Entries in the 'Non pervenuto' Category

The Italian Facebook Job

Ultimamente si parla molto dell’importanza per Facebook di internazionalizzarsi il più rapidamente possibile. MySpace negli USA è fortissimo e Facebook arranca. La vera partita però si gioca a livello mondiale e Facebook in UK e Canada fa la parte del leone.

Mark Zuckerberg ed il suo staff consci dell’importanza e del peso dello scacchiere mondiale sui destini di Facebook stanno conducendo a ritmi serrati una corsa per la localizzazione di Facebook. Immaginando la cosa come una specie di Risiko su scala 1:1, una volta conquistata la Gran Bretagna ed il commonwealth, il mondo latino diventa il prossimo obiettivo.

La Francia con 922,718 iscritti - se consideriamo solo il network France - sembra essere a buon punto. La localizzazione nella patria dell’ordinateur non farebbe altro che far eplodere il fenomeno portandolo al livello di UK. Il bel paese, as usual, segue ma è molto distaccato con soli 194,192 iscritti al network Italy.

Molto interessante è il modo in cui Facebook vuole e mostra di procedere con la traduzione nelle lingue in cui verrà localizzato. La politica sembrerebbe quella del  leggendario I want you.

Sei un traduttore in una delle tre lingue principali - francese, spagnolo, tedesco - in cui verrà tradotto Facebook? Bene installa l’applicazione Translations e verrai arruolato in un corpo di traduttori volontari che traducono, correggono e votano.

In questo momento la pagina principale di Translations segnala che nel caso della lingua francese:”1.562 translators are working with you” e che “9.486 phrases in English remain to be translated”. Facebook inoltre ci informa del fatto che Your Vote Counts. In altri termini “your votes will determine which translations are published on Facebook“. Sempre in questo momento ci sono:”9.879 translations in French are available for you to vote on”.

Questa metodologia, diciamo così democratica che utilizza la saggezza della folla, sintetizzabile con il neologismo Crowdsourcing, viene applicata contemporaneamente anche allo spagnolo ed al tedesco.

E la lingua di Dante? Facebook ci fa sapere che:”Facebook is currently only accepting translations and votes for a limited number of languages. We will be supporting translation into other languages soon“.

Rate this:
2.5
Sphere: Related Content

Un piccolo paese che si chiama web

Ringrazio Maurizio Goetz per il suo post e avermi fatto scoprire uno degli ultimi manifesti pubblicati su ChangeThis: Against You: “A Manifesto in Favor of Audience” - cliccate qui per scaricare il pdf - il cui autore Andrew Keen è anche l’autore del libro “The cult of amateur”.

In pratica, come dimostra anche questa intervista alla versione online del Times, Andrew Keen è contrario a tutto ciò che ruota intorno al web 2.0, specie quando questo distrugge il main stream.
Il suo è un discorso tutto in difesa dei grandi film, delle canzoni celebri, dei grandi libri e contro la produzione della lunga coda. Piccoli autori crescono è per Keen un romanzo indigesto e pericoloso. Forse perché in questi giorni c’è qualche sintomo di guerra fredda, ma nel manifesto Keen parla addirittura di Bolscevichi. Internet è quindi comunista!

Leggendo il post di Leonardo Clausi, ho scoperto che Dj Electra è stata presa a male parole da Jack White, cantante dei White Stripes per aver trasmesso via radio l’intero album Icky Thump.
Che mi succederebbe se comprassi, ripeto comprassi a soli 1.89 dollari americani, il loro intero album white blood cells, sul sito allofmp3 che si trova sul territorio di Santa Madre Russia? Cosa ne penserebbe la loro casa discografica?

Questi due fatti sembrano dimostrare che quando si parla di internet tutto il discorso si possa ridurre solo “A chi conviene la rivoluzione bolscevica ora nota come web 2.0?”. Pur comprendendo le forze e gli interessi in gioco e credo sia sbagliato ridurre tutto solo ad una questione di soldi: chi vince chi perde.

Sono convinto che siamo così distratti che stiamo perdendo il filone centrale della questione. La visione catastrofica di Andrew Keen di un mondo futuro di narcisisti interessati ad ascoltare solo se stessi è riduttiva. Cosa c’è veramente alla base di milioni di piccole storie uploadate su flickr, youtube e ora anche su twitter?

