il proprio sito e comprarli un tot al kg. Tranquillo, non ti succede nulla, solo che se Google ti scopre con le dita nella marmellata… addio sito, bannato dal motore di ricerca e se poi il proprietario del sito lo scopre anche tu sei bannato.
Non ti rimane che diventare un Link Builder.
Il Link Builder non è altro che un professionista SEO che usa varie tecniche di marketing e non, per incrementare il numero di link naturali e autorevoli verso il sito del cliente o della propria azienda.
Justilien Gaspard, ha scritto su searchenginewatch.com un post dove descrive quali sono le cinque caratteristiche ideali di un un perfetto Link Builder.
La cosa interessante della pratica del link building è che non è una tecnica strettamente legata ai motore di ricerca. I link, quelli buoni, non vengono inseriti in maniera automatica. I link sono messi da persone per uno scopo ben preciso. I migliori link vengono inseriti per aumentare l’importanza di quello che si sta scrivendo oppure per riconoscere un merito a chi si linka. I link puntano a dati, opinioni, notizie. I link inoltre sono anche uno strumento sociale.
Un bravo Link Builder, specie se ha il pieno controllo sul contenuto testuale del sito, deve essere capace di fare Link Baiting. la parola bait in inglese significa esca!
In pratica il tuo sito deve essere allettante, devi scrivere bene, essere originale, unico nel tuo genere. I tuoi visitatori lo apprezzeranno e torneranno volentieri oppure lo linkeranno in segno di apprezzamento.
Qui di seguito una slide natural link building di Leonardo Bellini.
