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		<title>Ditelo con Google Parisian Love</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 10:52:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>

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		<description><![CDATA[Google usa i manifesti nelle metropolitane e nelle strade per convincere la gente ad adottare Google Chrome. Google usa la Tv per convincere sempre più persone a chiedere consigli e suggerimenti. Google non vuole essere il grande fratello, Google vuole essere tuo fratello o almeno così vuole darla ad intendere.
Durante il Super Bowl di questa [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.themarketer.info%2F08-02-2010%2Fparisian-love-google-pubblicita-super-bowl%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.themarketer.info%2F08-02-2010%2Fparisian-love-google-pubblicita-super-bowl%2F" height="61" width="51" /></a></div><p>Google usa i manifesti nelle metropolitane e nelle strade per convincere la gente ad adottare <strong>Google Chrome</strong>. Google usa la Tv per convincere sempre più persone a chiedere consigli e suggerimenti. <strong>Google non vuole essere il grande fratello, Google vuole essere tuo fratello o almeno così vuole darla ad intendere.</strong></p>
<p>Durante il Super Bowl di questa notte è andato in onda uno spot di Google che è il succo di tutta la filosofia googleiana: trova l&#8217;amore e nel caso dello spot trovalo a Parigi.</p>
<p>Esagero? No, non esagero!</p>
<p>Google non serve per trovare hotel o lavoro e questo, il motore di ricerca più famoso del mondo, lo sa molto bene. Provate ad analizzare le statistiche e scoprirete che Google traffica in sentimenti e bisogni. Un corso di francese o un film di Truffaut sono solo informazioni incidentali di un percorso  tutto puntato a cercare la nostra felicità o sicurezza o soddisfazione immediata.</p>
<p>Google in silenzio unisce i puntini che definiscono la nostra vita in percorsi, che noi chiamiamo storie e l&#8217;amore a Parigi è <strong><a title="Google Search Stories" href="http://www.youtube.com/searchstories">una delle tante storie di Google</a></strong>.</p>
<p><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/nnsSUqgkDwU&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/nnsSUqgkDwU&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>


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		<title>Il Mondo Nexus</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 09:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina una mia amica, che segue molto la stampa UK &#8211; altro che i nostri newspaper &#8211; mi ha gentilmente segnalato un articolo del Guardian sul nuovo telefono di Google Nexus One.  In sintesi, Google Nexus One arriva in UK e subito deve affrontare la concorrenza di smartphone alternativi.
Ora mi sembra evidente che tutti, [...]


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</ol>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina una mia amica, che segue molto la stampa UK &#8211; altro che i nostri newspaper &#8211; mi ha gentilmente segnalato un <strong><a title="Guardian UK Nexus One Google" href="http://www.guardian.co.uk/business/2010/feb/07/google-phone-cut-price-challenger" target="_blank">articolo del Guardian sul nuovo telefono di Google Nexus One</a></strong>.  In sintesi, <strong>Google </strong><strong>Nexus One</strong> arriva in UK e subito deve affrontare la concorrenza di smartphone alternativi.</p>
<p>Ora mi sembra evidente che tutti, compreso il Guardian, stiano perdendo il focus sulla questione centrale: <strong>a Google non interessa vendere smartphone, quella semmai è Apple!</strong></p>
<p><strong>Google campa di pubblicità, non dimentichiamocelo, e deve distruggere &#8211; regalando e/o abbassando i prezzi- tutte quelle economie, che aumentano la distanza tra il lettore e le sue pubblicità, che è  invece il vero core business di Google. Più si diffonde Android o Chrome e più il cerchio intorno all&#8217;utente finale si chiude. L&#8217;utente deve vivere in un mondo googloiano ed è per questo che Google deve distruggere Apple, che propone in alternativa il suo mondo appleiano.<br />
</strong><br />
Quindi per tornare all&#8217;articolo del Guardian, che il Nexus venga venduto a caro prezzo o che si diffonda o non si diffonda interessa più a HTC che a Google, interessata a ficcarci dentro Android, perché supporta in maniera nativa Gmail e Latitude.  Android lo trovi dovunque, escluse Nokia e iPhone; Android lo supportano tutte le case costruttrici di smartphone.</p>
<p>Se fosse per Google gli smartphone li troveresti gratis nelle patatine :)</p>


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</ol></p>
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		<title>Toyota Auto Distruzione</title>
		<link>http://www.themarketer.info/04-02-2010/toyota-auto-distruzione/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 09:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia Aziendale]]></category>

