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Conversazioni senza veli

Elastic la società fondata da Nicola Mattina sta organizzando per martedì 20 maggio 2008 un seminario che ha come argomento centrale il blog e le aziende. Qui la brochure con le informazioni ed il modulo di iscrizione.

Il seminario, destinato ai responsabili della comunicazione di aziende e organizzazioni non profit e ai consulenti marketing e della comunicazione, si propone di fornire ai partecipanti gli strumenti concettuali e operativi necessari a definire una strategia per l’impiego dei blog nell’ambito della comunicazione d’impresa e del marketing.

Questi workshop costituiscono dei momenti utili per caprire in che punto si trova la propria azienda e vista l’arretratezza comunicativa di molte società italiane e la loro difficoltà nel comprendere l’evoluzione del marketing, specie quando questo a che vedere con internet, credo sia interesse generale di chi si occupa di comunicazione e marketing valorizzare ed enfatizzare i pochi casi in cui anche qui Italia si affrontano argomenti come il corporate blogging.

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Asini blogganti

Abbiamo scoperto l’acqua calda. La Universal McCann ha realizzato una ricerca sui social network denominata Social Media Tracker, che rivela un fatto sconcertante: in italia ci sono milioni di blogger e milioni di lettori di blogger.

Ma va? Incredibile, si direbbe una cosa da non dormirci questa notte.

Questa cosa fa il paio con i sondaggi elettorali che spesso si lasciano scivolare il bucatino perché hanno delle forchette troppo grosse.

L’Italia è da sempre il paese dove è perenne la chiacchiera, la polemica continua e le lunghe e frequenti discussioni, dunque non dovrebbe essere una notizia il fatto che milioni di nostri compatrioti abbiano riversato nello strumento blog tutte le loro intense passioni. Chi del resto si meraviglia più del fatto che noi siamo il paese di punta nella telefonia mobile?

Eppure tra i blogger nostrani questo report viene presentato con enfasi eccessiva o - vedi Mantellini - come perfino non credibile:”Prossima settimana pare che Universal McCann mettera’ su Flickr un numero congruo di fotografie di stormi di asini volanti“.

Cari amici bloggatori, un giretto nella blogosfera quella vera, non le classifiche che non vede nessuno, ve lo fate ogni tanto o no? Avete idea di quanta gente apre un blog su Windows Live Spaces?

Una notizia in anteprima, sembrerebbe che qualche milione di italiani sia iscritto a social network tipo Netlog e Badoo, però mi raccomando non fatelo sapere ai nostri blogger altrimenti lo sconcerto e lo stupore sarà inevitabile.

Ops mi sembra di aver appena sentito un raglio in cielo.

Update

Andrea mi fa notare che anche lui ha pubblicato un post sulla ricerca Universal McCann. Il suo post inoltre mi ha fatto scoprire una blogger francese, Sandrine Plasseraud che purtroppo non conoscevo.

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Travelcamp

Travelcamp
Domani 15 marzo ci sarà preso la Fiera di Roma - quella nuova - il Travelcamp ovvero il BarCamp dedicato al mondo dei viaggi.

Tutte le informazioni necessarie per parteciapare le potete trovare qui.

Copio e incollo dal sito Wiki di Travelcamp:

Dopo la prima edizione nel 2007 torna a grande richiesta il Travelcamp. Il mondo del turismo ed in particolare la distribuzione dei servizi turistici ha e sta subendo cambiamenti epocali. Internet, le low cost, le commissioni zero hanno costretto le 10.000 agenzie viaggi italiane ed i tour operator ad adattarsi alle mutate condizioni. Ma ci si è mossi nella giusta direzione? E’ veramente cambiato qualcosa o ancora deve avvenire il vero cambiamento?

Per rispondere a questo e a tanti altri quesiti ci confronteremo durante il Travelcamp.

Parleremo quindi di:

* social networking e intelligenza collettiva
* GDS, e Internet Booking Engine
* Associazioni di categoria
* Certificazione e albo della professione

Qui di seguito blog o Social Network che segnalano l’evento:

ADV Italia

Innovazione e Turismo

Turismo Savona

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Your passion Our potential

Lunedì 4 sono stato gentilmente invitato da Vincenzo Cosenza di Digital PR a partecipare ad un incontro con le donne e gli uomini di Microsoft Italia.

