<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>The Marketer</title>
	<atom:link href="http://www.themarketer.info/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.themarketer.info</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Sep 2010 09:19:12 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>I SEO venuti dal Brasile</title>
		<link>http://www.themarketer.info/02-09-2010/brasile-seo-google-posizionamento/</link>
		<comments>http://www.themarketer.info/02-09-2010/brasile-seo-google-posizionamento/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 07:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.themarketer.info/?p=2152</guid>
		<description><![CDATA[Il SEO  è una questione di scrittura e spesso di lingue &#8211; International SEO &#8211;  e di culture. Essere posizionati bene su Google  utilizzando la lingua portoghese o meglio il lusitano non è la stessa cosa che farlo per altre lingue diffuse nel pianeta. Il Brasile, ad esempio, è un paese enorme sotto molti punti di [...]


Non ci sono post correlati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.themarketer.info%2F02-09-2010%2Fbrasile-seo-google-posizionamento%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.themarketer.info%2F02-09-2010%2Fbrasile-seo-google-posizionamento%2F&amp;source=themarketer&amp;style=normal&amp;service=bit.ly" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p>Il SEO  è una questione di scrittura e spesso di lingue &#8211; <strong>International SEO</strong> &#8211;  e di culture. Essere posizionati bene su Google  utilizzando la lingua portoghese o meglio il lusitano non è la stessa cosa che farlo per altre lingue diffuse nel pianeta. Il Brasile, ad esempio, è un paese enorme sotto molti punti di vista e negli ultimi anni sta diventando sempre più uno di quei paesi che trainano lo sviluppo del pianeta. Un paese di dimensioni quasi simili a quelle della Cina, ma con &#8220;solo&#8221; 193 milioni di abitanti di cui circa 130 mila milionari &#8211; i numeri, come al solito, dicono sempre molto anche sulle disparità economiche e sociali &#8211; non potrà più essere ignorato da aziende europe ed italiane. La stessa FIAT produce e vende, infatti, molte più automobili in terra brasileira che in Italia.</p>
<p>Visto che <strong>Google Brasile</strong> (<strong><a title="Google Brasil" href="http://www.google.com.br/">www.google.com.br</a></strong>) non è la stessa cosa che Google Italia (www.google.it), nel caso un&#8217;azienda italiana volesse proporre i suoi prodotti al mercato brasiliano deve assolutamente tenere conto della lingua e della cultura di questo enorme stato federale. Ma questo non basta.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.google.com.br/webhp?hl=pt-BR"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2168" title="Google Brasil" src="http://www.themarketer.info/wp-content/uploads/2010/09/Google_Brasil-300x153.png" alt="Google Brasil" width="300" height="153" /></a></p>
<p>Il vecchio metodo di riproporre il proprio sito nelle diverse lingue non è più sufficiente. Bisogna essere primi su Google Brasile e non su Google Italia; nessun brasiliano accederà mai a www.google.it per iniziare le sue ricerche! Il vostro sito deve stare proprio in Brasile per poter avere un minimo di possibilità di essere posizionato su www.google.br e cioè la pagina che qualunque brasiliano dotato di tastiera utilizzerà come base di partenza per le proprie ricerche.</p>
<p>E no, lo so che state pensando! Un&#8217;agenzia di traduzioni non è la soluzione giusta per far scrivere i testi del vostro sito in lingua lusitana. La lingua è sì cultura, storia e modi di dire, però bisogna anche saper scrivere in modalità SEO. Insomma non stiamo parlando di una laurea in linguistica comparata, ma della capacità di miscelare ed ottenere il giusto mix tra conoscenza della lingua, SEO e analisi costante delle ricerche dei nostri lettori.</p>
<p>Naturalmente il Brasile è solo un esempio e gli stessi principi vanno applicati alla Germania o alla Catalogna. Nel caso della Russia e della Cina le cose si complicano ulteriormente perché Google è meno diffuso e soffre la concorrenza di motori di ricerca come il russo <strong><a title="Yandex" href="http://www.yandex.ru/">Yandex</a></strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Search engine market shares around the world" src="http://blog.greenlightsearch.com/.a/6a00d8341c56b553ef0120a7d6b82a970b-pi" alt="Search engine market shares around the world" width="614" height="461" /></p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.themarketer.info%2F02-09-2010%2Fbrasile-seo-google-posizionamento%2F&amp;layout=standard&amp;show-faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:auto;"></iframe></div>

