Toyota Auto Distruzione
4 February 2010, di Roldano De PersioLa Toyota, prestigiosa casa automobilistica giapponese, sta vivendo un incubo che sta trascinando all’inferno l’intera economia giapponese, che già di per se non naviga in acque tranquille. Perché succede questo? Il motivo è legato all’informazione. Ma non era un problema di richiami di milioni di automobili per un difetto meccanico?
No, il vero problema è la gestione dell’informazione! L’informazione nel 2010 è la vera componente essenziale nei processi di produzione e vendita. L’informazione è tutto perché sapere in anticipo che un determinato prodotto ha un difetto grave consente di risparmiare milioni o, come nel caso della Toyota, miliardi di euro.
Conoscere, sapere, informarsi e informare sono la base di qualunque strategia vincente dei prossimi anni e chi non ha capito questo è destinato ad estinguersi. Conosco aziende e agenzie che sono sempre tentate di nascondere informazione di qualunque natura: critiche, dati utili ai clienti, difetti dei prodotti etc.
Nell’era dell’informazione diffusa e distribuita qualunque tentativo di manipolazione o, peggio ancora, di occultamento dei dati rischia di tramutarsi all’improvviso in un incubo senza fine.
Toyota ha seguito un processo industriale normale, che si è stabilizzato nel tempo. Chi sviluppa software sa benissimo che i programmi non sono mai perfetti e che possono esserci dei bug. Solo che con le automobili non muoiono applicativi, ma persone in carne e ossa.
Come si può ovviare a disastri informativi come quello della Toyota? C’è una soluzione?
La soluzione è trasparenza. Prima emerge un difetto e meglio è. Prima si rende noto il difetto e meglio è. Nascondere o ignorare un difetto è una soluzione cattiva, peggiore del male stesso.
Tutti noi veniamo da un mondo in cui le agenzie pubblicitarie erano e sono ancora impegnate a photoshoppare i prodotti e a renderli più belli e attraenti di quelli che sono! I loro clienti non vogliono sentire parlare di onestà, perché bisogna circuire e adulare il consumatore. Ancora si pensa che una bella pubblicità possa evitare la diffusione dell’informazione sulle caratteristiche e le qualità di un prodotto. Ancora si pensa come se non esistesse Internet o il Word of Mouth!
Ancora per poco.