Rate this:
2.5
Sphere: Related Content

Advertising camaleontico

Titolone: Dopo la famosa scarpa che respira arriva la scarpa col tacco a serra manico.

Una coppia americana, Donna e il Dr. David Handel hanno introdotto un concetto e cioè che l’eleganza può essere abbinata alla praticità. La Camileon Heels una società fondata e gestita dalla coppia che produce scarpe particolari. Il tacco vertiginoso può essere ripiegato, trasformando la scarpa in una con un tacco più basso. Queste scarpe hanno nomi italiani come Alessia, Emilia Marta o Ilaria eppure mi ricordano tanto i famigerati robot giapponesi della mia infanzia tipo daitarn3 o goldrake, che prima di ogni combattimento eseguivano mirabolanti trasformazioni. Certo qualcuno potrebbe dire che… ma nooo queste sono proprio le scarpe per una delle fatalone avversarie dell’intramontabile e pieno di marchingegni agente 007 .

Non avete ancora capito come funzionano questi tacchi? Bene, cioè male. Se amate la musica country sul sito tacchi camaleontici c’è anche un video esemplificativo:

Però pensandoci bene il tacco click-clack potrebbe essere un successo anche nella versione maschile e magari potrebbe rivelarsi utile anche a qualche nostro politico ;-)

Rate this:
2.5
Sphere: Related Content

Their Space

Sembrerebbe sempre di più che alcuni noti brand abbiano capito che i vari social network, le community, insomma i posti fichi alla volemose bene 2.0 tipo youtube, flickr o MySpace siano più redditizzi di quanto si pensasse.

Faccio un esempio? Ok faccio un esempio: proprio come tanti teen e band musicali, anche Adidas ha il suo posticino in MySpace. Solo Adidas? Noooo, pure EA fa la sua bella mostra.
Perché due colossi del genere si sono iscritti ad un mostro di comunity come MySpace? Semplice è per fare amicizia con l’onnipresente Tom. Sbagliato! Tom sarà pure simpatico, ma il vero motivo, a sentire i bene informati di GigaOM, sarebbe l’elevato ROI che deriverebbe dal frequentare MySpace. Secondo la società indipendente Marketing Evolution, che ha eseguito uno studio:”adidas avrebbe influenzato 1.2 milioni di persone spingendole a comprare i suoi prodotti. Questi clienti a loro volta avrebbero convinto i loro amici influenzando così altri 4.2 milioni di persone. Allo stesso modo, EA avrebbe influenzato direttamente 1.8 milioni di consumatori e indirettamente 4.5 milioni di consumatori”.

Secondo Adidas e EA più del 70 percento del loro ROI sul marketing sarebbe da attribuire al così detto Momentum Effect (termine coniato da Marketing Evolution) che i ricercatori definiscono come l’impatto quantificabile del brand all’interno di un social network. Ulteriori particolari ( in inglese) li potete trovare qui

E gli altri stanno a guardare? Questo report sembra dire che anche Nike non stia con le mani in mano, anzi e visto che parliamo di soccer sarebbe meglio parlare di piedi ;-)

E quindi? Super Mega Festa in casa Murdoch, MySpace serve a qualcosa ;-)

Rate this:
2.5
Sphere: Related Content

un carattere neutrale

Questo post è stato scritto utilizzando il font Verdana e ora che ne siamo tutti consapevoli posso continuare. Ok? Allora vado.

Per chi non lo sapesse il verdana è uno dei milioni (?) di tipi di font che vengono utilizzati ogni giorno e creati ogni giorno. E sì perché creare font è una professione come creare sedie o riparare automobili o costruire case. Che c’entra questo con il marketing? C’entra.

I font danno una forma alle parole e potremmo definirli a pieno titolo il packaging delle nostre idee. Leggibilità, semplicità, durezza, rispettabilità, giocosità sono tutte sensazioni che possono essere suscitate dalle forme rotonde o spigolose delle lettere di un determinato carattere.

