Archive for the ‘SEO’ Category

I SEO venuti dal Brasile

2 September 2010, di Roldano De Persio

Il SEO  è una questione di scrittura e spesso di lingue – International SEO –  e di culture. Essere posizionati bene su Google  utilizzando la lingua portoghese o meglio il lusitano non è la stessa cosa che farlo per altre lingue diffuse nel pianeta. Il Brasile, ad esempio, è un paese enorme sotto molti punti di vista e negli ultimi anni sta diventando sempre più uno di quei paesi che trainano lo sviluppo del pianeta. Un paese di dimensioni quasi simili a quelle della Cina, ma con “solo” 193 milioni di abitanti di cui circa 130 mila milionari – i numeri, come al solito, dicono sempre molto anche sulle disparità economiche e sociali – non potrà più essere ignorato da aziende europe ed italiane. La stessa FIAT produce e vende, infatti, molte più automobili in terra brasileira che in Italia.

Visto che Google Brasile (www.google.com.br) non è la stessa cosa che Google Italia (www.google.it), nel caso un’azienda italiana volesse proporre i suoi prodotti al mercato brasiliano deve assolutamente tenere conto della lingua e della cultura di questo enorme stato federale. Ma questo non basta.

Google Brasil

Il vecchio metodo di riproporre il proprio sito nelle diverse lingue non è più sufficiente. Bisogna essere primi su Google Brasile e non su Google Italia; nessun brasiliano accederà mai a www.google.it per iniziare le sue ricerche! Il vostro sito deve stare proprio in Brasile per poter avere un minimo di possibilità di essere posizionato su www.google.br e cioè la pagina che qualunque brasiliano dotato di tastiera utilizzerà come base di partenza per le proprie ricerche.

E no, lo so che state pensando! Un’agenzia di traduzioni non è la soluzione giusta per far scrivere i testi del vostro sito in lingua lusitana. La lingua è sì cultura, storia e modi di dire, però bisogna anche saper scrivere in modalità SEO. Insomma non stiamo parlando di una laurea in linguistica comparata, ma della capacità di miscelare ed ottenere il giusto mix tra conoscenza della lingua, SEO e analisi costante delle ricerche dei nostri lettori.

Naturalmente il Brasile è solo un esempio e gli stessi principi vanno applicati alla Germania o alla Catalogna. Nel caso della Russia e della Cina le cose si complicano ulteriormente perché Google è meno diffuso e soffre la concorrenza di motori di ricerca come il russo Yandex.

Search engine market shares around the world

Io SEO più veloce di una Ducati Multistrada

3 May 2010, di Roldano De Persio

Premetto che io non sono un motociclista Ducati, anzi sono solo un ciclista da strada, ma anche di montagna. Una delle mie attività come professionista è ingaggiare una lotta quotidiana con Google per portare nelle prime posizioni i siti dei miei clienti per determinate parole chiave.

Questa attività implica sforzi e un’ attività strategica complessa e faticosa, ma certe volte si viene ricompensati dai risultati ottenuti dopo mesi di impegni.

Una di queste vittorie è costituita dall’insidiare le prima posizione alla Ducati per quanto riguarda la Ducati Multistrada. Nello specifico grazie alla parola chiave “ducati multistrada 2010” su google.it capace di portare un traffico notevole verso l’articolo di nuvolari.tv che è appunto Ducati Multistrada 2010.

Questo post non è stato scritto per sterile vanagloria, ma solo per evidenziare che nel search marketing c’è posto per tutti se si sanno giocare bene le carte e si analizzano bene i flussi e le richieste del mercato.

Avere un ben precisa strategia SEO e comprendere cosa sta succedendo e quindi agire in tempi rapidi può significare molto per i destini di un’azienda che cerca visibilità sul web. Questo piccolo esempio ne è la dimostrazione.

SEO specialist? No grazie

8 April 2010, di Roldano De Persio

Il SEO specialist  è un’ invenzione!

In questo periodo di crisi lavorativa ma anche di cambiamento strutturale molti si domandano cosa è meglio fare e quale carriera intraprendere. Molte aziende dal canto loro si sono accorte del fatto che Internet e Google sono diventati un fattore essenziale per la loro crescita economica e in acluni casi per la loro stessa sopravvivenza.  Dagli hotel agli editori tutti devono fare i conti con i motori dei ricerca.

Chi si occupa di motori di ricerca? Chi può aiutare le aziende a primeggiare sulla prima pagina di Google o Bing? La risposta è meno semplice di quello che si pensa normalmente e le conseguenze di scelte sbagliate possono essere più insidiose di quanto siano a prima vista.

Faccio un esempio per tutti, ma si potrebbe dire molto di più. Una delle figure più ricercate in Italia, ma anche all’estero è quella del SEO specialist. Se analizzate bene un annuncio medio scoprite subito – se avete esperienza nel settore – che qualcosa non quadra.

Spesso la figura del SEO specialist viene identificata come un professionista capace di gestire il codice di programmazione, il linguaggio HTML e sia persino capace di gestire la creazione del contenuto di un sito web.

Chi ha fatto il programmatore sa benissimo che il tempo per chiudere in tempo progetti ben strutturati è molto scarso, figuriamoci se c’è pure il tempo per occuparsi in modo serio del design (HTML, CSS, etc.). Il contenuto? Non ne parliamo nemmemo.

