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Intervista ad Henrik Rabell di Dating4u.it

Henrik Rabell è un giovane imprenditore danese di 34 anni che ha deciso di scommettere sull’Italia. La sua idea è quella di portare nel bel paese una formula di dating innovativa.

Allora Henrik parlaci di Dating4u.it.

Dating4u.it è la realizzazione di un sogno che ancora continua. Dating4u.it è una community online, ma visto che ormai parlano tutti di web 2.0 sarebbe meglio definirlo un Social Network, che ha come scopo principale quello di mettere in contatto tra loro i single. Donne e uomini, che vogliono incontrare qualcuno che sia il più possibile compatibile con il loro carattere e i loro interessi.

Spiegaci un po’ meglio come funziona Dating4u.it.

La community è strutturata in modo da rendere facile il contatto tra le persone. Questo avviene grazie a vari tool come ad esempio le 5 chat presenti sul sito. Una cosa che mi piace sottolineare è il fatto che su Dating4u.it gli utenti possono creare le Stanze.

In pratica se qualcuno iscritto a Dating4u.it è un amante del ballo, tanto per fare un esempio la Salsa, può creare una stanza dedicata a quel ballo latino americano. Se un utente di Dating4u.it scopre l’esistenza della stanza dei salseri ed anche lui un patito della Salsa, basta un click e farà parte di quella microcomunità.

Ogni utente può, inoltre, creare un suo blog dove può esprimere liberamente i suoi interessi e passioni.

Da quando è attivo Dating4u.it?

il sito di Dating4u.it è attivo da novembre 2007 con la versione beta, e siamo partiti il 10 aprile di quest’anno. Ma l’idea di Dating4u.it è nata quasi 3 anni fa. In questo periodo di tempo ho cercato investitori e partners.

Parlaci della struttura societaria di Dating4u.it

Dating4u.it srl è una società italiana gestita da Dating4u.it Holding aps. società danese. In entrambe le società ho la maggioranza delle quote. In Danimarca ci sono gli investitori tra cui anche un’ importante società che opera nel settore della moda.

Cosa ha di speciale Dating4u.it rispetto ad altri siti di incontri tra single?

Dating4u.it è la risposta danese a questo tipo di siti. La mission di Dating4u.it non è solo quella di fornire un luogo virtuale dove gli iscritti posono esprimersi liberamente creando stanze, blog, chattando oppure caricando foto.

Uno dei nostri punti forti, la via danese appunto, è quello di creare un ambiente fuori dalla rete con i nostri eventi per i single. Adesso gli eventi si limitano solo alla città di Roma, ma vogliamo farli in molte altre città italiane. La realtà virtuale che continua nella vita reale.

Naturalmente abbiamo in ballo molte cose, ma che per motivi strategici ora non ti posso rivelare.

Luca Sartoni ci ha gentilmente segnalato l’intervista ad Henrik Rabell realizzata da Intruders.TV Italia qualche tempo fa.

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Intervista a Leonardo Bellini

Dopo la recensione del libro “Blog in azienda” - ETAS, da poco uscito in libreria, intervistiamo Leonardo Bellini, già autore di fare business con il web e che ha curato l’edizione italiana del libro.

The Marketer: Ciao Leonardo, prima di addentrarci nel libro e nei blog aziendali, parliamo un attimo di te..

Leo: beh, il grande vantaggio di un’intervista come questa è che si possono aggiungere dei link a supporto delle parole, per cui ne approfitto.. sono un quarantenne innamorato della rete; svolgo attività di ricerca, formazione e consulenza nel campo del marketing digitale e nel 2006 ho pubblicato “Fare business con il web” con Lupetti Editore ; potete leggere il mio blog, o consultare il mio Brand Site per farvi un’idea.

The Marketer: Cosa hai trovato di significativo ed originale nel libro?

Leo: Per passione e per motivi professionali ho letto molti libri sul Corporate e Business Blogging ; basta consultare la mia Libreria su Anobii per rendersene conto; il libro di Debbie Weil presenta un approccio davvero diverso, si rivolge davvero al top manager, all’Amministratore delegato, così come al Direttore generale o al Direttore Marketing e comunicazione, e con un linguaggio semplice, cercando di rispondere ai quesiti fondamentali e a risolvere grazie ad esempi ed interviste le principali ansie e preoccupazioni. Un’opera quasi mauetica e psicologica, per certi versi.

The Marketer : Qual è secondo te il valore di questo libro? Chi lo dovrebbe leggere?

Leo: Mi ripeto: a mio avviso l’approccio; Debbie pur utilizzando un linguaggio assolutamente semplice e non tecnico, tocca tutti i punti fondamentali per affrontare il processo di avviamento e di gestione di un Blog aziendale:
• Quali sono i principali utilizzi di un Blog in azienda?
• Perché aprire un Blog aziendale? Quali sono i vantaggi ed i benefici che posso attendermi?
• Come posso vincere le resistenze interne e superare la paura di bloggare?
• Chi dovrebbe scrivere e firmare il blog aziendale? I dipendenti, il Ceo, un blogger esterno?
• Quali sono i requisiti tecnici e le conoscenze di base che non posso non sapere?
• Che tipo di scelte devo operare in termini di piattaforma e di scelta del dominio?