Orgogliosamente stampate sui nostri biglietti da visita fanno bella mostra di se le lettere che costituiscono il nome della nostra azienda. Le società infatti hanno un nome, un nome che però ha una forma ben precisa e definita. E la cosa interessante è che molte società conosciute a livello planetario hanno in comune lo stesso font: Helvetica. Un carattere disegnato da Max Miedinger nel 1957 in Svizzera (chissà perché si chiama Helvetica, mah :-)

L’ elenco delle multinazionali che hanno un carattere diciamo così un po’ svizzero sono: Microsoft, American Airlines, Gap, Orange, Currys, Hoover, Lufthansa, Panasonic, Royal Bank of Scotland, Tupperware, Zanussi e mi fermo qui.

Quindi? Quindi visto che quest’anno ricorre il 50 anniversario di questo font ho ritenuto che valesse la pena scriverci sopra un post. C’è chi ha fatto molto di più e ha relizzato addirittura un film documentario il cui titolo è …indovinate un po’? Helvetica. Bravi ;-)

E questo qui sotto è il trailer:

E visto che siamo in tema di cinema qui un esempio di come la scelta dei font sia importante quando si devono definire le caratteristiche di un prodotto sia pur particolare come un film. Ah dimenticavo, per chi fosse interessato ho scoperto un gioco in cui Helvetica e Arial combattono senza quartiere, in una lotta fino all’ultima…lettera. Scopri anche tu chi dei due font ha un carattere più forte ;-)

Rate this:
2.5
Sphere: Related Content

Vendere? Che schifo! Il tuo cliente vuole comprare

Eccovi serviti! Questa frase è stata tratta pari pari da il libretto rosso del grande venditore il cui autore è il vulcanico Jeffrey Gitomer.

Jeffrey è un venditore incallito, una volta smesso di vendere vestiti vende consigli ad altri venditori e ne fa di tutti i colori, intendo i libri. Un colore per argomento!
Il libretto rosso ne è un esempio eclatante. Un libricino che ricorda vagamente la versione cinese e rivoluzionaria di periodi non troppo felici. Lo scopo è però lo stesso portare avanti il vessillo della rivoluzione! Rivoluzione? Quale rivoluzione? Quella che è ormai sotto gli occhi di tutti.
La chiamiamo in tutti i modi possibili: relation marketing, permission marketing, bla bla marketing, ma alla fine parliamo sempre della solita storia.

Il cliente ama comprare, adora comprare, vuole comprare ma alle sue condizioni. Una di queste è che compra da chi vuole lui e in base ai suoi capricci. Insomma la solita vecchia storia: “il cliente ha sempre ragione” solo che ora sembra sia diventata la scoperta del secolo. Anzi a sentir dire Gitomer abbiamo scoperto una nuova verità assoluta. Qui in Italia non ce ne eravamo mai accorti: ” Se fai una vendita puoi guadagnare una provvigione Se ti fai (mhh brutta parola) un amico puoi guadagnare un a fortuna. In pratica se hai degli amici questi ti faranno lavorare!


Rate this:
2.5
Sphere: Related Content

Facciamo gli indiani? Meglio essere Zippie

Quando qualcuno fa finta di niente o si comporta come se non sapesse nulla si dice che “fa l’indiano”.
In questi ultimi anni noi abbiamo continuato a temere il pericolo Cina, l’ex ministro Tremonti ne sa qualcosa; eppure in Asia esiste un altro colosso, un subcontinente che fortunatamente il nostro governo si è miracolosamente accorto che esiste ed è straordinariamente vivo almeno quanto la temuta Cina.

In questi giorni sto finendo di leggere un libro che è ormai un must per chi vuole aprire gli occhi su come stanno cambiando le cose nel mondo: “Il mondo è piatto” di Thomas L. Friedman.
Casualmente ho anche scoperto che anche il ministro degli esteri Massimo D’Alema ha a sua volta scoperto che il mondo è piatto e che conviene non essere più al sapore di vaniglia.
Forse tutto il governo italiano ha letto il libro in questione e magari la visita in questi giorni di centinaia di imprenditori, il primo ministro Prodi e ministri al seguito in India non è proprio casuale.

Ma cha fanno di così interessante gli indiani dell’India? Non fanno, pensano.
Il guaio è proprio questo non si limitano a riprodurre copie come i cinesi - a dire il vero anche i cinesi non fanno solo più ma pensano pure loro - ma “pensano” nel senso che utilizzano come mezzo per sbarcare il lunario… la loro mente.

