Archive for the ‘Search Engine Marketing’ Category

SEO in Italia? Sì, No, Forse

27 January 2010, di Roldano De Persio

Il SEO, ma anche il SEM, è un’ attività legata al destini dei motori di ricerca, che in Italia e in tutto il mondo occidentale, si traduce in una sola parola:Google. Se non esistessero i motori di ricerca, questo tipo di motori di ricerca, non sarebbe stata mai possibile la nascita di tutta un’economia legata alla ricerca dell’informazione.

L’acronimo SEO (Search Engine Optimization) potrebbe essere tradotto anche con la parola meritocrazia, parola molto spesso citata, ma poco spesso applicata nel bel paese. il SEO implica organizzazione, strategia, capacità di analisi e anche capacità “artistiche” di ideazione e scrittura. Il SEO viene ancora, erroneamente, associato solo ai siti web, ma in realtà anche gli ormai-di-moda Social Media: YouTube, Facebook e Twitter sono già indicizzati su Google. Inoltre, Facebook e Twitter hanno essi stessi dei motori di ricerca interni. Tutto ruota intorno ai motori di ricerca, quindi.

Il Web, almeno quello attuale, necessita per sua natura di uno strumento che faccia da filtro – parola al tempo stesso positiva e negativa – e che consenta di scremare il grano dal loglio e perdippiù in tempi molto brevi. I motori di ricerca sono il setaccio che, almeno in teoria, dovrebbero  portare a galla – nella prima SERP, cioè la prima pagina dei risultati di ricerca – la verità e lasciare nel fondo il rumore, il noise, il falso. I primi risultati della prima pagina dei risultati di ricerca dovrebbero essere esattamente i luoghi di informazione che cerchiamo, che stiamo cercando in quel preciso momento!

Ora il guaio per l’Italia e per altri paesi europei è che Google, ma anche Bing, Facebook e Twitter sono tutti made in USA e sono tutti figli di quella cultura pioneristica, meritocratica e di frontiera, che poggia sull’idea che il più forte, ma anche il più smart o il più bravo, vince su tutti gli altri. Tutti questi strumenti o filtri, e quindi anche lenti su come vedere il mondo, portano in dote l’idea tutta americana, il sogno americano, che alla fine l’uomo di buona volontà vince e viene premiato per gli sforzi compiuti.

L’Italia non ha questa tradizione agonistica. In Italia permangono, anche nella vita di tutti i giorni, altri valori e concetti e questo crea tensioni e scontri culturali e generazionali mai visti in precedenza.

IL SEO e meglio ancora il SEM, sono la punta di diamante di questa visione della realtà in cui bisogna essere preparati, aggiornati, organizzati e pronti a combattere per ogni millimetro guadagnato. Molte aziende italiane, ma anche corporazioni o potentati, che in passato hanno sottovalutato l’importanza crescente del Web e quindi dei motori di ricerca, si trovano ora ad affrontare qualcosa che non capiscono e che vedono sempre più come una minaccia.

Et vos estote parati, (siate preparati) dice il vangelo, ma quanti in questa nazione di sedicenti cattolici si sono preparati al cambiamento epocale, che li ha investiti in pieno? Gli investimenti pubblicitari nei media classici sono in caduta verticale, ma quelli su Internet, compresi quelli legati al SEO e SEM, stentano ancora a decollare.

Voglio ripetermi, se non fosse ancora chiaro! Ovunque in Italia c’è timore, preoccupazione, incertezza, ma anche resistenza. Le media delle aziende italiane non è preparata ad affrontare la bufera culturale imposta dal mondo nuovo. Internet era una volta una cosa marginale, roba da geek adolescenti e brufolosi. Ora si rivela un mostro troppo cresciuto, che divora margini e fatturati ed è anche il terreno di scontro tra gli eserciti cinese e americano. I motori di ricerca e quindi il SEO, sono alla base persino dello scontro economico e culturale tra Cina e USA.

Solo mie impressioni? Oltreoceano, ad esempio, persino il  Time sospetta che in Italia serpeggi una sindrome cinese.

Dunque la domanda sorge spontanea: SEO in Italia? Sì, No, Forse!


Questo post è stato scritto dal SEO Strategist Roldano De Persio e lo potete seguire anche sulla sua pagina Facebook cliccando qui

Google Adsense Pubblicità su Interessi e Privacy

13 March 2009, di Roldano De Persio

In questi giorni sembra che Google almeno dal punto di vista di Adsense sia in fermento. Qualcosa di importante avverrà a livello dei contratti con i publisher Adsense. C’è però una questione spinosa che riguarda la Privacy.

