Entries in the 'Eventi' Category

Apertura polacca

La Polonia viene citata spesso a causa della FIAT 500 che viene fabbricata a Cracovia.

In questi giorni per motivi di lavoro sono entrato in contatto con alcune società di software polacche e ho scoperto che Cracovia è anche un centro di attrazione per molte società che hanno come core business internet e gli applicativi web.

Una conferma indiretta della forte vocazione tecnologica della Polonia è la cartina geografica qui sotto.

Mozilla Foundation, la struttura che sta dietro il browser Firefox, ha deciso che per il rilascio finale della versione 3 del noto browser bisogna raggiungere il record di più download simultanei nello stesso giorno. un vero e proprio Guinness dei Primati. In questo momento la data è ancora da definire.

Analizzando il numero di adesioni al progetto si scopre che la Polonia è la nazione con il maggior numero di adesioni al progetto, più della stessa Francia dove ha sede la Mozilla Foundation Europe.

Cartina Europa Mozilla Foundation Firefox 3 Guiness Primati

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Conversazioni senza veli

Elastic la società fondata da Nicola Mattina sta organizzando per martedì 20 maggio 2008 un seminario che ha come argomento centrale il blog e le aziende. Qui la brochure con le informazioni ed il modulo di iscrizione.

Il seminario, destinato ai responsabili della comunicazione di aziende e organizzazioni non profit e ai consulenti marketing e della comunicazione, si propone di fornire ai partecipanti gli strumenti concettuali e operativi necessari a definire una strategia per l’impiego dei blog nell’ambito della comunicazione d’impresa e del marketing.

Questi workshop costituiscono dei momenti utili per caprire in che punto si trova la propria azienda e vista l’arretratezza comunicativa di molte società italiane e la loro difficoltà nel comprendere l’evoluzione del marketing, specie quando questo a che vedere con internet, credo sia interesse generale di chi si occupa di comunicazione e marketing valorizzare ed enfatizzare i pochi casi in cui anche qui Italia si affrontano argomenti come il corporate blogging.

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Intervista ad Henrik Rabell di Dating4u.it

Henrik Rabell è un giovane imprenditore danese di 34 anni che ha deciso di scommettere sull’Italia. La sua idea è quella di portare nel bel paese una formula di dating innovativa.

Allora Henrik parlaci di Dating4u.it.

Dating4u.it è la realizzazione di un sogno che ancora continua. Dating4u.it è una community online, ma visto che ormai parlano tutti di web 2.0 sarebbe meglio definirlo un Social Network, che ha come scopo principale quello di mettere in contatto tra loro i single. Donne e uomini, che vogliono incontrare qualcuno che sia il più possibile compatibile con il loro carattere e i loro interessi.

Spiegaci un po’ meglio come funziona Dating4u.it.

La community è strutturata in modo da rendere facile il contatto tra le persone. Questo avviene grazie a vari tool come ad esempio le 5 chat presenti sul sito. Una cosa che mi piace sottolineare è il fatto che su Dating4u.it gli utenti possono creare le Stanze.

In pratica se qualcuno iscritto a Dating4u.it è un amante del ballo, tanto per fare un esempio la Salsa, può creare una stanza dedicata a quel ballo latino americano. Se un utente di Dating4u.it scopre l’esistenza della stanza dei salseri ed anche lui un patito della Salsa, basta un click e farà parte di quella microcomunità.

Ogni utente può, inoltre, creare un suo blog dove può esprimere liberamente i suoi interessi e passioni.

Da quando è attivo Dating4u.it?

il sito di Dating4u.it è attivo da novembre 2007 con la versione beta, e siamo partiti il 10 aprile di quest’anno. Ma l’idea di Dating4u.it è nata quasi 3 anni fa. In questo periodo di tempo ho cercato investitori e partners.

Parlaci della struttura societaria di Dating4u.it

Dating4u.it srl è una società italiana gestita da Dating4u.it Holding aps. società danese. In entrambe le società ho la maggioranza delle quote. In Danimarca ci sono gli investitori tra cui anche un’ importante società che opera nel settore della moda.

Cosa ha di speciale Dating4u.it rispetto ad altri siti di incontri tra single?

Dating4u.it è la risposta danese a questo tipo di siti. La mission di Dating4u.it non è solo quella di fornire un luogo virtuale dove gli iscritti posono esprimersi liberamente creando stanze, blog, chattando oppure caricando foto.