Care aziende italiane se dovete scegliere qualcuno che vi supporti nella sfida di tutti i giorni su Google non affidatevi a chi vi propone un 3X2 come foste al supermercato. Solo chi sa scrivere sul web da anni e fa solo quello come mestiere è in grado di capire come va gestito il vostro messaggio. Chi fa codice lasciamolo a fare codice php, asp o quello che sia, perché è importante che faccia solo quello e nelle migliori condizioni, anche perché dovrà essere pronto a fare applicativi che girino su Facebook o su iPhone.

Quello che vi serve è un SEO Strategist o meglio ancora un Content Strategist. Vi serve, cioè, qualcuno che sappia fare da direttore d’orchestra o da coordinatore di tutte le vostre attività online in modo da renderle coerenti e funzionali.

Non pensate che la vostra azienda meriti il meglio? Allora lasciate perdere i motori di ricerca e Google, perché quello è territorio per i migliori.

SEO in Italia? Sì, No, Forse

27 January 2010, di Roldano De Persio

Il SEO, ma anche il SEM, è un’ attività legata al destini dei motori di ricerca, che in Italia e in tutto il mondo occidentale, si traduce in una sola parola:Google. Se non esistessero i motori di ricerca, questo tipo di motori di ricerca, non sarebbe stata mai possibile la nascita di tutta un’economia legata alla ricerca dell’informazione.

L’acronimo SEO (Search Engine Optimization) potrebbe essere tradotto anche con la parola meritocrazia, parola molto spesso citata, ma poco spesso applicata nel bel paese. il SEO implica organizzazione, strategia, capacità di analisi e anche capacità “artistiche” di ideazione e scrittura. Il SEO viene ancora, erroneamente, associato solo ai siti web, ma in realtà anche gli ormai-di-moda Social Media: YouTube, Facebook e Twitter sono già indicizzati su Google. Inoltre, Facebook e Twitter hanno essi stessi dei motori di ricerca interni. Tutto ruota intorno ai motori di ricerca, quindi.

Il Web, almeno quello attuale, necessita per sua natura di uno strumento che faccia da filtro – parola al tempo stesso positiva e negativa – e che consenta di scremare il grano dal loglio e perdippiù in tempi molto brevi. I motori di ricerca sono il setaccio che, almeno in teoria, dovrebbero  portare a galla – nella prima SERP, cioè la prima pagina dei risultati di ricerca – la verità e lasciare nel fondo il rumore, il noise, il falso. I primi risultati della prima pagina dei risultati di ricerca dovrebbero essere esattamente i luoghi di informazione che cerchiamo, che stiamo cercando in quel preciso momento!

Ora il guaio per l’Italia e per altri paesi europei è che Google, ma anche Bing, Facebook e Twitter sono tutti made in USA e sono tutti figli di quella cultura pioneristica, meritocratica e di frontiera, che poggia sull’idea che il più forte, ma anche il più smart o il più bravo, vince su tutti gli altri. Tutti questi strumenti o filtri, e quindi anche lenti su come vedere il mondo, portano in dote l’idea tutta americana, il sogno americano, che alla fine l’uomo di buona volontà vince e viene premiato per gli sforzi compiuti.

L’Italia non ha questa tradizione agonistica. In Italia permangono, anche nella vita di tutti i giorni, altri valori e concetti e questo crea tensioni e scontri culturali e generazionali mai visti in precedenza.

IL SEO e meglio ancora il SEM, sono la punta di diamante di questa visione della realtà in cui bisogna essere preparati, aggiornati, organizzati e pronti a combattere per ogni millimetro guadagnato. Molte aziende italiane, ma anche corporazioni o potentati, che in passato hanno sottovalutato l’importanza crescente del Web e quindi dei motori di ricerca, si trovano ora ad affrontare qualcosa che non capiscono e che vedono sempre più come una minaccia.

Et vos estote parati, (siate preparati) dice il vangelo, ma quanti in questa nazione di sedicenti cattolici si sono preparati al cambiamento epocale, che li ha investiti in pieno? Gli investimenti pubblicitari nei media classici sono in caduta verticale, ma quelli su Internet, compresi quelli legati al SEO e SEM, stentano ancora a decollare.

Voglio ripetermi, se non fosse ancora chiaro! Ovunque in Italia c’è timore, preoccupazione, incertezza, ma anche resistenza. Le media delle aziende italiane non è preparata ad affrontare la bufera culturale imposta dal mondo nuovo. Internet era una volta una cosa marginale, roba da geek adolescenti e brufolosi. Ora si rivela un mostro troppo cresciuto, che divora margini e fatturati ed è anche il terreno di scontro tra gli eserciti cinese e americano. I motori di ricerca e quindi il SEO, sono alla base persino dello scontro economico e culturale tra Cina e USA.

Solo mie impressioni? Oltreoceano, ad esempio, persino il  Time sospetta che in Italia serpeggi una sindrome cinese.

Dunque la domanda sorge spontanea: SEO in Italia? Sì, No, Forse!


Questo post è stato scritto dal SEO Strategist Roldano De Persio e lo potete seguire anche sulla sua pagina Facebook cliccando qui


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