The Marketer: Cosa emerge secondo te, qual è la lezione che ne possiamo trarre da questa lettura?

Leo: Beh, uno dei punti che emergono dalla lettura è la grande varietà di situazioni in cui il Blog si è rivelato utile (dal Blog per l’uragano Cathrina, al Blog collaborativi dei grandi istituti di Ricerca e Business School inernazionali, come MIT Sloan o Wharton Busines School, ai CEO blog come quelli di Johnathan Schwartz, CEO di Sun Microsystems, o quello di Richard Edelman o ai bog di prodotto come quelli di Intuit, o il fatto di non averlo e di non averci pensato prima si è rivelato dannoso)
Da questo punto di vista Debbie ci mette in guardia: non correre ai ripari quando ormai la vostra azienda è sotto attacco o nella bufera mediatica , nel bel mezzo di un “Blog chasm” com’è accaduto per Kryptonite..

Un altro punto è che non ci dobbiamo scordare che il Blog non sostituisce ma si complementa e deve essere considerato come uno strumento aggiuntivo, da integrare nella strategia complessiva di marketing e di comunicazione di un’azienda

The Marketer: E in Italia? Qual è la tua visione o la tua percezione?

Leo: Tenendo alcuni corsi sul blog aziendale mi sono confrontato con i dubbi e le perplessità di molte aziende ed imprenditori, ho ascoltato il parole di responsabili marketing e comunicazione.
La percezione che ho avuto che le principali obiezioni (rischi di perdita di controllo, mancanza di tempo, difficoltà nel gestire feedback, e i commenti) siano non facili da scardinare; d’altra parte ho riscontrato grande interesse ed attenzione nel comprendere cos’è e come tuffarsi nella blogosfera e cominciare a nuotare.
Il confronto che ho avuto con alcuni Corporate blogger, (le cui interviste sono incluse nella mia postfazione) ad Andrea Andreutti di Samsung News, Nicola Zago di Design Conversations – Lago Spa , Valentina Tolomelli di Desmoblog e di Alessandro Leoni – Duck Side mi hanno rincuorato e fatto pensare che l’avventura dei Blog aziendali in Italia è appena cominciata

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Intervista a Barbara Picollo di b&p communication

Da mesi cercavo di riuscira a intervistare Barbara Picollo, Direttore Comunicazione di b&p communication e finalmente eccola qui:

La sede di b&p communication è a Torino, la città della FIAT e del Festival del Cinema di Moretti, è un vantaggio o uno svantaggio?

Torino da qualche anno è una città work in progress: olimpiadi, eventi, festival, locali di tendenza. Nel 2008, con l’avvento del World Design, sarà la capitale mondiale delle “idee in movimento”. Crediamo di contribuire anche noi a questo rilancio culturale.

Mi risulta che b&p communication sia nata il 16 aprile 2007 ed è quindi un’azienda molto giovane, b&p communication è però anche una società dotata di grande esperienza perchè le persone che ci lavorano portano in dote anni di professionalità rodata sul campo. Ci puoi dire qualcosa riguardo questa vostra dualità?

L’azienda è giovane sia come attività che come età media dei componenti (35 anni). L’esperienza passata di tutti noi ha avuto un punto in comune in Superbrands Italia, dove ci siamo conosciuti e abbiamo collaborato per diversi anni, creando un team molto affiatato che ha maturato la propria professionalità ed esperienza fino a scegliere una strada autonoma. Per questo, pur essendo un’azienda in erba, ha saputo partire immediatamente con precisione e determinazione creando un prodotto unico e di altissimo livello.

b&p communication è una società editrice di studi e report sul brand e sui rapporti tra marchi, aziende e i consumatori. Ci puoi descrivere le attività di un’azienda come la vostra?

Uno dei nostri principi è non voler creare una vetrina di marchi, ma partire da basi scientifiche solide. La ricerca sui canoni per essere 2.0 commissionata a “The Economist intelligence Unit” e l’accordo con la IULM per tutta la collana Brand Concepts sono due esempi importanti che rendono bene l’idea di quanto queste edizioni vogliano essere un punto di partenza per utilizzare nuovi metodi di marketing e comunicazione. Vista dalla parte del consumatore ultimo, invece, è un’opportunità per conoscere i marchi e le aziende sotto una luce diversa.

Ho visto che attualmente sono in cantiere due progetti editoriali ed uno di questi è secondo volume della collana Brand Concepts. Ci puoi dire qualcosa riguardo Green Brand?