<p>Non ci sono post correlati.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.themarketer.info/02-09-2010/brasile-seo-google-posizionamento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Marketing in Scandinavia: intervista a Linda Rehn di SOSTO</title>
		<link>http://www.themarketer.info/07-07-2010/marketing-scandinavia-intervista-linda-rehn-sosto/</link>
		<comments>http://www.themarketer.info/07-07-2010/marketing-scandinavia-intervista-linda-rehn-sosto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 10:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.themarketer.info/?p=2144</guid>
		<description><![CDATA[In questi giorni ho avuto modo di incontrare Linda Rehn di SOSTO e scambiare un po&#8217; di idee su una realtà poco conosciuta come il mercato scandinavo. Ecco una breve intervista in cui Linda Rehn descrive perché investire nel mercato scandinavo può essere vantaggioso per le aziende italiane e che ruolo può avere un&#8217;agenzia come [...]


Related posts:<ol><li><a href='http://www.themarketer.info/29-10-2007/intervista-a-leonardo-bellini/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Intervista a Leonardo Bellini'>Intervista a Leonardo Bellini</a></li>
<li><a href='http://www.themarketer.info/30-09-2007/intervista-a-barbara-picollo-di-bp-communication/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Intervista a Barbara Picollo di b&#038;p communication'>Intervista a Barbara Picollo di b&#038;p communication</a></li>
<li><a href='http://www.themarketer.info/19-09-2007/intervista-a-gianluca-arnesano-di-icemedia-italia/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Intervista a Gianluca Arnesano di Icemedia Italia'>Intervista a Gianluca Arnesano di Icemedia Italia</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.themarketer.info%2F07-07-2010%2Fmarketing-scandinavia-intervista-linda-rehn-sosto%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.themarketer.info%2F07-07-2010%2Fmarketing-scandinavia-intervista-linda-rehn-sosto%2F&amp;source=themarketer&amp;style=normal&amp;service=bit.ly" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p lang="en-GB">In questi giorni ho avuto modo di incontrare <strong>Linda Rehn</strong> di <strong><a title="SOSTO " href="http://www.sosto.se/">SOSTO</a></strong><a title="SOSTO " href="http://www.sosto.se/"> </a> e scambiare un po&#8217; di idee su una realtà poco conosciuta come il <strong>mercato scandinavo</strong>. Ecco una breve intervista in cui Linda Rehn descrive perché investire nel mercato scandinavo può essere vantaggioso per le aziende italiane e che ruolo può avere un&#8217;agenzia come SOSTO nel facilitare le aziende italiane a commercializzare I loro prodotti in Scandinavia.</p>
<p><strong>Cominciamo con una domanda più personale: prima di creare SOSTO, di cosa ti occupavi?</strong></p>
<p>- Per 10 anni ho lavorato come marketing manager a <strong>Stoccolma</strong>, presso un’azienda con 22 negozi in Svezia e Danimarca. Dopo mi sono trasferita a Roma, dove ho lavorato per due anni come Marketing Director a In-es.artdesign (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.in-es.com/">www.in-es.com</a></span>). Ora mi sono trasferita di nuovo in Svezia perché  in Scandinavia c&#8217;è molta richiesta per I servizi forniti da SOSTO.</p>
<p><strong>Perchè le aziende italiane devrebbero rivolgersi al mercato scandinavo?</strong></p>
<p lang="en-GB">- I paesi scandinavi, a differenza di altri paesi europei, hanno risentito poco della crisi economica e  quindi il potere d’acquisto delle popolazioni scandinave è rimasto praticamente inalterato. A questo va aggiunto il fatto che c’è sempre stato un interesse genuino verso prodotti ed  I servizi italiani.</p>
<p lang="en-GB"><strong>Quali sono I vantaggi nell&#8217;affidarsi ad un’agenzia specializzata come SOSTO?</strong></p>
<p>- Anche se i vari paesi sembrano essere diventati più omogenei a causa della globalizzazione, permangono ancora delle differenze notevoli quando si tratta di business locale. Noi di SOSTO conosciamo bene lo stile italiano e le modalità di comunicazione business in Italia, ma ancora più importante è il fatto che sappiamo molto bene come si fa business al nord, un mondo completamente diverso da quello del bel paese. Le culture sono, infatti, diverse e ciò che può attirare un cliente  italiano non è detto che possa avere lo stesso appeal con un target scandinavo.</p>