L’atmosfera rilassata ed informale ha contribuito a rendere lo scambio di idee molto piacevole. In alcuni momenti ho persino pensato di trovarmi ad un vernissage di qualche artista esordiente. Prendendo a prestito la metafora della mostra d’arte contemporanea si potrebbe, infatti, fare il parallelo con una collettiva di giovani artisti che sottopongono al giudizio di un pubblico esperto, in questo caso i blogger, i loro ultimi lavori.

In quella stessa occasione, Carlo Rossanigo che è direttore delle relazioni esterne di Microsoft Italia, ha presentato in anteprima MClips, il primo corporate blog di Microsoft Italia.

Ora al di là di tutte le possibili considerazioni e critiche che spesso, anche giustamente, vengono rivolte a Microsoft, mi interessa evidenziare uno o più fatti abbastanza eclatanti.

Uno di questi è che sia la piattaforma MClips sia l’incontro di lunedì sono la conferma ulteriore del fatto che Microsoft ascolta e dialoga in maniera attiva. Se si confronta Microsoft con altre aziende di vari settori questo fatto non è per nulla scontato, specie se consideriamo il panorama italiano. Molte aziende considerano il blog come qualcosa da guardare con sospetto perché è uno strumento che non rientra nelle policy aziendali. Ricordiamoci anche che in questo paese persino i partiti hanno timore di avere un dialogo aperto con i propri elettori. Credo che se una corporate del calibro Microsoft si muove con grande dispiego di uomini e di risorse per incontrare i blogger i primi a beneficiare di questo movimento sono proprio gli stessi blogger. Cosa è meglio? Dialogare, anche discutere e controbattere appassionatamente o essere completamente ignorati?

Un’ altra caratteristica che mi ha veramente colpito di MClips è :”Tutti i contenuti di MClips sono regolamentati da licenza Creative Commons“. Se pensiamo solo al fatto che MClips è comunque un corporate blog la decisione di scegliere quel tipo di licenza è a dir poco rivoluzionaria. Altra cosa interessante è che una volta registrati è possibile lasciare commenti senza dover aspettare la loro approvazione. I commenti su MClips sono pubblicati immediamente. Tanto per fare un esempio qui su The Marketer i commenti vengono sottoposti ad approvazione prima di essere resi visibili. Persino io non mi fido.

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Internet colpisce ancora

Questa mattina sul sito di La Repubblica appare questo titolone:”La televisione si arrende a internet. Il 2008 sarà l’anno del sorpasso”. Leggendo l’articolo scritto da Jaime D’Alessandro si scopre che secondo una ricerca della School of Management del Politecnico di Milano e della Nielsen il 54 per cento degli Italiani (27 milioni di individui dai 14 anni in su) ormai al piccolo schermo preferisce di gran lunga il web. Il campione intervistato rivela che:”La maggior parte di loro naviga in rete fra le otto e le 11 di sera, cioè durante la cosiddetta prima serata, così importante per i network televisivi”. Continuando a leggere l’articolo si scoprono altre cose molto interessanti, ma quello che qui mi preme segnalare è l’opinione di Layla Pavone, presidente della Interactive Advertising Bureau (l’associazione che rappresenta i più importanti gruppi impegnati nel mercato della pubblicità digitale). Le sue parole testuali sono:”Non credo che la Rete sostituirà completamente la televisione, perché non credo che un mezzo di comunicazione possa essere soppiantato da un altro diverso. Al massimo convivono. È in atto però una trasformazione che da noi fa impressione perché, a differenza di altri Paesi, oltre il 50 per cento degli investimenti pubblicitari sono concentrati sulla Tv. Un business enorme. E c’è chi è abituato a vivere di rendita, a pensare che una situazione simile sia immutabile. Per questo lo spostamento del pubblico verso il Web è comunque rivoluzionario. Ma alla fine ciò non significa che la televisione sia destinata a morire: solo che oggi in termini di contenuti non ha davvero più nulla da offrire agli spettatori”. Ho evidenziato le frasi di Layla Pavone che per me sono cruciali.

Come volevasi dimostrare, qui ancora siamo convinti che internet sia un medium complementare alla televisione. Eppure mi sembra abbastanza evidente che la televisione, la radio e i giornali sono assimilabili ad uno stesso modello, uno-molti non interattivo, che è completamente differente da quello di internet. Insisto sul fatto che il tempo è sempre più una risorsa limitata e che se ci viene data l’opportunità di scegliere come gestirlo optiamo per il mezzo di comunicazione che più ci rende partecipi.