Green Brand sarà il secondo volume della collana “Brand Concepts” e verrà presentato a fine marzo.
Green Brand, partendo da uno studio che sta realizzando il team del prof. Alberto Abruzzese – università IULM-, avrà il compito di raccontare quei brand che hanno obiettivi congiunti: obiettivi di marketing e obiettivi ecologici,che legano la loro identità intorno al concetto di “sostenibilità” o che lanciano campagne pubblicitarie incentrate sul concetto di “green”, che incorporano uno spirito urbano e una tendenza estetica moderna per combattere lo stereotipo costruito negli anni intorno al concetto “green”. Sono anche brand che propongono ai propri buyers un consumo responsabile e che, per raggiungere questo obiettivo, ridisegnano i propri prodotti, la progettazione del packaging e modificano i processi produttivi.

Il primo della collana Brand Concepts è invece Brand 2.0. Mi pare di capire che la collana Brand Concepts sarà costituita da volumi monotematici. Me lo confermi?

L’intento è di uscire quadrimestralmente con argomenti che siano all’avanguardia nel settore del marketing e della comunicazione. Ogni edizione di Brand Concepts sarà supportata e motivata da rigorose basi scientifiche, per poi essere divulgata in allegato gratuito con testate nazionali e presentata agli addetti ai lavori in occasione di forum internazionali.

Sul vostro sito fino a poco tempo fa - la campagna è terminata il 15 settembre - c’era un form sul Brand 2.0 che invitava gli utenti a segnalare brand 2.0. Come nasce l’idea di chiedere la collaborazione della rete?

Proprio per l’argomento trattato nel primo volume, abbiamo voluto fortemente essere 2.0, quindi coinvolgere l’utente nelle nostre scelte di case history da inserire e creare un esempio tangibile di engagement tra azienda e cliente.

La segnalazione più brillante verrà inserita proprio nel volume Brand 2.0 che verrà presentato da Kevin Roberts, CEO worldwide di Saatchi&Saatchi al World Business Forum. Per voi di b&p communication deve essere elettrizzante. Una presentazione in pompa magna ad un Forum così importante. Puoi dirci qualcosa riguardo questo libro?

Sicuramente il World Business Forum è un’ottima vetrina per presentare il nostro primo lavoro al mondo business. Il fatto che Kevin Roberts, che a tutti gli effetti è l’attuale guru della comunicazione internazionale, abbia accettato di presentare Brand 2.0, ci fa pensare di aver editato un ottimo strumento.

K. Roberts sarà affiancato nella tavola rotonda del 24 ottobre da un giornalista de il Mondo, dall’a.d. di Blogosfere, Marco Montemagno, dal prof. Abruzzese della IULM e da un paio di manager di grandi aziende.

Mi confermi che uscirà a fine ottobre in allegato gratuito con Il Mondo, settimanale economico-finanziario di RCS? Perché avete scelto il Mondo?

Si, Brand 2.0 uscirà il venerdi successivo al WBF in allegato gratuito (e lo sottolineo) con il Mondo. La scelta della testata è molto importante, e il target de il Mondo è ideale per la nostra pubblicazione, vorrei ricordare che i case history raccontati sono di brand del calibro di Philips, intel, McDonald’s, Microsoft, lulu, CocaCola e così via. In più l’argomento tocca da vicino l’economia e la finanza di ogni azienda che abbia il coraggio di utilizzare nuove strategie di comunicazione.

In una recente intervista (SpotandWeb, pag. 16) Paolo Cagliero, Art Director di b&p communication, descrive una collaborazione con gli Emirati Arabi Uniti, paese molto giovane all’avanguardia nella creatività e nella comunicazione. Torino e Dubai un possibile gemellaggio in nome del Design? Puoi dirci qualcosa in proposito?

Perché no, la globalizzazione ormai riguarda ogni settore e se un passo del genere fosse utile a creare nuovi spunti per produrre innovazione nella comunicazione e nel marketing sarebbe ovviamente affrontato.

Continuando a parlare di città all’avanguardia, quale città metteresti al primo posto tra Milano, Roma e Torino in un’ideale graduatoria 2.0?

Londra. Scherzo, ovviamente Milano, ma siamo ancora ad anni luce dalle città anglosassoni.

Un’ ultima domanda scherzosa. Sono rimasto molto colpito dagli omini colorati del vostro sito. Come è nata quest’idea grafica?

Abbiamo un art director formidabile: è, secondo me, il segreto per un team perfetto, poche persone, molto competenti! Dei pezzi da 90, insomma!
L’idea degli omini è direttamente legata al concept 2.0, il sito diventa il luogo dove gli “omini” interagiscono con l’azienda.

Parliamo ora di Barbara Picollo. Come sei approdata a b&p?

b&p, come detto in qualche domanda precedente, è nata dall’incontro di professionisti specializzati in settori della comunicazione che hanno lavorato insieme per la realizzazione di volumi Supebrands. Quando la metodologia nell’affrontare la comunicazione non è più stata, secondo noi, all’altezza, è nata b&p communication.

L’azienda l’hai fondata tu? Sei socia?

b&p, brand & publishing, ha due soci: Paolo Cagliero e la sottoscritta.