<p lang="en-GB">
<p lang="en-GB"><strong>Che tipo di servizio fornisce SOSTO?</strong></p>
<p>- Lavoriamo sia al livello strategico sia operativo, con progetti di ogni tipo, ma sempre nel campo di <strong>marketing/branding/comunicazione/new business</strong>. I progetti variano molto, da una singola sales letter o una versione svedese di una pagina web esistente alle campagne pubblicitarie e lanci di nuovi prodotti.</p>
<p lang="en-GB">
<p lang="en-GB"><strong>SOSTO non è però necessariamente un’alternativa all’agenzia pubblicitaria</strong>. Spesso funzioniamo come un loro complemento; concepita come un’attività di freelance, SOSTO ha costi fissi bassi che facilitano una buona offerta di partenza al cliente. Inoltre il nostro grande network ci consente sempre di  trovare la competenza tecnica e la professionalità ad hoc per ogni singolo progetto. Questo implica che il cliente alla fine paga solo servizi concepiti e ritagliati su misura per le sue specifiche esigenze.</p>
<p lang="en-GB">
<p lang="en-GB"><strong>Quali sono le caratteristici peculiari del mercato scandinavo? </strong></p>
<p lang="en-GB">- La cosa più notevole da evidenziare è che in questi paesi lo stato ha contribuito molto a far diffondere la conoscenza dell’internet tra la popolazione. Questo vuole dire che oggi nei paesei scandinavi si è sviluppata una conoscenza avanzata di Internet e il grado della sua diffusione e utilizzo, anche tra la popolazione più anziana, è molto alto. Questo fatto implica che Internet è diventata la fonte principale per ottenere qualsiasi tipo di informazione. Ad esempio, poche persone cercano un numero di telefono sulle guide telefoniche e pochi usano il telefono per informarsi, perché tutti,infatti, si aspettano che  l’informazione che cercano sia già online. Alla luce di questo fatto diventa necessario per un’azienda italiana, che vuole essere competitiva nei paesi scandinavi, avere una pagina web sempre aggiornata e addattata alle esigenze locali, e questo anche per quanto riguarda le possibilità di online shopping, attualmente molto utilizzato per fare acquisti.</p>
<p lang="en-GB">
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.themarketer.info%2F07-07-2010%2Fmarketing-scandinavia-intervista-linda-rehn-sosto%2F&amp;layout=standard&amp;show-faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:auto;"></iframe></div>

<p>Related posts:<ol><li><a href='http://www.themarketer.info/29-10-2007/intervista-a-leonardo-bellini/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Intervista a Leonardo Bellini'>Intervista a Leonardo Bellini</a></li>
<li><a href='http://www.themarketer.info/30-09-2007/intervista-a-barbara-picollo-di-bp-communication/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Intervista a Barbara Picollo di b&#038;p communication'>Intervista a Barbara Picollo di b&#038;p communication</a></li>
<li><a href='http://www.themarketer.info/19-09-2007/intervista-a-gianluca-arnesano-di-icemedia-italia/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Intervista a Gianluca Arnesano di Icemedia Italia'>Intervista a Gianluca Arnesano di Icemedia Italia</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.themarketer.info/07-07-2010/marketing-scandinavia-intervista-linda-rehn-sosto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Creative commons: operazione top-kill per salvare il monopolio della SIAE</title>
		<link>http://www.themarketer.info/31-05-2010/creative-commons-top-kill-siae/</link>
		<comments>http://www.themarketer.info/31-05-2010/creative-commons-top-kill-siae/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 May 2010 09:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avv. Giulia Arangüena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.themarketer.info/?p=2121</guid>
		<description><![CDATA[La SIAE, per generale definizione, è un ente pubblico economico a base associativa, preposto alla protezione e all&#8217;esercizio dei diritti d’autore. In particolare la SIAE, come prescritto dalla legge sul diritto d’autore (articoli 180-183 LDA): agisce come intermediario tra il pubblico e i detentori dei diritti d’autore che si associano all’ente su basi contrattuali di [...]


