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Leggi e Siti Web Intervista Avvocato Barbara Scandelin

25 March 2009, di Roldano De Persio

In questi giorni spesso leggiamo titoli di giornali e blog allarmati perché le istituzioni e i politici vogliono creare leggi su misura per regolare internet. La prima domanda che mi viene in mente e che dovrebbe venire in mente a chiunque si occupi di internet o che comunque  utilizza il web come strumento di lavoro è:

Internet è il far west oppure ci sono leggi italiane e comunitarie che in qualche modo stabiliscono l’esistenza di diritti e doveri per chi apre un sito o un blog o un portale?

Ho rigirato la domanda all’ avvocato Barbara Scandelin socio dello studio legale Melica Scandelin &  Partners, specializzato in diritto delle nuove tecnologie. In particolare mi sono immedesimato nei panni di un’azienda o di un giovane imprenditore che volesse avviare un sito web o un blog o un ecommerce, che per brevità chiameremo portale, per sviluppare il proprio mercato su internet.

L’intervista completa all’avvocato Barbara Scandelin può essere scaricata qui. L’intervista è un po’ anomala perché in realtà è un elenco degli adempimenti di legge che sono obbligatori o facoltativi per chi gestisce un sito web. Ma la sintesi alcune volte richiede sacrifici di stile, per cui ecco l’elenco dei punti trattati:

  • Dati obbligatori – cosa deve essere riportato su un sito web.
  • Informativa Privacy e Privacy Policy -  cosa è obbligatorio e cosa no riguardo la privacy.
  • Condizioni di navigazione e disclaimer – sito adatto ai minori o no
  • Ecommerce o Commercio Elettronico – informazioni da dare al cliente.
  • Diritto d’autore - Copyright e Creative Commons, informazioni base.
  • Rassegna stampa – cosa e quanto si può pubblicare degli articoli di giornale.

Disclaimer:

L’autore di questo post è partner dello studio legale Melica Scandelin & Partner in qualità di esperto di Reputation Management su Internet e può essere contattato al seguente indirizzo:
studio melica scandelin partners

Credit Suisse Survey Spese Pubblicità 2009. Chi Sopravvivera?

23 March 2009, di Roldano De Persio

Avete presente i banchieri? I banchieri non basano i loro giudizi sul sentito dire o sul fatto che un cliente ha gli occhi azzurri oppure racconta barzellette divertenti. Loro, i banchieri, si basano sullo stato patrimoniale di chi hanno di fronte, se è solvente e cose di questo genere. Ora secondo voi che ne pensano le banche di internet? Più precisamente a chi daranno i soldi nel 2009? Quali azioni consiglieranno e quali suggeriranno di vendere?

Non so voi, ma se fossi un’azienda che è quotata in borsa e le cui azioni sono considerate dalle banche non tanto buone sarei un tantino preoccupato. In questo momento ho tra le mani un documento che è una bomba non tanto per le considerazioni e i dati riportati, che alla fin fine sono informazioni quasi di dominio pubblico, ma sopratutto perché la banca in questione esprime dei giudizi, anche forti,  e valutazioni su azioni di società europee che si occupano di media e pubblicità.

Credit Suisse è l’istituto che ha elaborato e pubblicato un Survey che potete scaricare da questo link European Advertising Market, Marketing directors and media buyers survey.

Tutto il Survey è interessante e riporta anche i commenti e le sensazioni dei direttori marketing e dei media buyer. Questo però non è un sondaggio neutro e Credit Suisse esprime le sue opinioni, come nel caso della prima pagina dove è riportato:”Internet continues to grow at the expense of TV, Print, Radio and Outdoor, even in the downturn. Some investors argue these structural issues are widely recognised and priced in. We disagree: the overwhelming response pointed to almost an acceleration of this trend, and our profitability analysis shows Media operating margins in general have yet to feel the pain.” Capite anche voi che quando un istituto bancario usa parole poco soft e molto decise come We disagree e yet to feel the pain c’è da pensare.

Continuando la lettura del Survey si scoprono dati da far tremare i polsi anche alle agenzie e ai media più solidi e forti. Tralasciando le cifre, da vera rovina per  il cinema,  i giornali e la pubblicità esterna, i commenti dei direttori markteting  – pagina 9 – sono:“more focus on new media – interaction with final users.” “We will move more money to online – both display and paid search. We will spend less money in print and auxiliary mediums such as radio and digital TV.” “Internet – +20% (paid search but also significant uplift in natural search engine optimisation programmes).

Il ROI diventa un chiodo  fisso per i media buyers che considerano the Losers - notare il linguaggio forte -  Print (-11%), Radio (-9%) and Outdoor (-8%). Cosa dicono i media buyers?

Ecco alcuni commenti significativi:”Again, a big focus on ROI and correspondingly the Internet as an increasingly effective medium”, “More focus in online”, “Digital is now gaining critical mass in a lot of markets, and this, coupled with the transparency of the medium, means we will be focusing more and more on digital”, “Economic recession causes decrease in advertising expenditure, forcing us to allocate our resources in different and more effective media.““Internet is increasing penetration and, most of all, time spent on medium.

