Archive for the ‘Recensioni’ Category

91 miniregali per un Natale diverso

22 December 2008, di Roldano De Persio

Questo Natale oltre ad intasare vie e negozi del centro alla ricerca della strenna adatta a parenti amori ed amici vicini e lontani fatevi un regalo personale. Il regalo che ho in mente è un regalo che in teoria avrebbe come target le persone che si occupano di marketing, ma in realtà sarebbe auspicabile che lo leggessero tutti.

Il regalo in questione non costa nulla o meglio costa solo la fatica di scaricarlo ed il tempo di leggerlo. Trovare il tempo di leggere è già di per se un dono che facciamo a noi stessi e se poi in questo tempo riflettiamo su come funziona il mondo e ci viene qualche dubbio su come agiamo noi ed i nostri simili il bonus è doppio.

Tutto questo arzigogolato panigirico è per presentare il libro di Gianluca Diegoli [mini]marketing, 91 discutibili tesi per un marketing diverso

[mini]marketing, 91 discutibili tesi per un marketing diverso

Ora però non continuate a leggere questo post anche perché dopo questo paragrafo non troverete più nulla :) Vi esorto quindi a scaricare il libro di Gianluca e a fare le vostre considerazioni personali. Oh mi raccomando cominciate ad entrare nell’ordine di idee che libri come  [mini]marketing, 91 discutibili tesi per un marketing diverso sono veri libri. Questo vero libro ha tanto di ISBN ed è curato da Simplicissimus Book Farm.

SEO che? Tre manuali per cominciare a fare sul SEO

10 November 2008, di Roldano De Persio

Il SEO ovvero Search Engine Optimization è la disciplina o meglio l’arte che ha come scopo quello di riuscire a posizionare siti o blog tra le prime posizioni delle prime pagine dei risultati dei motori ricerca (SERP). Esistono dei manuali che sono ottimi per familiarizzare con il SEO e visto che il SEO in Italia come anche negli Stati Uniti viene ancora visto da molti clienti come un argomento misterioso, addirittura quasi magico, ho deciso di fare una breve recensione dei manuali che considero tra i migliori per chi voglia cominciare questo mestiere, ma anche per i clienti che vogliono vederci chiaro tra tante offerte e soluzioni.

I maggiori esperti americani parlano, infatti, di un’ambiente, quello del SEO, in cui furoreggia lo Snake Oil. What the hek is Snake Oil? Ok breve spiegazione: avete presente i vecchi film western dove un tizio sul carro declamava le proprietà curative di un misterioso sciroppo panacea di tutti i mali? Ecco quello sciroppo è lo Snake Oil (Olio di serpente). Naturalmente era tutta una truffa, ma il mistero e la dialettica dell’imbonitore lo rendevano un prodotto desiderabile.

Alcuni SEO continuano a convincere clienti spaesati che si possa arrivare nelle prima pagine di Google in pochissimo tempo e con pochi soldi, oppure che basti la registrazione sui motori di ricerca o peggio ancora utilizzano tecniche poco pulite note nell’insieme come Black Hat SEO per ottenere risultati immediati esponendo il loro cliente al rischio di essere bannato da Google per comportamento scorretto. Google è spietato e appena sgarri alza il cartellino rosso e sei fuori!

Andiamo dunque alla presentazione dei 3 libri consigliati!

Il primo dei manuali è Search Engine Optimization for Dummies, autore Peter Kent, editore Wiley. Questo libro come dice il titolo si rivolge a coloro che sono a digiuno di motori di ricerca e SEO. Manuale molto denso e corposo – 408 pagine – ma facilmente leggibile.

Tipico dello stile for dummies i capitoli sono molto amichevoli e discorsivi con qualche aneddoto divertente. Qualcuno leggendo il capitolo 3 rimarrà colpito nel leggere un affermazione molto forte di Peter Kent che a pagina 41 afferma:”Don’t Trust Your Web Designer” Peter con web agency e web designer ci va giù duro e afferma che non capiscono nulla di SEO e che anzi sono pericolosi per il destino del vostro sito:”Don’t rely on your Web designer to manage your SEO project. In fact, I know that many of you are reading this book because you did just that, and have realized the error of your ways“. Più chiaro di così!