Uno dei nostri punti forti, la via danese appunto, è quello di creare un ambiente fuori dalla rete con i nostri eventi per i single. Adesso gli eventi si limitano solo alla città di Roma, ma vogliamo farli in molte altre città italiane. La realtà virtuale che continua nella vita reale.

Naturalmente abbiamo in ballo molte cose, ma che per motivi strategici ora non ti posso rivelare.

Luca Sartoni ci ha gentilmente segnalato l’intervista ad Henrik Rabell realizzata da Intruders.TV Italia qualche tempo fa.

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Discorso su l’open source economy

Yochai Benkler, noto esperto di legge, descrive come i progetti collaborativi del tipo Wikipedia o Linux rappresentino il prossimo stadio dell’organizzazione umana.

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CafeXperiment

CafeXperimet Ieri sono stato all’evento FotoGrafia Macello IV - Pics of Tomorrow e ho gradito molto la cosa perchè stato un modo piacevole per incontrare Valentina Cinelli, un’amica che presentava il suo progetto fotografico CafeXperiment.

Tutti i progetti presentati erano interessanti, ma CafeXperiment, secondo la mia modesta opinione, era ed è superiore sotto molti punti di vista. CafeXperiment, concretizzatosi fisicamente durante l’evento, ma preesistente nella sua forma virtuale da molto tempo, è un progetto che ha come punto di forza la sinergia tra due Social Objects: il caffé e la fotografia.

Il caffé in molte parti del mondo è sia argomento di conversazione sia un mezzo che facilita lo scambio di idee, non a caso si dice, infatti, “chiacchiera da caffé”. Il caffè è un social object, appunto.

L’idea geniale di CafeXperiment è quella di sovrapporre al caffé un altro potente social object: la fotografia. Sul sito del progetto si possono, infatti, vedere migliaia di user generated foto, che hanno come unico soggetto il caffé in tutte le sue declinazioni.

Ieri però il CafeXperiment di Valentina Cinelli ha fatto un ulteriore passo in più. Il caffè si è, infatti, materializzato sotto forma di una moka elettrica e di caffè distribuiti in cambio di una foto. L’area dedicata alle foto del progetto era piena di visitatori tutti attratti da questo fenomeno curioso di immagini di caffé, di persone che sorseggiavano caffé e altri che fotografavano e si facevano fotografare mentre bevevano caffé. Tutto questo si è trasformato in una tacita performance corale che ha enfatizzato ulteriormente l’interattività e la socializzazione. Smart move Valentina, smart move come direbbero gli americani!

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Travelcamp

Travelcamp
Domani 15 marzo ci sarà preso la Fiera di Roma - quella nuova - il Travelcamp ovvero il BarCamp dedicato al mondo dei viaggi.

Tutte le informazioni necessarie per parteciapare le potete trovare qui.

Copio e incollo dal sito Wiki di Travelcamp:

Dopo la prima edizione nel 2007 torna a grande richiesta il Travelcamp. Il mondo del turismo ed in particolare la distribuzione dei servizi turistici ha e sta subendo cambiamenti epocali. Internet, le low cost, le commissioni zero hanno costretto le 10.000 agenzie viaggi italiane ed i tour operator ad adattarsi alle mutate condizioni. Ma ci si è mossi nella giusta direzione? E’ veramente cambiato qualcosa o ancora deve avvenire il vero cambiamento?

Per rispondere a questo e a tanti altri quesiti ci confronteremo durante il Travelcamp.

Parleremo quindi di:

* social networking e intelligenza collettiva
* GDS, e Internet Booking Engine
* Associazioni di categoria
* Certificazione e albo della professione

Qui di seguito blog o Social Network che segnalano l’evento:

ADV Italia

Innovazione e Turismo

Turismo Savona

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My Digital Brothers

Il festival di San Remo, come succede sempre ad ogni stagione, ha catalizzato l’attenzione dei media. Questa volta però qualcosa si è rotto e la notizia vera è che San Remo non fa più gli ascolti di una volta. Ma una volta era una volta, appunto e ora molte cose sono cambiate. Potrei liquidare la cosa dicendo: ecco avete visto? La televisione è morta o morente.