Non ci sono post correlati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.themarketer.info%2F31-05-2010%2Fcreative-commons-top-kill-siae%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.themarketer.info%2F31-05-2010%2Fcreative-commons-top-kill-siae%2F&amp;source=themarketer&amp;style=normal&amp;service=bit.ly" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p>La <span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.siae.it/">SIAE,</a></span> per generale definizione, è un ente pubblico economico a base associativa, preposto alla protezione e all&#8217;esercizio dei diritti d’autore. In particolare la SIAE, come prescritto dalla legge sul diritto d’autore (articoli 180-183 LDA):</p>
<ol>
<li>agisce 	come intermediario tra il pubblico e i detentori dei diritti 	d’autore che si associano all’ente su basi contrattuali di tipo 	privatistico;</li>
<li>esercita 	le funzioni istituzionali affidate dalla legge e connesse alla 	protezione delle opere dell&#8217;ingegno;</li>
<li>svolge, 	per conto dello stato, enti pubblici o privati, il servizio di 	accertamento e percezione di tasse, contributi, e diritti per 	l’utilizzo e la fruizione delle opere protette;</li>
<li>esercita 	in regime di monopolio legale l’esclusiva sulla raccolta e 	gestione dei compensi destinati agli autori;</li>
<li>svolge 	un’attività pienamente economica e produttiva di reddito, 	ampiamente sostitutiva e rappresentativa dell’attività economica 	privata dei singoli autori associati e dei loro eredi.</li>
</ol>
<p>Riassumendo rudemente, la SIAE <strong>è l’unico esempio al mondo di confederazione sindacale di tipo istituzionale munita di personalità giuridica di diritto pubblico</strong> (già un <em>unicum</em> nel nostro ordinamento), <strong>rappresentativa degli interessi economici dei detentori dei diritti d’autore associati in tutti i settori della produzione di opere di ingegno, che, per legge, svolge, su basi rigidamente monopolistiche, attività di impresa per finalità di lucro a presidio di tali interessi privati. </strong></p>
<p>Ancora più in sintesi,<strong> </strong>la SIAE è lo Stato-Amministrazione che fa impresa per gestire e distribuire i soldi a tutti quegli autori che vi aderiscono per farsi rappresentare nei rapporti giuridici ed economici in cui avviene una utilizzazione dei contenuti prodotti da loro.</p>
<p>Nulla di nuovo, dunque, tranne, forse la sintesi. E sono anche note le critiche ed i tentativi di smontare il monopolio della SIAE che, negli ultimi tempi, si sono moltiplicati ad intervalli di tempo sempre più ravvicinati anche in sede europea. [Vedi ad esempio: 1) la  della Commissione EU antitrust del 16.6.2008 che costringe le società di <em>collecting</em> a competere sul mercato per la gestione dei contenuti protetti; 2) la <span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/34133.htm">proposta di legge</a></span> presentata al senato con il n. 1757 assegnata il 17.11.2009 alla 2° Commissione Giustizia; 3) le aspre censure mosse, in un’intervista rilasciata su <span style="text-decoration: underline"><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/02/08/la-battaglia-di-sugar-in-nome-della.html">Repubblica – Affari&amp;Finanza</a></span> l’8.2.2010, da Filippo Sugar, Presidente e Ceo della <span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.sugarmusic.com/">Sugar Music</a></span>, holding che controlla 15 società di editoria musicale, e nuovo Presidente della Fem; e 4) la <span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.key4biz.it/Comunicati_Stampa/2010/05/Musica_Federazione_Autori_Fem_Diritto_Creativita_Musicisti_Editori_Siae_Mogol_Cet_Gino_Paoli.html">notizia</a></span> apparsa il 5.5.2010 della nascita, presso il <span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.cetmusic.it/home.htm">CET</a></span> di Mogol, della Federazione degli Autori che si ripropone di rappresentare per il futuro, in ogni sede preposta, gli interessi della categoria degli autori italiani di musica]</p>