Intendiamoci  nonostante abbia visto cose che voi umani…quelle sono le idee di Peter, io riguardo le web agency sono meno talebano!

Il secondo manuale consigliato ha come titolo Search Engine Optimization, Your visual blueprint for effective Internet marketing, autore Kristopher B. Jones, casa editrice  Wiley. Il punto di forza di questa guida blu è l’immagine. Quasi tutte le pagine sono infatti costruite con immagini e schermate con freccie ed indicazioni dei diversi punti trattati. Il libro di Kristopher B. Jones non è discorsivo ma sintetico e molto pratico. Moltissimi i temi introdotti che consentono di avere basi molto solide per approfondire. Molti i  paragrafi extra dove si leggono consigli utili e approfondimenti degli argomenti trattati.

Va detto che entrambi i manuali descrivono sia concetti validi in termini generali sia esempi di fenomeni e tool tipici del mercato USA. Cercate sempre di avere l’accortezza di contestualizzare e adattare i consigli al vostro mercato di riferimento, che non è detto che sia necessariamente quello italiano. Se ad esempio lavorate con la Francia cercate tutto quello che è specifico per quella lingua e quel mercato.

Last but not least il manuale di Aarron Walter dal titolo Building Findable Websites, Web Standards, SEO, and Beyond edito da New Riders. Questo è un manuale diverso da quelli descritti fino ad ora. Un manuale tecnico adatto ai webmaster, che consente di toccare con mano il codice html, css e php corretto per evitare problemi di indicizzazione nei motori di ricerca. Troverete però  anche consigli su come gestire Flash, Ajax e tutto ciò che caratterizza i siti attuali. Naturalmente se siete un marketer questo libro potrebbe spaventarvi, se siete  invece il webmaster del vostro sito potreste trovare un’ ancora di salvezza insperata. Il libro continua anche on line sul sito http://buildingfindablewebsites.com

Questi manuali sono come già detto un valido punto di inizio per chi vuole fare SEO o per i marketer che devono relazionarsi con chi dovra aiutarli nel posizionamento del loro sito. Chi desidera approfondire trova on line tantissima documentazione, ma spesso è troppa molto dispersiva.

C’è però un portale Alltop che racchiude il meglio tra i guru dell’argomento SEO, inoltre, e qui scusate se faccio un po’ di auto promozione, potete seguire il blog SEO per tutti.

Groundswell

29 August 2008, di Roldano De Persio

Charlene Li e Josh Bernoff della Forrester Research hanno coniato un nuovo nome per tutto ciò che noi fino ad ora descrivevamo come UGC, WEB 2.0, Social Media.

Groundswell è infatti il termine, con cui nel loro ultimo libro, i due analisti della Forrest Research sintetizzano le conseguenze sociali della rivoluzione digitale in atto: Groundswell, winning in a world transformed by social technologies, edito da Harvard Business Press.

Negli USA Groundswell sta diventando un vero best seller tra gli addetti al marketing e alla comunicazione perché ha il pregio di essere strutturato come un manuale utile alle aziende per affrontare l’onda dell’opinione pubblica, lo tsunami digitale, la rivoluzione sociale internettiana. Groundswell, appunto.

Cos’è groundswell? Purtroppo in italiano non esiste una parola equivalente a groundswell. Cercando tra i dizionari online si trovano riferimenti a quello che in italiano si traduce come maremoto. Esistono però anche definizioni relative a gruppi di persone che insieme e spontaneamente si sentono accumunate in una causa:A sudden gathering of force, as of public opinion: a groundswell of antiwar sentiment oppure a rapid spontaneous growth (as of political opinion) <a groundswell of support>.

Charlene Li e Josh Bernoff definiscono groundswell come:”A social trend in wich people use technologies to get the things they need from each other, rather than from traditional institutions like corporations“.

In pratica che significa?  Ebay o il meno famoso Etsy sono, ad esempio, “tecnologie” che consentono a tutti noi di acquistare oggetti messi in vendita da semplici persone e non quindi da negozi o magazzini, come avveniva in passato. Linux è un sistema operativo risultato dello sforzo congiunto di migliaia di persone. Linux non è stato creato da un’ azienda come Microsoft o Apple.