Scienza, fisica, matematica ed ingengeria sono le nuove armi di distruzione di massa… massa di disoccupati però. Le università di Bangalore sfornano migliaia di ingegneri con cui i nostri devono fare i conti; ingegneri indiani a basso costo contro ingegneri italiani poco pagati ma che comunque costano troppo!

Questi giovani e volenterosi indiani non sono però come vorremmo credere, ossia schiavi tristi davanti ai monitor. Questi nuovi indiani sono al contrario zippie o meglio zippie indiani

Cristoforo Colombo era convinto che il mondo fosse sferico e che quindi bisognava trovare una nuova rotta per giungere in India andando dalla parte opposta rispetto alle normali vie di navigazione per l’oriente. Cristoforo Colombo si sbagliava il mondo non è rotondo ma piatto.

Vogliamo continuare a fare gli indiani e ignorare tutto questo?


Rate this:
2.5
Sphere: Related Content

Internet delle PMI

Le piccole aziende italiane sanno cosa sia internet? E i professionisti, i commercianti?
Questa domanda vi è mai balenata nella mente? Se in qualche parte della vostra vita lavorativa vi è capitato di proporre delle soluzioni, che migliorassero la visibilità dei loro servizi o i loro prodotti, non vi è parso di capire che il vostro interlocutore non capisse di cosa stavate parlando?
La sensazione è sempre quella di occuparvi di qualcosa di fico, ma di doverlo fare nel paese sbagliato… un incubo!

Come affrontare il problema senza ricorrere a misure estreme tipo esodo in paesi altamente tecnologizzati e che vivono realmente nel XXI secolo? Semplice, alfabetizzazione e reale cura degli interessi e dei bisogni del vostro cliente sono le soluzioni che, anche se lentamente, portano a risultati apprezzabili.

Di che parlo?

Sebbene io concordi con Mario Lupi sul fatto che Internet è comunicazione, non tecnologia, il nostro interlocutore spesso e volentieri percepisce internet come altro da se in quanto: “io di cose tecnologiche non capisco nulla… la faccio parlare con uno dei nostri tecnici”.

Se riflettiamo bene il nostro target, non ha proprio tutti i torti.
La televisione e il telefono, ad esempio, sono strumenti semplici e la loro funzione è nota a tutti.
Con la televisione trasmetto uno spot e con il telefono concludo una trattativa oppure eseguo una campagna di telemarketing.

Se affido una campagna pubblicitaria ad una agenzia, presto o tardi i risultati li tocco con mano, anzi li tocco con gli occhi. Mi siedo in poltrona, accendo la televisione e vedo subito i risultati, in alcuni casi partecipo pure al mio stesso spot - anche se avete capito di chi sto parlando, questa non è pubblicità ;-) - e mi diverto anche.

Chiaro, semplice, pulito.

Con internet? Boh! Faccie strane.

Un primo passo decisivo è e sarà quello di rendere internet fruibile nella maniera più semplice possibile. In realtà qualche tentativo di cambiare box c’è ma non è ancora sufficiente!

La scatola semplice non risolve tutto, bisogna comunque aggiungere anche un continuo sforzo di avvicinamento ai bisogni reali della PMI di turno.
Considero ad esempio l’approccio microsoft un esempio ideale di come affrontare la questione:

Una volta acquisita l’autorevolezza su problemi del lavoro quotidiano fornendo soluzioni concrete, posso anche dare consigli e suggerimenti su come gestire una campagna di SEO efficace.

Qualcuno ha altri esempi da suggerire?


Rate this:
2.5
Sphere: Related Content

Chi stai linkando?

Chi ben comincia è a metà dell’opera… per cui prestiamo fede al detto.

Alcune volte essere troppo altruista o essere prodigo di informazioni puo’ essere più insidioso di quanto possa apparire a prima vista. Se vogliamo che il nostro sito sia tra quelli che concorrono ad essere primi su google sarebbe utile verificare se i link presenti nelle nostre pagine sono diretti verso siti veramente amici. In pratica sarebbe opportuno favorire siti che parlano di noi e ignorare quelli per i quali siamo indifferenti.

Questo è in sostanza quello che vien detto in un recente articolo di SEOlogs.com e ribadito dal blog del guru Jim Boykin.

Vi serve uno strumento rapido per capire a quali sito puntano i vostri links? Ecco qui un metodo rapido rapido.

Rate this:
2.5
Sphere: Related Content