Il concetto si comprende meglio se mettiamo a confronto la televisione con un mezzo antico come il telefono. L’errore grossolano che continuiamo a fare è che consideriamo il telefono come un semplice strumento di comunicazione. Il telefono, fisso o mobile che sia, è in realtà una forma di entertainment che ci rende partecipi in prima persona. Il telefono inoltre è time consuming e di questo fatto ne sanno qualche cosa le compagnie telefoniche. Il telefono è in concorrenza con la televisione e con tutte le altre forme di intrattenimento: o si telefona o si guarda la tv, non si scappa.

Ecco, internet è il telefono all’ennesima potenza. Per cui inviare email divertenti agli amici è entertainment, personalizzare la propria pagina MySpace è entertainment, far scontrare i propri zombie o vampiri o fare poke su Facebook è entertainment, uploadare le proprie foto su Flickr è entertainment, scrivere un post sul proprio blog è entertainment, cercare contatti su LinkedIn è entertainment, organizzare una pizza tra amici usando internet è entertainment.

Diciamoci la verità, fare la patata davanti alla televisione ci diverte ancora così tanto?

Weird Al Yankovic - Couch Potato

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Mars Attack

Si dice che a Natale siamo tutti più buoni, ma siamo proprio sicuri? Un esempio del contrario è la battaglia marketing più feroce che io abbia mai visto e che proprio in questi giorni vede l’uno contro l’altro armati Mars e la Peta, organizzazione animalista internazionale.

L’apparato della controinformazione della Peta ha lanciato un’ offensiva in grande stile contro la Mars proprio nel periodo natalizio che è naturalmente il più delicato per i bilanci della multinazionale dei dolciumi. Perché la potente macchina marketing della Peta si è messa in moto? Secondo la Peta la Mars sarebbe dietro brutali esperimenti sugli animali e tutto questo viene molto ben pubblicizzato su un sito apposito marscandykills.com

Ora indipendentemente dai giudizi etici sugli esperimenti sugli animali e limitando le considerazioni al solo discorso economico, ci si domanda subito quanto costerà alla Mars in termini di fatturato quest’ offensiva. Quanti attuali e potenziali clienti rinuncieranno alle barrette Twix? Quanti rinunceranno a sgranocchiare le M&M’s? Nella comunità delle answer di Yahoo, ad esempio, si registrano i primi malumori e segnali di boicottaggio. Le reazioni ovviamente non sono limitate al solo mondo dei consumatori, siti specializzati Brand Week dedicano un articolo alla questione e affermano che da parte di Mars non ci sono reazioni. Ancora una volta quanto sta costando alla MARS questo silenzio? Va sottolineato che il sito marscandykills.com parteggia in modo chiaro e inequivocabile per i diretti concorrenti della MARS e quindi il danno diventa doppio perché il mancato acquisto si traduce nel passaggio del cliente alle marche concorrenti. Si legge sul sito marscandykills.com:”Mars’ top competitor, Hershey’s, has pledged not to fund or conduct experiments on animals. Other major food corporations—including Coca-Cola, PepsiCo, Ocean Spray, Welch’s, and POM Wonderful—have also publicly ended animal tests after hearing from PETA”. Qui in Italia il gruppo Hershey è conosciuto con il brand Kit Kat.

Attenzione il video qui sotto contiene delle immagini molto forti e non adatte a chi è facilmente impressionabile.

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Lavori socialmente utili

Spesso capita di sentir dire che molte persone fanno lavori che solo cinque anni fa non esistevano. Uno di questi lavori è quello del Social Media Strategist, una professione che comincia ad essere molto richiesta nel mercato del lavoro USA e che qui da noi è ancora agli albori se non proprio misconosciuta.

In Italia siamo ancora in una fase primitiva e facciamo ancora fatica a far capire alle aziende cosa è il web 2.0 e perchè può essere nel loro interesse approfondire il discorso. Negli USA si è fatto un passo avanti ed il concetto web 2.0 si comincia a definire meglio e concretizzare in una forma che va sotto il nome di Social Media. Esistono portali verticali come Social Media Today e molte sono le società Social Media Agency, vedi qui e qui, che forniscono consulenza in ambito social media.