No non basta c’è di più e la cosa sorprendente è che uno che ha capito un aspetto importante della questione è proprio Pippo Baudo. In uno speciale su San Remo 2008 che si trova su Repubblica online viene riportata un’ affermazione molto interessante del popolare conduttore:”Chi arriva alla mia età deve interrogarsi su dove va la tv e su come va fatto lo spettacolo in Italia. Ad esempio, molta gente va su YouTube a guardarsi stralci del Festival, quindi c’è un contatto succedaneo che in futuro andrà computato”. Tutto chiaro?

La televisione specialmente quella generalista non ha problemi di contenuti, al contrario di quanto certi esperti vanno dicendo in giro. La gente infatti continua a vedere e commentare gli stessi contenuti su internet, segno che forse che gli stessi programmi non sono così disprezzati dalla gente come si vorrebbe far credere. Certo ci sono altri media con altri contenuti a fare concorrenza, ma il nocciolo del problema non sta qui.

Un modo per comprendere bene la questione è focalizzare la nostra attenzione sul rapporto tra la tecnologia e la dimensione spazio temporale degli esseri umani. In breve è evidente a tutti che l’evoluzione tecnologica ha ridotto enormemente le distanze. Il telefono, internet, gli aereoplani e i treni sempre più veloci stanno contraendo lo spazio e ci permettono di raggiungere luoghi e persone in sempre più meno tempo. Lo spazio intorno a noi si sta contraendo quindi.

E Il tempo? Il tempo è invece bloccato, inespandibile, insufficiente. Le telefonate, le email, le notizie, gli impegni, gli appuntamenti arrivano sempre più rapidamente. La giornata è però ancora solo di 24 ore.

La televisione ha un grosso difetto, che sta diventando sempre più un macigno: il palinsesto. L’idea di imporre a milioni di persone super impegnate di vedere tutte contemporaneamente lo stesso programma a quella particolare ora del giorno è un suicidio. Il secondo grosso difetto della TV è che ci impone di stare nella stessa stanza per svariate ore e questo è un aspetto non da sottovalutare, anzi è l’elemento su cui andrebbe incentrata quasi tutta la discussione.

L’ipod e gli smart phone, sono due tecnologie sviluppate da chi ha ben compreso che viviamo in un epoca in cui le persone devono e vogliono gestire il proprio tempo in quanto “risorsa” sempre più limitata. Non siamo noi che dobbiamo seguire la tecnologia (TV), ma è la tecnologia che deve seguire noi nello spazio (ipod, cellulari) e nel tempo (YouTube). Gli strumenti tecnologici che ci permettono di gestire meglio il tempo sono appunto quelli che appaiono ai nostri occhi come soluzioni vincenti. Queste tecnologie ci permettono di modificare lo spazio-tempo e far si che tutto venga verso di noi e non il contrario.

Stiamo vivendo, quindi, una vera e propria rivoluzione economica, oltre che tecnologica, che potremmo chiamare myconomics. Myconomics è un’ economia in cui tutto è il risultato di una personalizzazione operata dagi utenti. I prodotti vengono modificati, i prodotti seguono i clienti, i film vengono visti e le canzoni vengono ascoltate solo quando decidono loro.

Gli effetti di questa nuova economia della personalizzazione ad oltranza si cominciano a vedere anche in internet e nelle applicazioni dei sistemi operativi. Nessuno ha più tempo di visitare siti, blog o portali. Il tempo è limitato e quindi tutto si deve aggregare. Io non vengo più da te ma sei tu che mi devi fornire un strumento, vedi RSS feed, per consultarti dove e quando voglio io. Gli aggregatori, i reader non sono però, più sufficienti e il problema si sta trasferendo rapidamente anche sui social network. Netvibes inventato da Tariq Krim è una prima risposta a questa esigenza di ulteriore concentrazione e personalizzazione. Netvibes, cercando di ossequiare la nostra voglia di personalizzare tutto, ci fa l’occhiolino e ci offre di fare a pezzi i programmi e le applicazioni. Perchè avere il tutto quando si può avere solo una parte?

I programmi vengono ormai frantumanti in schegge anche sui sistemi operativi di Apple e su Vista di Microsoft e a seconda dei casi le schegge intelligenti si chiamano widgets o gadgets.

Per tornare alla televisione c’è quindi un modo per salvarla? Forse sì, farla a pezzi, scusate a widgets.