Quali sono le tue esperienze passate?

Le mie esperienze nascono casualmente, provengo da studi molto scientifici e alla comunicazione ci sono arrivata quasi per sbaglio, ma è stata una passione travolgente. Ho lavorato in alcune concessionarie di pubblicità locali poi sono approdata a Superbrands, dove ho imparato molto, soprattutto a confrontarmi con l’impegnativo e impegnato mondo dei marketing manager di grandi aziende italiane e multinazionali. La seconda, ma non ultima attività, è tentare di fare la mamma (di una dodicenne e di un bimbo di 8 anni) nel miglior modo possibile.

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Intervista a Gianluca Arnesano di Icemedia Italia

Finalmente dopo due mesi di inseguimenti riesco ad incontrare l’impegnato, che dico impegnatissimo Gianluca Arnesano, responsabile della sede italiana di Icemedia. Gianluca è conosciuto su questi schermi per essere l’autore del libro Viral marketing. E altre strategie di comunicazione innovativa edito da FrancoAngeli e attualmente è in fase di ristampa perché le scorte sono esaurite.

Gianluca mi ha gentilmente concesso un’intervista che vi riporto qui integralmente.

Di cosa si occupa Icemedia?
Icemedia è attiva nel campo dei media emergenti, più in particolare nel campo dei media personalizzati. Le soluzioni offerte da Icemedia permetono di creare una Customer Activation migliorando al percezione di aziende e brand specifici.

Da quanto Icemedia opera in Italia?

Icemedia opera in Italia dall’inizio del 2006, dopo essersi sviluppata praticamente in tutta Europa.

Come hai incontrato Icemedia e perché proprio loro?

Dopo aver sviluppato una notevole esperienza nel mondo del marketing digitale mi sembrava che l’unica frontiera innovativa fosse rappresentata da Buzz Marketing e Word of Mouth.
Ho quindi esplorato tutta una serie di attività innovative e fatalmenteho incontrato le Icecards, uno degli strumenti offerti … gli ho proposto di sviluppare il mercato italiano … ed insomma eccoci qui.

Ci puoi raccontare qualche caso di successo o qualche aneddoto divertente?

Beh, le cose più divertenti sono relative alle reazioni dei consumatori, da quelli che rivendono i nostri prodotti su ebay o qalcuno che ha tradotto intere pagine di iniziative oltre confine per permettere anche agli italiani di richiedere le cards di alcuni brand esteri.

Una delle ultime novità tra i prodotti di Icemedia è quella degli adesivi per le valigie, perché quest’idea?

Media personalizzati, media personalizzati, media personalizzati … ogni oggetto può diventare un media … purchè lo voglia il consumatore.

Gianluca Arnesano è anche l’autore del libro edito da FrancoAngeli Viral Marketing, come è nata l’idea del libro?

E’ nata perchè - onestamente - non ne potevo più di documentarmi e studiare solo su testi stranieri e perchè in essi non trovavo nulla di vicino alla nostra cultura ed al nostro livello di sviluppo. Perciò ho proposto l’idea all’editore ed abbiamo messo in cantiere il progetto.

Vista la mole di impegni che hai ogni giorno, quanto tempo c’è voluto per realizzarlo?

Da questo punto di vista è stata una vera follia !!! nel senso che in quel periodo dopo aver lavorato di giorno ed assolto ai doveri di buon padre di famiglia, tornavo in ufficio e viaaa.

Come è stata la collaborazione con FrancoAngeli? Hai fatto tutto da solo, hai collaborato con uno dei loro editor?

Beh il lavoro di editing è fondamentale ma ad un certo punto la voglia di farlo uscire è stata tale da accorciare alcune tappe.

Visto che hai un blog, pensi di aprirne uno dedicato al libro come nel caso di Wikinomics e Freakonomics?

In Italia è uscito qualche settimana prima un volume per certi versi simile “Marketing Reloaded“, e gli autori ne hanno fatto un blog. Non mi sembrava quindi una idea troppo originale.

Sei soddisfatto dei feedback del libro? Vendite, recensioni?

Beh la prima tiratura è terminata e stanno procedendo alla prima ristampa. Il libro è stato adottato da un corso di laurea alla Sapienza ed in alcune business school. Insomma in pochi mesi i risultati sono stati interessanti.

Gianluca Arnesano ha un blog, dicci il perché hai deciso di aprire un blog.

Beh molti anni fa durante un meeting aziendale proposi l’idea di aprire un blog interaziendale; il mio capo di allora mi bocciò l’idea ed aprimmo un gruppo su Yahoo. Oggi il mio ex-capo è un rispettato esperto di business blog ed io insomma continuo a cavarmela..

Proprio sul tuo blog ho letto di prossime prossime iniziative molto interessanti, come un workshop e una lavoro per il quotidiano La Repubblica riguardo il viral marketing. Ci puoi anticipare qualcosa?