<p>Ma tutti i ricordati tentativi (e molti altri ancora), per adesso, sono solo attacchi di superficie che non daranno il colpo di grazia <strong>al solido dominio della SIAE sui contenuti </strong>che dura incontrastato nel nostro paese <strong>da 126 anni</strong>. Infatti, tali colpi assomigliano più a quelli dati dai <em>banderilleros</em> per sfiancare il toro ma non costituiscono il colpo mortale che, invece, può esser dato, al momento giusto, solo in uno specifico punto. E tale punto, nel caso di specie, <strong>è il nervo del consolidato modello fondato sulla assenza pressoché totale di una vera competizione economica sul mercato dei contenuti protetti, praticato sino ad ora dalla SIAE per disposizione normativa </strong>(art. 180 LDA).</p>
<p>Tuttavia, il mercato è più forte delle leggi e spesso anche del diritto; ecco perché farà quel che deve fare se la SIAE non mette in piedi, in tempi rapidi, una reazione top-kill di “apertura ed accoglienza” dei nuovi meccanismi di produzione e gestione dei contenuti che la rivoluzione digitale in atto ha prodotto e sta producendo in maniera sempre più veloce.</p>
<p>Occorre allora decidere in fretta sull’adozione delle nuove possibilità di cedere diritti su opere protette non più secondo il modello unico di “tutti i diritti riservati”, bensì <strong>anche</strong> secondo i nuovi e più agili schemi delle <span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.creativecommons.it/">Creative Commons</a></span> , che sono stati messi all’esame da parte di SIAE attraverso la costituzione del <span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.creativecommons.it/node/707">gruppo misto</a></span> con Creative Commons-It di cui però non si sa più nulla dopo oltre un anno di lavoro, e sulla quale iniziativa la nostra società di <em>collecting</em> nazionale si sta attardando a prendere le dovute determinazioni.</p>
<p>Infatti, in un’epoca dove la velocità fa la differenza, la SIAE deve tener conto di tutti i mutamenti in atto nel suo campo d’azione e della sua <em>mission </em>aziendale e dovrebbe dismettere il suo abulico <em>aplomb </em>istituzionale ricordando che è anche e soprattutto un’azienda, di Stato, ma pur sempre un’azienda.</p>
<p>In tale contesto, è importante alimentare il flusso della competizione economica e dare risalto ad alcuni episodi che testimoniano come il mercato e la rete si stiano saldando fra loro per creare, per le vie di fatto, il <em>matador</em> in grado di sfidare il monopolio della SIAE sui contenuti; e ciò anche e soprattutto per consentire alla SIAE stessa di riconoscere i sintomi della competizione economica, reagire ed accettare la gara.</p>
<p>Giova dare evidenza, pertanto, al caso di <span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.fullwebber.com/">ANB Web Social Radio</a></span> che, quale editore radiofonico ed autore SIAE, ha deciso di licenziare anche contenuti in Creatives Commons; oppure al caso del Gruppo Editoriale Bixio che ha lanciato qualche mese fa una nuova piattaforma <span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.saltinaria.it/news/musica/7650-licensing-musicale-online-per-film-spot-serie-tv-nasce-have-a-sync.html">(haveasink)</a></span> per il <em>music licensing</em> per registi, pubblicitari, o consulenti musicali, consentendo loro di trovare, con un sistema di ricerca on- line facile ed intuitivo, la musica ideale per <strong>film</strong><strong>, </strong><strong>documentari</strong><strong>, </strong><strong>spot</strong><strong>, </strong><strong>fiction tv</strong> ed altre produzioni audiovisive, all’interno di un ampio catalogo di autori molto più che noti, associati SIAE, che, evidentemente, si sono mantenuti la libertà di disporre del diritto di sincronizzazione delle loro opere.</p>
