YouTube va alla guerra
Le polemiche delle settimane scorse riguardanti la causa di Mediaset contro YouTube hanno dimostrato che anche qui in Italia l’impero Google colpisce ancora. In tutto il mondo l’editoria classica mondiale è ancora molto sospettosa nei confronti di internet e di tutti i tizi che la frequentano, specie quando questi caricano video che sono, diciamo così, presi a prestito.
Youtube è tra tutte la piattaforma più famosa e la più attaccata per il fatto che è possibile vedere spezzoni di film o trasmissioni caricate illegalmente dai propri utenti. YouTube non è però connivente con i pirati e avverte espressamente che uploadare video coperti da copyright è una pratica illegale.
Ora tralasciando tutte le questioni in legalese stretto, che a mio avviso sono poco interessanti e non fanno vedere il quadro generale, la questione di fondo nello scontro tra Mediaset e YouTube o negli Usa tra Viacom e YouTube è che Google, cioè la più grande agenzia di pubblicità su internet del mondo - non un editore come vorrebbero farci credere certi pseudo esperti - sta cavalcando la rivoluzione digitale in atto ( su un altro fronte Apple con iTunes sta facendo la stessa cosa ) per stravolgere il quadro della situazione.
Non chi produce, ma chi distribuisce ha il potere. Google e YouTube sono, infatti, un immensa macchina di distribuzione di pubblicità e contenuti. Allo stesso modo, tanto per fare un paragone, nel mondo reale, quello che frequentiamo tutti i giorni per fare la spesa è la grande distribuzione a farla da padrone.
Certo esistono dei software realizzati da Google per individuare facilmente i video coperti da copyright e sembrerebbe che il 90% di quelli che reclamano i loro diritti si convincono ad aderire al programma ideato da YouTube per fare soldi anche con i video pirata uploadati dai fan.
Questo è però tutto fumo per gli occhi. Google usa la sua forza, che qui in occidente ( in Russia e in Cina la storia è molto differente ) diventa di anno in anno più grande, per un solo scopo più o meno esplicito.
Tenere sotto scacco gli editori!
L’assioma di fondo è che internet, almeno in occidente, deve rimanere territorio Google e quindi tutti quelli che si rendono conto, ormai troppo tardi, che la rete è il futuro del business devono essere accuratamente tenuti fuori.
Microsoft, Viacom, Mediaset temono Google e fanno bene. Non è certo per caso che Google voglia evitare che Yahoo, il nemico di un tempo, vada a finire in mano a Microsoft.
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