Category — Motori di ricerca
Gmail non accedi al tuo account? Buona fortuna
Sul New York Times è apparso un articolo di Randall Stross dedicato agli utenti di gmail, il diffusissimo servizio di posta di Google, che per qualche motivo si trovano impossibilitati ad accedere al loro account. Horror stories in cui il mal capitato non ha un centralino a cui chiedere spiegazioni. Casi in cui il blocco arriva fino a qualche settimana.
Tutto questo se non si sottoscrive il servizio professionale a pagamento Google Apps Premier Edition che costa 59 $ l’anno e da diritto all’assistenza telefonica.
Stessa storia con Yahoo e Microsoft. Il team intervistato da Stross spiega le difficolta organizzative che implicherebbe un customer care telefonico. Stross però sottolinea che Netflix con solo 350 centralinisti riesce a gestire più di 8 milioni di clienti. Come la mettiamo?
Cambiamo argomento.
Questo che sto per dire magari vi interessa di meno però ve lo dico lo stesso :) Il post qui sopra è una replica di un post pubblicato sul dominio www.roldanodepersio.com e che ha per titolo proprio Gmail non accedi al tuo account? Buona fortuna. Perché replicare su un nuovo blog lo stesso post?
Se siete un SEO o roba simile e giocate a nascondino con Goggle la prima legge che dovete rispettare e quella del prova e controlla. In pratica ho preso un mio vecchio nome di dominio, che ammuffiva parcheggiato su Godaddy, quello che fa prezzi in stile Wall Mart, e l’ho rediretto verso un blog creato su Blogger. Cosa voglio provare, verificare, confermare?
The Marketer 2.0 ha ormai un PageRank pari a 5 - non fidatevi di quelli che dicono che il PageRank non conta, non è tutto ma conta - e quindi posso cominciare a donare valore a blog che hanno PageRank uguale a zero come ad esempio www.roldanodepersio.com oppure al progetto sulla televisione ai tempi di internet www.microtubo.com che ha un PageRank uguale a 3.
In teoria come ho detto sopra potrei verificare se il testo replicato influisce sull’indicizzazione, ma ora è tutto un cavolo perché ho scritto questo papiello in coda :)
October 5, 2008 3 Comments
Google falsi miti SEO e url di disapprovazione
Juliane Stiller and Kaspar Szymanski, Search Quality Team di Google, lunedì 22 settembre hanno pubblicato su Official Google Webmaster Central un post che è praticamente una bomba nell’ambiente SEO:
Senza scendere in particolari troppo tecnici, che invece affronteremo in un prossimo post su Lo stato di SEM, Juliane Stiller and Kaspar Szymanski dicono chiaramente che uno dei postulati più noti nel giro degli addetti alla Searche Engine Optimizzation è un mito.
In pratica a loro dire tutti noi abbiamo creduto ad un puro falso, una balla, una mera stupidaggine. Anzi tutti i trucchi e trucchetti utilizzati dai webmaster e dagli esperti SEO per confondere le acque e far credere ai robottini di Google che le pagine del nostro sito sono statiche e non dinamiche sono addirittura controproducenti.
L’aspetto veramente interessante in tutta la storia sono i commenti. La maggioranza sono, infatti, commenti di persone incredule, che cascano dalle nuvole e rimangono sconvolte da tale rivelazione. Alcuni SEO arrivano addirittura a sfidare la credibilità dei Stiller e Szymanski.
La cosa in effetti non è da poco e perfino costosi CMS (Content Management System) sono stati costruti su questa presunta leggenda metropolitana.
L’imbarazzo degli addetti ai lavori è enorme. Immaginate la stessa cosa in campo medico con chirurghi che eseguono operazioni credendo fermamente in una cosa sbagliata.
La cosa paradossale è che alcuni commentatori arrivano a non credere a quanto affermato dagli autori, che ricordiamolo sono personale Google. Ora per quanto uno possa darsi alle teorie del complotto e per quanto sia vero che Google giochi a rimpiattino e non sveli mai le sue carte, capite bene che non credere a quello che dice in maniera ufficiale Google è quanto meno azzardato.
Immaginate di comprare un PC e di scoprire che sul manuale di istruzioni c’è scritto qualcosa di molto diverso anzi opposto a quello che avete sempre creduto. Errori e refusi ci possono pure stare, ma sospettare che quello che dice la casa madre è un falso ce ne corre… o no?
