Category — Strategia Aziendale
Negli USA Wired fa rima con Fired
Questa mattina un manipolo di blogger italiani andrà a fare colazione da Wired italian version e se avete pruderie e curiosità di sapere chi andrà o non andrà potete tranquillamente sbirciare sull’evento Colazione da Wired ( stavo per scrivere Tiffany :) appositamente creato su Facebook. Il tutto inoltre potrà essere seguito comodamente da casa perché Colazione da Wired sarà trasmesso in diretta su Mogulus.
Veniamo ora alle cose serie.
In questo momento sembra che alcune fonti confermino che la metà dello staff di Wired.com sia stato licenziato! Ora se tutto questo verrà ulteriormente confermato sarebbe interessante vedere se i nostri, questa mattina, tra un succo d’arancia, un caffé ed una brioche domanderanno al neo direttore Riccardo Luna, che cosa significa per Wired Italia tutto questo. Ricordiamo che Wired versione anche cartacea non è ancora nata come ricorda il rumoroso contatore presente sul sito italiano. Giorno di nascita previsto: 19 febbraio 2009.
La mia paura è che per evitare qualche cornetto di traverso finirà tutto a tarallucci e cappuccino. Invece sarebbe importante capire che futuro prevedono per una rivista tecnologica che ha addirittura la temerarietà all’alba del 2009 di uscire ancora in forma cartacea.
Negli USA importanti e storici giornali decidono di shiftare on line perché la carta non è più cosa e qui in Italia anche Mondadori riceve grida di giubilo dalla borsa perché fa fuori le tipografie.
Ragazzi tra una pralina e l’altra cerchiamo di vederci chiaro?
Buona colazione a tutti.
November 12, 2008 4 Comments
4 consigli gratis per superare indenni la recessione economica
Nonostante il recupero a razzo delle borse europee - che però oggi hanno già ricominciato a scendere - sappiamo già che il 2009 sarà un anno di recessione mondiale. Non la paventata Grande Depressione, ma comunque recessione. In pratica poco lavoro, pochi clienti e licenziamenti. Ecco 4 consigli su come fare a superare indenni o quasi il momento difficile.
- Software - cominciate subito ad utilizzare tutto l’Open Source che vi capita a tiro. In pratica al posto di Windows Vista o Apple Leopard usate Ubuntu che nei casi di vecchi PC o portatili non più utilizzati gira benissimo; OpenOffice 3.0 sostituisce egregiamente tutto l’Office di Microsoft e in più non ha costi di licenza. Se preferite le versioni online c’è Google Docs oppure tutti i prodotti Zoho. Nel caso in cui il vostro ufficio abbia più PC collegati in una rete LAN Samba è perfetto come file server. Ci sono altre soluzioni, ma queste sono quelle più conosciute ed essenziali per lavorare. Per la gestione dei clienti esistono molte soluzioni free o quasi come il CRM di Zoho oppure la suite di prodotti 37signals come i notissimi Basecamp o Highrise.
- Ufficio - Coworking oppure Home Office, una delle due soluzioni va bene, basta limitare al massimo il costo di un ufficio di rappresentanza. Tanto se andate dal cliente l’ufficio ce l’ha lui e se dovete avere una base operativa condividere le spese e/o limitarle è comunque un ottimo modo per tagliare la zavorra dell’affitto. Volete saperne di più? Il mio consiglio è parlate con Massimo Carraro e vedrete che troverete una persona che sull’argomento sa darvi ottimi consigli specie se lavorate su Milano e cercate Coworking a Milano.
- Pubblicità - Fatevi pubblicità utilizzando tutto il Web 2.0 cui siete iscritti. Gli Italiani si sono svegliati ed ora sanno cosa è Facebook e quindi fatevi una fan page ed un gruppo e invitate quante più persone ad iscriversi; commentate gli stati partecipate alle discussioni. Fate e fatevi fare foto da caricare su Flickr e taggatele con il vostro nome o la vostra azienda oppure il vostro prodotto. Fate o fatevi realizzare video da caricare su YouTube. Se li realizzate bene attirano un sacco di persone. Presto anche Twitter potrebbe diffondersi come Facebook fatevi un account anche lì e partcipate alla discussione. Se il vostro sito non tra le prime pagine di Google cercate di capire perché ed ingaggiate qualcuno esperto SEO e valutate se fare anche una campagna AdWords. Sembra che in caso di crisi le pubblicità classiche perdono appeal mentre il direct marketing funziona molto di più e AdWords è una forma efficiente di direct marketing.
- Finanziamento - Invece di ricorrere alle solite banche, che in questo momento stanno tirate e non hanno liquidità, provate a vedere se il prestito p2p o Social Lending fa al caso vostro. Di che parlo? In Italia esiste una società - sia chiaro però per tutti che io non sono loro cliente o sponsor - che eroga prestiti i cui fondi derivano da investimenti di persone normali come te o me. Prestiti tra pari, appunto peer to peer o p2p. La società si chiama Zopa Italia.
Avete altri consigli o idee o suggerimenti? Parliamone.
Nel frattempo quell’antipaticone di Loren Feldman da anche lui i suoi consigli.
