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TechCrunch or TechCrush?

Michael Arrington, Founder e Co-Editor del seguitissimo TechCrunch ha dimostrato oggi come si possa perdere la propria reputazione in un batter d’occhio.

Per chi non sapesse cosa sia TecCrunch riporto qui un estratto del loro about:”TechCrunch, founded on June 11, 2005, is a weblog dedicated to obsessively profiling and reviewing new Internet products and companies. In addition to covering new companies, we profile existing companies that are making an impact (commercial and/or cultural) on the new web space.”

Michael ha pubblicato oggi questo post, il cui titolo So That’s What The EU Does With All That Microsoft Money è praticamente una dichiarazione di battaglia, non dico dichiarazione di guerra perché le dimenzioni lillipuziane di questo blog non possono minimamanete essere paragonate ad un istuzione come la UE.

Quello che mi preme sottolineare qui, senza entrare nel merito della questione, è il fatto che un blog che ha come mission quello di descrivere new Internet products and companies e non ha l’autorità o la competenza per esprimere opinioni in ambiti che esulano dalla linea editoriale. TechCrunch è a suo modo un corporate blog e per suo interesse vitale dovrebbe evitare certe cadute di stile. Altra cosa sarebbe se TechCrunch fosse il blog personale di Michael Arrington, ovviamente.

Il risultato del suo post sono stati centinaia di commenti di lettori europei indignati per la sua presa di posizione sconsiderateamente filo Microsoft e anti UE. Molti commentatori hanno segnalato la perdita di credibilità che ha determinato questo singolo post su tutta la testata. Perdita di credibilità e quindi perdita di lettori, e tra questi ci sono anche io. Inoltre che ne penseranno gli insersionisti che non sono USA oppure sono concorrenti di Microsoft? Accetterano di buon grdo questa nuova linea editoriale? Dimenticheranno facilmente che i loro acquirenti, con l’euro alle stelle, sono proprio quegli stessi cittatidini della UE che Michael tanto odia?

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Simme è Microsofte paisà

La lingua straniera costituisce spesso un grosso ostacolo per la diffusione di concetti o di prodotti nuovi per un mercato estero. Molte aziende sanno perciò che la localizzazione nella lingua e nella cultura cui è destinato il messaggio è un elemento fondamentale per rendere un prodotto più appetibile per i consumatori che vivono nella nazione dove si vuole pubblicizzare quel prodotto.

Spesso però non è solo più una questione di lingua usata nel messaggio. I consumatori stanno cambiando e sono sempre più attendi ai modi in cui si parla loro. L’autoreferenzialità non paga ed è sempre più opportuna un po’ di sana autoironia.

Luca Colombo di Microsoft Italia ha pubblicato sul suo blog un video sulla relazione burrascosa tra il mondo della pubblicità ed il consumatore.


Video: Bring the Love Back - Italian style

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