Le persone però non si limitano solo ad acquistare o creare prodotti o tecnologie. Le persone commentano, descrivono, scambiano idee, discutono e fanno tutto questo in maniera pubblica su forum, blog, YouTube, etc. Nel prossimo futuro il numero di persone che parteciperanno alla conversazione sarà sempre più grande e sarà sempre più facile trovare recensioni di ogni tipo su qualunque prodotto.

Tutto questo è un minaccia per le aziende?  Secondo Charlene Li e Josh Bernoff non necessariamente. I due analisti propongono, infatti, una metodologia che permette di definire meglio quale dei mille canali di comunicazione (blog, YouTube, Facebook, Forum) è il più adatto in termini di ROI per dialogare con la propria clientela. Questo metodo si basa su l fatto che tutti noi non siamo uguali. C’è chi partecipa ai forum scrivendo una critica aspra di un prodotto e ci sono poi quelli più “pigri” che si limitano a lurkare. Altri ancora raccolgono informazioni a tutto spiano e le rendono disponoibili agli altri.

Secondo Charlene Li e Josh Bernoff occorre fare per prima cosa un Social Technographics Profile della propria clientela cercando di capire come è suddivisa in base alle seguenti categorie: Creators, Critics, Collectors, Joiners, Spectators, Inactives. Il mix delle diversa categorie consente di capire dove indirizzare meglio il budget.

Se, ad esempio, la percentulale di Joiners è elevata – all’incirca la metà – allora è consigliabile investire in Social Network come Facebook, se invece la nostra clientela è composta principalemente da Creative e Critics allora è conveniente in termini di ROI investire nella creazione di una comunità che verrà monitorata per capire se ci sono problemi, lamentele oppure suggerimenti utili alla produzione.

Gli How to, i suggerimenti pratici, descritti nel libro di Charlene Li e Josh Bernoff non si limitano ovviamente al solo Social Technographics Profile, ci sono, infatti, anche case study dove video virali o blog aziendali vengono analizzati per dimostrare quando e come queste tecnologie devono essere utilizzate.

In conclusione Groundswell è uno dei pochi manuali in circolazione che vale i soldi spesi per acquistarlo.

Su minimarketing il blog di Gianluca Diegoli,  potete trovare un punto di vista diverso su Groundswell.

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Putting People First

27 March 2008, di Roldano De Persio

Spesso leggo con piacere i post che trovo su Putting People First, blog dedicato al notizie sull’experience design, sul design utente-centrico e sull’innovazione. Putting People First, qui anche in italiano, si trova sul sito di Experientia, una società di consulenza internazionale con sede a Torino, fondata per aiutare aziende e organizzazioni ad innovare i propri prodotti, servizi e processi, attraverso una piena valorizzazione dell’esperienza degli utenti.

La mia modesta opinione è che il lavoro di segnalazione, aggregazione e traduzione di Putting People First è prezioso e andrebbe divulgato quanto più possibile.

Su Putting People First potete scoprire che:”Abbiamo raggiunto il punto nella nostra (disparata) adattazione sociale all’informatica e la tecnologia della comunicazione nel quale le generazioni tecniche più giovani hanno una tale autorità da essere impazienti e pronte a liberarsi di istituzioni che molti di noi ritengono essenziali, centrali e persino immortali. Sono pronti a disfarsi delle nostre scuole.” Estratto e tradotto da un articolo di Robert X. Cringely

Oppure sempre su Putting People First potreste venire a sapere che:”Potrebbe essere in corso un tiro alla fune per il futuro dei media tra i cosiddetti contenuti user-generated — tra cui gli amateur che producono blog, video e audio per il consumo pubblico — e i giornalisti, produttori di film e musica di professione, assieme alle facoltose aziende che li supportano. La conclusione più probabile: un approccio ibrido costruito attorno a modelli di business completamente nuovi, dicono gli esperti a Wharton.” Estratto e tradotto da The Experts vs. the Amateurs: A Tug of War over the Future of Media

Siete esperti di tecnologia e a casa solo voi siete in grado di far funzionare i tecno oggetti? Questo articolo sui risultati  di una ricerca commissionata da Logitech allora fa per voi.


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