A questo punto vi chiederete, cosa è una Social Media Agency? Bella domanda. Il fatto è che le Social Media Agencies ed il web 2.0 sono talmente recenti che su Wikipedia c’è stata una vera guerra su quali agenzie  si possano definire correttamente come Social Media Agency.  In realtà la questione è molto semplice, una Social Media Agency ha il compito di aiutare le aziende ad intraprendere un dialogo, una conversazione con i propri clienti utilizzando i loro  stessi canali di comunicazione. I blog, Twitter, Flickr, Facebook, MySpace, Netlog, Bebo, Last.fm, Yotube sono piattaforme che sempre più persone utilizzano e utilizzeranno come forma di intrattenimento e di comunicazione.  Questo perchè gli esseri umani sono animali sociali e sono naturalmente attratti dai loro simili. Questi strumenti sono quindi perfetti per socializzare, organizzare cene, andare al cinema, scoprire nuovi libri o nuovi gruppi musicali e far nascere nuove storie d’amore.

La cosa importante è però capire che non bisogna confondere il dito con la luna. Tutte le piattaforme web 2.0 descritte sono solo strumenti il cui scopo è quello di far incontrare le persone e magari renderle anche felici. La Social Media Agency di successo sarà, qui in Italia come negli USA, quella che riuscirà a far comprendere alle aziende che i migliori risultati nel mondo “social” si ottengono quando i tuoi “friends” si fidano di te perchè li aiuti e li ascolti e non sei quindi un asociale che pensa egoisticamente solo al proprio bilancio.

Finisco qui perché ora vado a vedere chi c’è su twitter, anzi no vado su Facebook per vedere come stanno i miei vampiri.

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Intervista a Leonardo Bellini

Dopo la recensione del libro “Blog in azienda” - ETAS, da poco uscito in libreria, intervistiamo Leonardo Bellini, già autore di fare business con il web e che ha curato l’edizione italiana del libro.

The Marketer: Ciao Leonardo, prima di addentrarci nel libro e nei blog aziendali, parliamo un attimo di te..

Leo: beh, il grande vantaggio di un’intervista come questa è che si possono aggiungere dei link a supporto delle parole, per cui ne approfitto.. sono un quarantenne innamorato della rete; svolgo attività di ricerca, formazione e consulenza nel campo del marketing digitale e nel 2006 ho pubblicato “Fare business con il web” con Lupetti Editore ; potete leggere il mio blog, o consultare il mio Brand Site per farvi un’idea.

The Marketer: Cosa hai trovato di significativo ed originale nel libro?

Leo: Per passione e per motivi professionali ho letto molti libri sul Corporate e Business Blogging ; basta consultare la mia Libreria su Anobii per rendersene conto; il libro di Debbie Weil presenta un approccio davvero diverso, si rivolge davvero al top manager, all’Amministratore delegato, così come al Direttore generale o al Direttore Marketing e comunicazione, e con un linguaggio semplice, cercando di rispondere ai quesiti fondamentali e a risolvere grazie ad esempi ed interviste le principali ansie e preoccupazioni. Un’opera quasi mauetica e psicologica, per certi versi.

The Marketer : Qual è secondo te il valore di questo libro? Chi lo dovrebbe leggere?

Leo: Mi ripeto: a mio avviso l’approccio; Debbie pur utilizzando un linguaggio assolutamente semplice e non tecnico, tocca tutti i punti fondamentali per affrontare il processo di avviamento e di gestione di un Blog aziendale:
• Quali sono i principali utilizzi di un Blog in azienda?
• Perché aprire un Blog aziendale? Quali sono i vantaggi ed i benefici che posso attendermi?
• Come posso vincere le resistenze interne e superare la paura di bloggare?
• Chi dovrebbe scrivere e firmare il blog aziendale? I dipendenti, il Ceo, un blogger esterno?
• Quali sono i requisiti tecnici e le conoscenze di base che non posso non sapere?
• Che tipo di scelte devo operare in termini di piattaforma e di scelta del dominio?

The Marketer: Cosa emerge secondo te, qual è la lezione che ne possiamo trarre da questa lettura?

Leo: Beh, uno dei punti che emergono dalla lettura è la grande varietà di situazioni in cui il Blog si è rivelato utile (dal Blog per l’uragano Cathrina, al Blog collaborativi dei grandi istituti di Ricerca e Business School inernazionali, come MIT Sloan o Wharton Busines School, ai CEO blog come quelli di Johnathan Schwartz, CEO di Sun Microsystems, o quello di Richard Edelman o ai bog di prodotto come quelli di Intuit, o il fatto di non averlo e di non averci pensato prima si è rivelato dannoso)
Da questo punto di vista Debbie ci mette in guardia: non correre ai ripari quando ormai la vostra azienda è sotto attacco o nella bufera mediatica , nel bel mezzo di un “Blog chasm” com’è accaduto per Kryptonite..

