Archive for the ‘Elezioni Europee 2009’ Category

Internet può influenzare le elezioni politiche?

10 June 2009, di Roldano De Persio

In queste ore Stefano Epifani e Michele Ficara Manganelli hanno deciso di discutere su fronti opposti la questione, abbastanza spinosa, che va sotto il capitolo”Internet può influenzare le elezioni politiche?“. In parole povere Obama e nel suo piccolo Debora Serracchiani  possono dire che le loro vittorie elettoriali si debbanoa scrivere ad un uso intelligente di internet e dei Social Media? Il Web 2.0 funziona come arma elettorale?

Stefano Epifani afferma che Internet non è in grado di spostare voti come la televisione, mentre Michele Ficara Manganelli, proprio utilizzando l’esempio di Debora Serrachiani, afferma l’esatto contrario e la discussione su Internet ed elezioi continua anche su Friend Feed.

Ho già espresso in parte il mio pensiero riguardo l’effetto di Internet sulla reputazione di un politico durante  le elezioni, credo però che alcune cose siano da approfondire visto la discussione in corso.

In questa sede non voglio  fare comizi elettorali e sarò quindi breve.

La discussione di cui sopra appare secondo me un puro non sense. Una discussione sterile perchè vengono mischiati una tale quantità di concetti che si arriva quasi a paragonare le mele con le pere.

La vera questione è:”Che cosa è  il Web nel 2009?

Mi pare del tutto evidente che Internet sposta voti alle elezioni, nonostante il pensiero di qualcuno dello staff elettorale di Obama. Non c’è proprio nulla da discutere se comprendiamo cosa è attualmente Internet.

Certo se continiamo a vedere Internet come la macchina tecnologica da super smanettoni o blogger della prima ora in stile 1994, allora va bene questa Internet non sposta proprio nulla. Se invece ci guardiamo intorno vediamo che la nuova Internet è ovunque e pure chi non ha nemmeno un modem 56K ne è influenzato.

Non ci vuole un genio per capire che la grande massa delle persone non starà mai 14 ore davanti ad un monitor per dire quanto è fico chattare su Facebook. Tutto ha un limite, pure le passeggiate in spiaggia. Eppure, nonostante l’ovvio, ho visto benzinai che usavano un economicissimo netbook e che chattavano proprio su Facebook – scrivo chattare perché le persone normali chiamano chat tutto – e ho pure visto che gli stessi benzinai si divertivano un mondo. Che cercavano su Facebook? Volete proprio che ve lo dica? Ci arrivate da soli no?

Internet, inoltre, condiziona pesantemente le redazioni giornalistiche e per conseguenza le televisioni, le radio e i giornali. Non trovate pure voi che troppo spesso i mass media riportano notizie riprese e copiate da YouTube o Facebook? Non avviene anche il contrario? Internet per via indiretta parla anche a quelli che un PC non sanno nemmeno come è fatto:” Mio figlio mi ha detto che ha visto certe foto su Internet” oppure: “Mia nipote mi ha detto che c’è una canditata simpatica e carina che ha fatto un bel discorso su Internet, penso proprio che la voterò”.

Quanti link per interposta persona saranno circolati durante queste elezioni europee?

Ribadisco quindi la domanda: “che cosa è per voi Internet nel 2009?”.

Questa enorme macchina fotocopiatrice pervade tutto trasformando e modificando la comunicazione. Se certi esperti sapessero come funzionano i modelli a rete non si meraviglierebbero, ad esempio,  del fatto che il gossip sia ormai diventato uno strumento di comunicazione politica evoluta e che venga utilizzato tranquillamente come arma elettorale. Vi ricordate i benzinai? Ecco quelli sono il target giusto.

Fine comizio elettorale.

UPDATE

La discussione continua anche su Apogeonline con un articolo di Gianluca Diegoli e prosegue su Friend Feed con i commenti all’articolo.

Questo post è stato scritto da Roldano De Persio esperto di  Online Reputation Management e lo potete contattare qui oppure potete inviargli un e-mail qui info@hjorda.com

Elezioni Europee 2009 Lo strano caso dei candidati del PDL dirottati sul sito del Partito Democratico

6 May 2009, di Roldano De Persio

Le elezioni europee 2009 si avvicinano e la competizione elettorale si fa sempre più agguerrita e dopo l’esperienza delle elezioni presidenziali USA, dove Obama ha dimostrato chiaramente e senza ombra di dubbio che internet è il nuovo campo di scontro della politica del XXI secolo, anche i partiti e i politici italiani si stanno attrezzando per competere, chi più e chi meno, anche nel mondo virtuale. Non più quindi sitarelli striminziti e presto abbandonati, ma tutto quanto c’è di meglio nel Web 2.0.

C’è però un piccolo particolare, che qualcuno meno addentro alle cose di internet, ha dimenticato: Google è ancora un punto di partenza da dove iniziare la navigazione per moltissimi internauti. Avere la paginetta su Facebook è importante e discutere su Twitter è utilissimo, però essere primi su Google e ancora di importanza fondamentale per farsi sentire dalla rete.

Due sono i modi per essere primi su Google e uno di questi è quello che prevede l’acquisto di keywords. Il Pay Per Clic (PPC), che su Google si attua attraverso il programma Google AdWords, è uno strumento utilissimo per drenare molto traffico verso un sito web o un blog.

