Archive for the ‘Musica’ Category

Britney Spears il Calcio totale e Twitter

Monday, October 20th, 2008

Britney Spears un mostro sacro della musica pop ha deciso di entare in campo usando il Web 2.0. Questo sbarco in grande stile potrebbe essere ricordato come uno di quei Tipping Point descritti da Malcolm Gladwell.

Britney Spears applica al marketing l’equivalente del Calcio totale, quello dell’Olanda degli anni 70; uno schema di gioco in cui nessun giocatore è ancorato al proprio ruolo e nel corso della partita chiunque può operare indifferentemente come attaccante, centrocampista o difensore.

Giocare su tutte le parti del campo web: Google, Facebook, YouTube, Twitter, Ning, Blog.

Britney Spears gioca appunto su tutte le parti del campo. Britney Spears non ha un sitarello, ma iniziato a distribuire la sua immagine dovunque fosse presente un pubblico. I miei fan sono su Facebook e io creo una fan page di Britnety Spears su Facebook. I miei fan sono su YouTube ed io creo un canale Britney Spears su YouTube.

Alcuni osservatori sono rimasti colpiti dal fatto che Britney Spears è anche su Twitter consacrandolo in maniera definitiva come uno dei must della comunicazione. Secondo Michael Arrington:”This is solid gold for Twitter. A few more of these and it will be hard to argue that it isn’t going mainstream”.

Io di solito non apprezzo certa sparate di Michael Arrington, ma in questo caso credo che abbia ragione da vendere. Twitter sta per diventare mainstream. Se milioni di adolescenti in tutto il mondo verrano a sapere che esiste Twitter tutte le obbiezioni e i freni alla sua diffusione verrano spazzate via in un sol colpo.

La prossima volta che incontrate un cliente che non ha ancora aperto un account su Twitter oppure su Facebook fategli le condoglianze da parte mia. I suoi affari potrebbero morire molto presto se non si converte al calcio totale.

Dolcetto o scherzetto? :)

Qui sotto Olanda Brasile 1974

Google Buzz

My Digital Brothers

Saturday, March 1st, 2008

Il festival di San Remo, come succede sempre ad ogni stagione, ha catalizzato l’attenzione dei media. Questa volta però qualcosa si è rotto e la notizia vera è che San Remo non fa più gli ascolti di una volta. Ma una volta era una volta, appunto e ora molte cose sono cambiate. Potrei liquidare la cosa dicendo: ecco avete visto? La televisione è morta o morente.

No non basta c’è di più e la cosa sorprendente è che uno che ha capito un aspetto importante della questione è proprio Pippo Baudo. In uno speciale su San Remo 2008 che si trova su Repubblica online viene riportata un’ affermazione molto interessante del popolare conduttore:”Chi arriva alla mia età deve interrogarsi su dove va la tv e su come va fatto lo spettacolo in Italia. Ad esempio, molta gente va su YouTube a guardarsi stralci del Festival, quindi c’è un contatto succedaneo che in futuro andrà computato”. Tutto chiaro?

La televisione specialmente quella generalista non ha problemi di contenuti, al contrario di quanto certi esperti vanno dicendo in giro. La gente infatti continua a vedere e commentare gli stessi contenuti su internet, segno che forse che gli stessi programmi non sono così disprezzati dalla gente come si vorrebbe far credere. Certo ci sono altri media con altri contenuti a fare concorrenza, ma il nocciolo del problema non sta qui.

Un modo per comprendere bene la questione è focalizzare la nostra attenzione sul rapporto tra la tecnologia e la dimensione spazio temporale degli esseri umani. In breve è evidente a tutti che l’evoluzione tecnologica ha ridotto enormemente le distanze. Il telefono, internet, gli aereoplani e i treni sempre più veloci stanno contraendo lo spazio e ci permettono di raggiungere luoghi e persone in sempre più meno tempo. Lo spazio intorno a noi si sta contraendo quindi.

E Il tempo? Il tempo è invece bloccato, inespandibile, insufficiente. Le telefonate, le email, le notizie, gli impegni, gli appuntamenti arrivano sempre più rapidamente. La giornata è però ancora solo di 24 ore.

La televisione ha un grosso difetto, che sta diventando sempre più un macigno: il palinsesto. L’idea di imporre a milioni di persone super impegnate di vedere tutte contemporaneamente lo stesso programma a quella particolare ora del giorno è un suicidio. Il secondo grosso difetto della TV è che ci impone di stare nella stessa stanza per svariate ore e questo è un aspetto non da sottovalutare, anzi è l’elemento su cui andrebbe incentrata quasi tutta la discussione.

