Archive for the ‘Interviste’ Category

Marketing in Scandinavia: intervista a Linda Rehn di SOSTO

7 July 2010, di Roldano De Persio

In questi giorni ho avuto modo di incontrare Linda Rehn di SOSTO e scambiare un po’ di idee su una realtà poco conosciuta come il mercato scandinavo. Ecco una breve intervista in cui Linda Rehn descrive perché investire nel mercato scandinavo può essere vantaggioso per le aziende italiane e che ruolo può avere un’agenzia come SOSTO nel facilitare le aziende italiane a commercializzare I loro prodotti in Scandinavia.

Cominciamo con una domanda più personale: prima di creare SOSTO, di cosa ti occupavi?

- Per 10 anni ho lavorato come marketing manager a Stoccolma, presso un’azienda con 22 negozi in Svezia e Danimarca. Dopo mi sono trasferita a Roma, dove ho lavorato per due anni come Marketing Director a In-es.artdesign (www.in-es.com). Ora mi sono trasferita di nuovo in Svezia perché in Scandinavia c’è molta richiesta per I servizi forniti da SOSTO.

Perchè le aziende italiane devrebbero rivolgersi al mercato scandinavo?

- I paesi scandinavi, a differenza di altri paesi europei, hanno risentito poco della crisi economica e quindi il potere d’acquisto delle popolazioni scandinave è rimasto praticamente inalterato. A questo va aggiunto il fatto che c’è sempre stato un interesse genuino verso prodotti ed I servizi italiani.

Quali sono I vantaggi nell’affidarsi ad un’agenzia specializzata come SOSTO?

- Anche se i vari paesi sembrano essere diventati più omogenei a causa della globalizzazione, permangono ancora delle differenze notevoli quando si tratta di business locale. Noi di SOSTO conosciamo bene lo stile italiano e le modalità di comunicazione business in Italia, ma ancora più importante è il fatto che sappiamo molto bene come si fa business al nord, un mondo completamente diverso da quello del bel paese. Le culture sono, infatti, diverse e ciò che può attirare un cliente italiano non è detto che possa avere lo stesso appeal con un target scandinavo.

Che tipo di servizio fornisce SOSTO?

- Lavoriamo sia al livello strategico sia operativo, con progetti di ogni tipo, ma sempre nel campo di marketing/branding/comunicazione/new business. I progetti variano molto, da una singola sales letter o una versione svedese di una pagina web esistente alle campagne pubblicitarie e lanci di nuovi prodotti.

SOSTO non è però necessariamente un’alternativa all’agenzia pubblicitaria. Spesso funzioniamo come un loro complemento; concepita come un’attività di freelance, SOSTO ha costi fissi bassi che facilitano una buona offerta di partenza al cliente. Inoltre il nostro grande network ci consente sempre di trovare la competenza tecnica e la professionalità ad hoc per ogni singolo progetto. Questo implica che il cliente alla fine paga solo servizi concepiti e ritagliati su misura per le sue specifiche esigenze.

Quali sono le caratteristici peculiari del mercato scandinavo?

- La cosa più notevole da evidenziare è che in questi paesi lo stato ha contribuito molto a far diffondere la conoscenza dell’internet tra la popolazione. Questo vuole dire che oggi nei paesei scandinavi si è sviluppata una conoscenza avanzata di Internet e il grado della sua diffusione e utilizzo, anche tra la popolazione più anziana, è molto alto. Questo fatto implica che Internet è diventata la fonte principale per ottenere qualsiasi tipo di informazione. Ad esempio, poche persone cercano un numero di telefono sulle guide telefoniche e pochi usano il telefono per informarsi, perché tutti,infatti, si aspettano che l’informazione che cercano sia già online. Alla luce di questo fatto diventa necessario per un’azienda italiana, che vuole essere competitiva nei paesi scandinavi, avere una pagina web sempre aggiornata e addattata alle esigenze locali, e questo anche per quanto riguarda le possibilità di online shopping, attualmente molto utilizzato per fare acquisti.

Paolo Ainio di Banzai dice la sua

14 May 2010, di Roldano De Persio

Paolo Ainio di Banzai in questo video dice la sua sull’imprenditoria e sulll’ Italia. Idee precise e risposte chiare su come sono le cose su Internet e Startup in Italia

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Insulti su Facebook? L’Avv. Massimo Melica Spiega Sentenza Tribunale Monza

31 March 2010, di Roldano De Persio

Facebook è il luogo frequentato da milioni di persone di ogni genere ed età. Spesso si creano situazioni incresciose che possono sfociare in insulti e offese anche gravi. Che succede in questi casi? Facebook può essere considerato colpevole oppure vale la responsabilità personale, per cui tutti noi siamo responsabili delle nostre azioni anche in luoghi virtuali come i Social Network?