Voi che ne pensate? E’ davvero possibile che Google stia giocando al gatto e al topo con gli esperti SEO ed in maniera indiretta anche con i suoi clienti?
September 24, 2008 10 Comments
SEO specialist richiedesi laurea in lingue o religione
Google come tutti sanno ormai è diventato l’elemento fondante di qualunque campagna marketing ed Il prossimo accordo con Yahoo potrebbe sancire il monopolio completo e definitivo del colosso di Mountain View nel campo dell’advertising online.
Il SEM (Search Engine Marketing) è diventato negli anni sempre più complesso a causa di fattori quali la diffusione della banda larga e delle tecnologie digitali. Google, infatti, ha spostato sempre più il focus dalla semplice ricerca delle parole o keywords introducendo la ricerca per immagini e quella relativa ai video. Questo shift di Google si estenderà sempre di più nel futuro anche ai temibili concorrenti, imperatori del mondo Social Network - Facebook e MySpace - e tra motori di ricerca e Social Media ci sarà una maggiore integrazione e complementarietà.
Riuscire a rendere visibile il proprio brand sulle prime pagine dei risultati di ricerca - note come SERP (Search Engine Report Page) - diverrà sempre più difficile e complesso anche perché Google ha ingaggiato una guerra senza quartiere, dove non si fanno prigionieri, per escludere dai risultati tutti quelli che in qualche modo provano a fare i furbi - black SEO - oppure sono molto scarsi nella qualità dei loro siti: fatti male, siti lenti e così via. In questa gara senza fine l’algoritmo segreto di Google - una cosa simile alla ricetta super segreta della Coca-Cola - può essere immaginata come la lepre e le aziende con i loro siti sono il levrieri che la inseguono in una corsa senza fine.
Fate molta attenzione a giocare con Google perché oltre al danno di aver buttato denaro e tempo potreste avere la beffa dai essere banditi dai risultati di ricerca e perdipiù senza spiegazioni. Google è inflessibile su questo, perché essere lassisiti significa inquinare la qualità dei risultati.
Gli esperti SEO (Search Engine Optimization) aiutano le aziende in questa folle gara planetaria e hanno il compito di ottimizzare i siti delle aziende per renderli compatibili con le esigenze dei robottini di Google. Oltre all’ottimizzazione dei siti (SEO) esiste un’altra “branca” del SEM che si riduce essenzialmente a all’acquisto di keyword - Pay Per Clic - in una borsa delle parole e frasi - AdWords - le cui quotazioni variano di giorno in giorno e di ora in ora. Avete presente i brokers di Leeman Brothers, quelli con gli scatoloni? Ecco nel mondo dei motori di ricerca esistono professionisti - keyword specialist - che invece delle azioni comprano, ma non vendono, keywords.
Anche qui pochi scherzi come dimosta la causa giudiziaria intentata nei confronti di Google da un gruppo religioso sulla base del fatto che l’acquisto della keyword “abortion”, in italiano aborto, veniva sistematicamente loro impedito.
Ma cosa è importante per essere un buon SEO oggi? Cosa deve richiedere un’ azienda che vuole essere visibile ad un fornitore di servizi SEO? Cosa ci deve essere scritto in un curriculum vitae di uno specialista SEO?
Ultimamente sono rimasto molto colpito e preoccupato dal fatto che in molti annunci di lavoro italiani e non vengano enfatizzati come requisiti per essere SEO la conoscenza del HTML, CSS oppure PHP e MySQL. In alcuni casi l’esperto SEO deve conoscere bene anche AdWords ed il mondo Pay Per Clic.
Questo è lo stato del SEO italiano? Davvero si crede che il SEO si possa ridurre a scrivere bene quattro pagine in HTML? Forse il SEO del 1931 poteva essere così (questa è un iperbole) ma oggi il SEO a mio avviso deve essere tutt’altro che un semplice HTMLista. Provate a dare un’occhiata a questo portale dedicato al SEO e vedrete come le cose siano ormai radicalmente cambiate.
Il SEO specialist contemporaneo deve essere per prima cosa un esperto di lingue e deve conoscere bene anche la cultura del mercato di riferimento. Essere primi sulle pagine di Google.fr, la versione francese di Goolge non è la stessa cosa che essere primi su quello italiano - google.it - o tedesco. Anzi nel caso della Russia o della Cina essere su Google non conta quasi nulla. In quei casi sono altri i motori di ricerca.