Come in ogni cosa, specie se tecnologica, c’è sempre un modo distorto e poco ortodosso per arrivare al risultato. Il SEO prevede ad esempio tutta una serie di tecniche “illegali” per arrivare primi sulle pagine di Google. Questo insieme di tecniche è noto come Black Hat SEO.

In queste elezioni europee 2009 qualcuno sta applicando delle tecniche poco ortodosse, non nella ricerca naturale, che è ambito del SEO, ma  in quella di tipo PPC. Nello specifico risulta che le parole chiave – keywords – che corrispondono ai nomi e cognomi dei candidati del PDL alle prossime elezioni europee 2009 puntano stranamente al sito ufficiale del partito democratico.

Se, ad esempio, si cerca la candidata del PDL Laura Comi su Google Italia appare in alto un risultato a pagamento che punta al sito del partito democratico.

lara comi pdl adwords pd

Anche su Facebook è montata la polemica e l’onorevole Antonio Palmieri ha scritto una nota dove evidenzia il fenomeno e invita i sostenitori a cliccare più volte sull’annuncio per “dissanguare” economicamente chi sta sostenendo la campagna avversaria.

antonio palmieri pd europee adwords

Le norme di Google vietano espressamente l’uso di nomi propri nelle campagne AdWords:

http://adwords.google.com/support/bin/static.py?page=guidelines.cs&topic=9271&subtopic=9277&answer=47224 Si presume quindi che la semplice segnalazione a Google possa essere sufficiente per bloccare l’iniziativa diciamo così smart.

Ho deciso però di sentire l’opinione dell’avvocato Massimo Melica, esperto di diritto delle tecnologie informatiche e socio dello Studio Melica, Scandelin & Partners per vedere se questa cosa ha anche dei risvolti in campo giuridico.

Il giurista mi ha riferito che la prassi seppur vietata dalle norme regolamentari di Google, così nella Guida di AdWords è testualmente previsto  : “Non è consentita la pubblicità per promuovere i comandi di indirizzamento non consentiti, l’uso di parole chiave in eccesso”; di fatto non costituisce di per sé un illecito.

Diverse sono tuttavia le considerazioni alla base dove trattandosi di una competizione elettorale dove ci si aspetta l’osservanza di quel senso etico che garantisca al cittadino-elettore trasparenza e correttezza nell’uso delle nuove tecnologie della comunicazione. Infine una nota deve esser posta in merito al trattamento dati personali dei soggetti appartenenti al PDL che si ritrovano linkati al partito avverso, ma qui il fronte è più ampio ed apre spunti di profili risarcitori ben più complessi.”

E voi che ne pensate?

Dichiaro.eu Nuovo Progetto per la Politica 2.0

13 April 2009, di Roldano De Persio

La vittoria elettorale di Obama negli USA ha dimostrato che i tempi per un cambiamento nella comunicazione politica sono ormai maturi.

Sono quasi ormai dieci anni che  siamo entrati di slancio nel XXI secolo e tantissime cose sono cambiate dal secolo scorso e la propaganda politica è una di queste. La campagna elettorale una volta era fatta di carta e quando c’erano tanti soldi anche di televisione.

Ora in tempi di crisi economica e di rampanti Social Media come Facebook e Twitter qualcosa dovrà inevitabilmente cambiare e Obama nella patria dei costossisimi spot televisivi ha dimostrato che Internet può avere un ruolo importante anche se non necessariamente esclusivo.

Nella cara vecchia Europa si terranno il 7 giugno 2009 le elezioni per il parlamento europeo. Qui da noi in Italia ci saranno in alcune città anche elezioni provinciali e comunali.

I tempi sono ormai maturi per la Politica Digitale o come va di moda adesso, la Politica 2.0. Molti politici e staff elettorali arriveranno però alla tornata elettorale non avendo la minima cognizione di come si attua una campagna elettorale ai tempi di Facebook. Attuare una campagna politica su internet implica, infatti, competenze che vanno dal SEO al Facebook Marketing fino al Social Media Monitoring per non parlare dei video pubblicati in maniera strategica e al momento giusto.

Proprio perchè c’è la necessità di fornire queste competenze  a chi si presenterà come candidato alle prossime elezioni europee o anche alle elezioni provinciali e comunali e non ha però idea di come condurre una campagna di Personal Branding su Internet ho deciso di aderire al nuovo progetto Dichiaro.eu, che unisce le competenze e l’esperienza di più persone in ambito comunicativo e giuridico.

Come si comporterà la politica classica posta di fronte alla difficile sfida dei nuovi, ma ormai anche vecchi, mezzi di comunicazione? Forse ci sarà ancora qualcuno che penserà ingenuamente che una volta tirata su la paginetta Facebook o scritti due post in croce sul blog personale il grosso del lavoro è fatto.

Vedremo, intanto il lavoro di preparazione di Dichiaro.eu continua spedito e presto spero vedremo i suoi frutti.

Le attività di Dichiaro.eu possono essere seguite anche sul blog di Dichiaro.eu, su Twitter e da poco anche su FriendFeed. Naturalmente Dichiaro.eu è presente in maniera strategica in tutti questi “luoghi” anche per interagire e parlare con il popolo della rete proprio come si conviene ad un genuino prodotto 2.0  :)


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