Un altro punto è che non ci dobbiamo scordare che il Blog non sostituisce ma si complementa e deve essere considerato come uno strumento aggiuntivo, da integrare nella strategia complessiva di marketing e di comunicazione di un’azienda

The Marketer: E in Italia? Qual è la tua visione o la tua percezione?

Leo: Tenendo alcuni corsi sul blog aziendale mi sono confrontato con i dubbi e le perplessità di molte aziende ed imprenditori, ho ascoltato il parole di responsabili marketing e comunicazione.
La percezione che ho avuto che le principali obiezioni (rischi di perdita di controllo, mancanza di tempo, difficoltà nel gestire feedback, e i commenti) siano non facili da scardinare; d’altra parte ho riscontrato grande interesse ed attenzione nel comprendere cos’è e come tuffarsi nella blogosfera e cominciare a nuotare.
Il confronto che ho avuto con alcuni Corporate blogger, (le cui interviste sono incluse nella mia postfazione) ad Andrea Andreutti di Samsung News, Nicola Zago di Design Conversations – Lago Spa , Valentina Tolomelli di Desmoblog e di Alessandro Leoni – Duck Side mi hanno rincuorato e fatto pensare che l’avventura dei Blog aziendali in Italia è appena cominciata

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Seconda parte dell’ intervista a Duck Side il corporate blog di Mandarina Duck.

Segui altri blog? Se sì hai qualcuno che secondo te vale la pena di leggere e che ci suggerisci?
…..(ducati,quelli che bravo….)

“Devo dire che da quando è nato Duck Side, anche grazie alle segnalazioni che ci arrivano e al tracking di chi parla di noi, ho scoperto parecchi blog italiani interessanti, sia noti che “di nicchia”. Per lavoro (e per piacere) seguo volentieri il blog di Grazia, varie autrici dei blog di Style e alcuni blog legati al mondo marketing. Nel mondo femminile mi piacciono molto Blimunda, Fashionplanet e Onlyfashionvictims.”

La Blogger Rossana aka Ducky, quante ore dedica al blog? Lo ritieni impegnativo, dicci qualcosa in proposito.

Facendo parte del mio lavoro dedico buona parte della giornata al blog. Interviste, fiere, scatti fotografici scandiscono le ore delle mie giornate in azienda…ma devo confessare che anche nel weekend non riesco a fare a meno di dare una sbirciatina per vedere chi mi ha scritto!

Sapere che ogni volta che premi il tasto pubblica, qualcuno lì fuori leggerà le tue parole ti rende felice?

Beh ogni volta che clicco “pubblica” devo ammettere che provo una strana sensazione…un misto tra felicità e “paura”. Non vedo l’ora di leggere i commenti della community per capire che ne pensano!

Nella tua presentazione affermi:”L’olfatto e il tatto sono i filtri primari con i quali analizzo tutto ciò che mi sta attorno. Quando devo scegliere un capo d’abbigliamento o una borsa (perché no?) amo per prima cosa toccarli. I profumi sono invece i serbatoi dei ricordi.” Quanto riesci a far trasparire nei post il tuo lato umano o controlli che tutto sia professionale e impeccabile?

Lo stile con il quale scrivo sul blog rispecchia molto il mio modo di essere, pur rimanendo però in linea con i “confini istituzionali” del caso….


Esiste una borsa o un accessorio Mandarina Duck che ti piace in maniera particolare? E se sì quale?

Come ho scritto in un post sono particolarmente legata al mio preziosissimo zainetto dell’Utility, una vera e propria “coperta di linus”!

Avete mai pensato di aprire un account su MySpace, Flickr, YouTube o sulla moda del momento il mitico amato e odiato Twitter?

Appena ci sarà l’occasione di pubblicare filmati apriremo un account YouTube, e stiamo pensando alla possibilità di aprire un account su Flickr. Cerchiamo di procedere a piccoli passi, nascono talmente tanti nuovi “servizi” che vorremmo evitare di riempire Duck Side di “rumore cognitivo” :) Twitter mi sembra troppo frenetico per noi!

Parlando di mandarina Duck,se fosse un gruppo musicale o un cantante quale star pop o rock la rappresenterebbe meglio?

Questa è troppo difficile, posso passare?! :)

Ok Parliamo di Treni. Quale è l’idea alla base dei treni rivestiti con la pubblicità Mandarina Duck?

Mandarina Duck vuole da sempre essere sinonimo di colore e movimento, per questo ha deciso di accompagnare i viaggiatori nei loro spostamenti quotidiani con un tocco di allegria.