I publisher Adsense stanno ricevendo in questi giorni email che anticipano il lancio imminente della pubblicità basata sugli interessi e questo fatto richiederà la revisione e l’eventuale modifica delle norme sulla privacy del sito su cui risiede la pubblicità Adsense.

Cosa sarebbe questa pubblicità basata sugli interessi? Nell’email di Google si legge:”La pubblicità basata sugli interessi consentirà agli inserzionisti di pubblicare annunci correlati a precedenti interazioni degli utenti, come le visite ai siti web degli inserzionisti, nonché di raggiungere gli utenti in base ai loro interessi (ad es. “appassionati di sport”).

Vedremo meglio il  meccanismo nei prossimi mesi.

La parte interessante è l’impatto sulla privacy di questa nuova iniziativa. Nella stessa email si legge:”In seguito a tale annuncio, le sue norme sulla privacy ora dovranno riflettere l’uso della pubblicità basata sugli interessi.

Per verificare che le norme sulla privacy del suo sito siano aggiornate, consulti le informazioni disponibili alla pagina https://www.google.com/adsense/support/bin/answer.py?answer=100557&hl=it e apporti le eventuali modifiche necessarie entro l’8 aprile 2009.”

Su questa questione della privacy sarebbe meglio capire meglio come stanno le cose, Google infatti dichiara sempre nella stessa email:”Poiché i siti dei publisher e le leggi cambiano da un Paese all’altro, purtroppo non siamo in grado di fornire un testo per le norme sulla privacy specifico per ogni situazione.

Da qualche tempo sono Partner per il Reputation Management dello studio di avvocati Melica Scandelin & Partners e visto che lo studio si occupa da anni di Privacy ai massimi livelli, credo che sarà oppurtuno chiedere a Massimo Melica e a Barbara Scandelin un’ opinione su come applicare le norme sulla privacy al proprio sito o blog.

Mailup

Google Universal Search Video e Rane Bollite

4 November 2008, di Roldano De Persio

Aaron Wall altrimenti noto come l’autore dell’ autorevole SEO Book, ha scritto recentemente un post che suona come la campana a morto per un certo tipo di SEO e quindi di Web Marketing.

Nel suo Google Universal Search on Steroids? Aaron mette in luce l’inesorabile marcia di Google verso l’Universal Search e come questa avanzata spazzerà via sempre di più i publisher – le rane bollite – che ancora non si sono resi conto della minaccia incombente.

Il discorso di Aaaron Wall si può sintetizzare così:

Essere presenti sulla prima SERP diventerà sempre più una questione vitale. Essere sulla prima pagina è un must. Sei sulla seconda pagina? Allora è come se non esistessi.

Overall Percent of Clicks

Relative Click Volume

  1. 42.13%, 2,075,765 clicks
  2. 11.90%, 586,100 clicks
  3. 8.50%, 418,643 clicks
  4. 6.06%, 298,532 clicks
  5. 4.92%, 242,169 clicks
  6. 4.05%, 199,541 clicks
  7. 3.41%, 168,080 clicks
  8. 3.01%, 148,489 clicks
  9. 2.85%, 140,356 clicks
  10. 2.99%, 147,551 clicks
  1. 3.5x less
  2. 4.9x less
  3. 6.9x less
  4. 8.5x less
  5. 10.4x less
  6. 12.3x less
  7. 14.0x less
  8. 14.8x less
  9. 14.1x less
1st page totals: 89.82%, 4,425,226 clicks
2nd page totals: 10.18%, 501,397 clicks

fonte dati Seo Book

Ma la Google Universal Search e le rane bollite che c’azzeccano con la necessità di stare sulla prima pagina delle ricerche?

Semplice il graduale ed inesorabile shift verso l’Universal Search farà sì che la prima pagina si riempirà di news, video, foto,wikipedia e siccome il numero di risultati rimane costante ne consegue che la gara per rimanere in vetta con i vecchi metodi SEO diventerà feroce, ma inutile.

Se il cambiamento di rotta di Google fosse rapidissimo la rana publisher-editore-blogger scoprirebbe che l’acqua è diventata bollente e scatterebbero le contromisure. Google in realtà sta facendo tutto in maniera molto lenta, ma costante; la temperatura sale sale sale e le rane non si accorgono di nulla finche saranno tutte bollite.

Che fare allora?

