Archive for the ‘Televisione’ Category

Lettera aperta a Wired Italia

1 March 2009, di Roldano De Persio

Caro Riccardo,

finalmente la vostra rivista ha visto la luce ed è arrivata a tutti quelli che hanno deciso di comprarla o di fare l’abbonamento e questo è un bene. Tutti hanno avuto finalmente l’opportunità di vederla e toccarla e capire che anche in Italia si può fare.

Questa, a mio modo di vedere, è però storia passata. La storia, quella vera, si è messa a correre verso un destino non molto chiaro e l’unica cosa che è certa è la velocità con cui tutto avviene. La velocità è il punto essenziale su cui ruota tutto. La Freccia Rossa  ruba passeggeri alla neo Alitalia proprio perché diventata più veloce. La velocità è il punto nodale che decide il destino per tutti noi.

Proprio perché il destino ha deciso che la velocità è tutto, mentre tu dici carta io dico invece televisione. Non la vecchia centralizzata e asfittica televisione generalista, quella che tutti si affrettano a difendere dicendo che non morirà mai, ma che invece è già morta da un pezzo, solo che ancora non lo sa. No, dico la televisione, che in realtà sarebbe molto meglio chiamare le televisioni, le televisioni che nascono ogni giorno sul web e che sono visibili sui cellulari, le televisioni dove il palinsesto lo decido io, le televisioni che sono anche UGC e traggono la linfa dalle idee e dalla creatività della gente.

La gente quella adulta, ma anche i nativi digitali vivono in un mondo fatto di immagini in movimento, un mondo dove il passo sarà sempre più dettato da attori come YouTube o dalla neonata Flop Tv di Fox Italia. Ogni giorno spuntano le televisioni come fossere funghi. Lo stesso Baricco ha lanciato l’allarme sul fatto che troppa nostra cultura vive con la testa rivolta al passato. Le masse, come sanno bene perfino i regimi, si formano usando la televisione. Lo scontro ormai si riduce soltanto al tipo di televisione da usare.

Vogliamo una televisione democratica, interattiva e orizzontale? Bene questa televisione deve avere anche contenuti forti, che fanno pensare e che stimolano l’intelligenza troppe volte assopita da programmi di massa concepiti per l’ammasso.

Riccardo, io ti chiedo, non sarebbe possibile ora una televisione di Wired, una Current TV della tecnologia e del futuro? Una Wired TV con una propria piattaforma, con i propri programmi?

Vorrei correre ancora più avanti e proporti di più perché la storia è più veloce della gente, che ti dice sempre che questo o quello non è ora possibile e poi subito dopo crolla il muro di Berlino, la banca Lehman Brothers dichiara fallimento e Obama diventa presidente.

Riccardo, la storia ha più fantasia di tutti noi.

YouTube e la vera guerra di Mediaset

27 January 2009, di Roldano De Persio

In questi giorni divampano le polemiche e le voci dissenzienti su un disegno di legge riguardante internet, i diritti d’autore e il comitato tecnico contro la pirateria digitale. Ricordiamo inoltre, che sullo sfondo rimane ancora la causa tra Mediaset e YouTube sui contenuti uploadati illegalmente sulla piattaforma Made in Google.

Sarà, ma io ho come l’impressione che la questione dei diritti di autore sia un falso problema, o meglio una specie di specchietto per le allodole per distrarre l’attenzione dal vero problema, che hanno le televisioni generaliste e più nello specifico le televisioni commerciali come quelle che fanno capo al gruppo  Mediaset.

Piccolo preambolo.

La televisione di stato sia qui RAI che nel resto dei paesi d’Europa gode di un sussidio chiamato canone, che alla fine non è altro che una tassa di possesso, utilizzata per finanziare la televisione pubblica. In Francia Sarkozy ha voluto addirittura estendere la tassa alle televisioni commerciali pur di liberare dalla pubblicità almeno un canale della televisione pubblica.

Ora se le televisioni pubbliche sono protette dal gelo delle flessioni del mercato pubblicitario, specie in questo momento di recessione globale, chi è che ne patisce in pieno le conseguenze ? Risposta: la televisione generalista commerciale. Ricordatevi che Sky è sì commerciale, ma ha l’abbonamento!