Beh c’è da fare informazione ed educazione sia a monte che a valle. Bisogna sdoganare il mondo dei media emergenti cercando di riflettere sulle ricadute sociali e sulle trasformazioni che stanno avvenendo nella nostra società e nei nostri modelli di consumo dei media. Faremo un workshop sul fenomeno del web 2.0 e finalmente lo faremo a Roma.
Il resto è in continua e dinamica evoluzione.

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Intervista a Livia Iacolare di Intruders TV

Qui di seguito l’intervista alla giovane ed energetica Livia Iacolare di Intruders TV:

Cosa è Intruders TV e di cosa si occupa?

Intruders TV è un video network internazionale (al momento siamo presenti in Francia, Gran Bretagna e USA) il cui scopo è quello di esplorare l’ecosistema Web e capirne le dinamiche interne. L’aspetto che più ci interessa è quello relativo all’imprenditoria online, un fenomeno che è nato negli Stati Uniti e che si sta rapidamente espandendo in Europa e in Italia. In sostanza realizziamo interviste a imprenditori e sviluppatori di applicazioni per il Web, tutto ciò senza trascurare l’aspetto “pop” di Internet, che si esprime in un particolare interesse per la blogosfera e la sua evoluzione. Oggigiorno è semplice creare un video blog, ma lo scopo di Intruders TV è quello di agire come una squadra di reporters che sono innanzitutto degli imprenditori di se stessi: non vogliamo essere considerati dei geeks con la telecamera.

Perché secondo te è importante il lavoro di Intruders TV?

Credo che sia interessante conoscere da vicino le persone che stanno attuando la rivoluzione di Internet, comunemente definita “Web 2.0”. Chi sono veramente questi individui, da dove vengono e dove vanno? Ma soprattutto: come sono riusciti a realizzare i loro sogni? L’obiettivo principale di Intruders TV è quello di raccogliere informazioni che possano essere utili a tutte quelle persone creative che hanno delle idee ma non sanno come concretizzarle (magari perché non hanno i finanziamenti necessari), nonché a quegli imprenditori che stanno pensando di lanciarsi alla conquista del mercato di Internet ma non sanno esattamente come muoversi.

Hai già un idea di come verrà accolta in Italia una televisone come Intruders TV?

Credo che in Italia ci sia bisogno di stimolare positivamente quelle persone che ancora diffidano del potenziale di Internet e delle possibilità offerte dalla Rete. Mi riferisco ai grandi media così come ai singoli individui. Noi italiani siamo generalmente considerati delle persone creative e audaci e il mio desiderio è quello di mostrare, tramite Intruders TV, che possiamo esserlo anche quando si tratta di Internet. Cercherò di proporre contenuti vari, tra cui interviste, video test di applicazioni per il Web, reportages e una rassegna stampa periodica. Saranno poi gli spettatori a giudicare e spero che non mi faranno mancare il loro prezioso feedback.

La versione UK di Intruders TV ha presentato in questi giorni un intervista a James Alexander co-fondatore di Zopa il servizio rivoluzionario di prestiti online che aprirà i battenti anche in Italia. Pensi di intervistare i responsabili della versione Italiana?

Certamente, non vedo l’ora! E sarà anche interessante raccogliere le opinioni della gente per strada, come ha fatto il mio amico Eugene Tsyrklevich. Sono certa che i passanti Italiani sapranno essere più coloriti e vivaci delle genti d’Oltremanica.

Ci puoi anticipare quando avverrà il lancio della versione italiana o è top secret?

Stavo programmando di mettere il sito online in occasione del RomagnaCamp (di cui Intruders TV è media partner) ma non sono sicura di farcela, quindi non garantisco niente. Tra l’altro preferirei esordire con dei contenuti freschi (penso, ad esempio, alle interviste che sicuramente registrerò nel corso del suddetto barcamp). Per ora sto preparando degli screencasts di alcune applicazioni per il Web. Vedremo come si mettono le cose, ma di sicuro il tutto avverrà entro la fine di Settembre. In ogni caso il RomagnaCamp mi consentirà di mettermi all’opera e di presentare il progetto alla comunità dei bloggers italiani: farò tesoro di tutti i loro suggerimenti.

Ci puoi dire qualcosa sul modello di business di Intruders TV? Pubblicità o altro?

Intruders TV è nato come un progetto auto-finanziato e ora stiamo sperimentando diversi modelli di pubblicità, sia sui siti che all’interno dei video. Al momento abbiamo all’attivo diverse partnerships con networks di qualità, tra cui blognation di Sam Sethi. Presenzieremo a tutti gli eventi relativi al Web, in Europa e oltreoceano, e questo ci consentirà di prendere un bel po’ di contatti. Il prossimo è il Facebook Debate che si svolgerà a Londra nel mese di Ottobre, al quale parteciperemo come media partner. I primi finanziamenti esterni stanno già arrivando e li investiremo principalmente nell’acquisto della strumentazione tecnica.

Parliamo di Livia Iacolare, mi risulta che tu sia l’unica donna del gruppo o sbaglio? Se è vero che ne pensi?