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La dolce vita a londra

L’Italia va in scena a Londra dal 13 al 16 marzo. In quei giorni infatti si terrà nella capitale UK l’evento La Dolce Vita Event che concentra e rende visibili molti tra i marchi che rappresentano al top il bel paese. La Dolce Vita Event si terrà presso l’Olympia Exhibition Centre.

La Dolce Vita Event è uno di quegli eventi che andrebbero enfatizzati specialmente in un periodo come questo. Anche se le nostre esportazioni sono seconde solo a quelle della Germania la sensazione generale è, infatti, quella di un paese in decadenza e che non ha più speranza. I problemi ci sono e sono anche gravi, ma stracciarsi le vesti e piangersi addosso non ha mai aiutato nessuno, tanto meno una nazione. Inoltre stiamo perdendo di vista il fatto che i prodotti italiani sono sempre e comunque apprezzati nel mondo.

Le classi medie delle potenze nascenti di Russia, India e Cina sono fortemente interessate al Made in Italy e non è quindi questo il momento di tirare i remi in barca.

Putroppo il sito non è molto 2.0 e quindi è molto difficile poter diffondere la notizia dell’evento… un vero peccato di comunicazione.

Il video dell’evento in formato leggibile da windows media player potete però trovarlo qui

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Last.fm action hero

Ecco a voi in anteprima il comunicato stampa sulla conferenza stampa che Last.fm ha tenuto ieri a New York:

Last.fm sta per lanciare un servizio di pagamento diretto per artisti indipendenti.

Gli artisti verranno pagati in base agli ascolti dei propri brani

La rete di “social music” Last.fm ha oggi annunciato oggi l’imminente lancio di un nuovo e rivoluzionario servizio
che consentirà agli artisti indipendenti di trarre profitto dagli ascolti dei propri brani sul sito.

Grazie al programma sui diritti di autore (Artist Royalty Program), gli artisti che non hanno stipulato contratti con
etichette discografiche o agenzie di raccolta e che hanno scelto di caricare la propria musica su Last.fm
potranno ricevere un compenso, direttamente da Last.fm, ogni volta che vengono ascoltati i loro brani.

“Negli ultimi anni abbiamo tentato di ridefinire il sistema economico dell’industria musicale consentendo ad
artisti ed etichette di trarre profitto dagli ascolti degli utenti anziché dai loro acquisti”, afferma Martin Stiksel, cofondatore
di Last.fm. “Ora possiamo offrire questo servizio anche ai musicisti indipendenti. Per la prima volta,
chiunque potrà caricare musica e guadagnare dagli ascolti dei propri brani. È un modello del tutto innovativo, da
cui potranno trarre beneficio sia gli ascoltatori che gli artisti e le etichette.”

Il programma sui diritti di autore si iscrive in un progetto più ampio di Last.fm, che oggi lancia sul Web la
piattaforma di musica gratuita on demand più grande al mondo.

Questo nuovo servizio inizialmente disponibile negli Stati Uniti, in Germania e nel Regno Unito, offre l’accesso
gratuito, on demand supportato da annunci pubblicitari, ad un catalogo musicale senza precedenti creato in
collaborazione con le quattro major discografiche: la Universal Music Group, la Sony/BMG, la Warner e la EMI,
oltre alle 150.000 etichette, aggregatori e artisti indipendenti, tra cui CD Baby, IODA, Naxos e The Orchard.

Nei prossimi mesi Last.fm prevede di attivare questo servizio a livello globale.

Bella notizia no?

Chi ne volesse sapere di più può contattare Christian Ward di Last.fm a questo numero +44 (0) 20 7780 7080 oppure può inviare e-mail all’indirizzo e-mail christian@last.fm.

Se invece volete sapere che faccie hanno questi di Last.fm eccovi serviti.

Infine se proprio non vi basta e volete sapere cosa ne pensa Richard Jones, che è uno dei fondatori di Last.fm ecco un suo post sul blog ufficiale di Last.fm.

Ora mi aspetto un bel commento da Rockonomics.

Update - Rockonomics ha parlato e ha detto la sua qui

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Love & Love

Kevin Roberts il CEO Worldwide di Saatchi & Saatchi e anche autore del libro The Lovemarks Effect è stato uno dei nomi di spicco del World Business Forum 2007, che si è tenuto a Milano il 23 e 24 ottobre scorso. Putroppo non ho avuto modo di seguire personalmente i lavori del World Business Forum.

