Archive for the ‘Google’ Category

Ditelo con Google Parisian Love

Monday, February 8th, 2010

Google usa i manifesti nelle metropolitane e nelle strade per convincere la gente ad adottare Google Chrome. Google usa la Tv per convincere sempre più persone a chiedere consigli e suggerimenti. Google non vuole essere il grande fratello, Google vuole essere tuo fratello o almeno così vuole darla ad intendere.

Durante il Super Bowl di questa notte è andato in onda uno spot di Google che è il succo di tutta la filosofia googleiana: trova l’amore e nel caso dello spot trovalo a Parigi.

Esagero? No, non esagero!

Google non serve per trovare hotel o lavoro e questo, il motore di ricerca più famoso del mondo, lo sa molto bene. Provate ad analizzare le statistiche e scoprirete che Google traffica in sentimenti e bisogni. Un corso di francese o un film di Truffaut sono solo informazioni incidentali di un percorso  tutto puntato a cercare la nostra felicità o sicurezza o soddisfazione immediata.

Google in silenzio unisce i puntini che definiscono la nostra vita in percorsi, che noi chiamiamo storie e l’amore a Parigi è una delle tante storie di Google.

Google Buzz

Il Mondo Nexus

Monday, February 8th, 2010

Questa mattina una mia amica, che segue molto la stampa UK – altro che i nostri newspaper – mi ha gentilmente segnalato un articolo del Guardian sul nuovo telefono di Google Nexus One.  In sintesi, Google Nexus One arriva in UK e subito deve affrontare la concorrenza di smartphone alternativi.

Ora mi sembra evidente che tutti, compreso il Guardian, stiano perdendo il focus sulla questione centrale: a Google non interessa vendere smartphone, quella semmai è Apple!

Google campa di pubblicità, non dimentichiamocelo, e deve distruggere – regalando e/o abbassando i prezzi- tutte quelle economie, che aumentano la distanza tra il lettore e le sue pubblicità, che è  invece il vero core business di Google. Più si diffonde Android o Chrome e più il cerchio intorno all’utente finale si chiude. L’utente deve vivere in un mondo googloiano ed è per questo che Google deve distruggere Apple, che propone in alternativa il suo mondo appleiano.

Quindi per tornare all’articolo del Guardian, che il Nexus venga venduto a caro prezzo o che si diffonda o non si diffonda interessa più a HTC che a Google, interessata a ficcarci dentro Android, perché supporta in maniera nativa Gmail e Latitude.  Android lo trovi dovunque, escluse Nokia e iPhone; Android lo supportano tutte le case costruttrici di smartphone.

Se fosse per Google gli smartphone li troveresti gratis nelle patatine :)

Google Buzz

SEO in Italia? Sì, No, Forse

Wednesday, January 27th, 2010

Il SEO, ma anche il SEM, è un’ attività legata al destini dei motori di ricerca, che in Italia e in tutto il mondo occidentale, si traduce in una sola parola:Google. Se non esistessero i motori di ricerca, questo tipo di motori di ricerca, non sarebbe stata mai possibile la nascita di tutta un’economia legata alla ricerca dell’informazione.

L’acronimo SEO (Search Engine Optimization) potrebbe essere tradotto anche con la parola meritocrazia, parola molto spesso citata, ma poco spesso applicata nel bel paese. il SEO implica organizzazione, strategia, capacità di analisi e anche capacità “artistiche” di ideazione e scrittura. Il SEO viene ancora, erroneamente, associato solo ai siti web, ma in realtà anche gli ormai-di-moda Social Media: YouTube, Facebook e Twitter sono già indicizzati su Google. Inoltre, Facebook e Twitter hanno essi stessi dei motori di ricerca interni. Tutto ruota intorno ai motori di ricerca, quindi.

Il Web, almeno quello attuale, necessita per sua natura di uno strumento che faccia da filtro – parola al tempo stesso positiva e negativa – e che consenta di scremare il grano dal loglio e perdippiù in tempi molto brevi. I motori di ricerca sono il setaccio che, almeno in teoria, dovrebbero  portare a galla – nella prima SERP, cioè la prima pagina dei risultati di ricerca – la verità e lasciare nel fondo il rumore, il noise, il falso. I primi risultati della prima pagina dei risultati di ricerca dovrebbero essere esattamente i luoghi di informazione che cerchiamo, che stiamo cercando in quel preciso momento!

Ora il guaio per l’Italia e per altri paesi europei è che Google, ma anche Bing, Facebook e Twitter sono tutti made in USA e sono tutti figli di quella cultura pioneristica, meritocratica e di frontiera, che poggia sull’idea che il più forte, ma anche il più smart o il più bravo, vince su tutti gli altri. Tutti questi strumenti o filtri, e quindi anche lenti su come vedere il mondo, portano in dote l’idea tutta americana, il sogno americano, che alla fine l’uomo di buona volontà vince e viene premiato per gli sforzi compiuti.

L’Italia non ha questa tradizione agonistica. In Italia permangono, anche nella vita di tutti i giorni, altri valori e concetti e questo crea tensioni e scontri culturali e generazionali mai visti in precedenza.

