Porno a microonde
17 September 2008, di Roldano De PersioIn un post di Agosto, Paola Bonomo si era lamentata di come in una campagna pubblicitaria di un robot da cucina venisse ancora utilizzato il solito cliché della donna come oggetto sessuale o peggio come insaziabile vogliosa. Alcuni claim della campagna sono – visto che parliamo di cucina – conditi di ammiccamenti e doppi sensi. Le frasi sono: “voglio fare la puttanesca” oppure “voglio farmi piselli o fave”. Non mi sembra che ci sia bisogno di spiegazioni o che vada avanti no?

Ora cambiamo argomento, ma non allontaniamoci troppo dal terreno della cretinività di certi pubblicitari nostrani.
Il Primo BlogFest a Riva del Garda è stato caratterizzato da tante iniziative interessanti, ma anche da una furiosa polemica finita in guerra portata avanti a colpi di commenti, post e contropost. Un vero macello, articoli e aggettivi dappertutto, verbi agonizzanti e congiuntivi in estinzione. Salvate i congiuntivi o se vi piace di più la verità sulla grammatica vi prego.
Ora Il ground zero della polemica è stata l’ idea che l’attentato alle torri gemelle dell’ 11 settembre 2001 è stato un unicum creativo anzi “un idea della madonna” – madonna? ma non erano stati i terroristi integralisti musulmani? - come è stato testualmente detto dal pubblicitario oggetto del tiro incrociato dei blogger italiani. La “pressione mediatica” ottenuta dall’attentato lo tramuta conseguentemente in un’ idea geniale e soprattutto decisamente creativa.
Dunque in entrambi i casi il mondo della publicità classica – mondo molto 1.0 anzi diciamo 0.75 - crede, e purtroppo in alcuni casi a ragione, che i mercati non sono conversazioni. Tu non devi conversare, zitto e compra, che io ho il mutuo da pagare.
Il messaggio va in un unica e sola direzione. C’è un’ idea creativa o supposta – visto che doppio senso? – tale che deve essere comunicata ad un pubblico svogliato e disattento, meglio se anal fabeta – qui altro doppio senso e risate in sottofondo – che deve essere stuzzicato o raccapricciato.
E la creatività che fine ha fatto? La creatività in campo pubblicitatio non è mai esistita veramente perché non ci sono le basi per esistere. L’arte è piegata al bisogno finale di vendere un prodotto ed uno spot troppo creativo rischia addirittura di far passare in secondo piano l’oggetto del desiderio.
Credetemi una banconota di 4 euro è molto più creativa di qualunque spot pubblicitario.
Fine.
Vi è piaciuto questo post? Se non vi è piaciuto mi dispiace io però non sono un creativo lo sapete no?
Al contrario se non andate di fretta e non vi siete annoiati su Microtubo potete leggere le avventure dell’attrice americana 2.0 Felicia Day che ha inventato la serie The Guild.
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