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Intervista a Duck Side il corporate blog di Mandarina Duck, parte prima.

In questi ultimi tempi il blog è diventato sempre più importante nel panorama della comunicazione italiana. Il blog è una forma di comunicazione diretta ed immmediata, che può essere utilizzato per vari scopi. Qualcuno comincia a domandarsi se anche le aziende devono dotarsi di un blog per parlare di sé.

I mercati sono conversazioni? Il corporate blog è una delle migliori forme di conversazione che le aziende possono attuare nei confronti del mondo esterno. Le aziende, i brand non sono solo prodotti o servizi. Dietro un frigorifero o una borsa c’è tutto un mondo di persone che riversano in questi oggetti la loro passione, la loro gioia, ma anche la loro delusione.

Chi meglio di un brand famoso ci può spiegare cosa significa un corporate blog? In questo post trovate la prima parte di un intervista che mi è stata gentilmente concessa da Rossana, in arte Ducky, che è uno dei curatori di Duck Side, il Blog di Mandarina Duck.

L’idea del Blog Mandarina Duck è nata durante una cena o è stata una cosa pianificata fin dall’inizio?

“Il tutto prende il via 7-8 mesi fa. Lavorando alla promozione del nostro shop online sui vari mercati europei, ci siamo scontrati quasi subito con il problema degli utilizzi “impropri” del nostro marchio, con quello che ne consegue per la reputazione dell’azienda. Ragionando a ruota libera con i nostri consulenti su tutte le opportunità che la Rete offriva in quel momento, è uscita anche l’idea di un corporate blog. E, da come me l’hanno raccontata, è stato un colpo di fulmine che ha colto tutti alla sprovvista ma ha generato un frenetico entusiasmo, che non si è sopito nonostante i tempi di digestione “fisiologici” dell’azienda :)”

Perché Mandarina Duck ha deciso di aprire un blog?

Perchè ci permette di avvicinarci ai nostri consumatori per capirne i gusti e le esigenze. E’ inoltre un ottimo strumento per far scoprire il mondo “Mandarina Duck” anche a coloro che, non necessariamente, sono tipicamente i nostri consumatori.

La scelta di aprire ai commenti è stata sofferta oppure siete partiti di slancio?

Siamo partiti in slancio ma abbiamo sofferto nel prendere questa decisione :-)

Dopo più di un mese dall’apertura del blog siete soddisfatti? I feedback come sono?

Siamo molto soddisfatti di questa “fase 1″: il team che si occupa del monitoraggio ci fornisce dati interessanti e iniziamo ad avvertire una buona crescita, che supporteremo con iniziative legate a Duck Side. Il prossimo passo sarà però quello di dare maggiore risonanza alla versione inglese, che è volutamente partita in sordina.

I post seguono una linea editoriale di fondo oppure i contenuti dipendono da chi scrive?

Sicuramente la scelta dei post non è lasciata al caso, seguiamo una linea editoriale di base che rispecchi l’anima dell’azienda. Ciò non impedisce, però,di scrivere e commentare in tutta libertà a chiunque in azienda, lasciando così ampio spazio a tutti coloro che vogliono partecipare.

Mercoledì 13 giugno Alessandro Leoni, AD di Plastiweb e Responsabile Corporate Blog Mandarina Duck, ha partecipato alla conferenza web2oltre. Un punto a vostro favore, che ne pensi?

“L’invito ci è arrivato in modo spontaneo, il che ci ha fatto molto piacere. Pensiamo che partecipare a questa manifestazione sia un’importante occasione per capire se ci stiamo muovendo nella giusta direzione, e avere un ulteriore feedback da persone appassionate ed esperte di questo nuovo modo di comunicare. L’evento si preannuncia davvero interessante, speriamo di trarne dei buoni spunti per migliorare il nostro blog.”

Cosa hai pensato quando ti hanno chiesto di occuparti del blog? Oppure sei stata tu che hai spinto per la nascita del blog?

Purtroppo non è stata una mia idea! e dico purtroppo perchè la trovo un’ottima idea! Personalmente credo molto in questo mezzo di comunicazione, ha un potenziale enorme che deve assolutamente essere preso in considerazione da tutti coloro che fanno parte di questo “mondo” (comunicazione-marketing-business…).Quando mi hanno proposto di occuparmi del progetto non solo ero lusingata ma davvero entusiasta! Una bella sfida….ed io adoro le sfide.

Potrete leggere il seguito dell’intervista nel prossimo post.

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