Archive for the ‘Social Advertising’ Category

Facebook il nemico avanza

9 October 2008, di Roldano De Persio

Un nuovo fantasma gira per l’Italia e il suo nome è Facebook. Facebook è un fenomeno culturale, che finalmente e scoppiato anche qui nella periferia dell’impero. In questo momento l’Italia è pervasa da gente che si interroga su Facebook, scrive articoli e fra poco anche libri su questo coso misterioso che è Facebook.

I conservatori della penisola sono tutti con la spada o penna tratta ad osservare e sempre più criticare questo nuovo marziano venuto a disturbare la quiete dei morti.

Un certo paese di poeti, santi e navigatori è infastidito da tutto questo vociare di genti. Il paese del lei non sa chi sono io, del riflusso nel privato, il paese del “ma ci conosciamo?”, il paese che ha dimenticato di essere appunto paesano e mediterraneo, questo piccolo piccolo paese insomma, scopre  finalmente lo Yankee Facebook, che scombussola tutto e che ci fa riventare tutti cittadini di un unica piazza planetaria molto più di quanto fosse arrivata la vecchia internet 1.0.

Qualche esempio di quanto putiferio a suon di bit sta scatenando l’ormai famoso Social Network?

Nel suo post FACEBOOK UN MALEDETTO E SCHIFOSO AGGEGGIO SFASCIAFAMIGLIE SOCIALMENTE PERICOLOSO Michele Ficara Manganelli con grande ironia spernacchia l’articolo  Cielo, mio facebook apparso su Il Foglio.it e scritto da Annalena Benini

Il giornale.it continua l’offensiva con un articolo di Gian Paolo Serino che con la scusa degli scrittori, Facebook, dove gli scrittori perdono la faccia, tuona alla fine:”Stiliti del posto fisso, sempre collegati a Facebook, che se lavorassero, invece di stare sempre davanti al computer, davvero l’Italia andrebbe meglio.

Considerazioni?

Mi piacerebbe infierire ricordando ad Annalena Benini e Gian Paolo Serini, che Facebook non mi chiede un euro e mi da tanto, mentre TUTTI i giornali nazionali con la scusa della libertà di stampa (??) mi sottraggono soldi tramite la legge sull’editoria e al contempo non mi danno nulla in cambio. Io sono mio malgrado loro obbligato cliente. Si potrebbe dire di più ma lasciamo stare.

Non bastassero i giornali ci si mettono pure quelli che in qualche modo dovrebbero in qualche modo aiutare a capire ed usare meglio uno strumento di comunicazione nuovo e invece. Un esempio per tutti l’articolo pubblicato da Massimo Mantellini su Punto Informatico il cui titolo, Contrappunti/ Facebook? Meglio un blog, fa subito capire che aria tira dalle parti dei blogger.

Caro Massimo se hai scelto di usare la forchetta non è che poi se ti serve il coltello oppure il cucchiaio ti dice nulla nessuno eh ;)

Dunque?

Facebook se sopravviverà e riuscirà a migliorare il suo business model potrebbe diventare il prossimo Google, con tutti i pregi e tutti i difetti. Come Google potrebbe e in parte già lo è diventare la fonte di guadagno di tanti piccoli professionisti: consulenti, programmatori, piccole agenzie pubblicitarie etc.

Sempre se tutto va bene potremmo vedere nascere una nuova era in cui piazze o nazioni virtuali come Facebook, MySpace o Bebo si riempiono di negozi, librerie, piazze e giardini dove la gente spontanemente si raggruppa in un punto e anche voi andate a vedere cosa succede. Un mondo dove un vostro amico compra un paio di pantaloni e voi scoprite che fanno al caso vostro. Un mondo dove la pubblicità non serve quasi più perché contano di più le scelte dei conoscenti, contatti o amici su Facebook.

Un mondo dove la pubblicità forse non serve quasi più? Mmmh ma non sarà questo il vero motivo di tanto accanimento? A pensar male sì fa peccato ma spesso ci si indovina :)

Comunque ricordiamoci bene che passata la tempesta finanziaria, crollata qualche banca e fallito qualche giornale, la gente dovrà pure campare di qualcosa e se ci illudiamo che tutta la produzione ritornerà qui in Europa dalla Cina o India forse ci stiamo facendo delle brutte illusioni.

Se sei interessato ad approfondire il discorso su Facebook in chiave marketing visita il mio blog sul Facebook Marketing

Heineken USA ed il Facebook Social Advertising

18 June 2008, di Roldano De Persio

Mark Zuckerberg fondatore di Facebook ha coniato un nuovo ternine per identificare un tipo di pubblicità differente da quella che conosciamo. Il Social Advertising è in realtà un termine vecchio che identificava, prima della fondazione di Facebook, la pubblicità rivolta alla sensibilizazzione del pubblico nei confronti di problemi di interesse generale: diritti persone e animali, fondi per la ricerca sulle malati etc.

Social Advertising di Facebook si basa invece sul fatto che le persone amano conversare e scambiarsi opinioni su tutto. Spesso al centro delle conversazioni ci sono Social Marker, come ad esempio borse, automobili, vacanze, programmi televisivi e profumi noti e famosi. Tutto può diventare oggetto di conversazione, meglio ancora se il Social Object è un Social Marker.

Se ad una festa oppure in treno tiriamo fuori l’ultimo gadget tecnologico o un paio di occhiali da urlo questo diventerà presto un argomento di discussione ed un tramite per rafforzare le nostre relazioni personali e quindi sociali: invidia, ammirazione, desiderio, apprezzamento, amicizie.

Il Social Marker non deve per forza essere un oggetto costoso come ad esempio iPhone di Apple. Il Social Marker può ad esempio essere la cartolina che spediamo agli amici e parenti per fargli sapere che stiamo bene e quanto sia abbronzante il posto. Nel caso della cartolina sarebbe meglio parlare di semplice Social Object.

In realtà un Social Marker può addirittura essere virtuale e non costare nulla e Heineken USA sembra aver compreso appieno proprio quest’ultimo aspetto. Facebook, infatti, consente di comprare piccoli oggetti (social objects) virtuali del valore di 1$ per fare regali: torte colorate in occasione dei compleanni dei tuoi friends; compleanni che sono prontamente segnalati su una barra laterale. Queste attività di relazione tra friends possono, inoltre, essere rese pubbliche.

Heineken USA nel caso della Premium Light Beer ha deciso di utilizzare il meccanismo delle Social Ads di Facebook permettendo a tutti di regalare (il costo è zero dollari) una bottiglia di birra Premium Light Beer virtuale. Notare che in questo caso il semplice Social Object diventa Social Marker per via della notorietà del brand Heineken.

E’ evidente che una bottiglia virtuale non rinfresca come una reale, ma sicuramente rafforza le relazioni. Relazioni che a scanso di equivoci vengono esaltate dal claim “Share the Good“.  Alla prossima uscita vera sicuramente i friends siederanno tutti insieme intorno ad una bottiglia di Premium Light.

Heniken USA sembra credere molto in questo meccanismo ed ha anche creato una fan page solo per la Premiun Light Beer cui sono iscritti in questo momento 941 fan.

Va detto infine che eventuali dubbi sull’eta legata alla pubblicità di alcolici sono risolti alla base da Facebook grazie ad un meccanismo di segmentazione che per mette di scegliere il proprio target in base ad alcune variabili tra cui l’età, che di default parte dai 18 anni.

Se sei interessato ad approfondire il discorso su Facebook in chiave marketing visita il mio blog sul Facebook Marketing


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