Le televisioni commerciali di tutto il mondo hanno bisogno della pubblicità come il pane. La pubblicità arriva però quando ci sono quelle che gli americani chiamano eye balls, in gergo più tecnico Audience.

Più Pubblico Più Pubblicità!

Il guaio è che il pubblico se ne sta andando su Internet e Paperissima non lo guarda più solo su Canale 5 bensi su uno dei cento milioni di canali YouTube. C’è un emorragia di telespettatori che fa paura.

In tempi di vacche grasse concorrenti come Sky e YouTube si potevano pure tollerare. Ora che accanto ad Auditel vengono effettuate le misurazioni dei pubblici degli altri canali – Satellite e Internet – e saltano fuori certi risultati appare evidente come questi nuovi attori si stiano succhiando spettatori e pubblicità.

Traete voi le conclusioni.

Salvate il soldato Mobuzz TV

5 November 2008, di Roldano De Persio

Aiutate Mobuzz TV! Questo non è un post come tutti gli altri questo è un appello alla mobilitazione generale. Ogni giorno che passa ci sono solo notizie di persone che perdono il posto di lavoro e di aziende grandi e piccole che chiudono i battenti perché in debito d’ossigeno.

La recessione avanza ed Il rischio reale è che anche le piccole start up che propongono qualcosa di nuovo, di qualità, diverso insomma dalle solite cose già viste ed ultra sovvenzionate dai governi nazionali scompaia forse per sempre.

Mobuzz TV è una televisone su internet che trasmette in 3 lingue Spagnolo, Inglese e Francese. Mobuzz TV non costa nulla è gratis, ma le persone che la fanno ed i materiali usati sono concreti e costano. Il software costa, la banda costa, tutto costa e i soldi stanno finendo rapidamente.

Mobuzz TV deve raggiungere 120 mila euro in una sola settimana altrimenti chiude. Se la somma totale non sarà raggiunta in tempo Mobuzz TV provvederà a rifondere chi a contribuito della somma donata!

Qui sotto trovi il video in lingua inglese che spiega la situazione in cui si trova Mobuzz TV e cosa fare per aiutarli. Diffondete questo messaggio, cercate amici anche stranieri francesi, spagnoli, inglesi tutti quelli che non vogliono vedere che Mobuzz TV possa avere il tempo di poter continuare il suo sogno.


Save Mobuzz from Anil de Mello on Vimeo.

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Su Facebook! Su Facebook!

30 September 2008, di Roldano De Persio

Facebook è un Social Network che potrebbe esplodere e diffondersi anche qui in Italia come è già avvenuto in UK e Canada. Ormai ci sono le prove dell’imminente massificazione del mezzo. Un esempio di quanto affermo?

Il titolo di questo post è preso in prestito anzi diciamo rubato da quello di uno stupendo post di Sara Taricani. Sara ha scritto in maniera splendida ed essenziale un pezzo che fa molto riflettere sul rapporto tra televisione ed internet. Un mezzo antiquato come la televisione subisce la contaminazione del web 2.0 e le star del primo media fanno sapere al pueblo unido nel salotto di casa, durante una trasmissione condotta da Simona Ventura, che più nazional pop non si può, che esiste una cosa su internet chiamata “Feisbuk” dove c’è altro popolo che crea e vivacizza fan club e contro fan club.

La televisione cadavere, ormai dichiarata defunta anche dal Fiorello nazionale, subisce improvvisamente una contaminazione. Un vento di novità che a guardare bene ci fa capire cosa potrebbe diventare la televisione futura anche se sarebbe meglio dire le televisioni future.

Questa contaminazione riguarda solo Facebook? No la cosa va ben oltre.

Twitter un altro medium 2.0 viene ormai usato negli USA come un mezzo per sentire le opinioni e le domande del publico a casa rivolte ai candidati nelle elezioni presidenziali. Sempre negli USA alcune televisioni creano palinsesti sulla base di quanto emerge dalle votazioni su Digg.

Possiamo immaginare quindi, sulla base di questi primi indizi, che la televisione del prossimo futuro sarà sempre più interattiva e comunitaria.

Alla fine del post Sara evidenzia, in modo ironico, che non c’è più bisogno del progetto Codice Internet ideato da Marco Montemagno, perché grazie a Simona Ventura e Flavia Vento la vecchia televisione generalista riesce suicidarsi in maniera più efficiente. Voi che ne pensate?

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