<p>Ma, probabilmente, il caso più interessante è quello segnalato da un articolo apparso su <span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.ilsole24ore.com/dossier/Tempo%20libero%20e%20Cultura/ventiquattro/">Ventiquattro</a></span>, il Magazine di tempo libero e cultura del Sole24 ore del 21.5.2010 dal titolo, piuttosto ironico (ma forse profetico), <span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Tempo%20libero%20e%20Cultura/ventiquattro/2010/06/approfondimento-2.shtml?uuid=67162c12-6337-11df-b805-90ff3ebcf28f&amp;DocRulesView=Libero">“Il suon dell’avvenire”</a></span>.</p>
<p>Con tale articolo, un bravo giornalista, Gianluigi De Stefano, ha scovato e disvelato le tracce del vento e della bufera che presto si metteranno, rispettivamente a fischiare ed urlare sulle sorti della SIAE se non si sburocratizza in una frazione temporale tale da sostenere la gara economica che si è aperta per il controllo dei contenuti, soprattutto nel settore musicale, grazie ad internet ed al mercato.</p>
<p>Nell’articolo in discorso si racconta di una storia, prima di tutto di vita, di un <em>self-made man </em>italianissimo (non “parente” di nessuno, finalmente!), Davide D’Atri, emigrato a Londra, ed ex autista di camion per pagarsi gli studi di economia che, un bel giorno del 2006, ha fondato il suo sogno: la <span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.beatpick.com/">Beatpick</a></span> company.</p>
<p>La Beatpick capitanata da D’Atri e da altri giovani ed intuitivi <em>italians</em> opera a livello globale grazie alla rete, al fine di costituire un repertorio musicale alternativo a quello controllato in Italia dalla SIAE, e per licenziarne i diritti di utilizzazione a tutte quelle società che si servono in pubblico di musica per il loro <em>business. </em>La Beatpick ha gia fornito licenze a <em>player</em> del calibro di Mercedes, Toyota, Samsung, Lufthansa, finalizzando, anche, l’importantissimo affare della cessione di diritti di diffusione musicale a tremila punti vendita e supermercati che, scegliendo la musica nel suo catalogo, risparmiano 1.5 milioni di euro di tasse e diritti.</p>
<p>Ci si deve allora domandare cosa succederà se Beatpick dovesse arrivare a licenziare diritti di diffusione musicale sul suo repertorio ad alberghi, catene turistiche, palestre, aeroporti, compagnie aeree, grandi megastore ecc, magari, stanchi di sostenere, in questi tempi di crisi, i costi della diffusione della musica targata SIAE.</p>
<p>Ma quel che si deve sottolineare, alla luce di quanto detto, è che i soldi risparmiati per la diffusione in pubblico della musica (ma il discorso può allargarsi a tutti i settori artistici controllati dalla nostra società di <em>collecting,</em> unica nel suo generalismo), non rappresentano solo una fetta di torta tolta alla SIAE, ma costituiscono, soprattutto, meno introiti per gli autori associati all’ente e <strong>minore possibilità di diffusione al pubblico delle loro opere</strong>.</p>
<p>Ecco perché, essendo azienda, la SIAE, a prescindere dalle difficili valutazioni sui massimi sistemi o sul sesso degli angeli, deve rendere conto ai suoi associati (azionisti), oltre che allo Stato (azionista di controllo) <strong>a cui prima o poi dovrà spiegare come mai, ad esempio, il fatturato dell’industria musicale italiana non è parte del nostro pil. </strong></p>
<p>Insomma, piuttosto che vivisezionare al microscopio il protocollo di licenze Creative Commons per verificare se è buono o cattivo, basterebbe smettere di averne paura, crederci ed investirci sopra quale occasione, forse l’ultima per la SIAE, di mantenere in piedi il <em>business</em> del controllo dei contenuti in maniera unitaria, dato che non credere alle Creative Commons significa né più e né meno che non credere alla rete; il che, per dirla con le parole di <span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2006/10/Fleischner_Edoardo.html">Edoardo Fleischner</a></span>, significa non credere all’energia elettrica.</p>