Si, a quanto pare sono l’unica e anche la più giovane (il che non mi disturba affatto). I ragazzi sono dei gentiluomini e sono sempre aperti al confronto. Credo che non dispiacerebbe a nessuno avere altre ragazze nel team e, sinceramente, mi auguro che questo accada presto. La presenza di una o più donne può fare la differenza.

Il team internazionale di Intruders TV ha ingaggiato Livia Iacolare, una napoletana, una ragazza del sud e questo fatto credo dovrebbe essere un grande motivo di orgoglio per te e per i ragazzi napoletani e del sud in genere, che ne pensi?

Sicuramente ne sono felice e spero che sempre più persone, indipendentemente dalla loro collocazione geografica, si appassionino a questo tipo di lavoro, che è veramente entusiasmante e consente di viaggiare e conoscere il mondo fuori e dentro Internet. Il più grande motivo d’orgoglio per una persona è avere una passione e riuscire a darle spazio.

Come hai conosciuto Intruders TV? Li hai contattati tu? Raccontaci.

Il mio caro amico Michael Pick, insieme al quale ho scritto per un anno e mezzo sull’edizione inglese di MasterNewMedia, ha parlato di me a Vincent Camara (co-fondatore di Intruders TV), il quale stava cercando delle persone che potessero curare l’edizione italiana del network. Vincent mi ha contattata, ci siamo incontrati a Londra e gli ho mostrato quello che ho fatto negli ultimi due anni sul sito di Robin Good e su Mashable. Evidentemente ne è rimasto soddisfatto e mi ha detto “benvenuta a bordo!”

Il tuo lavoro in cosa consiste di preciso? In parole povere fai tutto da sola: riprese, montaggio, testi per le interviste?

Faccio tutto da sola, ma i ragazzi del team a Londra mi aiutano con il montaggio. Per adesso collaboro alla preparazione di alcuni video per l’edizione britannica e non vedo l’ora di cominciare a preparare e a montare le mie interviste.

I servizi li decidi tu in autonomia o ti raccordi con le altre componenti internazionali di Intruders TV?

Pur avendo una base comune, ogni editor decide da sé i contenuti della propria edizione. Questo perché si presuppone che ciascuno conosca il pubblico al quale si rapporta e quindi sa già cosa potrebbe piacere e in che stile presentarlo. Faccio un esempio: l’edizione britannica propone solo interviste a imprenditori e sviluppatori perché il contesto locale lo favorisce; nell’edizione francese i contenuti sono più vari, anche perché è curata da Thierry Bézier, uno scanzonato video blogger (nonché co-fondatore di Intruders TV) che aveva già un suo seguito prima del lancio di questo progetto. La mia linea editoriale e il mio stile personale terranno conto di tutto ciò.

Come è la giornata tipo di un editor di Intruders TV?

Beh, il vero lavoro deve ancora cominciare… riparliamone tra qualche settimana, quando le occhiaie si espanderanno a dismisura e saprò darti indicazioni più precise.

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Seconda parte dell’ intervista a Duck Side il corporate blog di Mandarina Duck.

Segui altri blog? Se sì hai qualcuno che secondo te vale la pena di leggere e che ci suggerisci?
…..(ducati,quelli che bravo….)

“Devo dire che da quando è nato Duck Side, anche grazie alle segnalazioni che ci arrivano e al tracking di chi parla di noi, ho scoperto parecchi blog italiani interessanti, sia noti che “di nicchia”. Per lavoro (e per piacere) seguo volentieri il blog di Grazia, varie autrici dei blog di Style e alcuni blog legati al mondo marketing. Nel mondo femminile mi piacciono molto Blimunda, Fashionplanet e Onlyfashionvictims.”

La Blogger Rossana aka Ducky, quante ore dedica al blog? Lo ritieni impegnativo, dicci qualcosa in proposito.

Facendo parte del mio lavoro dedico buona parte della giornata al blog. Interviste, fiere, scatti fotografici scandiscono le ore delle mie giornate in azienda…ma devo confessare che anche nel weekend non riesco a fare a meno di dare una sbirciatina per vedere chi mi ha scritto!

Sapere che ogni volta che premi il tasto pubblica, qualcuno lì fuori leggerà le tue parole ti rende felice?

Beh ogni volta che clicco “pubblica” devo ammettere che provo una strana sensazione…un misto tra felicità e “paura”. Non vedo l’ora di leggere i commenti della community per capire che ne pensano!

Nella tua presentazione affermi:”L’olfatto e il tatto sono i filtri primari con i quali analizzo tutto ciò che mi sta attorno. Quando devo scegliere un capo d’abbigliamento o una borsa (perché no?) amo per prima cosa toccarli. I profumi sono invece i serbatoi dei ricordi.” Quanto riesci a far trasparire nei post il tuo lato umano o controlli che tutto sia professionale e impeccabile?