Cominciate subito a produrre immagini e sopratutto video. Tra le altre cose in questo momento è anche conveniente comprare macchine fotografiche e videocamere perchè un bel po’ di hardware, causa recessione, viene venduto sotto costo.

Prima però di giocare a fare i grandi registi imparate come si fa televisione guardando e studiando quello che vien prodotto dai migliori. Ricordate che anche per fare un piccolo video amatoriale valgono le stesse regole di comunicazione dei grandi film. Se non sapete dove cominciare provate a seguire Microtubo e Microtubo TV.

Ok e poi?

Cercate di capire che bestia siete e puntate dritti al Vertical Search. Se ad esempio fate notizie iscrivetevi su Goolge News. Avete un blog? Cercate di essere presenti su Google Ricerca Blog. Il vostro sito ha delle foto interessanti? Cercate di essere primi su Google Ricerca immagini e cosi via.

Se ti interessa approfondire di più il discorso e vuoi sapere come migliorare la posizione del tuo sito ti consiglio di cliccare su Posizionamento sui motori di ricerca del tuo sito.

Esempio di SEO Book su Universal Search

Esempio di SEO Book su Universal Search

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Come usare Cosmopolitan per le vostre campagne AdWords e vivere felici

27 October 2008, di Roldano De Persio

Non sono abbonato a Cosmopolitan e l’idea di donna raffigurata su questo magazine non è, secondo me, proprio il massimo dal punto di vista delle pari opportunità. Detto questo bisogna però anche riconoscere che Cosmopolitan è una delle migliori riviste del mondo nel creare i titoli e formule sintetiche di scrittura.  Cosmopolitan, infatti, usa tecniche raffinate di “acchiappo” per attrarre l’attenzione di chi va in edicola. Il tempo e lo spazio sono un fattore essenziale e bisogna rendere il messaggio rapido e sintetico, in una parola interessante. Google AdWords impone le stesse regole. Ogni campagna AdWords deve essere efficace. Google, infatti, penalizza i messaggi poco efficaci perché sono un cattivo servizio offerto ai propri clienti e, ad esempio, il limite dei 25 caratteri nel titolo dell’annuncio non è un vero limite, ma  è anzi un ottima linea di condotta per evitare la tendenza ad essere logorroici e a perdere di vista il punto essenziale e cioè cosa cavolo ci guadagna un tizio a cliccare sul vostro annuncio?

Applichiamo Cosmopolitan alla vostra ipotetica campagna AdWords e facciamoci guidare dai titoli della copertina qui sopra:

Cominciamo con “Sesso, Verità & Bugie, guida furba alle sue domande hot”. Chiaro il messaggio no? Il titolo è inequivocabile e descrive cosa state cercando; la seconda linea descrive i benefici che si otterrebbero comprando la rivista e cioè conoscere “Verità & Bugie” sullo scottante argomento ed infine la terza linea descrive le caratteristiche – guida furba – oppure le offerte relative al prodotto.

E la vostra campanga AdWords?

Facciamo le debite sostituzioni e vediamo cosa succede. Il vostro core business è l’olio d’oliva? Ecco l’annuncio che fa al caso vostro:”Olio Biologico, Verità & Bugie, guida furba all’acquisto dell’olio d’oliva biologico”.

Cliccando il possibile acquirente dell’olio d’oliva biologico arriva su una landing page dove si parla delle proprietà organolettiche e salutari dell’olio biologico e cosa fa in concreto la vostra azienda per garantire la qualità dell’olio venduto.

Questo esempio magari non calza a pennello, ma se fate varie prove vedrete che troverete l’annuncio che funziona. Anzi ribadisco e sottolineo che chi pensa che possa andare avanti senza fare test su test con AdWords è in piena zona suicidio.

Altro esempio e altro giro. Immaginate di essere un architetto d’interni e che sul vostro sito web raccogliate alcune testimonianze dei vostri clienti più fedeli. Sulla rivista giù in basso cosa leggete? “Il mio Corpo, così l’ho trasformato e oggi sono più felice, tre storie vere”.

Ora la vostra campagna AdWords:”La mia camera da letto, così l’ho trasformata e oggi sono più felice, tre nostre clienti soddisfatte”. Funziona? Probabile, provate e vedete che succede, magari dovete modificare qualcosa ma anche no :)

Ti interessa approfondire di più l’argomento? Leggi la pagina posizionamento del tuo sito web sui motori di ricerca oppure vai su searchenginemarketing.themarketer.info.

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