IL SEO e meglio ancora il SEM, sono la punta di diamante di questa visione della realtà in cui bisogna essere preparati, aggiornati, organizzati e pronti a combattere per ogni millimetro guadagnato. Molte aziende italiane, ma anche corporazioni o potentati, che in passato hanno sottovalutato l’importanza crescente del Web e quindi dei motori di ricerca, si trovano ora ad affrontare qualcosa che non capiscono e che vedono sempre più come una minaccia.

Et vos estote parati, (siate preparati) dice il vangelo, ma quanti in questa nazione di sedicenti cattolici si sono preparati al cambiamento epocale, che li ha investiti in pieno? Gli investimenti pubblicitari nei media classici sono in caduta verticale, ma quelli su Internet, compresi quelli legati al SEO e SEM, stentano ancora a decollare.

Voglio ripetermi, se non fosse ancora chiaro! Ovunque in Italia c’è timore, preoccupazione, incertezza, ma anche resistenza. Le media delle aziende italiane non è preparata ad affrontare la bufera culturale imposta dal mondo nuovo. Internet era una volta una cosa marginale, roba da geek adolescenti e brufolosi. Ora si rivela un mostro troppo cresciuto, che divora margini e fatturati ed è anche il terreno di scontro tra gli eserciti cinese e americano. I motori di ricerca e quindi il SEO, sono alla base persino dello scontro economico e culturale tra Cina e USA.

Solo mie impressioni? Oltreoceano, ad esempio, persino il  Time sospetta che in Italia serpeggi una sindrome cinese.

Dunque la domanda sorge spontanea: SEO in Italia? Sì, No, Forse!


Questo post è stato scritto dal SEO Strategist Roldano De Persio e lo potete seguire anche sulla sua pagina Facebook cliccando qui

Google Buzz

YouTube Google Europa Chiama Cina

Thursday, January 14th, 2010

La forte decisione di Google di rompere con la censura e con i filtri della Repubblica Popolare Cinese ha destato scalpore e anche ammirazione in tutto il mondo. Tutti si sono affrettati  a commentare questo evento epocale e cercare le ragioni, anche economiche, che stanno dietro questa mossa. Riportare qui qualche link sarebbe insufficiente per descrivere l’enorme mole di articoli e spiegazioni del perché Google abbia deciso di affrontare di petto la questione “morale” dell’indipendenza di un azienda dalle mire di controllo di un governo totalitario come quello cinese.

Per un attimo smettiamo di guardare alla Repubblica Popolare Cinese e volgiamo lo sguardo alla cara vecchia Europa. Cosa abbiamo visto fino ad ora? Germania, Francia e Italia si sono distinte per continui attacchi verbali e trami te processi nei confronti di Google e delle suo versione video YouTube.

Europa come la Cina?

Certo chi sì: le spinte totalitarie di certi partiti nazionalisti, la volontà di “mettere ordine”, l’abitudine di chiedere licenze anche per aprire un kebab etc. sono tutti elementi che concorrono a far si che l’Europa sia smaniosa di imitare il colosso asiatico.

Solo esasperato nazionalismo alla francese, quindi? No i motivi che spingono i ministri europei – ultimo episodio quello del ministro tedesco – ad attaccare violentemente tutto quello che fa Google per il popolo, ma anche per suo tornaconto ovviamente, sono altri e più oscuri, anche se molto chiari se si aprono bene gli occhi.

Google in Europa da fastidio! Google rompe, distrugge certi interessi seminascosti. Google attacca frontalmente gli editori di tutto il mondo e anche quindi quelli della Francia e della Germania, che sono molto potenti. Riguardo l’Italia possiamo solo dire che il cortocircuito è ormai completo, dato che gli editori, anzi un solo editore coincide con il governo.

Google con l’episodio cinese, ha anche dimostrato che il libero mercato non può esistere quando lo stato è troppo forte. Google ha dimostrato, come se ce ne fosse stato bisogno, che gli stati nazionali sono molto spesso pericolosi per gli interessi degli stessi cittadini. Eppure l’Iran dovrebbe essere un chiaro esempio di come stanno veramente le cose.

Come si risponde ai governi nazionali che, spesso dietro il paravento della privacy, vogliono ficcanasare, loro per davvero, nei dati dei cittadini? Come si risponde a quei governi che invece di difendere la libertà di chi li ha votati premono per difendere certi interessi consolidati?

Google, almeno in un caso, ha risposto e ha detto chiaro: “Picche!”

Che Google stia mettendo in pratica la frase di Mao Zedong, il più famoso cinese della storia:”Colpirne uno per educarne cento“? Forse sì o forse no. La storia futura ci farà capire come stanno veramene le cose. Intanto vigiliamo!

UPDATE

Sembra che anche i giornali inglesi, come il Guardian comincino a sospettare che i governi di tutto il mondo siano disposti a mettere i lucchetti a Internet, stritolando la tua, la mia la nostra libertà.

Significativo l’articolo del Guardian:”But if democracies decide that the primary solution to all these internet-era problems is to hold internet and mobile companies heavily liable for policing users – rather than finding some other way to fight crime and address other socially undesirable behaviour – authoritarian leaders around the world can also breathe a sigh of relief that the so-called free world is moving in their direction rather than the other way round.

Vogliamo davvero lasciarli fare?

Questo post è stato scritto dal SEO Strategist Roldano De Persio e lo potete seguire anche sulla sua pagina Facebook cliccando qui

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