Non essendo io un esperto di legge ho rigirato la questione a Massimo Melica, avvocato esperto di diritto applicato alle nuove tecnologie della comunicazione. In particolare mi interessava la sua opinione sulla recente sentenza che ha visto il Tribunale civile di Monza, con la sentenza del 2 marzo 2010, condannare un soggetto al pagamento di Euro 15.000,00 (oltre spese legali) per aver leso la reputazione, l’onore o il decoro di una persona mediante l’invio di un messaggio tramite il social network “Facebook”.

Per motivi di privacy le persone coinvolte sono state indicate con i nomi fittizi di Tizio e Caia

Qui di seguito l’intervista:

The Marketer: “Avvocato può riassumere la novità introdotta dalla sentenza del Tribunale di Monza?”
M.M.: “La sentenza non introduce nulla di nuovo nel panorama giuridico, bensì applica la norma vigente a tutela dell’immagine e del decoro della persona all’interno di una piattaforma di social network, come Facebook.
Nella fattispecie in esame tra Tizio e Caia, al termine di un rapporto sentimentale, si sono succeduti una serie di messaggi conclusi con un messaggio di Tizio, veicolato sulla bacheca di Caia dove viene offesa non solo per un suo difetto fisico (esotropia congenita) quanto per aver reso conosciuti determinati gusti sessuali di quest’ultima, ledendo, in tal modo, la reputazione, l’onore ed il decoro di Caia.”
The Marketer: “Avvocato ma non si tratta di una comunicazione, magari una corrispondenza, privata?”
M.M.: “Sicuramente no, perché il messaggio scritto sulla bacheca di un utente di Facebook  viene automaticamente condiviso, grazie ad un sistema di “tagging”, con una community di persone molto vasta e difficile da quantificare, community formata e concatenata grazie ad una serie di permessi e autorizzazioni che l’applicazione permette a ciascun utente di settare.
Pertanto è chiaro che non si tratta più di un messaggio inviato tra due o più soggetti ben identificati sia dal mittente che dal destinatario, in questo caso rientrerebbe la peculiarità della corrispondenza “privata”, bensì ci troviamo davanti ad una pubblicazione rivolta ad una pluralità indefinita di soggetti.”
The Marketer: “Dunque si aprono scenari nuovi per la giurisprudenza?”
M.M.: “Il Tribunale ha affermato principi già noti circa la risarcibilità del danno morale soggettivo, che deve essere inteso come “un turbamento dello stato d’animo della vittima” del fatto illecito, quindi come l’insieme delle sofferenze inflitte alla persona danneggiata dall’evento dannoso, il tutto indipendentemente dal fatto che la stessa condotta abbia rilevanza penale.”
The Marketer: “Non vi è responsabilità di Facebook?”
M.M.: “Nel caso di specie è stato ritenuto, a mio avviso giustamente, che Il social network è uno strumento di diffusione dell’espressione lesiva della reputazione ma non ricade su di esso alcuna responsabilità per la mediazione offerta.
La società Facebook, a tal proposito, rende noto i “termini e le condizioni di utilizzo” della piattaforma di social network, e pur reputandosi proprietaria dei contenuti pubblicati dagli utenti, declina ogni responsabilità civile e/o penale ad essi relativi.
In definitiva, come spiega la sentenza del Tribunale di Monza, gli utenti che decidono di aderire a “Facebook” sono ben consci non solo delle grandi possibilità relazionali offerte dal servizio, ma anche delle potenziali esondazioni dei contenuti che vi inseriscono : rischio in una certa misura indubbiamente accettato e consapevolmente vissuto sotto il profilo dell’assunzione di responsabilità.”

Open Next Innovation intervista Massimo Melica

9 March 2010, di Roldano De Persio

il  5 marzo sul sito Open Next Innovation di Telecom Italia è stata pubblicata l’intervista a Massimo Melica, managing partner dello Studio Melica, Scandelin & Partners e Presidente dell’associazione Innovatori la stessa associazione che ha promosso la Carta Etica Digitale.

Noi tutti abbiamo una visione della legge e degli uomini di diritto come eternamente sommersi da faldoni pieni di polvere che ingialliscono con il passare degli anni. Segnalo questa intervista, perché dimostra che anche in ambito giuridico esistono persone, come appunto Massimo Melica, che sono all’avanguardia come e più di tante aziende tecnologiche sparse nella penisola italiana.

Disclaimer: per correttezza nei confronti di chi mi legge devo evidenziare, che sono uno dei Partner dello Studio Melica, Scandelin & Partners


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