<p><strong>Avv. Giulia Arangüena</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline"><a href="mailto:g.aranguena@leadlaw.it">g.aranguena@leadlaw.it</a></span></p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.themarketer.info%2F31-05-2010%2Fcreative-commons-top-kill-siae%2F&amp;layout=standard&amp;show-faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:auto;"></iframe></div>

<p>Non ci sono post correlati.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.themarketer.info/31-05-2010/creative-commons-top-kill-siae/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>QR Code Barcode Era</title>
		<link>http://www.themarketer.info/25-05-2010/qr-code-barcode-codice-barre-gratis/</link>
		<comments>http://www.themarketer.info/25-05-2010/qr-code-barcode-codice-barre-gratis/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 May 2010 06:05:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.themarketer.info/?p=2111</guid>
		<description><![CDATA[Ultimamente sembrano tutti impazziti per i codici a barre come il QR Code. Una volta codice a barre era sinonimo di prezzi al supermercato ed era  finita lì. Ora sembra che il raggio d&#8217;azione si sia allargato a tutto quello che puo essere codificato. In alcuni casi note riviste italiane hanno adottato il QR Code [...]


Non ci sono post correlati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.themarketer.info%2F25-05-2010%2Fqr-code-barcode-codice-barre-gratis%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.themarketer.info%2F25-05-2010%2Fqr-code-barcode-codice-barre-gratis%2F&amp;source=themarketer&amp;style=normal&amp;service=bit.ly" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p>Ultimamente sembrano tutti impazziti per i <strong>codici a barre come il QR Code</strong>. Una volta codice a barre era sinonimo di prezzi al supermercato ed era  finita lì. Ora sembra che il raggio d&#8217;azione si sia allargato a tutto quello che puo essere codificato. In alcuni casi <strong><a title="Panorama QR Code" href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2009/12/10/qr-code-il-codice-che-cambia-il-modo-di-comunicare/" target="_blank">note riviste italiane hanno adottato il QR Code</a></strong> come legame tra il mondo reale della carta e i mondo virtuale e multimediale.</p>
<p>La sempre più massiccia diffusione degli smartphone consente a tutti di leggere, tramite una delle mille applicazioni gratuite, i codici di qualunque genere e tipo. Non solo, ma anche noi possiamo fabbricarci da soli e in maniera gratuita, il nostro bel codice QR personalizzato. Questo <strong><a title="Sito Codice a barra QR Code gratis" href="http://www.barcode-generator.org/" target="_blank">sito dedicato ai codici a barre, ci permette di creare QR Code gratuiti</a></strong>.</p>
<p>Io l&#8217;ho fatto ed il risultato è questo qui sotto:</p>
<p><a href="http://www.themarketer.info/wp-content/uploads/2010/05/QRCode_Roldano.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2114" title="QRCode_Roldano" src="http://www.themarketer.info/wp-content/uploads/2010/05/QRCode_Roldano.png" alt="QR Code Bar Roldano De Persio email e CV" width="164" height="164" /></a></p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.themarketer.info%2F25-05-2010%2Fqr-code-barcode-codice-barre-gratis%2F&amp;layout=standard&amp;show-faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:auto;"></iframe></div>

<p>Non ci sono post correlati.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.themarketer.info/25-05-2010/qr-code-barcode-codice-barre-gratis/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