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		<description><![CDATA[La Toyota, prestigiosa casa automobilistica giapponese, sta vivendo un incubo che sta trascinando all&#8217;inferno l&#8217;intera economia giapponese, che già di per se non naviga in acque tranquille. Perché succede questo? Il motivo è legato all&#8217;informazione. Ma non era un problema di richiami di milioni di automobili per un difetto meccanico?
No, il vero problema è la [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>La Toyota, prestigiosa casa automobilistica giapponese, sta vivendo un incubo che sta trascinando all&#8217;inferno l&#8217;intera economia giapponese, che già di per se non naviga in acque tranquille. Perché succede questo? Il motivo è legato all&#8217;informazione. Ma non era un problema di <a title="Toyota milioni di automobile richiamate" href="http://www.repubblica.it/motori/attualita/2010/01/28/news/toyota_travolta_dai_richiami_usa_bloccata_produzione_e_vendita-2112048/" target="_blank">richiami di milioni di automobili per un difetto meccanico</a>?</p>
<p>No, il vero problema è la gestione dell&#8217;informazione! L&#8217;informazione  nel 2010 è la vera componente essenziale nei processi di produzione e vendita. L&#8217;informazione è tutto perché sapere in anticipo che un determinato prodotto ha un difetto grave consente di risparmiare milioni o, come nel caso della Toyota, miliardi di euro.</p>
<p><strong>Conoscere, sapere, informarsi e informare sono la base di qualunque strategia vincente dei prossimi anni e chi non ha capito questo è destinato ad estinguersi. Conosco aziende e agenzie che sono sempre tentate di nascondere informazione di qualunque natura: critiche, dati utili ai clienti, difetti dei prodotti etc.</strong></p>
<p>Nell&#8217;era dell&#8217;informazione diffusa e distribuita qualunque tentativo di manipolazione o, peggio ancora, di occultamento dei dati rischia di tramutarsi all&#8217;improvviso in un incubo senza fine.</p>
<p>Toyota ha seguito un processo industriale normale, che si è stabilizzato nel tempo. Chi sviluppa software sa benissimo che i programmi non sono mai perfetti e che possono esserci dei bug. Solo che con le automobili non muoiono applicativi, ma persone in carne e ossa.</p>
<p>Come si può ovviare a disastri informativi come quello della Toyota? C&#8217;è una soluzione?</p>
<p>La soluzione è trasparenza. Prima emerge un difetto e meglio è. Prima si rende noto il difetto e meglio è. Nascondere o ignorare un difetto è una soluzione cattiva, peggiore del male stesso.</p>
<p>Tutti noi veniamo da un mondo in cui le agenzie pubblicitarie erano e sono ancora impegnate a photoshoppare i prodotti e a renderli più belli e attraenti di quelli che sono! I loro clienti non vogliono sentire parlare di onestà, perché bisogna circuire e adulare il consumatore. Ancora si pensa che una bella pubblicità possa evitare la diffusione dell&#8217;informazione sulle caratteristiche e le qualità di un prodotto. Ancora si pensa come se non esistesse Internet o il Word of Mouth!</p>
<p>Ancora per poco.</p>


