MySpace, Netlog, Bebo,Facebook, YouTube, Twitter, FriendFeed sono tutti nomi che indicano la nuova realtà comunicativa vissuta da milioni di persone ogni giorno e questo è tanto più vero quanto più si abbassa l’età delle persone che ne fanno uso. I Social Media sono diventati il muro di Berlino generazionale. Il giardino segreto di milioni di nativi digitali che usano la tecnologia come cortina fumogena per difendersi dal mondo degli adulti. Il mondo gregario degli adolescenti si trova perfettamente a suo agio in questo web riveduto e corretto pieno di posti virtuali dove si può vivere la propria tribalità in santa pace. Voi mi direte: ma questo lo sappiamo già.
In questi ultimi anni è diventato sempre più evidente che i media classici perdono sempre più terreno rispetto ai nuovi media. Chi più rapidamente e chi con maggiore lentezza tendono tutti a diminuire l’influenza e la presa sulle persone.La televisione classica come l’abbiamo conosciuta nel secolo scorso si sta tramutando in quelle che preferisco chiamare le televisioni. I giornali vivono un periodo ancora più drammatico, che potrebbe concludersi con la loro estinzione se non vengono presi provvedimenti per rendere il giornalismo adatto ai gusti delle nuove generazioni. E voi ancora ripeterete: anche questo lo sappiamo, c’è altro?
E le aziende che fanno? Come fanno le aziende a sopravvivere a questa rivoluzione copernicana? Inutile sottolineare che la rovina dei media classici va di pari passo con quella del”advertising. Lo stesso concetto di pubblicità viene messo in crisi. La crisi finanziaria e poi dell’economia reale sta solo accellerando quello che è in atto già da tempo. Le aziende devono quindi cambiare l’approccio con cui interagiscono con i loro clienti.
Ecco forse questo non lo sapevate già. Come faranno le aziende ad uscire indenni da questa situazione?
La prima cosa da fare è ascoltare, la seconda cosa è ascoltare, la terza ascoltare. Non esistono trucchi o scorciatoie. Se ci si ostina a valutare solo i numeri – il ROI o il KPI – di qualunque attività di comunicazione si otterranno solo campagne efficienti, ma non efficaci.
In pratica come fanno le aziende ad ascoltare? Per sondare la rete esistono molti strumenti di Social Media Monitoring and Analysis. Io uso SM2 di Techrigy perchè mi ci trovo bene ed ho un rapporto di partnership con Techrigy, però se digitate Social Media Monitoring and Analysis su Google troverete molti altri tools che hanno più o meno le stesse caratteristiche. Alcuni più primitivi e altri più avanzati.
I tools per il Social Media Monitoring and Analysis consentono di capire il sentiment della rete nei confronti di un prodotto o di un brand. In pratica si può scoprire rapidamente chi sta parlando male di un servizio o di un bene o chi al contrario ne sta esaltando i pregi.
A questo punto mi piacerebbe sapere cosa pensate. Sapere che esistono dei radar che sondano la rete per capire come stanno le cose è qualcosa che vi lascia indifferenti oppure vi da fastidio? Pensate che questo è anzi un modo per segnalare un disservizio senza dover chiamare il call center? Pensate che aumenteranno le diffide e le querele oppure ci potrebbe essere invece un’ evoluzione verso un maggiore dialogo con i clienti che fanno recensioni non autorizzate?
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