Gianfranco Chicco, Direttore Marketing di HSM Italia, la società ideatrice e organizzatrice del World Business Forum 2007 mi ha dato la possibilità di pubblicare su The Marketer la versione italiana del suo articolo su Kevin Roberts. La versione in inglese dell’articolo è stata pubblicata su Jack of all trades…, il blog di Gianfranco Chicco.

Qui di seguito l’articolo di Gianfranco Chicco.

Prendo Kevin Roberts per tirare fuori qualche conclusione del World Business Forum 2007, che si è tenuto a Milano il 23 e 24 ottobre, perché probabilmente è il più rappresentativo per noi “marketer” (anche se non mi considero un pura sangue del marketing ma piuttosto un “business developer” che ora dedica gran parte del suo tempo ad attività classificabili come “marketing”).

Kevin è partito forte, sentendosi il prosciutto del panino tra un personaggio di legenda come Alex Zanardi e Renzo Rosso(fondatore e presidente di Diesel), definito tecnicamente da Roberts come un “fucking genious!“… “io Kevin Roberts sono la scimmia e Renzo è il suonatore dell’organetto“. Poi ha affermato che “nella prossima ora tenterò di insultare tutti, e se vi manco non vi preoccupate… non importa il vostro sesso, se siete gay o etero, giovani o vecchi, che squadra tifate… I WILL FIND YOU!

E subito dopo è venuta la sua affermazione più mobilitante: “è un grande momento per essere vivi nel mondo del business perché tutto sta cambiando“. Ed il primo colpo è andato dritto alla mandibola del paradigma di molti manager (in particolare quelli con un MBA alle spalle): “io non credo nella strategia” (e mentre lo diceva sperava che Michael Porter altro relatore del WBF 2007 non fosse ancora in sala).

Io credo che il successo di un’azienda possa essere misurato in proporzione inversa rispetto al suo tempo speso in strategia

Crede lui veramente che le strategie non servono? La mia impressione è di no, ma serve a modo di provocazione contro un termine molto ampio e spesso abusato. Ed è all’abuso di strategia al quale punta questo guru della comunicazione. “Strategia” si potrebbe applicare al business in generale, ma anche alle micro-attività che compongono una società. Roberts punta alle strategie statiche e troppo “segamentalesche”, dove si tenta di prevedere tutto sulla carta o creare ipotesi sciocche con tale di dire che si è pensato a tutto (qualcuno ha mai visto un Business Plan di una dot.com alla fine degli anni 90? io si e… ). è perché secondo lui le strategie non servono? Perché viviamo in un mondo di cambiamento costante, dove i consumer non sono strategici, e i business non sono strategici e i governi non sono strategici… (e di questa ultima cosa noi italiani ne sappiamo qualcosa).

Kudos para Kevin, è un buon punto.

In passato credevamo nel governo, la religione, la famiglia. Però non possiamo più seguire la leadership di queste istituzioni”.

Il Business è l’evento principale, ma non il business come è praticato oggi in America e nel così detto mondo sviluppato. Io non sono a favore del capitalismo dell’esclusione. Il futuro del business è il capitalismo inclusivo”.

Ai suoi allievi del MBA di Cambridge insegna che il ruolo del business è quello di fare di questo mondo un posto migliore per tutti. Perché solo noi nel business possiamo creare nuovi posti di lavoro, creare scelte, creare autostima. E questo dovrebbe essere il ruolo da giocare. è una sfida enorme perché finora il focus principale del business era creare valore per gli azionisti (che è abbastanza ovvio).
E poi ha fatto vedere il seguente video su come gestiscono le sfide in Nuova Zelanda (il suo paese di origine):

http://www.youtube.com/watch?v=0HHg4TMxJHk

Tutto sta nel modo di impostare il business. Il “power shift” che viviamo nella società del XXI secolo (e per questo intendo certi mercati di Europa, America e Asia, ma certamente non tutti) ha riportato il potere ai consumatori.E’ uno dei primi consigli pratici e forse il più importante che spero di fare mio: “Go back to your business tomorrow and wright down your dream… get rid of your vision and mission statements”.Bisogna dare più importanza ai sogni… “You have to have a dream… People want to be part of a dream, want inspiration, work for something bigger that a product, a dream is about reaching for the stars, not counting them”.Se lavori per un’azienda che non ha un grande sogno, cambia il sogno…. o cambia azienda!Per chi non l’ha mai visto dal vivo, l’intervento di Kevin Roberts serve come ottima introduzione al concetto di Lovemark (è stato appena pubblicato in Italia il libro Lovemarks Effect). E per spiegare meglio come si posiziona un Lovemark rispetto a un brand “normale”, utilizza la rappresentazione di essi su due assi: Amore e Rispetto.

