Posts Tagged ‘Politica’

Dichiaro.eu Nuovo Progetto per la Politica 2.0

13 April 2009, di Roldano De Persio

La vittoria elettorale di Obama negli USA ha dimostrato che i tempi per un cambiamento nella comunicazione politica sono ormai maturi.

Sono quasi ormai dieci anni che  siamo entrati di slancio nel XXI secolo e tantissime cose sono cambiate dal secolo scorso e la propaganda politica è una di queste. La campagna elettorale una volta era fatta di carta e quando c’erano tanti soldi anche di televisione.

Ora in tempi di crisi economica e di rampanti Social Media come Facebook e Twitter qualcosa dovrà inevitabilmente cambiare e Obama nella patria dei costossisimi spot televisivi ha dimostrato che Internet può avere un ruolo importante anche se non necessariamente esclusivo.

Nella cara vecchia Europa si terranno il 7 giugno 2009 le elezioni per il parlamento europeo. Qui da noi in Italia ci saranno in alcune città anche elezioni provinciali e comunali.

I tempi sono ormai maturi per la Politica Digitale o come va di moda adesso, la Politica 2.0. Molti politici e staff elettorali arriveranno però alla tornata elettorale non avendo la minima cognizione di come si attua una campagna elettorale ai tempi di Facebook. Attuare una campagna politica su internet implica, infatti, competenze che vanno dal SEO al Facebook Marketing fino al Social Media Monitoring per non parlare dei video pubblicati in maniera strategica e al momento giusto.

Proprio perchè c’è la necessità di fornire queste competenze  a chi si presenterà come candidato alle prossime elezioni europee o anche alle elezioni provinciali e comunali e non ha però idea di come condurre una campagna di Personal Branding su Internet ho deciso di aderire al nuovo progetto Dichiaro.eu, che unisce le competenze e l’esperienza di più persone in ambito comunicativo e giuridico.

Come si comporterà la politica classica posta di fronte alla difficile sfida dei nuovi, ma ormai anche vecchi, mezzi di comunicazione? Forse ci sarà ancora qualcuno che penserà ingenuamente che una volta tirata su la paginetta Facebook o scritti due post in croce sul blog personale il grosso del lavoro è fatto.

Vedremo, intanto il lavoro di preparazione di Dichiaro.eu continua spedito e presto spero vedremo i suoi frutti.

Le attività di Dichiaro.eu possono essere seguite anche sul blog di Dichiaro.eu, su Twitter e da poco anche su FriendFeed. Naturalmente Dichiaro.eu è presente in maniera strategica in tutti questi “luoghi” anche per interagire e parlare con il popolo della rete proprio come si conviene ad un genuino prodotto 2.0  :)

YouTube e la vera guerra di Mediaset

27 January 2009, di Roldano De Persio

In questi giorni divampano le polemiche e le voci dissenzienti su un disegno di legge riguardante internet, i diritti d’autore e il comitato tecnico contro la pirateria digitale. Ricordiamo inoltre, che sullo sfondo rimane ancora la causa tra Mediaset e YouTube sui contenuti uploadati illegalmente sulla piattaforma Made in Google.

Sarà, ma io ho come l’impressione che la questione dei diritti di autore sia un falso problema, o meglio una specie di specchietto per le allodole per distrarre l’attenzione dal vero problema, che hanno le televisioni generaliste e più nello specifico le televisioni commerciali come quelle che fanno capo al gruppo  Mediaset.

Piccolo preambolo.

La televisione di stato sia qui RAI che nel resto dei paesi d’Europa gode di un sussidio chiamato canone, che alla fine non è altro che una tassa di possesso, utilizzata per finanziare la televisione pubblica. In Francia Sarkozy ha voluto addirittura estendere la tassa alle televisioni commerciali pur di liberare dalla pubblicità almeno un canale della televisione pubblica.

Ora se le televisioni pubbliche sono protette dal gelo delle flessioni del mercato pubblicitario, specie in questo momento di recessione globale, chi è che ne patisce in pieno le conseguenze ? Risposta: la televisione generalista commerciale. Ricordatevi che Sky è sì commerciale, ma ha l’abbonamento!

Le televisioni commerciali di tutto il mondo hanno bisogno della pubblicità come il pane. La pubblicità arriva però quando ci sono quelle che gli americani chiamano eye balls, in gergo più tecnico Audience.

Più Pubblico Più Pubblicità!

Il guaio è che il pubblico se ne sta andando su Internet e Paperissima non lo guarda più solo su Canale 5 bensi su uno dei cento milioni di canali YouTube. C’è un emorragia di telespettatori che fa paura.

In tempi di vacche grasse concorrenti come Sky e YouTube si potevano pure tollerare. Ora che accanto ad Auditel vengono effettuate le misurazioni dei pubblici degli altri canali – Satellite e Internet – e saltano fuori certi risultati appare evidente come questi nuovi attori si stiano succhiando spettatori e pubblicità.

Traete voi le conclusioni.

Il cinguettio guerresco di Israele

30 December 2008, di Roldano De Persio

Questi sono giorni drammatici in cui molte persone stanno morendo o rimangono ferite gravemente sotto i colpi di missili isrealiani o quelli di Hamas. La piccola grande guerra di Gaza sta suscitando reazioni in tutto il mondo con proteste, manifestazioni e dichiarazioni di capi di stato.

La guerra da che mondo e mondo non si fa però solo con le armi. Le parole svolgono un ruolo altrettanto importante e spesso agli occhi dell’opinione publica gli stati ed i governi compiono uno sforzo pari a quello bellico in conferenze stampa e dichiarazioni ufficiali. Questo perché l’opinione pubblica è un arma che può essere usata a favore di una causa o contro qualcuno.