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		<title>SEO in Italia? Sì, No, Forse</title>
		<link>http://www.themarketer.info/27-01-2010/seo-italia-si-no-forse/</link>
		<comments>http://www.themarketer.info/27-01-2010/seo-italia-si-no-forse/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 08:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roldano De Persio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Search Engine Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Il SEO, ma anche il SEM, è un&#8217; attività legata al destini dei motori di ricerca, che in Italia e in tutto il mondo occidentale, si traduce in una sola parola:Google. Se non esistessero i motori di ricerca, questo tipo di motori di ricerca, non sarebbe stata mai possibile la nascita di tutta un&#8217;economia legata [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>SEO</strong>, ma anche il <strong>SEM</strong>, è un&#8217; attività legata al destini dei motori di ricerca, che in Italia e in tutto il mondo occidentale, si traduce in una sola parola:<strong>Google</strong>. Se non esistessero i motori di ricerca, questo tipo di motori di ricerca, non sarebbe stata mai possibile la nascita di tutta un&#8217;economia legata alla ricerca dell&#8217;informazione.</p>
<p>L&#8217;acronimo SEO (<strong>Search Engine Optimization</strong>) potrebbe essere tradotto anche con la parola <strong>meritocrazia</strong>, parola molto spesso citata, ma poco spesso applicata nel bel paese. <strong>il SEO implica organizzazione, strategia, capacità di analisi e anche capacità &#8220;artistiche&#8221; di ideazione e scrittura</strong>. Il SEO viene ancora, erroneamente, associato solo ai siti web, ma in realtà anche gli ormai-di-moda Social Media: <strong>YouTube</strong>, <strong>Facebook</strong> e <strong>Twitter</strong> sono già indicizzati su Google. Inoltre, Facebook e Twitter hanno essi stessi dei motori di ricerca interni. Tutto ruota intorno ai motori di ricerca, quindi.</p>
<p>Il Web, almeno quello attuale, necessita per sua natura di uno strumento che faccia da filtro &#8211; parola al tempo stesso positiva e negativa &#8211; e che consenta di scremare il grano dal loglio e perdippiù in tempi molto brevi. I motori di ricerca sono il setaccio che, almeno in teoria, dovrebbero  portare a galla &#8211; nella prima <strong>SERP</strong>, cioè la prima pagina dei risultati di ricerca &#8211; la verità e lasciare nel fondo il rumore, il noise, il falso. I primi risultati della prima pagina dei risultati di ricerca dovrebbero essere esattamente i luoghi di informazione che cerchiamo, che stiamo cercando in quel preciso momento!</p>
<p><strong>Ora il guaio per l&#8217;Italia e per altri paesi europei è che Google, ma anche Bing, Facebook e Twitter sono tutti made in USA e sono tutti figli di quella cultura pioneristica, meritocratica e di frontiera, che poggia sull&#8217;idea che il più forte, ma anche il più smart o il più bravo, vince su tutti gli altri. Tutti questi strumenti o filtri, e quindi anche lenti su come vedere il mondo, portano in dote l&#8217;idea tutta americana, il sogno americano, che alla fine l&#8217;uomo di buona volontà vince e viene premiato per gli sforzi compiuti.</strong></p>
<p>L&#8217;Italia non ha questa tradizione agonistica. In Italia permangono, anche nella vita di tutti i giorni, altri valori e concetti e questo crea tensioni e scontri culturali e generazionali mai visti in precedenza.</p>
<p><strong>IL SEO e meglio ancora il SEM, sono la punta di diamante di questa visione della realtà in cui bisogna essere preparati, aggiornati, organizzati e pronti a combattere per ogni millimetro guadagnato. Molte aziende italiane, ma anche corporazioni o potentati, che in passato hanno sottovalutato l&#8217;importanza crescente del Web e quindi dei motori di ricerca, si trovano ora ad affrontare qualcosa che non capiscono e che vedono sempre più come una minaccia.</strong></p>
<p><em><strong>Et vos estote parati</strong></em><em>, <span style="font-style: normal;">(siate preparati)</span> </em>dice il vangelo, ma quanti in questa nazione di sedicenti cattolici si sono preparati al cambiamento epocale, che li ha investiti in pieno? <strong>Gli investimenti pubblicitari nei media classici sono in caduta verticale, ma quelli su Internet, compresi quelli legati al SEO e SEM, stentano ancora a decollare.</strong></p>
<p>Voglio ripetermi, se non fosse ancora chiaro! Ovunque in Italia c&#8217;è timore, preoccupazione, incertezza, <strong>ma anche resistenza</strong>. Le media delle aziende italiane non è preparata ad affrontare la bufera culturale imposta dal mondo nuovo. Internet era una volta una cosa marginale, roba da geek adolescenti e brufolosi. Ora si rivela un mostro troppo cresciuto, che divora margini e fatturati ed è anche il terreno di scontro tra gli eserciti cinese e americano. I motori di ricerca e quindi il SEO, sono alla base persino dello scontro economico e culturale tra Cina e USA.</p>
<p>Solo mie impressioni? Oltreoceano, ad esempio, persino il  <strong><a title="Time su Berlusconi e YouTube" href="http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1955569,00.html" target="_blank">Time sospetta che in Italia serpeggi una sindrome cinese</a></strong>.</p>
<p><strong>Dunque la domanda sorge spontanea: SEO in Italia? Sì, No, Forse!</strong></p>
<hr /><strong><strong><strong>Questo post è stato scritto dal <strong>SEO Strategist</strong> <strong>Roldano De Persio</strong> e lo potete seguire anche sulla sua <strong>pagina Facebook</strong> cliccando <strong><a title="Roldano De Persio SEO strategist Facebook Fan Page" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.facebook.com/io.sono.Roldano');" href="http://www.facebook.com/io.sono.Roldano" target="_blank">qui</a></strong></strong></strong></strong></p>


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