L’ipod e gli smart phone, sono due tecnologie sviluppate da chi ha ben compreso che viviamo in un epoca in cui le persone devono e vogliono gestire il proprio tempo in quanto “risorsa” sempre più limitata. Non siamo noi che dobbiamo seguire la tecnologia (TV), ma è la tecnologia che deve seguire noi nello spazio (ipod, cellulari) e nel tempo (YouTube). Gli strumenti tecnologici che ci permettono di gestire meglio il tempo sono appunto quelli che appaiono ai nostri occhi come soluzioni vincenti. Queste tecnologie ci permettono di modificare lo spazio-tempo e far si che tutto venga verso di noi e non il contrario.

Stiamo vivendo, quindi, una vera e propria rivoluzione economica, oltre che tecnologica, che potremmo chiamare myconomics. Myconomics è un’ economia in cui tutto è il risultato di una personalizzazione operata dagi utenti. I prodotti vengono modificati, i prodotti seguono i clienti, i film vengono visti e le canzoni vengono ascoltate solo quando decidono loro.

Gli effetti di questa nuova economia della personalizzazione ad oltranza si cominciano a vedere anche in internet e nelle applicazioni dei sistemi operativi. Nessuno ha più tempo di visitare siti, blog o portali. Il tempo è limitato e quindi tutto si deve aggregare. Io non vengo più da te ma sei tu che mi devi fornire un strumento, vedi RSS feed, per consultarti dove e quando voglio io. Gli aggregatori, i reader non sono però, più sufficienti e il problema si sta trasferendo rapidamente anche sui social network. Netvibes inventato da Tariq Krim è una prima risposta a questa esigenza di ulteriore concentrazione e personalizzazione. Netvibes, cercando di ossequiare la nostra voglia di personalizzare tutto, ci fa l’occhiolino e ci offre di fare a pezzi i programmi e le applicazioni. Perchè avere il tutto quando si può avere solo una parte?

I programmi vengono ormai frantumanti in schegge anche sui sistemi operativi di Apple e su Vista di Microsoft e a seconda dei casi le schegge intelligenti si chiamano widgets o gadgets.

Per tornare alla televisione c’è quindi un modo per salvarla? Forse sì, farla a pezzi, scusate a widgets.

Google Buzz

Last.fm action hero

Thursday, January 24th, 2008

Ecco a voi in anteprima il comunicato stampa sulla conferenza stampa che Last.fm ha tenuto ieri a New York:

Last.fm sta per lanciare un servizio di pagamento diretto per artisti indipendenti.

Gli artisti verranno pagati in base agli ascolti dei propri brani

La rete di “social music” Last.fm ha oggi annunciato oggi l’imminente lancio di un nuovo e rivoluzionario servizio
che consentirà agli artisti indipendenti di trarre profitto dagli ascolti dei propri brani sul sito.

Grazie al programma sui diritti di autore (Artist Royalty Program), gli artisti che non hanno stipulato contratti con
etichette discografiche o agenzie di raccolta e che hanno scelto di caricare la propria musica su Last.fm
potranno ricevere un compenso, direttamente da Last.fm, ogni volta che vengono ascoltati i loro brani.

“Negli ultimi anni abbiamo tentato di ridefinire il sistema economico dell’industria musicale consentendo ad
artisti ed etichette di trarre profitto dagli ascolti degli utenti anziché dai loro acquisti”, afferma Martin Stiksel, cofondatore
di Last.fm. “Ora possiamo offrire questo servizio anche ai musicisti indipendenti. Per la prima volta,
chiunque potrà caricare musica e guadagnare dagli ascolti dei propri brani. È un modello del tutto innovativo, da
cui potranno trarre beneficio sia gli ascoltatori che gli artisti e le etichette.”

Il programma sui diritti di autore si iscrive in un progetto più ampio di Last.fm, che oggi lancia sul Web la
piattaforma di musica gratuita on demand più grande al mondo.

Questo nuovo servizio inizialmente disponibile negli Stati Uniti, in Germania e nel Regno Unito, offre l’accesso
gratuito, on demand supportato da annunci pubblicitari, ad un catalogo musicale senza precedenti creato in
collaborazione con le quattro major discografiche: la Universal Music Group, la Sony/BMG, la Warner e la EMI,
oltre alle 150.000 etichette, aggregatori e artisti indipendenti, tra cui CD Baby, IODA, Naxos e The Orchard.

Nei prossimi mesi Last.fm prevede di attivare questo servizio a livello globale.

Bella notizia no?

Chi ne volesse sapere di più può contattare Christian Ward di Last.fm a questo numero +44 (0) 20 7780 7080 oppure può inviare e-mail all’indirizzo e-mail christian@last.fm.

Se invece volete sapere che faccie hanno questi di Last.fm eccovi serviti.

Infine se proprio non vi basta e volete sapere cosa ne pensa Richard Jones, che è uno dei fondatori di Last.fm ecco un suo post sul blog ufficiale di Last.fm.

Ora mi aspetto un bel commento da Rockonomics.

Update – Rockonomics ha parlato e ha detto la sua qui

Google Buzz

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