Ora per la prima volta nella storia Twitter, uno strumento Web 2.0, verrà utilizzato da Israele per interagire con l’opinione pubblica e rispondere alle domande dellìopinione pubblica sulla guerra a Gaza.

Domani martedì 30 dicembre 2008 tra le ore una e le ore 3 della costa Est degli Stati Uniti il Consolato Generale di Israele a New York terrà sul suo account Twitter israelconsulate una conferenza stampa pubblica riguardo la situazione a Gaza. Nel caso dovessero essere più lunghe dei canonici 140  caratteri le risposte verrebbero pubblicate sul blog Israel Politik.

Una conferenza stampa di guerra su Twitter è un fatto senza precedenti e fino ad ora Twitter era stato utilizzato durante campagna presidenziale degli Stati Uniti per fare le domande ai candidati. Questo precedente quanto influenzerà le scelte di politica estera dei governi nel prossimo futuro? Potremmo immaginare uno scenario futuro in cui ad esempio il governo UK interviene tramite il suo account Twitter DowningStreet per fare domande o addirittura fare pressione sul governo Israeliano facendo domande sull’account Twitter.

Fantapolitica? Forse, mi domando però: chi di voi nel 2007 avrebbe scommesso che il presidente Barak Obama avrebbe dovuto ringraziare proprio i Social Media per il gigantesco sostegno avuto dai suoi elettori? E ancora mi e vi chiedo non vi pare strano che proprio la Politica nella sua veste più drammatica è quella che sta guidando il mondo nell’esplorazione di nuove forme di comunicazione come i Social Media, mentre le aziende paradossalmente rimangono indietro con atteggiamenti dubbiosi ed incerti?

Fino ad ora tra i guru del nuovo marketing è prevalso il mantra i mercati sono conversazioni. Forse siamo all’alba di una nuova era in cui la politica prevale sull’economia e dove purtroppo anche i conflitti armati sono conversazioni.

Space Economy il Ritorno al Futuro

15 December 2008, di Roldano De Persio

L’Inverno dell’economia planetaria è appena cominciato ed in America si tenta di dare un nome a quella che nella storia verrà ricordata molto probabilmente come la Grande Recessione. Come dopo un esplosione nucleare il fall out sta lentamente ricoprendo le nazioni della terra congelando via via tutte le loro attività economiche.

Gli stati e le banche centrali cercano disperatamente di iniettare liquidità e fiducia nei mercati ipnotizzati dall’orrore che tutto possa implodere come nel 1929 ed ottengono invece solo brevi sussulti delle borse mondiali. Come in una gigantesca sala operatoria i bacbhieri centrali usano potenti scariche di defibrillatore sperando che il cuore dell’economia globale ricominci a battere, ma non succede nulla, solo un po’ di euforia nei mercati e poi la linea piatta.

Appare evidente, senza dover essere laureati in economia, che il giocattolo si è rotto e che siamo di fronte ad un cambiamento strutturale, per non dire epocale. Ci vuole una risposta forte, qualcosa che vada oltre i deboli, ma sanguinosi pagliativi dei miliardi di dollari regalati a banche e ai dinosauri costruttori di automobili.

No dobbiamo cambiare completamente prospettiva e fare ritorno al futuro.

Questo blog ed il server http su cui gira questo blog sono figli delle conquiste spaziali degli anni 70. Tutta la tecnologia attuale è una derivazione di quello che è stato fatto grazie ai viaggi sulla Luna. Stai usando un portatile Apple per vedere questo blog? Bene sappi che sotto la bella grafica c’è un Sistema Operativo Unix inventato negli anni 70. Molte delle nostre comodità tecnologiche sono figlie dello spazio e della mentalità di frontiera di quelle generazioni di cui io, essendo un quarantenne, ancora ne sento la risonanza.

Se Obama invece di regalare miliardi a produttori di CO2 comunque spacciati, pensasse come il suo più famoso precedessore il presidente John Fitzgerald Kennedy potremmo immaginare un recente domani dove russi europei americani e cinesi partecipano tutti ad una corsa il cui premio in palio  è la conquista di Marte, il pianeta rosso.  Non mi si venga a dire che questa è fantascienza perché noi questo l’abbiamo già fatto e con la tecnologia di 30 anni fa. Forse quelle erano generazioni che avevano gli attributi per ideare e realizzare una cosa del genere, ma spero che i miei coetanei ed i loro figli non siano nel frattempo diventati degli eunuchi, perché altrimenti ci meriterermmo di peggio che la Grande Depressione.

Lo spazio, l’ultima frontiera come dicono quelli di Star Trek, può essere la soluzione di molti nostri problemi energetici ma anche  medici. Alcuni farmaci, ad esempio, sono realizzabili al meglio solo a gravità zero. Le lune di Giove e Saturno sono ricche di materiali di ogni tipo e gli stessi giganti gassosi sono enormi depositi di metano. Tutta questa ricchezza è lì che ci aspetta, mentre noi homo sapiens sapiens distruggiamo ogni giorno risorse e miliardi di dollari e vite umane in guerre che hanno lo scopo di mettere le mani su un sottoprodotto marcito delle foreste preistoriche. Tutto questo per poter andare al lavoro su macchine inventate da persone che quando erano ancora in vita avevano bastone, ghette sulle scarpe e la bombetta in testa mentre nelle strade era pieno di cacca di cavallo.

Marte? Yes We Can


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