October 15, 2008 16 Comments
Blog al Blog e Vino al Vino
Blog, Corporate Blog, Blog aziendale sono termini che ritroviamo ovunque. I Blog sono ormai entrati nell’immaginario comune e quindi non hanno più quell’alone di cosa riservata a geek brufolosi come sono considerate tutte le cose che vengono dall’infomatica.
Il vino non solo facilita la conversazione - in vino veritas - il vino è diventato esso stesso argomento di conversazione. Oltre a bere buon vino, infatti, c’è chi per motivi professionali o per puro gusto discute sul e intorno al vino e quando non è possibile farlo davanti ad un buon bicchiere si continua su internet attivando o commentando un post di un Blog o meglio un Wine Blog.
Oggi facendo un po’ di attività di Social Web Analytics con SM2 ho scoperto un blog il cui titolo non lascia ombra di dubbio sulla natura degli argomenti trattati o meglio l’unico argomento considerato:Vino al vino
Vino al vino è un blog che esprime in maniera diretta e vera l’opinione di Franco Ziliani, un blog diretto che dice, è il caso di dirlo pane al pane e vino al vino, come stanno le cose, almeno così è come la pensa Franco Ziliani.
Nel suo ultimo post Franco Ziliani prende di mira i fake winery blog, i corporate blog di aziende vinicole che non sono scritti dai vignaioli in persona, ma da qualche agenzia pr o marketing. Secondo Ziliani i winery blog dovrebbero essere il risultato dello sforzo genuino dei viticoltori che riportano in maniera fresca e “ruspante” le loro attività quotidiane:”…che dovrebbero essere invece espressione naturale, spontanea, indipendente e fresca di chi di volta in volta racconta che ha potato, vendemmiato, avviato le fermentazioni, partecipato ad una degustazione, fatto un wine tour con il proprio importatore negli States o in Russia, sperimentato un nuovo trattore, litigato con il cantiniere o con l’enologo consulente, impiantato il nuovo vigneto, avvistato la fioritura o l’allegagione.”
Il punto di vista di Franco Ziliani è interessante, ma pecca di “ingenuità”. Nel suo discorso viene sottovalutato il fatto che non tutti i produttori di vino “sanno scrivere” - non fraintendiamoci non parlo di analfabetismo - oppure hanno voglia e tempo di scrivere su un blog. Onore al merito a chi, come ad esempio Poggio Argentiera, lo fa con passione ed interesse genuino, ma ad ognuno il suo mestiere e quindi pane al pane e vino al vino appunto.
October 2, 2008 2 Comments
La televisone è morta e la pubblicità pure
In un intervista concessa a Youmark Alessandra Giaquinta, nuovo direttore generale di Universal McCann, al minuto 9:30 afferma:”…la televisone non è morta, non morirà mai, perlomeno in un paese come l’Italia” anzi al minuto 9:20 si autoiscrive tra quelli più caustici nei confronti dell’affermazione costante che la televisone è morta.
Bene tenendo presente questa premessa, andiamo alla quattordicesima pagina ( il libro italiano pag 301 ) del capitolo 9 dell’ormai citatissimo libro di Don Tapscott e Anthony D. Williams Wikinomics, la collaborazione di massa che sta cambiando il mondo e leggiamo:”Aziende come Hewlet-Packard, Siemens e Microsoft, per citare qualche esempio, stanno usando da qualche tempo i prediction market interni per stimare le vendite dei prodotti, identificare i farmaci promettenti candidati allo sviluppo e individuare i trend e le tecnologie emergenti. Essenzialmente, queste aziende pongono una domanda e successivamente invitano tutte le persone che vogliono partecipare - compresi i dipendenti, i partner, i fornitori, i clienti e altri stakeholder sufficentemente informati - a comprare e vendere azioni virtuali a seconda della fiducia che hanno in un determinato esito…”
e ancora: “…Ogni volta che l’azienda è ricorsa a questo strumento, le previsioni prodotte dai mercati interni hanno colpito nel segno come, o anche più, delle stime ufficiali elaborate dall’azienda…“.
Ora se i prediction market sono così efficenti nel predire il destino di un prodotto o di un’ azienda perché non utilizzarli per capire come stanno le cose e quindi quale sarà il destino della televisione commerciale italiana?
Se facciamo un piccolo sforzo un prediction market per fare le nostre belle previsioni ce lo abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni. La Borsa Italiana, infatti, fa previsioni tutti i santi giorni e ci sono grafici per tutti i gusti e in tutte le salse.
Cosa ci dice Borsa Italiana riguardo le quotazioni di Mediaset Spa ? Se guardiamo il grafico qui sotto mi sembra del tutto evidente come stanno veramente le cose non vi pare? Ah lo stesso giochino fatelo per il gruppo Espresso e Mondadori e osservate quale è lo stato di salute della carta stampata.
Inoltre anche nel caso in cui la televisione italiana fosse in ottima salute c’è chi, come Vincenzo Cerami, sceneggiatore di tutto rispetto, afferma in un intervista a Youmark che la qualità delle cose prodotte dalla nostra fiction è bassa, anzi brutta e morticcia nulla a che vedere con quello che si produce all’estero con altri budget.
Un’ ultima cosa, quando andate a letto ricordatevi di spegnere la televisione, potreste fare brutti sogni.
September 5, 2008 25 Comments


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