Il Survey di ben 18 pagine, che per ovvi motivi di sintesi non posso riportare in maniera completa – scaricalo qui- è un documento che la dice lunga sullo scenario prossimo futuro della pubblicità e dei media e va attentamente studiato perché è la voce e il pensiero di chi rappresenta, nel meccanismo generale dell’economia, il potere di decidere a chi vanno i soldi, quelli veri.

Ribadisco, nel caso ce ne fosse bisogno, che un documento di Credit Suisse dove in prima pagina c’è scritto:”Our key Outperforms are Reed, Vivendi and WPP; our key Underperforms are Mediaset, JCDecaux and Wolters Kluwer.” ha ovviamente un peso economico  immensamente superiore alle considerazioni di esperti o blogger come il sottoscritto.

Buona lettura

Chi è veramente Boxxy?

17 March 2009, di Roldano De Persio

Chi è veramente Boxxy?

Internet è una macchina incredibile capace di generare informazione e stupore. La rete è un enorme laboratorio virtuale dove fenomeni costruti a tavolino convivono fianco a fianco con spike assolutamente casuali non prevedibili e non pensati da nessuna mente umana.

Internet crea, genera e divora informazione. Informazione utile, ma anche a prima vista inutile e assolutamente paradossale. La maggior parte di noi vive il web in maniera superficiale, limitandosi a leggere qualche email, fare due poke in croce su Facebook mentre gioca a guerra di bande oppure passa il  tempo a vedere video su YouTube.

Esiste però un Web profondo come le fosse oceaniche e attenzione non mi riferisco al classico Deep Web appena scalfito dai più potenti motori di ricerca. No esiste una rete misteriosa, inprevedibile dove avvengono fenomeni incredibili e incontrollabili. Uno di questi è Boxxy!

Boxxy

Chi è Boxxy? Da dove viene? Qualche mese fa, a gennaio, un mio contatto su Facebook mi aveva accennato a Boxxy e al fenomeno della sua diffusione virale e indagando un po’ ho scoperto un fenomeno gigantesco, incredibile, autoreplicante. Lo stesso Guardian ne ha parlato con un titolo a dir poco eclatante How Boxxy brought the web to its knees. Dico sul serio, Boxxy è un fenomeno così potente che è arrivato fin dentro alcuni dizionari  come in questo caso di Urban Dictionary

Boxxy è un operazione marketing o solo un fenomeno di isteria collettiva? Il fenomeno Boxxy genera tante domande non risposte. Perché il paese che ha più ricerche sulla keyword Boxxy è la Finlandia? C’è una ragione particolare? Boxxy è Finlandese?

Perché alcuni video di Boxxy su YouTube sono scomparsi? Quell’account su YouTube è vero oppure è un fake come si dice su questo blog noto come The Boxxy Story?

Migliaia di persone sono fan di Booxy su Facebook, fan di questo fantasma della rete, ma c’è gente che è pronta ad ucciderla per quanto la odia. Non ho messo il link per evitare l’apologia di reato.

Più si indaga su questa storia e più escono dati misteriosi. Cos’ è l’operazione Valkyrie? Perché Valkyrie? Ha a che vedere con l’attentato ad Hitler? Mossa pubblicitaria del film di Tom Cruise?

E voi che ne pensate? Avete informazioni più approfondite?


Know Your Meme: Boxxy from Rocketboom on Vimeo.

Hyperactive teenager Boxxy was all the internet could talk about for 48 hours in January 2009… and then she vanished. Why all the fuss? Institute scientist Jamie Dubs investigates.

More info: http://www.rocketboom.com/rb_09_mar_10_boxxy/
Meme Database: http://knowyourmeme.com/

Obama ha fatto rete

5 November 2008, di Roldano De Persio

Queste elezioni USA verranno ricordate perché per la prima volta nella storia americana Obama, un nero figlio di un immigrato del Kenya, è diventato presidente degli Stati Uniti.

In realtà la vera rivelazione, la vera grande rivoluzione non è Obama in quanto nero. Un paese che deve molto all’immigrazione di tanti popoli della terra è quasi scontato che alla fine debba eleggere qualcuno che non assomigli affatto ai padri fondatori. Anzi non escludo che fra qualche anno assisteremo all’elezione di orgine ispanica, magari donna.

No la vera rivoluzione, sepolta dalla retorica del colore della pelle, è che internet ha dato un contributo enorme alla campagna di Obama. Obama ha capito subito le enormi potenzialità di ricchezza e di veicolazione del messaggio offerta da internet.

La televisione ha ancora la sua importanza, ma per quanto? Mac Cain era un tizio che non sapeva scrivere e-mail, Mac Cain era un tizio che accusava il blogger di aver stravolto la sua campagna elettorale. Mac Cain era un tizio che non aveva capito quanto internet sarebbe stata pericolosa per lui. Mac Cain era.

Non sappiamo se Obama farà bene o farà male. Solo di una cosa siamo sicuri e cioè che internet 2.0 o 4.7 oppure quello che vi pare è qui per stravolgere il mondo che conosciamo; nel caso foste dubbiosi su queste conclusioni vi ricordo che la recessione in atto ci mette di fronte al fatto compiuto che chi è sotto scacco ora è proprio il mondo degli atomi, il mondo delle cose materiali: case, banche, automobili, aereoplani e non certo quello delle cose virtuali.


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