  • Poco Rispetto + Poco Amore: commodity. “no life here. it’s all the same, all crap”.
  • Molto Rispetto + Poco Amore: molti dei brand tradizionali risiedono in questo quadrante.
  • Poco Rispetto + Molto Amore: i brand di moda, quelli che vivono una breve ma intensa vita.
  • Molto Rispetto + Molto Amore: i Lovemark!

Altri brevi concetti che mi porto dietro dal suo intervento:

  • “Not attention economy” (bombardare la gente per catturare la loro attenzione). “We live in the attraction economy”
  • Ci sono due tipi di ROI. Quello “sbagliato”, Return on Investment, difficile da calcolare e non sempre significativo, e quello “giusto”: Return on Involvment (ritorno sul coinvolgimento), che in qualche modo si concentra sul rapporto empatico con le persone.
  • “move from big promises to intimate gestures”… (“consumer is sick of all this promises and false claims… everybody is claiming the same stuff: bigger, faster, whiter, cleaner…”)
  • “you must not become marketers anymore, you must become connectors!”
  • Consumers don’t want to be marketed”… “they’re too fast, too wise...”. “You must learn to connect with them… to give up control”. Quando ha detto questo mi è venuto subito in mente il caso di tanti business blog che non vogliono “give up control” e cioè, non accettano le regole di un media nel quale la sincerità e libertà di espressione dovrebbe essere la base indiscussa. Tante aziende utilizzano i blog come estensione dei loro strumenti di marketing diretto invece di dar vita a un canale di comunicazione che permette l’interazione con i propri clienti, fan, prospect e con il mondo in generale.
  • Stop thinking about consumers and start thinking about people” (più forte per favore… PEOPLE!!!)
  • There is no btob or btoc but ptop (people-to-people)
  • Wright connectivity plans, not marketing plans!” (giuro che ci proverò!!)
  • Lovemarks belive in mistery, sensuality and intimacy”.
  • I grandi budget non sono importanti. In ogni caso la gente non sa come spenderli.

L’unica cosa che non ho capito del tutto è la battuta contro Al Gore, che secondo Roberts ha vinto un Nobel al “buon uso del powerpoint”. Il film-documentario An Inconvenient Truth di Gore usa alla sua base una presentazione tipo powerpoint, però il tutto è stato strutturato come un film, nel modo che la Saatchi & Saatchi fa con tanti dei suoi spot. Dal mio punto di vista il lavoro di Al Gore fa una forte leva sul SiSoMo sight, sound and motion che Roberts predica, molto più di quanto Kevin voglia ammettere. Tenterò di chiederli cosa intendeva la prossima volta che mi capiterà di incontrarlo (chi mi conosce sa che purtroppo durante gli eventi che organizziamo non ho molto tempo per socializzare con gli speaker, perché sono sempre dietro le quinte a velare che tutto funzioni bene…).

Il World Business Forum è stato anche idee di leadership con Colin Powell, strategia con Michael Porter, design con Giorgetto Giugiaro e Renzo Rosso, Innovazione con Clayton Christensen, esperienze da CEO quali Antonio Perez (Kodak) e Bruce Chizen (Adobe), l’esperienza di Alex Zanardi, economia insieme ad Alan Greenspan e anticipazioni sui nostri prossimi 50 anni dal tecnologo e futurista Ray Kurzweil… e poi tanto networking, un ciclo di conferenze con oltre 30 relatori italiani e una bella area espositiva.

Kevin ha usato questo video per concludere il suo intervento:

http://www.youtube.com/watch?v=YtU0S1rG2fM

Links:
HSM (organizzatori del World Business Forum)
Blog Kevin Roberts
http://www.saatchikevin.com/
Selezione di alcuni video interessanti proiettati da Kevin Roberts durante la sua presentazione o sue presentazioni in altri eventi: http://www.saatchikevin.com/sisomo/TV_Ads_Viral_Video

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