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Twitter e microblogging: scommettiamo?

17 July 2009, di Stefania Fussi

Ti racconto una cosa prima…

Siamo a Londra e i protagonisti di questa vicenda sono da una parte la Morgan Stanley,  holding bancaria ai vertici della finanza internazionale e, dall’altra, un giovane liceale di 15 anni, Matthew Robson, stagista estivo presso la suddetta società.

Al termine della collaborazione la Morgan Stanley chiede a Matthew di elaborare e di descrivere i gusti dei suoi coetanei riguardo al mondo dei media e dei social media. Il report stilato dal ragazzo ha messo in ginocchio, tra gli altri media più tradizionali – radio, TV e giornali – proprio Twitter.

Interessante questo articolo che, a mio avviso, mette a fuoco il panorama completo di questo scardinamento che ha scosso i Media.

Mi compiaccio anche – e con un sorriso orgoglioso del tipo “eh, come ho scritto su Scenari futuri: musica come acqua!” – della riflessione del nuovo guru della City riguardo al consumo di musica tra i giovani… Comunque leggilo pure, non ci vorrà molto, e poi torna qui che non ho finito.

Quale sarà il destino di Twitter?

Il microblogging a mio avviso non è amato dai più giovani anche per una questione più prettamente narcisistica.

Dov’è la mia fotogallery? Cosa condivido con i miei amici? Dove posso postare il mio video in modo esplicito?

L’url che si inserisce in una twittata copre completamente il contenuto a cui conduce. Cliccherò solo se la persona che sto seguendo presenta in modo allettante questo contenuto. E chi è meno abile ad esprimersi, mi viene da credere, non si sentirà mai abbastanza appagato dal twit. Ma con tutti i link che ci propinano…avrò la voglia di curiosare davvero? E più che altro…che probabilità avrà un buon messaggio di essere visto e riconosciuto tra tanti?

E il like? Dove e quanti like otterrò?

E poi scusa, solo 140 caratteri e 1 foto minuscola sul profilo??

Io per prima adotto Twitter senza riuscire ad immaginarlo disaggregato da FriendFeed e da Facebook. Non mi metterei a cinguettare dal cellulare e lo interpreto come uno strumento potenziale che mi permette di aggiornare lo status di altri social network, ma non lo concepisco fine a se stesso se non a livello di maggiore bacino di contatti possibili.

Che sia (o sia destinato ad essere?) apprezzato principalmente da una nicchia di “adulti” conoscitori del web e capaci di scrivere in modo efficace?

Così, io l’ho detta fuori dai denti, ma sono ben disposta a cambiare idea ;-)

Questo post è stato scritto da Stefania Fussi e la puoi contattare qui.

Il Blog è morto Viva il Blog!

26 October 2008, di Roldano De Persio

Secondo Wired il blog è ormai una cosa superata, una cosa che fa tanto 2004. Il motivo che spinge Paul Boutin a cotanta affermazione è che nuovi strumenti di comunicazione, più rapidi e meno costosi in ordine di tempo, sono spuntati sull’orizzonte del web contemporaneo: Twitter, Flickr, Facebook.

Io uso tutti questi strumenti e non penso però che dovrei rinunciare a scrivere su uno dei tanti, troppi blog che ho aperto e mai chiuso. Rinunciare al blog per Twitter o Facebook sarebbe come se dovessi rinunciare al pollice per il dito medio. Io uso e voglio usare tutte le dita della mia mano e non andare in giro per la rete monco.

Ogni strumento non è mai il fine, ma solo un mezzo per comunicare. Quello che Paul Boutin e molti altri dimenticano è che il blog è fatto di parole e le parole, e qui mi azzardo ad essere retorico, quando sono molte formano un esercito capace di arrivare alla mente e al cuore delle persone. Si dice che un immagine valga più di mille parole ma è anche vero che la parola uccide più che la spada.

A buon intenditore poche parole!

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Blog al Blog e Vino al Vino

2 October 2008, di Roldano De Persio

Blog, Corporate Blog, Blog aziendale sono termini che ritroviamo ovunque. I Blog sono ormai entrati nell’immaginario comune e quindi non hanno più quell’alone di cosa riservata a geek brufolosi come sono considerate tutte le cose che vengono dall’infomatica.

Il vino non solo facilita la conversazione – in vino veritas – il vino è diventato esso stesso argomento di conversazione. Oltre a bere buon vino, infatti, c’è chi per motivi professionali o per puro gusto discute sul e intorno al vino e quando non è possibile farlo davanti ad un buon bicchiere si continua su internet attivando o commentando un post di un Blog o meglio un Wine Blog.

Oggi facendo un po’ di attività di Social Web Analytics con SM2 ho scoperto un blog il cui titolo non lascia ombra di dubbio sulla natura degli argomenti trattati o meglio l’unico argomento considerato:Vino al vino

Vino al vino è un blog che esprime in maniera diretta e vera l’opinione di Franco Ziliani, un blog diretto che dice, è il caso di dirlo pane al pane e vino al vino, come stanno le cose, almeno così è come la pensa Franco Ziliani.

Nel suo ultimo post Franco Ziliani prende di mira i fake winery blog, i corporate blog di aziende vinicole che non sono scritti dai vignaioli in persona, ma da qualche agenzia pr o marketing. Secondo Ziliani i winery blog dovrebbero essere il risultato dello sforzo genuino dei viticoltori che riportano in maniera fresca e “ruspante” le loro attività quotidiane:”…che dovrebbero essere invece espressione naturale, spontanea, indipendente e fresca di chi di volta in volta racconta che ha potato, vendemmiato, avviato le fermentazioni, partecipato ad una degustazione, fatto un wine tour con il proprio importatore negli States o in Russia, sperimentato un nuovo trattore, litigato con il cantiniere o con l’enologo consulente, impiantato il nuovo vigneto, avvistato la fioritura o l’allegagione.

Il punto di vista di Franco Ziliani è interessante, ma pecca di “ingenuità”. Nel suo discorso viene sottovalutato il fatto che non tutti i produttori di vino “sanno scrivere” – non fraintendiamoci non parlo di analfabetismo – oppure hanno voglia e tempo di scrivere su un blog. Onore al merito a chi, come ad esempio Poggio Argentiera, lo fa con passione ed interesse genuino, ma ad ognuno il suo mestiere e quindi pane al pane e vino al vino appunto.

Conversazioni senza veli

18 May 2008, di Roldano De Persio

Elastic la società fondata da Nicola Mattina sta organizzando per martedì 20 maggio 2008 un seminario che ha come argomento centrale il blog e le aziende. Qui la brochure con le informazioni ed il modulo di iscrizione.

Il seminario, destinato ai responsabili della comunicazione di aziende e organizzazioni non profit e ai consulenti marketing e della comunicazione, si propone di fornire ai partecipanti gli strumenti concettuali e operativi necessari a definire una strategia per l’impiego dei blog nell’ambito della comunicazione d’impresa e del marketing.

Questi workshop costituiscono dei momenti utili per caprire in che punto si trova la propria azienda e vista l’arretratezza comunicativa di molte società italiane e la loro difficoltà nel comprendere l’evoluzione del marketing, specie quando questo a che vedere con internet, credo sia interesse generale di chi si occupa di comunicazione e marketing valorizzare ed enfatizzare i pochi casi in cui anche qui Italia si affrontano argomenti come il corporate blogging.


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