Lo stile con il quale scrivo sul blog rispecchia molto il mio modo di essere, pur rimanendo però in linea con i “confini istituzionali” del caso….


Esiste una borsa o un accessorio Mandarina Duck che ti piace in maniera particolare? E se sì quale?

Come ho scritto in un post sono particolarmente legata al mio preziosissimo zainetto dell’Utility, una vera e propria “coperta di linus”!

Avete mai pensato di aprire un account su MySpace, Flickr, YouTube o sulla moda del momento il mitico amato e odiato Twitter?

Appena ci sarà l’occasione di pubblicare filmati apriremo un account YouTube, e stiamo pensando alla possibilità di aprire un account su Flickr. Cerchiamo di procedere a piccoli passi, nascono talmente tanti nuovi “servizi” che vorremmo evitare di riempire Duck Side di “rumore cognitivo” :) Twitter mi sembra troppo frenetico per noi!

Parlando di mandarina Duck,se fosse un gruppo musicale o un cantante quale star pop o rock la rappresenterebbe meglio?

Questa è troppo difficile, posso passare?! :)

Ok Parliamo di Treni. Quale è l’idea alla base dei treni rivestiti con la pubblicità Mandarina Duck?

Mandarina Duck vuole da sempre essere sinonimo di colore e movimento, per questo ha deciso di accompagnare i viaggiatori nei loro spostamenti quotidiani con un tocco di allegria.

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Intervista a Duck Side il corporate blog di Mandarina Duck, parte prima.

In questi ultimi tempi il blog è diventato sempre più importante nel panorama della comunicazione italiana. Il blog è una forma di comunicazione diretta ed immmediata, che può essere utilizzato per vari scopi. Qualcuno comincia a domandarsi se anche le aziende devono dotarsi di un blog per parlare di sé.

I mercati sono conversazioni? Il corporate blog è una delle migliori forme di conversazione che le aziende possono attuare nei confronti del mondo esterno. Le aziende, i brand non sono solo prodotti o servizi. Dietro un frigorifero o una borsa c’è tutto un mondo di persone che riversano in questi oggetti la loro passione, la loro gioia, ma anche la loro delusione.

Chi meglio di un brand famoso ci può spiegare cosa significa un corporate blog? In questo post trovate la prima parte di un intervista che mi è stata gentilmente concessa da Rossana, in arte Ducky, che è uno dei curatori di Duck Side, il Blog di Mandarina Duck.

L’idea del Blog Mandarina Duck è nata durante una cena o è stata una cosa pianificata fin dall’inizio?

“Il tutto prende il via 7-8 mesi fa. Lavorando alla promozione del nostro shop online sui vari mercati europei, ci siamo scontrati quasi subito con il problema degli utilizzi “impropri” del nostro marchio, con quello che ne consegue per la reputazione dell’azienda. Ragionando a ruota libera con i nostri consulenti su tutte le opportunità che la Rete offriva in quel momento, è uscita anche l’idea di un corporate blog. E, da come me l’hanno raccontata, è stato un colpo di fulmine che ha colto tutti alla sprovvista ma ha generato un frenetico entusiasmo, che non si è sopito nonostante i tempi di digestione “fisiologici” dell’azienda :)”

Perché Mandarina Duck ha deciso di aprire un blog?

Perchè ci permette di avvicinarci ai nostri consumatori per capirne i gusti e le esigenze. E’ inoltre un ottimo strumento per far scoprire il mondo “Mandarina Duck” anche a coloro che, non necessariamente, sono tipicamente i nostri consumatori.

La scelta di aprire ai commenti è stata sofferta oppure siete partiti di slancio?

Siamo partiti in slancio ma abbiamo sofferto nel prendere questa decisione :-)

Dopo più di un mese dall’apertura del blog siete soddisfatti? I feedback come sono?

Siamo molto soddisfatti di questa “fase 1″: il team che si occupa del monitoraggio ci fornisce dati interessanti e iniziamo ad avvertire una buona crescita, che supporteremo con iniziative legate a Duck Side. Il prossimo passo sarà però quello di dare maggiore risonanza alla versione inglese, che è volutamente partita in sordina.

I post seguono una linea editoriale di fondo oppure i contenuti dipendono da chi scrive?

Sicuramente la scelta dei post non è lasciata al caso, seguiamo una linea editoriale di base che rispecchi l’anima dell’azienda. Ciò non impedisce, però,di scrivere e commentare in tutta libertà a chiunque in azienda, lasciando così ampio spazio a tutti coloro che vogliono partecipare.

Mercoledì 13 giugno Alessandro Leoni, AD di Plastiweb e Responsabile Corporate Blog Mandarina Duck, ha partecipato alla conferenza web2oltre. Un punto a vostro favore, che ne pensi?

“L’invito ci è arrivato in modo spontaneo, il che ci ha fatto molto piacere. Pensiamo che partecipare a questa manifestazione sia un’importante occasione per capire se ci stiamo muovendo nella giusta direzione, e avere un ulteriore feedback da persone appassionate ed esperte di questo nuovo modo di comunicare. L’evento si preannuncia davvero interessante, speriamo di trarne dei buoni spunti per migliorare il nostro blog.”

