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Quattro falsi miti delle aziende 1.0 e soluzioni 2.0

23 July 2008, di Roldano De Persio

Tutti noi viviamo un un periodo in cui il credit crunch e la conseguente recessione USA comincia a far sentire i suoi primi effetti anche qui in Europa. La parola d’ordine è risparmiare o rendere più efficiente la produzione.

Alla luce di questo fosco scenario il Web 2.0 e i Social Network sono un vantaggio o un grosso problema per le aziende in difficoltà?

Ribaltiamo completamente il nostro punto di vista e vediamo quali sono i veri costi per un’azienda che deve far fronte ogni giorno ad un mercato globalizzato e fortemente competitivo. Ho individuato quattro miti che fanno parte della classica routine di qualunque azienda 1.0  e che a mio avviso sono ormai un grosso problema di efficienza curabile solo con massiccie dosi di web 2.0.

Mito E-mail: negli anni 90, parliamo del secolo scorso, l’e-mail poteva essere un ottimo mezzo di comunicazione ora però le cose sono radicalmente mutate: spam, virus, traffico elevato, tempi di lettura e risposta sempre più grandi, tempo ricerca di messaggi vecchi.

Soluzione 2.0: Un sistema Wiki consente di eliminare il grosso del traffico interno, che in caso di gruppi di lavoro con molte persone diventa insostenibile. Un’altra possibile soluzione è un blog interno + Feed RSS.

Per le comunicazioni esterne, dove è più sensibile il problema dello spam, vanno di volta in volta trovate le soluzioni più adatte: wiki, blog, LinkedIn, Facebook

Mito Sito aziendale: sempre alla fine degli anni 90 prima dell’esplosione della bolla speculativa tutto sarebbe diventato un sito: sito informativo, sito verticale, sito e-commerce, portale. Le persone avrebbero frequentato solo siti o portali.

Sbagliato. La bolla speculativa è esplosa e molte aziende web 1.0 sono fallite, un po’ come sta avvenendo ora con le banche USA. Il problema si è ulteriormente aggravato e le persone non frequentano più nemmeno i giornali online. Tutti offrono tutto e spesso gratis: servizi, informazioni, news, musica, video. 

Quello che veramente manca e che diventa sempre meno è il tempo. I navigatori del web non hanno più tempo per guardare il vostro sito, sono impegnati a guardare video su YouTube, ad organizzare feste su Facebook, a sentire la band emergente su MySpace o più semplicemente a caricare foto su Flickr mentre ascoltano la radio su last.fm.

Fidatevi, loro del vostro sito 1.0 loro non sanno proprio che farsene. Al massimo stanno in qualche forum a sparlare di voi dei vostri prodotti o peggio a scrivere peste e corna su Wikipedia.

Soluzione 2.0: se proprio vogliamo mantenere qualcosa di simile ad un sito la soluzione più brillante è il corporate blog. Non pensate in termini di pagine e struttura del sito ma in termini di Google. Google adora i blog e li fa salire sulle SERP e poi mille dei vostri post sul blog aziendale sono altrettante landing page su cui far atterare i vostri potenziali clienti. Quante pagine ha il vostro sito?

Altrimenti lasciate perdere e andate a cercare, anzi fatevi trovare dai votri clienti lì dove sono di solito. Avete mai visto uno che per comprare una birra esce fuori della discoteca (MySpace) e arriva fino alla fabbrica (sito 1.0)? Io no e voi? Ecco andate su Facebook o MySpace e fatevi trovare lì.

Mito riunioni di lavoro: le riunioni di lavoro sono una grossa perdita di tempo, che interrompe il normale flusso di lavoro.  Durante la riunione si stabiliscono priorità, urgenze e si analizzano i report, ma il solo fatto di entrare e uscire dalle riunioni spezza il ritmo e la concentrazione, senza contare le code che si creano al telefono e nelle e-mail: far aspettare le comunicazioni esterne può essere fatale oltre che frustrante per clienti e fornitori. L’arroganza mascherata da impegni è una pessima malattia.

Non esiste una vera esigenza riunione. La riunione soddisfa solo malsani appetiti di riconoscimento della gerarchia. Le aziende a parole professano il libero mercato, ma internamente adorano i rovinosi piani quinquennali dell’Unione Sovietica. In tempi di magra questo fatto si paga.

Soluzione 2.0: Anche qui wiki, basecamp, zoho, e strumenti di collaborazione interna il più possibile 2.0 fanno risparmiare tempo e denaro.

Mito sede di lavoro: tranne nel caso in cui siate un idraulico o un postino la necessità di lavorare nella stessa città dell’azienda è un puro e costoso non sense. Spesso negli annunci di lavoro si legge ad esempio:”sede di lavoro Milano”.

Visto che molta della produzione occidentale si è trasferita ormai in Romania e Polonia, per non parlare di Cina e India, che senso hanno ormai questi annunci di lavoro? Questi figuri sanno che esiste una cosa che ci chiama Internet, il telelavoro o anche semplicemente il telefono?

Soluzione 2.0: anche qui wiki, basecamp, zoho, e strumenti di collaborazione interna il più possibile 2.0 fanno risparmiare tempo e denaro. Molti intelligentemente usano windows messanger che va più che bene. Perfino nei servizi di assistenza tecnica software è possibile configurare sistemi che permettono di agire a distanza.


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