Attenzione se volete vendere sul serio in Francia non vi illudiate che basti la versione francese del votro sito italiano. Chi vi dice questo vi sta prendendo in giro e fregando soldi. Comprate un dominio francese e fatevi aiutare da un bravo madre lingua francese. Il resto e roba da mercato di limoni. Ho scritto bravo madre lingua francese perché i robottini Google sono sospettosi e se la densità di keywords del testo è troppo “strana” rischiate che facciano fuori voi ed il vostro scintillante sito e-commerce di brioches.
Il SEO specialist oltre ad essere un bravo content manager -cercateli anche tra i laureati in lingue e lettere - deve essere molto creativo e socievole. Uno dei molti requisiti fondamentali perché il vostro sito sia in alto nelle ricerche, senza utilizzare pericolosi tips e compere non autorizzate, è infatti la capacità di rimediare quanti più link - link building - in entrata verso il vostro sito. I link devono essere di qualità e coerenti con l’argomento di cui parla il vostro sito. I link, sempre a vostro rischio e pericolo si possono acquistare, ma è moolto ma moolto meglio stringere buone relazioni - leggi essere socievoli - con blogger esperti del settore.
Siate quindi altruisti e socievoli, ne va del vostro portafoglio!
Mi fermo qui e vi segnalo l’apertura di un blog apposito dedicato all’argomento Search Engine Marketing in cui proseguiremo, se vi va, la discussione su cosa vuol dire nel 2008 SEM e SEO e PPC. Il blog si chiama Lo stato di SEM in onore di un grandissimo film di Spike Lee
September 22, 2008 10 Comments
Google Insights for Search uno strumento base per la strategia
Google Insights for Search è uno strumento gratuito che consente di ascoltare la rete e comprendere tramite l’analisi di parole chiave più ricercate quali sono le mode, le tendenze, i bisogni delle persone e quindi quelle del mercato.
Google Insights for Search è semplice e complesso allo stesso tempo, uno dei tool fondamentali per iniziare a comprendere le caratteristiche del nostro mercato di riferimento. Esistono molti altri tool e molti altri usciranno nel prossimo futuro e questo è un segno della tendenza per cui la tecnologia è sempre più una commodity.
Google Insights for Search consente di fare un’ analisi per regioni geografiche, per periodi di tempo e naturalmente per chiave di ricerca. La cosa più interessante è che è possibile fare un confronto contemporaneo tra 5 valori differenti.
In pratica se facciamo una ricerca per Locations (non per Search terms o per Time ranges) prendendo in considerazione 5 città italiane come Milano, Torino, Roma, Napoli, Palermo e stabiliamo come range fisso il 2008, possiamo vedere per le cinque città italiane la classifica delle Top Searches e le Rising Searches.
Se cliccate qui avrete il risultato della ricerca.
Quello che si scopre è interessante e anche divertente. Ad esempio la parola più ricercata, Top Searches, in assoluto in tutte le città prese in considerazione, tranne una, è youtube. Nel caso di Napoli youtube è seconda e viene subito dopo napoli. Questo si che è attaccamento alla propria terra!

A torino la seconda parola in classifica è meteo, a Milano scende di una posizione, mentre le città del sud la relegano in posizioni più basse. Roma quinta, Napoli settima posizione e nel caso di Palermo meteo non compare neppure tra le parole ricercate.
Accanto alle Top Searches troviamo la classifica delle Rising Searches le ricerche che hanno i maggiori incrementi di crescita. Qui scopriamo l’ovvio, red tube è la parola usata per ricercare uno dei tanti cloni in versione porno di YouTube. I tassi di crescita sono impressionanti in tutte cinque le città, tra 800% e 900%
Al secondo posto emerge un trend comune a tutte. I Social Network crescono a ritmi elevati anche se però le città del Nord si distinguono da Roma, Napoli e Palermo per il tipo di Social Network. Milano e Torino hanno infatti facebook come seconda in classifica tra le parole emergenti, mentre nel caso delle altre netlog la fa da padrone.
Se approfondiamo la ricerca su Facebook e facciamo uno zoom temporale considerando come Time range questi ultimi tre mesi (giugno, luglio ed agosto) osserviamo in tutte le città grafici in crescita costante con picchi elevati per le città del Nord com Roma che le segue a breve distanza. Sembra proprio che Facebook stia esplodendo anche qui in Italia.
September 2, 2008 2 Comments
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