Cosa hai pensato quando ti hanno chiesto di occuparti del blog? Oppure sei stata tu che hai spinto per la nascita del blog?

Purtroppo non è stata una mia idea! e dico purtroppo perchè la trovo un’ottima idea! Personalmente credo molto in questo mezzo di comunicazione, ha un potenziale enorme che deve assolutamente essere preso in considerazione da tutti coloro che fanno parte di questo “mondo” (comunicazione-marketing-business…).Quando mi hanno proposto di occuparmi del progetto non solo ero lusingata ma davvero entusiasta! Una bella sfida….ed io adoro le sfide.

Potrete leggere il seguito dell’intervista nel prossimo post.

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L’Union fa la forza ovvero impara l’arte e mettila..in un telefonino - atto secondo

Detto fatto! Visto che la cosa mi intrigava, ci sono andato e …un momento andiamo per ordine.

Imbocco Via Reggio Emilia e vedo sul marciapiede gente che chiacchiera con un flut in mano. Ecco sono arrivato, quella deve essere la galleria. Che gli dico? “Salve sono un giornalista di Repubblica in incognito”. No, no troppo plateale e poi perché in incognito? Mentre penso tutto questo, entro nella galleria. Ci siamo, è pieno di schermi al plasma panasonic (?) che trasmettono a ruota i video e le fotografie degli artisti. Sulla sinistra due addetti al catering, uno giovane e uno più anziano versano succo di pompelmo e/o arancio, mentre sul tavolino fanno bella mostra di se dolci di tutte le forme e colori. Che siano questi pasticcini le opere esposte? Ok, va bene questo è sarcarmo da quattro soldi. Andiamo avanti. In un attimo mi ritrovo a riempire un modulo per i giornalisti aiutato nel compito da due ragazze dell’agenzia - Image Building - che svolge le funzioni di ufficio stampa per conto di Nokia . In cambio ricevo un CD, vari fogli con la descrizione della galleria d’arte, vita opere e miracoli degli artisti e in più due fogli con il comunicato ufficiale per la stampa con su una scritta tipo questa -> PRESS RELEASE.
+100 ora sono la stampa ;-) Anche le ragazze sono gentili e anche simpatiche. Lo dico perché mi è capitato di partecipare ad eventi un po’ inamidati e formali. Penso tra me e me, cominciamo bene. Cerco una delle due galleriste per dirgli che io gestisco un blog etc… - Giorgia Terrinoni insieme con Sabrina Nucci da circa due anni portano avanti un progetto comune , “sicure di poter portare valore, in qualità e in metodo, nell’impresa dell’arte” - Purtroppo non conosco nessuna delle due e con un po’ di fortuna riesco a parlare con Giorgia Terrinoni.

Tiro fuori il mio tacuino e sparo qualche domanda qua e là. Il mio scopo non è però fare una vera intervista, non c’è tempo e non è il momento più opportuno. Mi servono idee, impressioni e qualche foto. Vengo a sapere che per la mostra evento Nokia Nseries MusicArt Experience per la tappa di Roma è stata scelta la loro galleria grazie alla collaborazione con il curatore Gino Gianuizzi responsabile di neon>campobase . Immagino subito che per una galleria giovane essere riconosciuta come il solo luogo in tutta Roma adatto ad ospitare un evento particolare deve essere una grossa soddisfazione. La conversazione è breve e così approfitto per fare un po’ di “gossip” e vedere chi c’è.

Incontro Mauro Boris Borella che si definisce braccio destro di Gino Giannuzzi. In confidenza mi dice che è il nipote di Rocco Borella. In un attimo vengo a sapere due cose: primo che Boris è parente ad un pezzo da 90 dell’arte contemporanea e secondo che io sono molto…troppo ignorante in materia. Mi guardo intorno, mi dicono che nessuno degli artisti è venuto causa impegni e forse causa biennale di Venezia. Le foto e i video continuano a girare sugli schermi. Secondo il comunicato stampa tutto è stato relizzato con il modello Nokia N95. Osservo un po’ distratto. Scatto qualche foto, anzi prima chiedo e poi scatto. Qualcuno mi dice no e si meraviglia della mia non insistenza. Alessandro Facente, critico d’arte e firma di Exibart mi dice sì e io fotografo. In realtà qualche artista in giro c’è; uno di questi che non centra nulla con la mostra e che fortunatamente si lascia fotografare è Paolo Angelosanto. Paolo è un artista eclettico e opera in molti campi tra cui performance, video e pittura. Scambio con lui e la sua compagna Maria Rosa Jjon un po’ di impressioni. Sono le otto e la galleria sta per chiudere e anche io chiudo qui. Tutto qui? No ci sarebbe moltro altro da dire, ma come direbbe Dickens se avesse avuto un blog questo è un altro post.

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